PRESENTAZIONE DEGLI ATTI DEL CONVEGNO DI STUDIO SU SAN FRANCESCO

Venerdì 25 febbraio alle ore 16.30 presso l’Auditorium Varrone si svolgerà la manifestazione di presentazione degli Atti del convegno di studio internazionale "S. Francesco d’Italia, santità e identità nazionale”, organizzato dal Centro europeo di studi agiografici, dal Comune di Rieti e dalla Provincia di Rieti, nel 2009.

Nell’occasione verrà presentato il volume contenente gli atti a cura di Tommaso Cailò e Roberto Rusconi è pubblicato dalla casa editrice Viella.

Dopo i saluti del presidente della Fondazione Varrone, Innocenzo de Sanctis, dell’assessore alla Cultura del Comune di Rieti, Gianfranco Formichetti, e del consigliere delegato alla Cultura della Provincia di Rieti, Domenico Scacchi, Tersilio Leggio del  Centro europeo di Studi agiografici introdurrà e coordinerà i lavori cui parteciperanno Bruna Bocchini Camaiani, dell’Università di Firenze, Padre Giuseppe Buffon, della Pontificia Università Antonianum, Marta Ragozzino Soprintendente ai Beni artistici, storici ed etnoantropologici di Matera, ed Enrico Menduni dell’Università Roma Tre.

CCIAA, CONFERENZA PROVINCIALE PERMANENTE SUAP

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Un incontro che ha visto una grande partecipazione dei sindaci e dei segretari comunali della provincia di Rieti e che è servito a fare il punto sull’imminente scadenza del 29 marzo 2011, entro la quale tutti i Comuni dovranno attivare in forma esclusivamente telematica gli Sportelli Unici delle Attività Produttive.

Alla conferenza hanno partecipato anche rappresentanti di tutti gli Enti locali coinvolti (Regione, Provincia, Comuni, Agenzia delle Entrate, Anas, Arpa, Vigili del Fuoco, Ardis, Asl, Inail, Inps, RFI, Soprintendenza Beni Archeologici e per il paesaggio del Lazio, Consorzio industriale della provincia di Rieti) in un processo fondamentale, hanno ribadito il presidente della Camera di Commercio di Rieti, Vincenzo Regnini, ed il segretario generale dell’Ente, Franco Rosati,  “per rendere la pubblica amministrazione moderna ed efficiente a servizio delle imprese”.

“Lo Sportello Unico per le attività produttive – hanno ricordato Regnini e Rosati – rappresenta uno strumento strategico per la competitività del nostro territorio, in quanto rappresenta lo strumento che mette in contatto le imprese con la pubblica amministrazione in grado di rappresentare l’unico punto di accesso per il richiedente in relazione a tutte le vicende amministrative riguardanti la sua attività produttiva e di fornire, altresì, una risposta unica e tempestiva da parte di tutte le pubbliche amministrazioni comunque coinvolte nel procedimento”.

Come emerso nel corso dei lavori della conferenza, la situazione reatina presenta alcuni ritardi nell’avvio dei Suap: solo 4 Comuni hanno richiesto l’accreditamento ministeriale (Fara Sabina, Collevecchio, Montebuono, Collevecchio e Stimigliano), mentre altri Comuni hanno avviato solo parzialmente i Suap.

Marco Conte, vicesegretario generale di Unioncamere, ed Elena Proietti di Infocamere hanno ricordato che le funzioni del SUAP potranno essere svolte solo dalle amministrazioni in possesso di una serie di requisiti quali: casella PEC istituzionale e firma digitale rilasciata al responsabile dello Sportello per la sottoscrizione degli atti in formato elettronico (che la CCIAA può mettere a disposizione gratuitamente su richiesta dei Comuni che ne fossero sprovvisti); applicazione software per la lettura di documenti firmati digitalmente; protocollazione informatica della documentazione in entrata e in uscita; sito web del SUAP o area ad esso riservata nell’ambito del sito istituzionale;  iscrizione nell’elenco nazionale pubblicato sul portale .

Aiwww.camercomrieti.it nella sezione “Galleria Video” – ha partecipato anche il presidente della Provincia di Rieti, Fabio Melilli, che ha illustrato lo stato di diffusione della banda larga nel territorio provinciale. La banda larga è infatti “l’autostrada” lungo cui i Suap saranno operativi e rappresenta quindi un elemento fondamentale per garantire l’operatività degli sportelli.

