Old Rieti Rugby: nessuna possibilità di collaborare con gli Arieti

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La società Old Rieti Rugby Club comunica che ad oggi non esistono le condizioni per avviare una collaborazione con l’Asd Arieti Rugby Rieti 2014, società impegnata quest’anno nel Campionato di serie C élite e chiamata a fare i conti con i problemi societari legati alle dimissioni del suo Presidente e di buona parte del Direttivo. La decisione è scaturita al termine della riunione del Consiglio Direttivo degli Old Rieti Rugby Asd che si è tenuta giovedì scorso alla presenza dei suoi componenti al completo e convocata dal neo presidente Francesco D’Orazi. Seppure alla luce del delicato momento che la Società sta attraversando e nonostante una richiesta arrivata direttamente dagli Arieti all’indirizzo degli Old Rieti Rugby Asd, chiamati a dare un contributo in termini non solo economici ma anche di esperienza e di competenza, i veterani guidati da D’Orazi si sono chiamati fuori. Una decisione non del tutto indolore ma che è stata presa dopo una serie di concrete manovre di “avvicinamento” da parte degli Old reatini con il dichiarato intento di raddrizzare una condotta societaria che in questi ultimi tempi ha lasciato a dir poco perplessi. “Abbiamo tutti gli strumenti e la volontà per collaborare – spiegano gli Old Rieti Rugby Asd – ma è necessario essere messi nelle condizioni giuste per farlo. Abbiamo chiesto soprattutto trasparenza ma alle parole non è seguito nessun fatto”. E’ bene ricordarlo, i veterani del rugby reatino non hanno mai mancato di dare il proprio apporto a tutte le attività della Società, contribuendo sotto ogni forma alle manifestazioni legate in particolare al settore giovanile. Un impegno quello degli Old sempre legato al movimento rugbistico locale ed in linea con quelli che sono i principi che ne hanno mosso la creazione: passione ed esperienza, promozione della disciplina rugbistica, supporto volontaristico alle iniziative societarie e sportive. In nome di uno sport che a Rieti vanta una tradizione significativa; non a caso il 2014 è stato incorniciato dalle numerose iniziative che portano la firma delle vecchie glorie del rugby reatino per i cinquantanni del movimento. Old Rieti Rugby Asd comunica inoltre che l’unica voce che rappresenta la società all’esterno è quella del presidente Francesco D’Orazi e dei vice Pierpaolo Piacentini e Giovanni Troiani.

Provincia, i dipendenti chiedono un incontro alle istituzioni

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Le Organizzazioni Sindacali Territoriali di categoria FPCGIL, FPCISL, UIL FPL della Provincia di RIETI chiedono l’attivazione della procedura di conciliazione prevista dall’art. 2 comma secondo, della Legge 146/90 così come modificata dalla Legge 83/2000, relativamente al fatto che la Regione Lazio non sta procedendo alla ridefinizione delle competenze da attribuire alle province. Nella Provincia di Rieti tale inerzia, oltre a non consentire la rideterminazione della dotazione organica, secondo le norme contenute nelle disposizioni della legge di stabilità e nella Circolare n. 1 2015 della Funzione pubblica, metterebbe pesantemente a rischio l’erogazione dei servizi e lo svolgimento delle funzioni e purtroppo la messa in discussione degli equilibri di bilancio con conseguenze dirette sull’occupazione e sugli stipendi. I sindacati intervengono anche su conforme mandato ricevuto dall’assemblea dei dipendenti della provincia di Rieti tenutasi in data 17.02.15, che ha anche proclamato lo stato di agitazione. A fronte di tale scenario le Organizzazioni Sindacali si chiedono:  Quali competenze la Regione Lazio intende trasferire alla province;  Come intende ricollocare il personale che svolge le funzioni proprie della Regione Lazio nel caso in cui le competenze saranno effettuate dalla Regione stessa;  Quale sarà il futuro per la provincia di Rieti ?  Quali risorse saranno disponibili per assicurare il riscaldamento nelle scuole superiori e i servizi di pulizia ?  Quali risorse per la messa in sicurezza e la gestione della rete viaria?  Quali risorse per gli interventi contro il dissesto idrogeologico?  Quale futuro per i dipendenti della provincia che hanno assicurato e assicurano servizi e lavoro, nonostante gli attacchi subiti?  Quali misure si intendono adottare per assicurare un diritto di lavoratrici e lavoratori a percepire la retribuzione. Pertanto, a fronte di quanto sopra, considerato che le inadempienze della Regione Lazio metteranno a rischio anche la situazione occupazionale dell’Ente Provincia, dipendenti e sindacati chiedono un incontro urgente entro 10 giorni da oggi al Prefetto, Presidente della Proncia ed al Sindaco di Rieti. Comunicano sin d’ora che trascorso infruttuosamente il termine indicato di giorni 10 ovvero nel caso che, a seguito della conciliazione, non si addivenga ad una soluzione condivisa, procederanno alla proclamazione dello sciopero dei dipendenti della Provincia di Rieti.

