Collaborazione tra Asl e Comitato reatino per il diritto alla salute

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Ieri pomeriggio si è svolto il primo incontro tra la Direzione Ausl di Rieti e le associazioni di volontariato che fanno riferimento al Comitato reatino per il diritto alla salute e politiche sociali. L’Azienda ha accolto la richiesta di riconoscere, con un protocollo d’intesa, il Comitato come soggetto a cui attribuire un ruolo di collaborazione, cooperazione e supporto nelle attività volte al ridimensionamento delle problematiche relative alla sanità. La collaborazione prevede la calendarizzazione di incontri periodici, all’interno dei quali Azienda e associazioni si confronteranno sulle criticità che insistono in campo ospedaliero e territoriale. Durante l’incontro di ieri, anche grazie al supporto di alcuni dirigenti medici, è stata analizzata l’attuale situazione e abbozzata una road map con l’individuazione di alcuni temi da affrontare nell’immediato. Tra questi ‘l’emergenza liste di attesa’, ma anche l’attivazione delle ‘Case della Salute’. Sulle liste di attesa il direttore generale Laura Figorilli ha ribadito che l’Azienda sta lavorando spingendo sull’abbattimento dei tempi su esami e visite affinché si possa garantire ai residenti della provincia di Rieti le prestazioni richieste. Tra gli strumenti individuati, l’introduzione del “Cup di secondo livello”, in modo che ogni reparto possa prenotare le visite di controllo dei propri pazienti/utenti e la riduzione dell’alto tasso di indicazioni inappropriate. In questo senso, il ruolo di sensibilizzazione delle associazioni di volontariato sarà indispensabile. Figorilli ha rimarcato anche la necessità di potenziare la sanità territoriale con un progetto in grado di creare quei Centri di presa in carico dei pazienti di cui tanto si è parlato negli ultimi 10 anni, idonei a rappresentare l’alternativa appropriata all’uso inappropriato dell’Ospedale (Case della Salute a Magliano Sabina, Rieti e Amatrice – RSA – riabilitazione ex art. 26). In questo contesto sarà fondamentale che i direttori/responsabili delle unità operative ospedaliere tornino a garantire la loro presenza sul territorio per fidelizzare l’utenza (Magliano, Amatrice, Poggio Mirteto, ma anche Sant’Elpidio, Passo Corese e Osteria Nuova). Il direttore generale ha inoltre ricordato, la riattivazione, dopo una lunga sospensione, dello screening della mammella, della cervice uterina e del colon retto, a partire dal prossimo settembre. Il secondo incontro tra l’Ausl e le associazioni di volontariato reatine, si terrà nella prima settimana di agosto, sempre presso la sede Ausl di via del Terminillo.

Biglietti omaggio per bimbi fino 12 anni per Roma – Indonesia

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L’associazione di promozione sociale “Laboratorio 3.0”, in qualità di organizzatore dell’evento, ed in linea con le proprie finalità, comunica che per la partita A.S. Roma – Indonesia U23, che si terrà allo stadio Manlio Scopigno a Rieti il 18 luglio alle ore 17.30, mette a disposizione 500 biglietti omaggio per i bambini fino a 12 anni. I biglietti saranno disponibili fino ad esaurimento, nei punti vendita già comunicati. Tale iniziativa è volta a fare in modo che quella del 18 luglio sia una giornata di grande festa dello sport per la città di Rieti, perché il gioco del calcio torni ad essere un momento di aggregazione e di gioia per grandi e piccini.

Presentazione Piano Sociale di Zona 2014

Giovedì 10 luglio alle ore 9.30 nel corso di una conferenza pubblica che si terrà in Comune sarà presentato il Piano Sociale di Zona 2014. Nell’ambito dello stesso incontro, il Comune e la Curia di Rieti presenteranno anche il progetto relativo all’incubatore sociale che avrà sede all’ex Stimmatini.