Numerosi gli interventi che hanno animato il dibattito, tra cui quelli del sindaco di Poggio Mirteto, Fabio Refrigeri, del sindaco di Cittaducale, Giovanni Falcone, dell’assessore alle Attività produttive del Comune di Rieti, Antonio Perelli, del sindaco di Paganico Sabino e presidente dei Piccoli Comuni di Anci Lazio, Clemente Dominici, di una funzionaria del Comune di Fara in Sabina.

A chiudere l’incontro, il primo di una serie di riunioni dedicate ai Suap, il Prefetto di Rieti, Chiara Marolla, che ha ribadito la necessità di un “cambio di cultura” nel rapporto tra Pubblica amministrazione, imprese e cittadini al fine di poter affrontare le sfide della modernità.www.impresainungiorno.gov.it lavori   – la cui registrazione video sarà disponibile a breve sul sito

MASSIMI: A PENSAR MALE SI SBAGLIA, MA SPESSO CI SI AZZECCA

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La notizia relativa l’Istituto Magistrale di Rieti che prevede la mancata attivazione del Liceo Musicale per l’anno 2011/2012,  lascia spazio a serie riflessioni su quello che si sta configurando come il tentativo dell’ennesimo scippo perpetrato dalla Regione al nostro territorio.

Sapere che l’ente, peraltro rappresentato e guidato nelle scelte del settore dall’assessore reatino Gabriella Sentinelli,  ha condiviso le osservazioni dell’Ufficio  Scolastico Regionale nel garantire l’attivazione del Liceo ad Anzio e non a Rieti, è sicuramente un elemento preoccupante.

La mia unica speranza è quella che la proroga non sia il preambolo di un  ‘lavarsi le mani’ da fatti che evidentemente hanno creato qualche mal di pancia all’interno della stessa maggioranza. Senza l’emendamento presentato giorni fa dal consigliere Perilli e dai colleghi del Pd, e poi approvato dalla commissione e dalla giunta, il Liceo Musicale sarebbe stato attivato al Classico e non al Magistrale con una bozza di intervento decisamente discutibile (in quanto al Varrone mancano i requisiti richiesti dalla normativa) che ora però potrebbe tornare in primo piano e magari, chi lo sa, essere attuata il prossimo anno per risolvere problemi di equilibri politici interni al Pdl regionale e reatino; ma del resto, come si dice in questi casi, a pensar male si sbaglia, ma spesso ci si azzecca.

IL CONSIGLIO COMUNALE SPECIALE ERA PER LA VERTENZA RITEL E NON UNA PASSERELLA SPECIALE PER TURINA

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In riferimento alla lettera diffusa oggi dal Presidente del Consiglio Comunale, Gianni Turina, il segretario generale provinciale della Uil di Rieti, Alberto Paolucci, precisa quanto segue:

“In tanti anni di attività sindacale non mi era mai capitato di vedermi negare la parola in occasione di un dibattito. Non capisco se il Consiglio comunale straordinario era stato convocato per la Ritel o per una personale passerella di Gianni Turina, personaggio politico che non si è mai visto in tutti questi anni e che oggi si erge a salvatore dell’azienda. Personalmente seguo la cosiddetta “vertenza Ritel” da oltre 10 anni e non cerco certo visibilità in occasioni come l’ultima in questione.

Dal momento che Turina dice di aver concordato gli interventi con altri rappresentanti sindacali, ci tengo a ribadire, qualora non fosse ancora chiaro, che io sono l’unico titolare ad intervenire per conto della Uil e della Uilm, pertanto gli interventi che coinvolgevano il sindacato che rappresento andavano concordati con il sottoscritto e con nessun altro. Men che meno con rappresentanti della Fim o della Fiom.

Se si parla, poi, di unità di intenti da parte della politica mi sembra opportuno ribadire che anche quando si passò l’azienda sotto le insegne Ritel la politica era unita ed io ero l’unico contrario. Come è andata a finire, purtroppo, è sotto gli occhi di tutti. Se la nuova soluzione ipotizzata dalla “politica unita” è della stessa natura, non mi resta che dire “poveri noi”. Mi auguro vivamente che la soluzione che si va ipotizzando sia quella gradita al sindacato, cioè Finmeccanica.

Concludo ricordando a Gianni Turina che la politica deve essere a disposizione dei cittadini e non viceversa, per questo i rappresentanti politici sono ben pagati. Per questo motivo chiedo un maggiore rispetto. Se non come sindacalista, almeno come cittadino”.

PERILLI: PER RIETI NON CI SARA' NESSUN LICEO MUSICALE

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“Nonostante i vanti, gli annunci e i complimenti per l’operato della giunta regionale arrivati dal mondo della scuola reatina, il Liceo Musicale tanto sbandierato dall’assessore Sentinelli e assegnato all’Istituto Magistrale “Elena Principessa di Napoli” di Rieti, non sarà attivato per l’anno scolastico 2011/2012.

