Rischio idrogeologico, geologi del Lazio: le istituzioni si assumano le proprie responsabilità

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Nei giorni scorsi l’ennesimo evento meteorico rilevante ha coinvolto la Capitale, con effetti particolarmente drammatici nella parte settentrionale del territorio comunale (Labaro e Prima Porta) e in quella sud-occidentale (Ostia e Infernetto), nonché nei limitrofi Comuni di Fiumicino, Riano e la bassa Sabina. Sono ormai anni che assistiamo agli stessi scenari, e spesso nelle stesse zone. Che il dissesto idrogeologico sia un’emergenza gravissima per il nostro paese l’Ordine dei geologi del Lazio lo dice ormai da decenni. Nella nostra Regione 372 comuni, il 98% del totale, hanno almeno un’area a rischio di frana o di esondazione, in cui è a repentaglio la vita umana e più di 350mila cittadini vivono in aree potenzialmente a rischio idrogeologico. “Alla rapida espansione urbana e alla crescita degli abitati e delle periferie metropolitane, con conseguente impermeabilizzazione di estese superfici – denuncia il presidente Roberto Troncarelli – quasi mai è seguito l’adeguamento delle infrastrutture per lo smaltimento delle acque meteoriche. A volte, poi, si è giunti ad urbanizzare e edificare intensamente anche aree di naturale pertinenza fluviale o comunque facilmente inondabili, così che oggi ci troviamo di fronte a una situazione in molti casi irrimediabilmente compromessa, dove è difficile, quando non impossibile, realizzare anche gli interventi di messa in sicurezza. Ma la politica e gli amministratori si ricordano solo il giorno dopo che il dissesto idrogeologico è un’emergenza nazionale”. Le leggi in materia di difesa del suolo ci sono così come ci sono i Pai, Piani di Assetto Idrogeologico, che individuano le aree a rischio e le misure per la sua mitigazione. Che fare dunque? “Bisognerebbe – continua Troncarelli – mettere in pratica quel piano nazionale per la messa in sicurezza del territorio, che da anni i geologi continuano a considerare urgentissimo. Ripeto ormai da tempo immemore che noi non dovremmo avere un minuto libero. Invece i geologi presenti all’interno delle strutture pubbliche sono ancora troppo pochi e i liberi professionisti scarsamente impegnati. Siamo stanchi di dover ribadire tutto questo solo quando si verifica una situazione emergenziale”. L’Ordine dei Geologi Lazio da sempre svolge la propria opera di sensibilizzazione e di sussidiarietà nei confronti delle istituzioni e degli enti preposti al governo del territorio, nelle situazioni di emergenza, di previsione e prevenzione di questi rischi. Per meglio svolgere questi compiti ha anche istituito al suo interno un Gruppo di Protezione Civile. “E’ necessario tuttavia – rimarca il presidente dell’Ordine – che le stesse istituzioni mostrino maggior sensibilità, interesse, e si assumano le loro responsabilità nei confronti di problematiche che investono tutela del territorio e sicurezza dei cittadini, altrimenti tutto il bagaglio di conoscenze scientifiche rimarrà inutilizzato. Non si può più pensare di ridurre i livelli di rischio per le popolazioni solo attraverso opere di difesa, ma bisogna creare una nuova consapevolezza nei cittadini affinché si impegnino a contribuire alla mitigazione del rischio tenendo comportamenti corretti, poiché ormai dobbiamo imparare a convivere con questo rischio”. Un’altra azione fondamentale per ridurre i rischi presenti è “assicurare la manutenzione ordinaria dei corsi d’acqua, dei versanti e delle opere esistenti, ma – chiosano i geologi del Lazio – anche la delocalizzazione di insediamenti ed attività a rischio, il potenziamento delle reti di monitoraggio e dei sistemi di pre-allertamento. Il nostro Ordine, così come fatto da altri ordini regionali, già da tempo ha proposto alla Regione Lazio l’attivazione di presidi territoriali, di supporto agli enti locali. Purtroppo siamo ancora in attesa di risposta”.

Petrangeli: il mattatoio in un anno e mezzo non ha trovato soluzione

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“Ricevo impropriamente a mezzo stampa la remissione della delega sul mattatoio comunale da parte dell’Assessore Pariboni. La mia presa d’atto è l’epilogo di un fatto che ha visto coinvolta la Giunta a valle di una gestione della vicenda sostanzialmente fallimentare. Il mattatoio comunale è l’ennesimo buco nero ereditato dalle precedenti amministrazioni che in un anno e mezzo non ha trovato soluzione. Solo nel 2013 il Comune ha incassato 80 mila euro e ne ha spesi oltre 800 mila. Una situazione insostenibile che grida allo scandalo se pensiamo che stiamo facendo grandi sacrifici per garantire servizi ben più delicati, come quelli alla persona. Nessun Comune in Italia gestisce ancora in proprio un’attività commerciale che può garantire un servizio di qualità e posti di lavoro. In conseguenza di ciò la Giunta, per evitarne la chiusura, altrimenti inevitabile, ha deciso di intraprendere l’unica ipotesi in campo, ossia quella dell’affidamento in concessione del servizio. Dopo un anno e mezzo di inerzia la Giunta è intervenuta e il Sindaco in persona, unitamente al Dirigente competente, si è speso personalmente per garantire i livelli occupazionali e per il reimpiego, nella gestione esterna, di tutti gli operatori a partita iva. Il Comune ha emesso un avviso per cercare cooperative sociali (le uniche per le quali è possibile un affidamento diretto) disponibili a gestire la struttura senza oneri per la collettività e si appresta, finito il periodo transitorio, a fare un bando per la concessione di lunga durata della struttura.  Vogliamo interrompere lo sperpero di denaro pubblico e non intendiamo tornare indietro.”