Fondazione Varrone sostiene la promozione del libro “Gli Scolopi a Rieti e in Sabina”

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La Fondazione Varrone ha deciso di sostenere la promozione del libro “ Gli Scolopi a Rieti e in Sabina”, un progetto editoriale voluto dall’Avv. Gianfranco Paris, ex allievo delle Scuole Pie di Rieti ed ex Istitutore del Collegio Conti Gentili Alatri gestito dagli Scolopi dal 1700. Il libro verrà presentato giovedì 26 febbraio alle ore 16 presso la prestigiosa sala ovale Calasanzio nel complesso dell’Auditorium Varrone di Rieti in collaborazione con l’Associazione culturale Amici della Sabina e  l’Archivio di Stato di Rieti. La Fondazione Varrone, in occasione dell’inaugurazione della sala ovale Calasanzio, avvenuta nel 2011 dopo un sapiente restauro, aveva già riconosciuto, con l’intitolazione della stessa sala a  Giuseppe Calasanzio,  il fondamentale contributo della scuole Pie, dette Scolopi, alla formazione dei giovani di tutto il mondo. Calasanzio fu dichiarato Patrono Universale di tutte le scuole popolari cristiane del mondo da Papa Pio XII. La sala ovale, completamente restaurata e attrezzata tecnologicamente dalla Fondazione Varrone, ormai da anni è stata messa a disposizione della comunità, accogliendo giornalmente gli incontri, i progetti, le riunioni di associazioni educative, culturali ed artistiche. “ Il libro – ha dichiarato l’Avv. Paris, promotore dell’iniziativa culturale e storica –  è uno strumento per non dimenticare le qualità umane e religiose dei Padri dediti all’elevazione culturale dei giovani, che hanno lasciato nella città di Rieti tracce indelebili della loro presenza. In particolare nel libro si ricordano i leonessani  Padre Tolmino Zelli e Padre Onelio Dionisi e il reatino Padre Quirino Di Santo amatissimo parroco per 40 anni della stessa parrocchia di S. Scolastica, oggi Auditorium Varrone.  Una buona parte della gioventù reatina del dopoguerra  è stata formata da loro”. Il libro si compone di 4 parti. La prima a cura di Luciano Tribiani sulla vita di Giuseppe Calasanzio che ha fondato la prima scuola pubblica popolare gratuita d’Europa,  la seconda raccoglie gli articoli del Prof. Goffredo Cianfrocca che ricostruiscono la presenza degli Scolopi a Rieti e in Sabina. La terza parte recepisce i ricordi dello stesso Avv. Gianfranco Paris relativi alla sua vita vissuta tra gli Scolopi con particolare attenzione alle  figure dei Padri Scolopi più amati nel territorio. Ed infine la quarta parte redatta dal Padre Scolopio Vincenzo Vitillo, conclude il libro. Fondamentale nell’elaborazione del volume i documenti custoditi presso l’Archivio di Stato. Alla presentazione del libro saranno presenti; Roberto Lorenzetti Direttore dell’Archivio di Stato, il Prof. Goffredo Cianfrocca, Luciano Tribiani, Felice Paniconi. Coordinerà i lavori l’Avv. Gianfranco Paris, promotore dell’iniziativa storico-culturale. BREVE SCHEDA DI GIUSEPPE CALASANZIO. Nato nel 1557 a Peralta de la Sal, in Spagna, Giuseppe diventa sacerdote a ventisei anni. Ricopre importanti mansioni in diverse diocesi spagnole. A Roma, colpito dalla miseria in cui vivevano i ragazzi abbandonati, fonda un nuovo ordine religioso con l’obiettivo di dare un’istruzione ai più poveri e combattere così l’analfabetismo, l’ignoranza e la criminalità. Nascono le «Scuole Pie» e i suoi religiosi vengono chiamati «scolopi». Scrive il santo: «È missione nobilissima e fonte di grandi meriti quella di dedicarsi all’educazione dei fanciulli, specialmente poveri, per aiutarli a conseguire la vita eterna. Chi si fa loro maestro e, attraverso la formazione intellettuale, s’impegna a educarli, soprattutto nella fede e nella pietà, compie in qualche modo verso i fanciulli l’ufficio stesso del loro angelo custode, ed è altamente benemerito del loro sviluppo umano e cristiano». Giuseppe muore il 25 agosto del 1648; è canonizzato nel 1767 e nel 1948 è dichiarato da papa Pio XII «patrono Universale di tutte le scuole popolari cristiane del mondo». Oggi l’ordine degli Scolopi è presente in 4 continenti e 32 paesi.