Nel decreto 36 del 16 febbraio 2011 dell’Ufficio Scolastico Regionale, si legge infatti che la Regione Lazio, con nota n.9 del 15 febbraio, ha condiviso l’attivazione del Liceo Musicale presso il liceo ‘Chris Cappell College’ di Anzio, nonché il rinvio dell’attivazione dei Licei Musicali a Rieti e Viterbo, per un anno successivo all’a.s. 2011/12.

La provincia reatina non avrà quindi il nuovo indirizzo liceale e, per avere spiegazioni nel dettaglio, presenterò un’interrogazione urgente, con la quale vorrei conoscere le motivazioni che hanno portato l’assessore reatino Sentinelli ad una scelta di questo tipo. La giunta regionale ha condiviso con Usr un provvedimento decisamente  grave e lo ha fatto senza consultare nuovamente l’apposita commissione che ha lavorato, e non poco, sull’esame dell’atto improvvisamente depennato.

Chi garantirà ora alle famiglie reatine che quanto accaduto in questa occasione non verrà ripetuto l’anno prossimo? Com’è stato possibile prendere questo provvedimento a danno dell’istituto Elena Principessa di Napoli? Il centro destra  continua a prendere decisioni a danno del nostro territorio e lo fa screditando il lavoro del consiglio e della giunta stessa che aveva già deliberato l’istituzione dell’indirizzo musicale”

SABINA RADICALE: GHEDDAFI, IL PD ED ANTRODOCO

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Del rapporto amorale e perverso dell’Italia con la Libia di Gheddafi, che ultimamente più che di sudditanza, è diventato di prostituzione diplomatica, i Radicali pensano tutto il male possibile e da sempre, non da oggi. 

Davvero è su questa vicenda, che al nostro governo, per la sua palese inconsistenza e incoscienza, dovrebbero essere chieste le dimissioni; e non solo per dignità, ma per convenienza: ci hanno spiegato che era necessario essere amici dello squilibrato dittatore per convenienza; se così è, allora la convenienza ci richiede, profilandosi un cambio in Libia, che essi si facciano da parte.

Ma non è solo una questione di governo: tra coloro che si debbono finalmente fare da parte è il peggior dominus della sinistra italiana: Massimo D’Alema, ben più antico sponsor del colonnello Gheddafi che lo stesso Berlusconi.   Questo sempiterno king-maker, catastrofe della sinistra, che ha rischiato di essere il berlusconiano ministro degli esteri dell’Europa, fino a due giorni fa sosteneva come "certamente Gheddafi avesse ancora un rapporto solido con una parte della società libica", auspicava "riforme democratiche" senza le quali "le tensioni non cesseranno" (perché non le auspicava prima, nei suoi colloqui in tenda?),  temeva come "si potrebbe arrivare a un sovvertimento del regime" e che "ci fosse da sperare in un’evoluzione positiva": vale a dire non un  sovvertimento del regime, che infatti lo stesso Statista definì "strategico"; strategicità di cui il fascinoso D’Alema convinse il suo partito, il PD, che votò a favore del Trattato di Amicizia Italo Libica; parliamo di solo due anni fa; e contro votarono Radicali, Idv ed UDC.

Oggi, una parte del PD (non certo D’Alema) vuole fare dimenticare quella scelta; e buona parte della sua base l’ha rimossa, o la ignora. Solo recente è la svolta in chiave antiberlusconiana del PD su questo tema, che ha portato il governo ad essere battuto a Novembre su un emendamento al Trattato, presentato dal radicale Matteo Mecacci, deputato della nostra circoscrizione.

E’ in questo scenario che il PD antrodocano oggi, dicendo parole sagge, chiede al Comune di Antrodoco un atto di coraggio: l’abbandono del progetto con la Libia; progetto che ha dato, di Antrodoco in Italia, un immagine pari a quella che l’Italia ha acquisito al cospetto del mondo. Apprezziamo il sentimento dei democratici antrodocani, ma troviamo pleonastica la raccomandazione di recedere: come disse la volpe dell’uva, "nondum matura est"! Non ci sarà niente da cui recedere: sarà la Libia che avrà altro cui pensare.

E recedere sarebbe un atto di coraggio? Un atto di coraggio sarebbe continuare a supportare lo stimato amico. Piuttosto si offra un atto di dolore e contrizione: il Comune chieda scusa ai suoi cittadini, che proprio l’Unità descrisse come"fieri, orgogliosi, non gente con il cappello in mano".

