LICENZIAMENTI ALLA COOPERATIVA, LA VICENDA DI PANARELLI E MANGANO

Lavoro a Rieti

Chiedono un posto di lavoro e lamentano una scarsa chiarezza.
È la storia di due persone che il 31 dicembre scorso hanno ricevuto una raccomandata dal datore di lavoro che li informava di non voler rinnovare il loro contratto.

Alla voce di Giovanni Panarelli, l’uomo che lunedì davanti all’ufficio del sindaco è arrivato con una tanica di benzina ed un accendino, ora si unisce anche quella di Marco Mangano, il collega impiegato dalla cooperativa San Michele Arcangelo nella custodia del campo sportivo di Quattro Strade.

Due storie uguali, due uomini con alle spalle una famiglia numerosa da mantenere (Panarelli ha due gemelli di dieci anni e due figli di sette e dodici anni) e un lavoro da 834 euro al mese. «Dal mese di settembre lavoriamo con un contratto a progetto con la cooperativa – spiegano Panarelli e Mangano – e in quattro a fine anno abbiamo avuto comunicazione della conclusione del rapporto di lavoro. Ci risulta però che due nostri colleghi siano rientrati, nonostante la lettera.

Nel mese di agosto il sindaco aveva annunciato che quelli con partita Iva sarebbero stati assunti dalla cooperativa in qualità di soci lavoratori ma di fatto questo è successo soltanto per alcuni». «Mi era stato assicurato un contratto regolare – ha continuato Giovanni Panarelli – con ferie e tfr ma anche questo non è stato così.

Una situazione che si è complicata due mesi dopo, quando la San Michere Arcangelo ci ha sottoposto un altro contratto in sostituzione di quello in essere e che io e il mio collega non abbiamo voluto firmare. Credo che abbiamo dato fastidio a qualcuno con il nostro comportamento.

Non ci sono inadempienze da parte mia e il gesto dell’altro giorno è stato fatto perchè volevo farmi sentire da qualcuno. Siamo andati a parlare con il sindaco già prima di Natale e lui mi ha promesso che avrebbe contattato il presidente della coop.

Ma di fatto non è successo nulla dopo, anzi è arrivata la lettera di fine rapporto lavoro». «Ho svolto tanti lavori e sono a Rieti da dieci anni – ha detto Marco Mangano – sono andato a chiedere lavoro al sindaco e mi ha sistemato nell’impianto sportivo di Quattro strade. A
bbiamo bisogno di lavorare per le nostre famiglie. Non chiediamo altro».

 

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