Corso sull’uso delle fonti cinematografiche e fotografiche nella didattica

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L’Archivio di Stato di Rieti, d’intesa con l’Istituto Luce ha organizzato un corso per insegnanti e operatori culturali sull’uso delle fonti cinematografiche e fotografiche nella didattica e nella ricerca storica. Dopo una fase introduttiva, il corso verterà su tematiche storiche legate all’ambiente locale e soprattutto il Terminillo, la Prima Guerra Mondiale, Economia agricola, Strampelli, Battaglia del grano.  Su tali tematiche saranno presentati anche i filmati conservati presso l’istituto Luce.  Il corso è riservato ad un massimo di quaranta partecipanti e si terrà presso l’Archivio di Stato di Rieti nei giorni 27 marzo, 16 e 17 aprile alle ore 15 alle ore 18.  Sarà rilasciato un attestato di partecipazione. Per  partecipare al corso:  segreteria dell’Archivio di Stato per telefono (0746 204297) o tramite email (as-ri@beniculturali.it) comunicando nome, cognome, istituto di appartenenza, indirizzo, telefono e email. www.asrieti.it

“Un giorno da allevatore” secondo atto, Coldiretti: gli impegni presi

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A distanza di soli dieci giorni dalla grande mobilitazione svoltasi in tutta Italia a cui hanno preso parte centinaia di allevatori capitolini e reatini ed intitolata singolarmente “Un giorno da allevatore”, Coldiretti comincia a raccogliere i primi frutti con risposte ed impegni concreti provenienti dal mondo delle istituzioni. Il primo tavolo delle trattative è stato già allestito nei giorni scorsi presso il Ministero delle Politiche Agricole a seguito del quale sono stati presi una serie di impegni, primo fra tutti quello di imbastire un rapporto di fattiva collaborazione con l’Autorità garante per il mercato e la concorrenza al fine di evitare il prolungarsi di pratiche commerciali scorrette, riconoscendo quindi che l’attuale situazione genera un evidente dislivello tra i vari attori della filiera commerciale. L’impegno sarà pertanto finalizzato a ridare dignità al costo di produzione alla stalla, diventato ormai negli ultimi tempi a dir poco irrisorio. Altro passaggio fondamentale affrontato durante le trattative è stato quello della trasparenza che ha indirizzato i lavori verso la necessità dell’indicazione obbligatoria del paese d’origine o del luogo di provenienza per il latte in quanto tale e per il latte usato quale ingrediente di prodotti lattiero caseari. Questo impegno è stato corroborato dall’adesione, espressa dalla grande distribuzione organizzata, (GDO) all’impegno di garantire al consumatore una maggiore trasparenza sull’origine del latte attraverso un segno chiaro ed omogeneo che indichi la zona di mungitura. “E’ una grande soddisfazione vedere come le nostre mobilitazioni e manifestazioni di piazza diventino canali utili non solo a sensibilizzare le istituzioni verso i problemi dei produttori – ha affermato Gabriel Battistelli, direttore di Coldiretti Rieti – ma anche e soprattutto facciano da premessa verso la costituzione di tavoli volti alla risoluzione dei problemi. Sia l’impegno preso sul versante dell’antitrust sia le intenzioni espresse in merito all’indicazione obbligatoria dell’origine sono di certo due pilastri fondamentali da cui far partire un impegno sempre maggiore che possa toccare le diverse criticità dell’intero comparto”. L’adesione della GDO in particolare, rappresenta una chiave di lettura di quello che potrebbe essere un nuovo trampolino di lancio per l’intero comparto agroalimentare italiano. Quella del latte rimane ad oggi una partita work in progress e Coldiretti continuerà a combattere la sua battaglia portando avanti tutte le rivendicazioni avanzate durante “Un giorno da allevatore”.