Nuova sospensione per il comandante della Polizia Municipale Aragona

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Ancora una sospensione per il comandante della Polizia Municipale di Rieti Enrico Aragona, raggiunto ieri da un secondo provvedimento disciplinare. Dopo la sospensione di quindici giorni, per presunte irregolarità sulle ferie godute,  la nuova sospensione, stavolta per la durata di due mesi, riguarda la presunta vicenda del camper (LEGGI). Anche con il nuovo provvedimento viene confermato il congelamento dello stipendio.

Vicenda mattatoio, Miccadei Maffei: ennesimo scollamento tra Sindaco e alleati

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“Non possiamo non intervenire a seguito delle recenti dichiarazioni dell’assessore alle attività produttive, Emanuela Pariboni che dimostrano per l’ennesima volta lo scollamento tra il Sindaco Simone Petrangeli e gli alleati di governo. A questo punto riteniamo indispensabile l’apertura di un tavolo di crisi da parte del primo cittadino. Troppo importanti e troppo evidenti le questioni che attendono di essere risolte per il bene della città: dall’ex zuccherificio alle politiche del personale fino ad arrivare, ultima in ordine di tempo, alla vicenda del mattatoio comunale. Tante questioni sulle quali noi più volte abbiamo sollecitato un cambio di passo, anche nelle relazioni tra i soggetti politici che compongono la maggioranza. Nel merito della vicenda in oggetto relativa al mattatoio, forse, in virtù dell’importanza delle valutazioni esposte, il Vicesindaco avrebbe dovuto rassegnare le dimissioni per aggiungere peso e coerenza alla sua iniziativa. A nostro avviso, infatti, la soluzione di disimpegnarsi dalla querelle sul mattatoio ma contemporaneamente mantenere la delega alle attività produttive non appare la soluzione più lineare. Anche per questo, riteniamo indispensabile, a questo punto, che tutte le forze politiche della maggioranza si assumano le proprie responsabilità. E vorremmo che lo si faccia alla luce del sole, appunto in un tavolo di crisi che il Sindaco non può esimersi dal convocare”.

Zingaretti scrive a Zanonato per incontro su Schneider Rieti

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Il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti ha scritto al Ministro dello Sviluppo Economico, Flavio Zanonato per chiedere un incontro in merito alla vicenda della Schneider Electric, multinazionale francese che ha uno stabilimento a Rieti. “Gentile Ministro, come certamente sa, la Schneider Electric, multinazionale con sede operativa in Francia, ha annunciato entro marzo la chiusura dello stabilimento di Rieti e la delocalizzazione all’estero delle attività. Una decisione grave e ingiustificata che mette a rischio il futuro non solo di una delle principali realtà industriali della zona, ma dei 190 lavoratori dell’azienda e delle loro famiglie. Fermo restando il percorso avviato tra la Regione Lazio e il Governo per la definizione di un accordo di programma a sostegno del sistema produttivo locale reatino, gravemente colpito dalla crisi, e della possibilità – da definirsi all’interno di tale accordo – di accedere ai fondi nazionali per il sostegno alla riconversione industriale delle grandi aziende attivando un co-finanziamento regionale per il sostegno al tessuto delle PMI, è evidente che il precipitare degli eventi relativi alla vertenza Schneider rende incompatibili i tempi di un provvedimento generale con la necessità di un intervento urgente e tempestivo a garanzia del diritto al lavoro e della coesione sociale. Le chiedo pertanto la possibilità di fissare un incontro nelle prossime ore, per definire una linea di azione comune e un impegno concreto del Governo a far fronte a tale situazione”.

Cgli, Cisl, Uil: necessario un confronto sui S.Sociali di Rieti

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Come ormai triste prassi degli ultimi anni, ogniqualvolta si affronta il tema della predisposizione del bilancio di previsione del Comune di Rieti, si affacciano, in maniera più o meno ufficiosa, fantasiose ipotesi di taglio o di esternalizzazione dei servizi sociali erogati. Le organizzazioni sindacali pur consapevoli del meritorio sforzo in essere da parte dell’amministrazione comunale teso ad evitare il dissesto finanziario dell’Ente, non possono comunque sottacere il fatto che nel settore dei servizi sociali (i servizi alla persona erogati dal Comune (asili nido, assistenza domiciliare, casa di riposo, assistenza scolastica etc) non sono ulteriormente praticabili ipotesi di razionalizzazione oltre quelle messe in campo nel biennio passato. “Chiediamo quindi al Sindaco ed alla Giunta Comunale un urgente incontro teso a chiarire un aspetto chiaro: giusto eliminare sprechi, giusto evitare il dissesto, ma questo non può accadere ai danni dei servizi offerti ai cittadini e ai danni dei livelli occupazionali (già oggetto di ridimensionamento) degli operatori coinvolti”. Ogni intervento in direzione contraria vedrà la ferma opposizione dei sindacati, sia che si parli di tagli sia che si parli di esternalizzazioni, e non potrà che essere considerata come la certificazione del fallimento dell’opera avviata di risanamento delle finanze dell’Ente (in sostanza un dissesto non dichiarato). Al fine quindi di evitare che “rumors” di palazzo o precise volontà gestionali facciano ripiombare i lavoratori e gli utenti nell’incertezza (quando non nella più nera disperazione) chiediamo da parte dell’Amministrazione comunale il preciso impegno a mantenere inalterati gli standard qualiquantitativi dell’assistenza prestata.

