OPERAZIONE FAKE: DOPO I CARROZZIERI DENUNCIATI I PROPRIETARI DELLE AUTOVETTURE

Operazione fakeA circa un anno di distanza dall’operazione FAKE SERVICE, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del REPARTO OPERATIVO, consegnano alla procura della repubblica di Rieti un’altra corposa informativa sulle false revisioni automobilistiche.

Questa volta ad essere indagati sono alcuni dei proprietari dei veicoli falsamente revisionati.
 
Un anno fa scattò l’operazione FAKE SERVICE.
Dopo mesi e mesi di riprese video tramite telecamere nascoste, poste agli ingressi e all’interno delle officine autorizzate ad eseguire le revisioni, i Carabinieri posero i sigilli su due di queste: AUTOGOMME (via salaria per l’aquila) e REVISIONE CENTRO ITALIA (via fratelli sebastiani).
Le immagini, messe a confronto con i tabulati del CED della motorizzazione civile, dimostravano inequivocabilmente la falsa revisione di 220 veicoli che, a differenza di quando si attestava sui tabulati trasmessi alla motorizzazione, non avevano mai fatto ingresso nei locali dove erano presenti i macchinari abilitati alla revisione.
I responsabili tecnici delle officine ed alcuni operai furono raggiunti da informazione di garanzia per il reato di falsità ideologica in atti pubblici (3 responsabili tecnici e 2 operai sono ancora sottoposti ad indagine).
 
Gli investigatori del REPARTO OPERATIVO, dopo il blitz, hanno proceduto a rintracciare ed interrogare tutti i proprietari dei veicoli falsamente revisionati.
 
20 proprietari dei mezzi sono quindi stati denunciati per aver rilasciato false dichiarazioni, incorrendo, così, nel reato di “concorso in falsità ideologica”.
 
“ho visto personalmente la mia autovettura posizionata sui rulli della linea di revisione” ha dichiarato qualcuno.
Altri sono stati ancora più categorici: “ho posizionato personalmente il mio veicolo sui rulli”.
Le immagine delle telecamere, invece, non lasciano spazio ad alcun dubbio: quei veicoli non hanno mai fatto ingresso nell’officina.
 
Per la gran parte dei casi in questione in effetti si trattava di mezzi che, a causa delle loro vetuste condizioni, non avrebbero potuto passare la revisione.
I titolari delle officine percepivano per ogni revisione la somma di 70 euro.
 
Ora la Procura (il procedimento è passato dalla Dott.ssa Affinito al Dott. Francia) potrebbe disporre il sequestro di tutte la carte di circolazione.
Ancora al vaglio la posizione dei titolari delle officine.

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