FINAL FOUR, il sogno della Small Basket Rieti

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“Forse riusciremo a vincere un paio di partite”. Queste le parole con le quali Luca Colantoni è stato accolto alla guida della panchina della Small Basket Under 17 Eccellenza Umbra, formazione allestita in collaborazione con la Foresta Basket Rieti , che ha concesso  in prestito alcuni dei suoi giocatori. Gli obiettivi fissati erano a dir poco modesti, dato che la squadra era formata da ragazzi che non avevano mai solcato parquet importanti. Tutto era cominciato con lo scopo di accumulare esperienza, senza la pressione che può avere una squadra blasonata del calibro di Valdiceppo, la vera schiacciasassi del campionato. La finalità della Small Rieti è sempre stata quella di far divertire i ragazzi, tutti hanno avuto il loro minutaggio anche nelle partite fondamentali. La squadra fa un pò  fatica ad ingranare all’inizio con due sconfitte consecutive, i reatini hanno acquisito fiducia battendo Assisi in casa ed espugnando uno dei campi più ardui, quello di Foligno. Il resto del girone d’andata è costellato da infortuni e squalifiche, che permettono di vincere solo un’altra partita, quella con Gualdo Tadino. La vera riscossa arriva nella seconda metà della stagione, dove i gemelli Luca e Matteo Salari si caricano sulle spalle la squadra e trascinano la compagine reatina a sette vittorie su dieci gare, una media da secondo posto in classifica. Alcuni di questi trionfi vengono ottenuti contro squadre di ben più ampie aspettative, come quella in casa contro Perugia o quella all’ultimo respiro sul campo di Sansepolcro. L’elemento di maggior soddisfazione in questa impresa di raggiungere le final four sta nel fatto che tutti si siano dati da fare, che abbiano posto il loro mattoncino ogni volta in cui sono stati messi in campo da coach Colantoni. Davvero una bella realtà quella che il presidente Alfonso Scocozza che insieme ai dirigenti Giuliano e Luciano Lelli sono riusciti a mettere insieme praticamente dal nulla, costituendo un team che ad inizio anno era visto da tutti come la “cenerentola” e che adesso è temuta da chiunque. Un grande gruppo che merita questi traguardi, dato che è sempre stato unito, nei momenti belli ma soprattutto in quelli difficili e che sicuramente darà battaglia anche nelle final four di sabato e domenica, dalle quali chi uscirà vincente accederà all’interzona nazionale. Complimenti a tutti i ragazzi per i quali spendiamo due parole: i gemelli Salari, Luca e Matteo, due baby-star che sono decisi a seguire le orme del fratello Marco e che stanno ponendo le basi per una carriera che potrebbe essere costellata di successi. Luca Fusacchia, il centro della squadra, un po’ in crisi ad inizio stagione ma venuto fuori alla distanza. Manuel Cocco, recuperato nel girone di ritorno dopo un infortunio e che ha fatto vedere di essere uno dei punti chiave del quintetto in campo. Giovanni Messi, sempre pronto a gettarsi su ogni pallone con grande grinta e determinazione, non si tira mai indietro. Un grosso ringraziamento va a tutti gli altri ragazzi: Matteo Fioravanti, importante playmaker in aiuto dei Salari, Saverio Ferroni, sempre presente sotto canestro nella presa dei rimbalzi, Riccardo Albanesi, un altro gladiatore e uno dei migliori difensori della squadra, Mattia Grillo, arcigno in difesa alla sua prima stagione, così come per Chinonsò  Marcari e Maycon Luzzi, importante il loro apporto nei momenti chiave delle partite. Imbocca al lupo a tutti i giocatori per le final four e continuate a farci sognare! Nella foto: Luca Colantoni (sx) e Alfonzo Scocozza.