Festa del Sole, i rioni chiedono di partecipare alla cabina di regia

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Mentre il Comune di Rieti sta pensando a rendere permanente la Festa del Sole, la kermesse estiva ideata da Renato Buccioni e divenuta un appuntamento tradizionale dell’estate reatina, i Rioni della città si organizzano e chiedono al Comune ed al Comitato della Festa di partecipare da comprimari non solo alle gare sul fiume con i loro equipaggi, ma anche alla programmazione ed organizzazione della manifestazione in tutti i suoi aspetti, organizzativi ed economici. “I Rioni sono sempre stati – afferma Giovanni Olivieri Presidente del Rione San Francesco – l’anima della Festa del Sole, movimentando con i loro atleti, le proprie attrezzature e, soprattutto con gli abitanti dei Rioni stessi che danno vita con la loro presenza e la loro calorosa partecipazione ad un vero spettacolo nello spettacolo”. Su iniziativa di Olivieri undici Rioni, sui tredici complessivi della città, hanno sottoscritto una lettera inviata al Sindaco Petrangeli, all’Assessore Di Paolo e al Presidente del Comitato della Festa del Sole, Renato Buccioni, una lettera in cui chiedono di essere “coinvolti nelle riunioni propedeutiche e nelle decisioni conseguenti, anche di natura economica”- È indubbio che il successo della Festa, oltre che sull’impegno del Comitato, si è basato ed è cresciuto di anno in anno anche grazie alla partecipazione dei Rioni cittadini, partecipazione che ha visto il coinvolgimento degli abitanti tutti ed in particolare dei rappresentanti rionali che hanno dato vita a sfide accese e memorabili ma sempre all’insegna del rispetto e dell’amicizia tra avversari. “Siamo fiduciosi – conclude Olivieri – che la richiesta dei Rioni verrà accolta, soprattutto in questa fase che sembra portare alla istituzionalizzazione della Festa del Sole con l’intervento del Comune di Rieti come partner principale”.

Cittadinanza attiva: fermiamo gli sfratti dalle abitazioni Ater

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Tra qualche giorno, con poliziotti a seguito, verrà eseguito l’ennesimo sfratto di una famiglia dalle case popolari di via Aldo Moro di Rieti, rinviato quindici giorni fa solo per verificare le condizioni di salute della Signora M. D.M., cardiopatica, ipertesa e diabetica e della nipote M.T., in cura psicologica. Tra il 2011 ed il 2012, nella Provincia di Rieti vi sono stati 45 sfratti. Ma nei soli primi 8 mesi del 2013 gli sfratti si sono moltiplicati sino a raggiungere il drammatico numero di 245, di cui 75 già eseguiti, ben15 quelli di inquilini di case popolari, spesso per il solo fatto di non riuscire a pagare le 40 euro di “condominio” e le 10 euro di affitto! A parte la misera pensione della Signora M.D.M., nessuno, in quella famiglia, lavora, così come tra i parenti, che sopravvivono con le briciole dei pochissimi occupati a bassi salari. Ma l’A.TE.R di Rieti, per sfrattare gli inquilini più in difficoltà, non trova di meglio che resuscitare un vecchio controllo ispettivo, dove l’appartamento risultava “abbandonato”, ignorando che gli anziani signori intestatari cercavano, per qualche mese, di aiutare il tentativo – poi fallito- di un’attività produttiva agricola di uno dei figli nella campagna di un comune della Provincia e che un componente vi dormiva di notte alzandosi regolarmente alle 5 di mattina per recarsi a Roma sino a sera tardi. A nulla valsero le giustificazioni degli anziani nei confronti dell’A.TE.R, né alcuno si fece scrupolo di verificare le reali condizioni economiche dell’intera famiglia, da tempo in difficoltà economiche e che non avrebbe avuto scampo da uno sfratto senza altre forme di protezione. Eppure, si sono recati infinite volte ai agli uffici dei Servizi Sociali del Comune di Rieti, dell’A.TE.R. e dello stesso Sindaco. Inutilmente. Ed ora resta loro solo l’angoscia ed il dramma di uno sfratto. Ammesso l’errore di comunicazione di un periodo di assenza dall’alloggio popolare per sostegno al figlio che con difficoltà cercava di avviare un’attività lavorativa, qualcuno – i Servizi Sociali, ad esempio – si è chiesto che fine farà l’anziana e malata signora o sua nipote di 27 anni in cura dalla psicologa, o ancora il figlio M. D. di 49 anni, disoccupato da almeno 7 anni? Li dovrebbe, forse, mantenere l’altro figlio disoccupato e da 2 anni “senza fissa dimora”, o l’unica nipote che percepisce un modesto stipendio, già scarso per se’, figuriamoci per altre 5 persone ?! Per questo, accertate le reali condizioni di indigenza della famiglia F, chiediamo l’immediata revoca dello sfratto in atto. In subordine, il rinvio dello sfratto stesso in attesa di poter organizzare il trasferimento in altra abitazione A.TE.R, ovvero abitazione in affitto a carico dei Servizi Sociali del Comune di Rieti. Ma ora, crediamo di dover ribadire come i Responsabili delle Istituzioni abbiano il compito primario di garantire, innanzitutto, la dignità e la sicurezza della popolazione. E non ci si venga a dire che, in tempo di crisi, si giustifica il “sacrificio” dei cittadini più deboli ! Al contrario, in tempo di crisi occorre sempre adottare misure di protezione dei cittadini più deboli e più a rischio di emarginazione e di esclusione sociale. Lo “Stato Sociale” – come ci insegnano paesi più evoluti del nostro, come la Germania, la Svezia e la Norvegia – oltre al compito di proteggere i cittadini più fragili, si prefigge di prevenire l’aumento di fasce di popolazione in difficoltà, anche nell’interesse dell’intera società, nella banale consapevolezza che una persona in difficoltà alimenta le difficoltà dell’intera società e complica la vita di tutti noi, compreso l’inevitabile aumento dei costi economici a carico di tutti! Mettere in atto efficaci strategie sociali, allora, Gentili Amministratori delle Pubbliche Istituzioni, significa dare risposte vere, articolate in relazione ai bisogni primari dei cittadini più fragili, e con scelte in grado di emancipare le persone dal mero assistenzialismo. Per questo chiediamo da subito alcune misure urgenti:
  1. L’estensione del blocco degli sfratti richiesto dal Presidente Zingaretti, anche alle altre province con accertata emergenza abitativa , Rieti compresa.
  2. L’assoluta proibizione di sfratto degli abitanti di case dell’A.TE.R , e l’avvio, sempre di indagini del Servizio sociale per accertare lo stato di difficoltà dell’inquilino sotto sfratto; salvo conclamati casi di inquilini accertati quali “benestanti”, oltre la soglia di reddito prevista dal regolamento A.TE.R. Sapendo –incredibile a dirsi- che qui a Rieti siamo ancora in attesa, dopo 3 anni, di conoscere le decisioni dell’A.TE.R., dopo l’accertamento della Guardia di Finanza su almeno 16 casi di inquilini con redditi oltre i 100 mila euro annui !
  3. L’avvio di una seria verifica, unitamente ad altri Enti (ci viene in mente l’ATER, ma anche la Provincia, oltre allo stesso Comune), circa un più oculato utilizzo del patrimonio immobiliare pubblico (ci risultano numerosi alloggi popolari rimasti vuoti da tempo, ma di cui la stessa ATER ignora lo stato di utilizzo, o perché l’Ente gestore –incredibile a dirsi- non avrebbe i fondi necessari alla loro “tinteggiatura”, rifiutandosi, per altro, di accettare che tale incombenza sia a carico dei destinatari, come dagli stessi richiesto, per il pretestuoso timore di rivalse giudiziarie.
  4. L’adeguamento di un fondo casa per l’acquisto di alloggi o per il pagamento dell’affitto da destinare ai senzatetto.
  5. La creazione di un fondo regionale per il recupero a fini abitativi dei numerosi edifici pubblici, alcuni dei quali sistemabili con una spesa irrisoria, attualmente non utilizzati.
Ora ci aspettiamo fatti concreti e provvedimenti che, evidentemente, non avranno la capacità di risolvere ogni problema, ma che potranno dare un’impostazione di metodo in grado di invertire una tragica condizione di degrado sociale a spese dei cittadini più deboli.