Ed il PD, da Antrodoco a Roma, lui che l’ha votato, oltre a chiedere il conto a D’Alema, si unisca alla richiesta di sospensione unilaterale del Trattato di Amicizia: quel trattato "che, tra l’altro" ha ricordato Emma Bonino, "sancendo il principio di non interferenza negli affari interni della controparte, lega le mani all’Italia nel prestare soccorso alla popolazione civile e nel contribuire alle azioni concertate a livello europeo ed internazionale per favorire l’avvio di un processo di transizione verso lo stato di diritto e la democrazia".

NOMINE ASL RIETI, COSTINI: VERGOGNOSE SE CONFERMATE

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“Apprendo la notizia, ancora non confermata, che sarebbero state firmate le nomine del direttore amministrativo e del direttore sanitario della Asl di Rieti. Qualora fossero confermati rispettivamente i nomi di Adalberto Festuccia e dell’ex direttore sanitario del Santo Spirito di Roma, Pietro Scanzano, si sarebbe scritta la pagina più triste del centrodestra reatino". Così il capogruppo del Pdl alla Provincia di Rieti, Felice Costini.

“Non ho conoscenza diretta del direttore Scanzano – aggiunge – ma non so se la presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, oltre al curriculum professionale, abbia visionato anche il curriculum politico di Festuccia. Siamo di fronte, infatti, a uno dei pochi casi di esponente politico prestato alla tecnocrazia: ex assessore Pci ai Servizi sociali del Comune di Rieti, uomo forte dei Ds e poi del Pd della città di Rieti, vera anima politica e dirigenziale del gruppo maggioritario della sinistra reatina. Nominato in epoca Marrazzo come direttore generale dell’Asl reatina, ha svolto nel quinquennio  di centrosinistra alla Pisana, la funzione di ‘commissario politico’ della sanità locale. Questa nomina, che tra l’altro sarebbe l’unica per un reatino all’interno della ‘triade’ Asl, è una sconfessione del Pdl locale e dimostra la totale assenza di uomini e professionalità espressione del centrodestra della nostra provincia”.

“Come ho già fatto presente al coordinatore regionale del Pdl, Vincenzo Piso – spiega Costini – questa nomina è di fatto  la negazione della linea politica tenuta dal centrodestra nell’ultima campagna elettorale per le elezioni regionali. Di fatto, siamo di fronte all’affermazione della continuità della linea politico-sanitaria del centrosinistra. Non è accettabile neanche l’assunzione di responsabilità di Rodolfo Gianani, direttore generale dell’Asl di Rieti, che si trincera dietro la propria autonomia decisionale. Va infatti ricordato al manager che non ricopre quella posizione in quanto vincitore di concorso, ma in quanto nomina tecnica per portare a termine un progetto politico nel quale Adalberto Festuccia non può trovare spazio”.

“Personalmente mi sento in dovere di chiedere scusa a quei tanti o pochi elettori che ho convinto a votare per il Pdl, soprattutto gli operatori e i fruitori della sanità reatina, perché mi rendo conto che con questa nomina offenderemmo la loro dignità e per l’ennesima volta verrebbe dimostrata l’assoluta inaffidabilità di una classe politica. Chiedo al senatore Angelo Cicolani di convocare immediatamente una direzione provinciale del partito, per comprendere se queste nomine abbiano avuto in qualche maniera l’avallo dei dirigenti reatini del Pdl, al fine anche di decidere se ci siano ancora le condizioni per spendere la mia attività politica dentro il Popolo della libertà”.

“Da ultimo – conclude Costini – a chi nei giorni scorsi, in maniera improvvida, mi aveva accusato di connivenza con il centrosinistra, chiedo oggi se la connivenza sia rappresenta dalla mia difesa del territorio che, in alcuni casi, mi può vedere agire parallelamente alla Provincia, o dalla nomina di esponenti di centrosinistra che si ritrovano a occupare posizioni di potere grazie ai voti dei tanti militanti di centrodestra. Personalmente, se quanto emerso trovasse conferma, sarei schifato e credo che, mai come ora, sia necessario capire se il Pdl reatino e quello laziale abbiano o meno una classe dirigente degna di questa nome”.

CHIUSURA DEPOSITO COTRAL DI FIUMATA, DISSENSO DI CISL E UIL

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Le organizzazioni sindacali CISL e UIL, venute a conoscenza dell’ipotesi di chiusura del deposito COTRAL di Fiumata, esprimono perplessità e dissenso schierandosi a fianco dei lavoratori, dei cittadini e delle Istituzioni locali contrarie alla dismissione dell’impianto.