Gestione Casa riposo ex Manni, la replica della cooperativa Quadrifoglio

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Ci vediamo costretti, nostro malgrado, avendo la responsabilità di assicurare, su scala nazionale, ogni giorno, tanti servizi socio-sanitari di qualità, a replicare con energia alla nota a firma delle Organizzazioni Sindacali di Rieti, in merito alla gestione della Casa di riposo “P. Manni” (LEGGI). La nota, pubblicata ieri dal quotidiano on line “Rietinvetrina”, asserisce che la cooperativa Quadrifoglio, nella gestione della Casa di riposo in questione, non rispetterebbe minimamente la normativa regionale vigente in materia di standard di personale. Ci si interroga, pure, su come sia stato possibile che gli standard di personale, precedentemente assicurati dalla gestione pubblica, vengano oggi falcidiati dalla Quadrifoglio. Al fine di chiarire ai cittadini reatini quanto tendenziose, fuorvianti ed inverosimili siano i contenuti della nota a firma delle OSS-FP, si rende necessario fare alcune precisazioni di merito. Il Comune di Rieti, con la Deliberazione di Giunta comunale n. 225 del 24.11.2014, aveva – tra l’altro – disposto la CHIUSURA del “Manni”, tenuto conto che la gestione diretta della casa di riposo comportava costi oramai insostenibili per l’ente e che risultava conveniente, quindi, chiudere la stessa e procedere al convenzionamento temporaneo della stessa, nelle more di gara… (citazione narrativa Deliberazione di G.C. n. 225/2014 – 6 capoverso); In tale contesto, la cooperativa Quadrifoglio, da anni impegnata nella città reatina, con la quale crede di aver stabilito una reciproca stima e fiducia, in ragione del buon lavoro svolto, evidentemente sollecitata dalle parti sociali, decideva di assumersi, dal 1 dicembre 2014, in toto, la gestione del “P. Manni”, destinando all’intervento importanti risorse finanziarie ed umane. Il tempestivo intervento della Quadrifoglio, quindi, scongiurava la definitiva ed improrogabile chiusura della casa di riposo “Manni” e, al pari, il definitivo licenziamento di circa 40 unità di personale. La Quadrifoglio, ad adiuvandum, si impegnava, nell’ambito dell’Accordo stipulato, per il convenzionamento, con il Comune di Rieti “…a mantenere il più possibile inalterati gli attuali livelli occupazionali, limitatamente alla dovuta riorganizzazione dei servizi volta al ripristino dei parametri necessari” (art. 2 Allegato 2 – Deliberazione di G.C. 225/2014). Nella semantica corrente, ergo, si pattuiva di riorganizzare il servizio ripristinando i parametri necessari, evidentemente eccedenti gli standard minimi fissati dalla normativa regionale. A rigore di logica, d’altronde, la chiusura del “Manni”, in conseguenza della insostenibilità finanziaria, derivava probabilmente dall’esuberante consistenza del suo personale. A ciò deve aggiungersi che gli ospiti attuali della struttura sono 42, contro i 60 posti letto disponibili e contro i 53 posti letto utilizzabili per il convenzionamento citato in epigrafe. A tal proposito, si converrà, se proprio necessario, che lo standard di personale deve essere tarato costantemente sul numero degli ospiti presenti in struttura e ricalibrato in virtù degli scostamenti positivi o negativi. Ad oggi, presso la casa di riposo, si assicurano 85 minuti pro-ospite di assistenza socio-sanitaria (OSS e IP), una media perfettamente in linea con gli standard di strutture non sociali (come la CdR Manni), ma a declinazione socio-sanitaria. La citata normativa della Regione Lazio, tanto invocata dalle Organizzazioni sindacali(Leggasi L.R. 41/2003 come integrata dalla Deliberazione di G.R. Lazio n. 375 del 02.11.2011 – pubblicata in BURL n. 37, pag. 93,94,95 e 96 – modifica della DGR Lazio 1305/2004), precisa nella tabella conclusiva gli standard minimi di personale necessari al funzionamento delle Case di riposo per anziani che, al momento, la Quadrifoglio garantisce con minuziosa osservanza. Il presidente Elvio Chiatellino.

Conservatorio, dopo l'incontro di oggi la decisione passa alla Fondazione

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Oggi pomeriggio gli studenti del Conservatorio Santa Cecilia distaccamento di Rieti si sono incontrati, presso Villa Battistini, con tutti i soggetti preposti di Regione, Provincia, Sabina Universitas, MIUR, Fondazione Varrone, Camera dei Deputati. Oltre agli stessi studenti all’incontro erano presenti: Giuliano Casciani rappresentante CdA Fondazione Varrone, il sindaco di Rieti Simone Petrangeli, il sindaco di Contigliano Angelo Toni, l’On. Daniele Mitolo, il presidente della Provicnia Giuseppe Rinaldi e un delegato dell’On. Refrigeri. La decisione presa è quella che nei prossimi giorni il Consiglio della Fondazione Varrone si riunirà per decidere se stanziare o meno 150.000 euro, cifra necessaria a consentire ai 150 studenti del Conservatorio di terminare l’anno accademico. Inoltre, sempre nei giorni a venire, si dovrà decidere in quale modalità e con quali fondi assicurare l’esistenza del Conservatorio Santa Cecilia nel nostro territorio per i prossimi anni.