Sabina Universitas, Maurizio Chiarinelli è il nuovo presidente del Consorzio

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E’ Maurizio Chiarinelli il nuovo presidente del Consorzio universitario Sabina Universitas. A nominarlo all’unanimità l’assemblea dei soci che ha indicato lo storico vicepresidente vicario a ricoprire l’importante incarico. Chiarinelli prende il posto di Luigi Frati che siederà alla presidenza del comitato scientifico. Novità in arrivo anche per il Consiglio di Amministrazione che passa da 15 a 5 rappresentanti: oltre al presidente ci saranno il suo vice, Vincenzo Regnini; Innocenzo De Sanctis; Giancarlo Felici e Maria Rita Pitoni. I membri del Cda, come in precedenza, continueranno a non ricevere rimborsi e gettoni. Nominato anche il collegio sindacale che sarà composto da Giada Giorgetti, Lanfranco Guidi e Nicola Cinosi. L’assemblea, durante la seduta ordinaria, ha approvato il Bilancio e, tra gli argomenti all’ordine del giorno, e’ stata anche votata la richiesta di ammissione come socio del Comune di Cittaducale che rientrerà nell’assemblea dopo la decisione presa in passato dall’amministrazione comunale angioina di uscire dallo stesso. “La nomina alla presidenza – ha dichiarato Maurizio Chiarinelli – è motivo di grande orgoglio e giunge dopo un percorso importante iniziato con la nascita del Consorzio universitario e con il mio incarico di vicepresidente vicario. Sono molte le cose avviate in questi anni e molte altre quelle da fare per puntare su un cammino già tracciato e creare così nuove premesse per una svolta capace di dare sempre più forza e prestigio al polo Reatino. Ringrazio Luigi Frati per quanto fatto in questi anni e per quanto continuerà a fare nella sua nuova veste di presidente del comitato scientifico, ruolo ben ricoperto in questi anni da Marco Mancini, già rettore dell’ateneo viterbese, con il quale abbiamo costruito una struttura ormai consolidata. Pur riconoscendo le grandi difficoltà economiche che vivono le pubbliche amministrazioni e quindi i soci del Consorzio – ha concluso Chiarinelli – serve ora uno sforzo comune per continuare a credere e rilanciare la Sabina Universitas che continuerà ad avvalersi della collaborazione attiva della Tuscia, guidata dal nuovo rettore Alessandro Ruggieri, e della Sapienza”.

Causa maltempo frana a Fara Sabina

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Continuano i disagi causati dal maltempo che ha investito nei giorni scorsi anche la provincia di Rieti. Questa mattina la squadra dei Vigili del Fuoco di Poggio Mirteto è intervenuta a Fara Sabina, Strada degli Inglesi in prossimità del lago di Baccelli per un grosso smottamento di terreno all’interno di una proprietà privata. I Vigili del Fuoco hanno interdetto il passaggio di autovetture per motivi di sicurezza.