Apertura presidio della Polizia Municipale alla Stazione ferroviaria

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Da tempo, unitamente al Comitato Pendolari reatini e con il fattivo interessamento della Prefettura, l’Amministrazione comunale sta affrontato la grave situazione nella quale versa la Stazione ferroviaria di Rieti. Come già anticipato allo stesso Comitato, il Comune ha stipulato un’intesa con le Ferrovie dello Stato che consente di utilizzare i locali idonei presso la Stazione per insediarvi un presidio del servizio di viabilità della Polizia Municipale. “Tale presenza – dichiara l’Assessore alla Polizia Municipale, Vincenzo Giuli -, riteniamo possa costituire un valido deterrente per i comportamenti irrispettosi dei luoghi e delle persone e, in ogni caso, permetterà di intervenire prontamente mettendo in campo le necessarie azioni di repressione di questi fenomeni”. La fase di allestimento e preparazione del presidio, nonché dell’organizzazione interna al Corpo, è finalmente conclusa e il Comune inaugurerà la sede distaccata della Polizia Municipale venerdì 11 luglio alle ore 11,30. L’inaugurazione della sede, tenuta dal Sindaco Petrangeli, avverrà alla presenza del Prefetto di Rieti, Dott.ssa Chiara Marolla, dei rappresentanti delle Forze di Polizia e delle Ferrovie. Nel corso dell’inaugurazione la Dott.ssa Marta Scioscia, che esplica le funzioni vicarie di Comandante della Polizia Municipale, illustrerà i dati relativi alle attività del Corpo.

In tre finiscono in manette per tentata estorsione ad un allevatore

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I carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile di Rieti insieme ai militari della stazione di Ascrea e del nucleo investigativo, al termine di un breve inseguimento, hanno fatto scattare le manette ai polsi di tre estorsori, tutti con precedenti penali. Si tratta di:
  • N.D., classe 1970, allevatore di Castel di Tora;
  • C.R., classe 1974, fruttivendolo campano residente a Rieti;
  • F.G., classe 1974, dipendente pubblico della provincia di Caserta, residente a Rieti.
  I tre si erano recati presso la tenuta agricola di un allevatore a Castel di Tora, il quale vantava un debito nei confronti di N.D. per una vendita di capi di bestiame e sotto la minaccia di una pistola hanno tentato di estorcergli la somma di circa 6.000 euro, ma il tentativo è andato a vuoto. I tre malviventi non desistendo dal loro intento criminoso, hanno minacciato pesantemente il malcapitato intimandogli di trovare i soldi richiesti entro 10 giorni. Appena allontanati, a bordo della propria autovettura, la vittima ha dato immediatamente l’allarme alla stazione carabinieri di Ascrea che, allertata la centrale operativa, si sono subito messi alla ricerca dei tre malviventi.  Nell’immediata periferia di Rieti, con l’ausilio di altri militari della compagnia di Rieti e del reparto operativo, che si erano immediatamente attivati alla ricerca, i tre sono stati intercettati e dopo un breve inseguimento bloccati. Sotto il sedile di guida dell’autovettura, condotta dal C.R., i militari hanno rinvenuto la pistola utilizzata per minacciare la vittima. L’arma è risultata essere a salve, ma perfettamente modificata affinché potesse sembrare vera. Per i tre si sono aperte le porte della Casa circondariale di Rieti in attesa delle decisioni dell’Autorità giudiziaria.