Oggi all'Ater gli assegnatari degli alloggi popolari di Fara Sabina

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Nel pomeriggio odierno, presso la sede dell’Ater della Provincia di Rieti, alla presenza del Commissario Straordinario, Eliseo Maggi, del Direttore Generale dell’Ater, Amedeo Lauretti, e del Sindaco di Fara Sabina, Davide Basilicata, sono stati assegnati agli aventi diritto 24 alloggi di edilizia residenziale popolare dislocati tra le frazioni di Talocci, Borgo Quinzio, Corese Terra e Prime Case. Un risultato storico, sia per la quantità di alloggi assegnati, sia per la collocazione degli stessi, essendo quello della Bassa Sabina uno dei territori a più alta tensione abitativa della provincia. Gli assegnatari hanno provveduto alla scelta degli alloggi e alla sottoscrizione dei verbali, alla quale successivamente seguirà la stipula del contratto e la contestuale consegna degli appartamenti. Grande soddisfazione è stata espressa dalle numerose famiglie presenti, dal Commissario Maggi e dal Sindaco Basilicata. “Fara in Sabina è la città in provincia di Rieti che risente di più dell’emergenza abitativa – ha dichiarato il Sindaco, Davide Basilicata – Ci siamo adoperati fin da subito per superare quegli ostacoli tecnici e burocratici che impedivano agli aventi diritto di entrare in possesso delle abitazioni. Salutiamo con gioia questo momento che vede soddisfatto un bisogno reale ed urgente per ventiquattro famiglie ma molte altre restano ancora in attesa. Sono sicuro che l’Ater e il Comune avranno ancora molto da lavorare insieme. Siamo pronti a progettare insieme interventi per contrastare l’emergenza abitativa. Il Consiglio regionale sta discutendo una riforma delle Ater provinciali. Qualunque sia il futuro riassetto organizzativo, la Regione Lazio abbia il coraggio di fare un investimento corposo su quello che è un diritto fondamentale che l’Italia stenta ancora a riconoscere. La casa è la “sede” della famiglia”. “Oggi raggiungiamo un risultato storico e assolutamente non scontato, viste le tante difficoltà alle quali abbiamo dovuto far fronte. Siamo orgogliosi di quanto abbiamo fatto considerando che c’era il rischio concreto che si scivolasse verso un contenzioso giudiziario che avrebbe impedito l’assegnazione degli alloggi ma che, grazie alla grande collaborazione degli Uffici dell’Azienda e del Comune, siamo riusciti a scongiurare – ha dichiarato il Commissario Straordinario dell’Ater, Eliseo Maggi – Siamo soddisfatti anche per la capacità dimostrata nel saper correggere il tiro su qualche sfasamento registrato con l’Amministrazione locale, risolto però grazie all’impegno e alla collaborazione di tutti. Sappiamo che c’è ancora molto da fare e per noi Fara Sabina rappresenta uno luogo di primaria importanza sul quale stiamo elaborando idee e progetti ambiziosi che sarà possibile conseguire solo grazie alla collaborazione tra Azienda e Comune”.

Comune: l'inchiesta coinvolge la vecchia gestione del mattatoio

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In merito alla notizia riferita oggi dal Comando provinciale della Guardia di Finanza di Rieti, riguardante l’inchiesta promossa dalla Procura Regionale della Corte dei Conti del Lazio sulla passata gestione del Mattatoio comunale, si precisa che detti accertamenti sono scaturiti da un esposto presentato dall’attuale Amministrazione, così come il procedimento di ingiunzione nei confronti della società coinvolta nelle indagini è stato avviato dall’Ente a tutela dei propri interessi. Si fa presente che il sindaco Petrangeli ha già provveduto a notificare gli atti di messa in mora agli amministratori e ai dirigenti comunali che allo stato risultano coinvolti nell’inchiesta.