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Pariboni: mattatoio, una scelta sbagliata

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Ho da sempre contrastato la proposta di affidare “sperimentalmente” la gestione del mattatoio comunale ad una cooperativa sociale di tipo B per motivi di opportunità politica e per grandi perplessità dal punto di vista procedurale. Purtroppo, le mie ragioni sono rimaste inascoltate e si è deciso di procedere verso questa soluzione. Sin dal mio insediamento ho ritenuto imprescindibile effettuare un’analisi approfondita del funzionamento della struttura al fine di porre in essere una azione di risanamento della gestione economica finanziaria che non penalizzasse né la qualità del servizio offerto e neppure le professionalità attualmente occupate nella struttura. Una struttura strategica per il nostro territorio, utilizzata da molti allevatori e con un consistente indotto che, soprattutto in questo momento di crisi andrebbe tutelato e potenziato. La decisione di esternalizzare questo servizio senza il giusto grado di approfondimento e attenzione e con modalità tanto superficiali, da non  poterne garantire la qualità e la continuità, non può trovare giustificazione, come sempre, dalla politica di rigore che il piano di rientro ci impone, per  la responsabilità politica e amministrativa che abbiamo nei confronti della città.  Il senso di responsabilità nei confronti di coloro che oggi operano o utilizzano i servizi del mattatoio imporrebbe  lo sforzo di fare una analisi più approfondita dei bilanci di esercizio – che ad oggi risultano notevolmente discordanti tra i vari settori – al fine di praticare  politiche di risanamento sicuramente più complesse e faticose che tengano conto della necessità di ridurre e razionalizzare le spese da un lato ma anche quella di salvaguardare il servizio offerto ai cittadini e alle imprese. Resto della convinzione che i margini per questo tipo di operazione ci fossero, se solo ci si fosse adoperati per adottare le azioni necessarie. Ma sin dall’inizio – continua – è sembrato che l’obiettivo fosse quello di affidare il servizio ad una cooperativa sociale di tipo B, nata con finalità sociali e di recupero al lavoro di soggetti svantaggiati, ma priva delle necessarie professionalità e capacità economico finanziarie, tanto da non garantire nè il fine sociale dell’iniziativa nè la sopravvivenza del mattatoio. E per questo motivo che sarebbe stato più giusto mantenere in capo all’Amministrazione la gestione economico finanziaria del mattatoio affidando taluni servizi strumentali alla Cooperativa sociale volta al recupero di soggetti svantaggiati e altre attività  a soggetti capaci di assicurare la continuità e la qualità del servizi di macellazione e di controllo. Una soluzione equilibrata e meno rischiosa per tutti gli operatori coinvolti che a causa del ‘disimpegno’ del Comune guardano con preoccupazione al futuro e rischiano di dover affrontare  l’ennesima crisi occupazionale. Lavoratori e operatori del settore che sono stati posti di fronte alla scelta di subire questa esternalizzazione, nonostante la maggior parte di loro la ritenessero inopportuna ancorché fondata su presupposti sbagliati,  pena la chiusura  del mattatoio e l’interruzione del servizio. Questa politica non è politica che il partito al quale appartengo ha sempre voluto rappresentare. E’ per questi motivi e il rispetto che ho del mio ruolo e delle mie convinzioni che non potrò più avere un ruolo di responsabilità sulla gestione del mattatoio. Continuerò a svolgere con sempre più convinzione il ruolo di assessore alle attività produttive, ma non potrò più sostenere una responsabilità politica diretta sulla gestione del mattatoio almeno fino a quando la Giunta non decida di rivedere le proprie posizioni in merito alla gestione. In nome della cultura democratica e istituzionale da cui provengo e che intendo interpretare, chiedo al mio partito più coraggio e più determinazione, unica forza politica in grado di segnare una differenza di passo, a condizione che ci sia più disponibilità all’ascolto degli alleati di governo, che ho il sospetto, continuano ad essere vissuti dal nostro Sindaco come una minaccia, anziché come una risorsa.

Gianfranco Antonini eletto Segretario Provinciale Ugl Terziario

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Il Segretario Generale UGL Terziario, Giancarlo Bergamo ha nominato Gianfranco Antonini Segretario Provinciale dell’UGL Terziario per la Provincia Di Rieti. Gianfranco Antonini – dichiarano dall’UGL – è già vice segretario generale della federazione del terziario Roma e Lazio, ha seguito con professionalità e caparbietà vertenze importanti in ambito regionale, acquisendo un importante esperienza che sarà il valore aggiunto all’attività del sindacato nel territorio di Rieti. Per i dipendenti del settore commercio e servizi – ha dichiarato il neosegretario – Gianfranco Antonini – è un periodo drammatico, la grave e prolungata crisi economica sta conducendo alla chiusura di troppe attività e quelle che sopravvivono, sono costrette a tagliare i costi del personale. Il rilancio del territorio, il made in italy, la promozione dei prodotti tipici locali e un serio sistema della tracciabilità – prosegue il Sindacalista- sono gli strumenti per far ripartire il settore del terziario. Insieme alla UTL ha concluso – Gianfranco Antonini – voglio offrire ai lavoratori del comparto, oltre ad ogni forma di tutela, anche una serie di servizi per affrontare tutti insieme un futuro che ad oggi non si prospetta assolutamente roseo. Nella certezza che per la nostra Organizzazione la base rappresentata dai nostri iscritti è la forza per affrontare l’attuale momento crisi economica e sociale.

Revocato lo sciopero del trasporto pubblico

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Lo sciopero dei mezzi pubblici, previsto per l’intera giornata del 5 febbraio, visto il perdurare delle condizioni meteorologiche instabili, è stato revocato e differito ad altra data, come richiesto anche dall’Autorità Garante. Quindi, anche i mezzi Asm Rieti e Cotral effettueranno il normale servizio.