Fiumata è sita in una posizione strategica al centro del Cicolano, punto fondamentale di origine e di snodo delle corse del COTRAL per anziani, studenti e pendolari. Sarebbe veramente un grave danno per i nostri cittadini privare Fiumata anche del deposito del COTRAL, dopo quanto già avvenuto per altri servizi.

In linea con quanto scaturito dal Piano di Bacino presentato dall’Amministrazione Provinciale l’attuale dislocamento degli impianti COTRAL in provincia non può essere modificato; la stessa Commissione Trasporti della Provincia di Rieti si è già espressa all’unanimità in tal senso.

Questo blitz di chiusura deve far riflettere Istituzioni e forze sociali  per non trovarci di fronte all’inizio di un programma di dismissioni del COTRAL che avanza in maniera strisciante, sempre e solo per la nostra Provincia.  Confidiamo su una presa di posizione seria e corretta di tutte le istituzioni compresa la Regione Lazio, proprietaria insieme alla Provincia di Rieti e a quella di Viterbo del COTRAL.

Solo il pensiero di depauperare i nostri territori già disagiati per molteplici fattori, rappresenterebbe una grave mancanza di sensibilità di cui qualcuno se ne dovrà assumere la responsabilità nei confronti di tutti i cittadini.

PER GLI STRANIERI INTENZIONATI A TORNARE NEL LORO PAESE, UN OPERATORE PER LE INFORMAZIONI DI BASE

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Nell’ambito del Fondo Europeo Rimpatri  (FER), finanziato dal Ministero dell’interno, figura il progetto “Ritornare, volontariamente. Per ricominciare. Campagna informativa nazionale sul Rimpatrio volontario Assistito” attuato dall’Associazione Italiana per il Consiglio dei Comuni e Regioni d’Europa (AICCRE) insieme al Consiglio Italiano per i Rifugiati (CIR).

Il progetto ha lo scopo di informare, orientare e fornire consulenza ai cittadini stranieri in Italia intenzionati a tornare a vivere nel loro Paese d’origine, nonché di facilitare il dialogo degli immigrati stessi con le realtà pubbliche e le associazioni impegnate nel settore.

Al riguardo è attivo da pochi giorni  il numero telefonico 06.699.41477, con la presenza di un operatore, dal lunedì al venerdì dalle 9,30 alle 13,30 (segreteria telefonica nei rimanenti orari e giorni), a disposizione  per le informazioni di base sul percorso da intraprendere per chi vuole tornare in patria.

Oltre a quello telefonico è prevista l’attivazione di un servizio on-line, sul sito web www.ritornare.eu., dove si possono trovare risposte ai più frequenti dubbi e domande sull’argomento, e l’indicazione geografica dei punti di assistenza più vicini al richiedente.

E’ prevista anche una campagna informativa a livello nazionale con la produzione di depliant, locandine, spot audio e video, che sarà possibile visionare sullo stesso sito www.ritornare.eu.

 

IL PRESIDENTE TURINA REPLICA ALLA DICHIARAZIONE DI PAOLUCCI (UIL)

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Alberto Paolucci si lamenta a torto perché non gli è stato consentito di intervenire nel corso del Consiglio Comunale Straordinario dello scorso 21 Febbraio, convocato per la vertenza Ritel.

Il sindacalista Paolucci deve imparare che un consiglio comunale non è il salotto di casa sua, ma comporta delle regole che il Presidente del Consiglio ha il potere e il dovere istituzionale di far rispettare.

Non è ammissibile che in tutto questo periodo di occupazione dei lavoratori Ritel in sala consiliare, con la presenza costante dei rappresentanti sindacali Giuseppe Ricci (FIM-CISL) Luigi D’Antonio (FIOM-CIGL) e Franco Camerini ( UILM-UIL), che ha visto brillare l’assenza di Alberto Paolucci, egli spunti all’improvviso dal pubblico per chiedere la parola, prevista per volontà della conferenza capigruppo oltre che per i consiglieri comunali, per i vari rappresentanti istituzionali (Fabio Mellili Presidente della Provincia, Senatore Angelo Maria Cicolani, Gabriella Sentinelli Ass.re Reg.ne Lazio e Giuseppe Emili Sindaco del Comune di Rieti) e per i tre rappresentanti sindacali.

Sono stati proprio questi ultimi a concordare con me nei giorni precedenti la presenza delle forze sindacali nel dibattito. Caro Paolucci, questa volta la politica è stata in grado di fornire un segnale di grande unità nell’interesse generale del territorio ed in particolare nei confronti dei lavoratori della Ritel e non può certo essere vanificato dalla tua spasmodica voglia di apparire.