Celebrazioni Giornata della Memoria, chiusa dal Comune la rassegna di incontri

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Nell’ambito delle celebrazioni della Giornata della Memoria, il Comune di Rieti ha chiuso ieri mattina all’Auditorium Varrone la rassegna di incontri proposti alla cittadinanza per l’anno 2014 che era iniziata il 28 Gennaio scorso con un incontro all’Archivio di Stato. L’evento, promosso dal Vice Sindaco Emanuela Pariboni e dalla Consigliera con delega alle Pari Opportunità Pamela Franceschini, è stato aperto dai saluti del Sindaco Petrangeli e del Vice Questore Dott. Grieco e introdotto da un approfondito intervento del Dott. Lorenzetti, direttore dell’Archivio di Stato di Rieti. Il tema della Shoa è stato trattato da un punto di vista insolito, ovvero dal PUNTO DI VISTA Femminile, a partire dalla proiezione del video “Le Rose di Ravensbruck, prodotto dalla Fondazione Memoria della Deportazione e dall’ANED e realizzato da Ambra Laurenzi attraverso le voci narranti di donne che riproducono scritti, testimonianze e fotografie di deportate italiane, in un percorso che va dall’arrivo al lager al giorno della Liberazione. A ribadire la sofferenza di queste donne, il Gruppo Teatro Alchemico ha inscenato una performance, vocale e sonora, squarciata dall’improvvisa caduta dall’alto di triangoli rossi che hanno riportato l’attenzione degli astanti all’immagine del video delle deportate che venivano suddivise in gruppi identificabili attraverso il color dei triangoli che portavano appuntati sulle divise e, private anche così della loro individualità, della loro identità. Al termine dell’incontro è stato proiettato il video “ Sulle tracce di Isel”, una donna francese salvata da un soldato di Poggio Bustone, Felice Desideri, la cui figlia, ancora vivente e mamma del regista Andrea Cherubini, autore del video proposto, ha sorpreso la folta rappresentanza di studenti delle scuole superiori intervenute, testimoniando con la sua presenza la storia che questi avevano appena ascoltato e visto. L’Amministrazione, ritenendo il rapporto con insegnanti e studenti di primaria importanza e valutando la loro presenza alle iniziative finora promosse il segno di una scuola che pur nelle difficoltà che si trova ad affrontare per i continui tagli si impegna quotidianamente per formare i nostri giovani studenti, ha approfittato di questa iniziativa per rivolgere alle scuole la proposta di attivare dei gruppi di lavoro sui temi che saranno trattati nei prossimi incontri del 2014.

Maltempo, Zingaretti firma richiesta stato emergenza

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Il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti ha firmato oggi la “richiesta di stato di emergenza ex legge 225/1992 art. 5 e s.m.i. per le province di Roma, Frosinone, Rieti e Viterbo a seguito degli eventi atmosferici avversi del 31 gennaio 2014 e giorni seguenti”. Nella richiesta di stato di emergenza inviata al Prefetto Franco Gabrielli, capo dipartimento della Protezione civile, si specifica come “a decorrere dal 31 gennaio 2014 i territori delle province di Roma, Frosinone, Rieti e Viterbo sono stati interessati da eventi meteo-idrogeologici di straordinaria intensità che hanno provocato ingenti danni a strutture ed infrastrutture pubbliche e private con accadimenti di grave criticità determinanti situazioni di pericolo per la pubblica e privata incolumità. Pertanto – continua la richiesta di stato di emergenza inviata dal presidente Zingaretti – con riferimento all’estensione ed intensità dell’evento anche in relazione dell’elevato impatto dello stesso sulla sicurezza dei cittadini, del territorio e dell’ambiente che rendono impossibile il superamento dell’emergenza mediante poteri ordinari, si chiede di dichiarare “lo stato di emergenza per i territori delle province di Roma, Frosinone, Rieti e Viterbo ai sensi e agli effetti dell’art. 5 della legge 24 febbraio 1992 e s.m.i con l’adozione dei necessari provvedimenti straordinari”.

L'Asl di Rieti dimenticata dal presidente Zingaretti

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In un momento in cui l’Asl di Rieti naviga a vista, gestendo solo l’ordinaria amministrazione attraverso il facente funzione, apprendiamo dagli organi di stampa che, nella giornata di ieri, i nuovi Direttori Generali delle Asl e della Aziende Ospedaliere del Lazio nominati dal presidente Zingaretti hanno ufficializzato la presa di servizio con la firma dell’incarico. La sottoscrizione è avvenuta contestualmente all’assegnazione degli obiettivi che sono diversificati per tipologia di azienda. Tutte le aziende, dunque, hanno, da ieri, il Direttore Generale, il che significa che tutte le aziende Usl del Lazio hanno specifici obiettivi da raggiungere. Tutte meno Rieti. In questa situazione, quando nessuno (leggi il Presidente Zingaretti), a seguito della rinuncia da parte del dottor Joseph Polimeni (che ha preferito rimanere nella Asl di Lucca 2, dove già prestava servizio) si è premurato di procedere in tempi rapidi alla scelta di una nuova figura dirigenziale, lasciando così la nostra azienda in balia delle onde del burrascoso mare della sanità regionale, non possiamo fare a meno di manifestare il nostro disappunto rispetto a questa condotta che, ancora una volta, è la dimostrazione di quanto Rieti non interessi a nessuno. Onorevole Zingaretti, Lei si è presentato ai suoi elettori prima, e ai cittadini che è stato chiamato ad amministrare, vantando di voler avviare un nuovo modo di gestire la Regione Lazio e la Sanità regionale. Dal canto nostro, assieme a tutti i reatini non abbiamo visto, fino ad ora, altro di nuovo se non un nome e un nuovo volto seduto sulla poltrona di presidente. Il modo di gestire la cosa pubblica e la sanità nello specifico, invece, non ci sembra affatto cambiato, anzi, al contrario, quello che avvertiamo è il prosieguo di un vecchio modo di gestire, isolare, ignorare e discriminare questo territorio, tutto in perfetta continuità con le precedenti giunte. Gli operatori sanitari, i cittadini della Sabina sono indignati per la scarsa sensibilità che la sua Giunta dimostra verso il legittimo diritto alla salute di questo territorio che, le rammentiamo, è parte integrante della Regione. In merito ai rappresentanti locali alla Regione Lazio è preferibile stendere un velo pietoso, forse non rappresentano più neppure se stessi”. Lo dichiara in una nota Domenico Teodori, segretario responsabile della UIL FPL Rieti.

Operazione “A po mentu”. Stroncato un fiorente commercio di droga

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Con l’ operazione “A PO MENTU”, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo di Rieti e quelli della Compagnia di Rieti supportati, in fase esecutiva, dai colleghi del Comando Provinciale di Roma e da unità cinofile antidroga, hanno stroncato un fiorente commercio di stupefacenti nei comuni di Poggio Moiano, località Passo Corese di Fara Sabina e in località Santa Rufina di Cittaducale. Ventuno le persone destinatarie di provvedimenti restrittivi della libertà personale (12 in carcere, 6 agli arresti domiciliari, 3 con obbligo di presentazione alla P.G.), per violazione dell’art. 73 DPR 309/1990 (detenzione e spaccio di stupefacenti).L’indagine che ha dato vita all’operazione odierna è stata coordinata dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Rieti dott. Lorenzo Francia, ed è culminata all’alba di oggi con l’esecuzione delle ordinanze di custodia cautelare emesse dal Gip del Tribunale di Rieti dott.sa Francesca Ciranna. Nel corso dell’operazione, che ha impegnato circa 100 militari, sono state eseguite 20 perquisizioni domiciliari. Sono finiti in carcere (Casa Circondariale di Rieti): CICOLANI Andrea 1970; MELILLI Gabriella 1977; MELILLI Maria Grazia 1978; PRINCIPESSA Alessandro 1974; SIMONETTI Denise 1981; SCIARRA Marco 1982; SALVI Luca 1971; CINELLI Stefano 1974; PRIMERANO Filippo 1969; BERARDI Daniela 1980; KOPRIVSKA Radoslava 1983; JASSAN Ismail. Agli arresti domiciliari: TAVERNA Francesca 1985; MASSIMI Giordano 1989; IOANNILLI Loreto 1987; ANASTASI Giordano 1978; MANZARI Luciano 1961; DOMINICI Roberta 1989. Con obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria: ARIU Andrea 1974; GARGIULO Giuseppe 1968; MASSARO Stefano 1974. Altre nove persone sono indagate in stato di libertà per i medesimi reati. L’attività investigativa ha preso il nome da un modo di dire in dialetto “Moianense” che letteralmente tradotto significa “sotto vento”, ovvero il vento della Giustizia che ha raggiunto anche una impervia roccaforte insediata tra le alture dei monti Sabini ed in particolare del monte Miano, da cui probabilmente deriva il nome dello stesso comune di Poggio Moiano. La morfologia del territorio, infatti, ha sicuramente favorito la proliferazione di un fenomeno “spaccio” di sostanze stupefacenti, in forma del tutto autoctona nella gestione, e nel contempo, rendendo difficoltose le investigazioni. La conformazione del paese di Poggio Moiano, classico borgo medievale, si prestava favorevolmente ad una attività di spaccio “al minuto”: centro storico con classico dedalo di viuzze percorribili solo a piedi o attraverso strade al limite della percorribilità con le autovetture. Tale situazione fornisce il contesto ottimale a chi intende garantirsi clandestinità e riservatezza nella azioni di spaccio, avendo il controllo di ogni via di accesso al paese, sia da parte delle forze dell’ordine che da eventuali curiosi. I soggetti individuati e successivamente identificati quali promotori dell’attività delittuosa risultavano essere persone dimoranti in quel territorio socialmente integrate, quasi tutti con attività lavorativa stabile. L’indagine evidenziava l’eterogeneità delle sostanze psicotrope poste alla vendita. La droga prevalentemente spacciata era la cocaina, ma veniva riscontrato anche un importante smercio di eroina, hashish e marijuana. In particolare, seguendo il filone dello smercio di eroina, le indagini si estendevano ai territori di Passo Corese e Santa Rufina di Cittaducale veri e propri punti di riferimento per i numerosi tossicodipendenti consumatori della pericolosa sostanza. Gli appartenenti al gruppo erano stati più volte seguiti, nel corso delle indagini, fino a Roma, dove si rifornivano, sette di loro erano stati arrestati in flagranza di ritorno dal capoluogo regionale. I viaggi per l’acquisto della droga venivano effettuati non solo utilizzando auto private, ma anche spostandosi in treno, con l’autostop, in pullman e in taxi per sviare gli investigatori. L’operazione dei Carabinieri di Rieti è nata nel febbraio 2011 ed è proseguita per circa un anno attraverso attività di intercettazione telefonica e servizi di videoripresa dell’attività di spaccio, ma anche con servizi di osservazione, controlli e pedinamenti. Durante il corso dell’ indagine, sono stati effettuati numerosi sequestri di hashish, cocaina, eroina e di decine di “dosi” sequestrate a clienti abituali che le avevano già acquistate dagli spacciatori.

Non sorprende la presa di posizione dell'assessore sull'ex Manni

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Dopo l’ultima performance del Sindaco che è riuscito persino a negare di aver richiesto, prima la mobilità e poi il comando, di una dipendente di altro comune, nonostante la pubblicazione, da parte nostra, dei relativi documenti da lui stesso firmati, non ci sorprende in alcun modo la presa di posizione ed i termini vacui utilizzati dall’Assessore Mariantoni nel rispondere al nostro comunicato. L’Assessore però dovrebbe far seguire alle sue esternazioni ad effetto anche contenuti diversi, rispetto a quelli che abbiamo già evidenziato. E’ del tutto evidente che, presa più dall’impeto della risposta, con il consueto sproloquio da lesa maestà, non si è probabilmente resa conto che ha sostanzialmente confermato quanto dai sottoscritti consiglieri portato puntualmente a conoscenza dei cittadini. L’Assessore Mariantoni, affermando che anche in altre strutture residenziali viene chiesto ai ricoverati l’indennità di accompagnamento, confonde il ruolo che dovrebbe avere un’Amministrazione Comunale e le prerogative pubbliche e sociali che la contraddistinguono da quelle che, invece, ha qualsiasi altra struttura privata intenta a trarre economicamente un utile dall’attività esercita. Il Comune di Rieti, come qualsiasi altro ente di prossimità, persegue il benessere dei cittadini ed è attento ai risvolti sociali che operazioni del genere, come quella scientemente studiata a tavolino da questa Giunta, potrebbero determinare. Questo non vuol dire affatto che l’ente deve offrire, sempre e in ogni caso, dei servizi “in perdita” ma è inevitabile e, anzi, socialmente auspicabile che alcuni di essi inevitabilmente lo siano. Diversamente dovremmo ripensare il ruolo pubblico delle amministrazioni comunali. E per quel che ci riguarda non è assolutamente così, così come non dovrebbe esserlo per una coalizione di sinistra che ha fatto dell’attenzione al sociale e alle fasce più deboli il proprio cavallo di battaglia durante la passata campagna elettorale. Sa l’Assessore che durante la scorsa settimana cinque ospiti hanno lasciato la struttura di Via Riposati, e altri quattro sono in procinto di farlo in questi giorni, per timore di pagare non tanto e non solo l’aumento della retta ma di dover corrispondere gli arretrati dal 1 gennaio dello scorso anno, con un esborso per ogni degente di qualche migliaio di euro? Né è al corrente o fa finta di non sapere. E’ sicura che le richieste di nuovi ingressi presso l’ex-Manni riescano a compensare il numero di coloro che emigreranno verso altre strutture, dopo che questi ultimi sono venuti a conoscenza delle nuove tariffe? Peccato Assessore, che nel bilancio 2014, almeno nella relazione previsionale e programmatica messa a disposizione dal suo collega Degni, non ci sia traccia alcuna del le risorse messe a disposizione delle categorie più deboli per l’integrazione delle rette. E’ la dimostrazione che, all’interno della Giunta di cui Lei fa parte anche se in posizione minoritaria visti i tagli subiti dal suo Assessorato, la mano destra non sa bene cosa faccia la sinistra. Lo è per i Servizi Sociali, per l’Urbanistica, per il Mattatoio, per l’Asm, per gli incarichi e le consulenze, per i fondi europei. Preferisce che ci fermiamo qui o, a lei piacendo, potremmo tranquillamente andare avanti. Lo dichiarano i consiglieri comunali Sebastiani della Lista Civica Rieti che Sviluppa, Cascioli del Gruppo Misto e Festuccia della Lista Civica Città Nuove.

Capati del TimeBike-Centro Italia secondo nella corsa a punti Open

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Grande soddisfazione nel TimeBike – Centro Italia per il brillante secondo posto conquistato da Emanuele Capati, sabato 1 febbraio, nel Trofeo Hobby Bike a Montichiari, nella corsa a punti Open. Solo l’azzurro Simone Consonni del Team Colpack, già campione italiano Omnium di categoria, ha battuto il forte atleta di Vitorchiano. Una gara molto combattuta che ha visto sfidarsi i migliori specialisti del tondino, prima nelle batterie di qualificazione e poi nella finale della corsa a punti. Capati dichiara: “Vorrei ringraziare Giuseppe Caprio – titolare dell’azienda TimeBike – per aver messo a disposizione un’ottima bici che ha consentito di esprimermi al meglio. Ho avvertito ottime sensazioni e vista la qualità dei miei avversari questo secondo posto è un segnale importante e mi da un’ulteriore spinta per affrontare con determinazione l’imminente stagione su strada”.

That's All Folk in concerto. La musica folk torna a Borgorose

Un evento assolutamente da non perdere per i grandi appassionati d’Irlanda e di musica folk. Sabato 15 febbraio presso il Nuovo Birrificio de “La Birra del Borgo” a Borgorose, in provincia di Rieti, l’affermata band romana dei That’s All Folk accompagnerà la degustazione di grandi birre e piatti della tradizione locale con ottima musica live. Nell’ambito della rassegna The Oyster Day, presso la sede de  “La Birra del Borgo”, in località Piana di Spedino a Borgorose, sabato 15 febbraio dalle ore 10 alle ore 19 si potranno gustare piatti di salumi, carni e formaggi del luogo che verranno appositamente abbinati a particolari birre, tutte di produzione locale. La degustazione sarà accompagnata dalla grande musica dei That’s All Folk. L’affermata band romana, appena reduce dal grande successo di pubblico nel concerto all’Abbey Theatre pub di Roma, intratterrà infatti tutti i gastronauti presenti con il suo repertorio, che spazia dalla musica tradizionale irlandese ( con canti, ballate e danze tradizionali dell’Isola di Smeraldo), ai grandi successi di Christy Moore, Billy Bragg e dei Pogues, senza dimenticare un doveroso tributo al folk americano di Peter Seeger.