Campagna per sostenere il lungometraggio del reatino Edoardo Spallazzi

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Il giovane regista reatino Edoardo Spallazzi, classe 1992, dopo una serie di cortometraggi e altri lavori, è ora alle prese con il suo primo lungometraggio dal titolo Falling Faintly And Faintly Falling. La sceneggiatura, una sorta di tragedia black-humor scritta dallo stesso, racconta le vicende di un anziano sordomuto deciso a mettere fine alla propria vita. Per raccogliere ulteriori fondi per la realizzazione della pellicola, il regista ha da poco indetto una campagna di crowdfunding, chiedendo aiuto ai suoi concittadini per raggiungere la cifra necessaria. L’inizio delle riprese è previsto per i mesi di agosto o settembre tra Ornaro Alto e Roma. Nel cast, anche il noto attore teatrale e caratterista Ugo Fangareggi. Il link dal quale è possibile fare le donazioni: http://igg.me/at/fallingfaintlyandfaintlyfalling/x/6987078

Con il “treno bianco” a Lourdes partendo da Rieti

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Lourdes è da sempre meta di pellegrini da ogni parte del mondo e per la maggior parte delle persone il mezzo più idoneo per arrivarci è il treno. Esistono treni che effettuano viaggi periodici e straordinari, che connettono le principali città italiane con la città delle apparizioni mariane. C’è il cosiddetto “treno bianco”, quello della speranza, dove disabili, sacerdoti, volontari e infermieri viaggiano insieme. Ogni volontario, che compie la sua missione all’insegna della carità e della misericordia, si paga il viaggio e le spese di soggiorno nella città sacra per assistere in tutto i malati che desiderano partecipare a giorni di fraternità, di preghiera in strutture create a “dimensione di malato”. Ogni anno sono tantissimi i fedeli che si immergono nelle acque di Lourdes, avendo la possibilità di riunirsi in preghiera e di chiedere sollievo alla Madonna dalle proprie sofferenze. Il “treno bianco”, è l’unico mezzo consentito per poter accompagnare tante persone malate e soprattutto in carrozzina! Il viaggio in aereo infatti è consentito per legge a non più di 5 malati in carrozzina! I viaggi sono organizzati dalle associazioni e dalle diocesi parrocchiali. Tra le associazioni, la più accreditata per questi viaggi è l’UNITALSI, con più di 250.000 soci in tutta Italia e migliaia e migliaia di volontari. Da oltre 110 anni il treno bianco dell’ Unitalsi trasporta gli ammalati a Lourdes arrivando ad organizzare viaggi anche per 600 persone, in un avvicendarsi tra vagoni letto, carrozza-cucina, infermeria e perfino parrocchia. La Diocesi di Rieti, ogni anno presente a Lourdes, partirà dal 21 al 27 agosto 2014 (per chi lo desidera vi è anche la possibilità dell’aereo, dal 22 al 26 agosto) e ci si può già iscrivere presso la sede Unitalsi di Rieti in Via del Porto, 27. Per informazioni dettagliate telefonare al numero 0746 483491, oppure recarsi nella sede Unitalsi  il martedì e il venerdì dalle ore 16,00 alle ore 18,00. Presidente Unitalsi sottosezione di Rieti 366 5725142.

La morte di Enzo Tarani, il medico della Rieti-strapaese

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L’avevo seguito con il cuore in ansia per oltre un’ora, vedendolo adoperare gli strumenti semplici del medico di una volta, ai piedi di un lettino di un bimbo, direttamente interessato alla diagnosi che avrebbe emesso e che tardava ad arrivare, facendo presagire che non si sarebbe trattato di cosa da poco se un dottore del suo calibro, della sua scienza e della sua sapienza, indugiava a sentenziare, prendendosi minuti su minuti, un’ora e un quarto in tutto, dubbioso ed incerto, prima di dire la sua su un caso che ci aveva messo nei triboli. Poi la diagnosi arrivò ed era del tipo di quelle che ti tolgono il sonno. Ma lui lì a dirti che non c’era da disperare, che bisognava agire e presto. Perché gliela avremmo fatta anche questa volta. Non sbagliò la difficilissima diagnosi, né il felice esito delle terapie che furono ben somministrate al De Lellis. Lui, che ancora studiava su testi in lingua inglese ed era aggiornatissimo, sempre! Pronto ad infondere la speranza che giungeva assieme al suo sorriso e ad una sua battuta in dialetto reatino, modalità di espressione che adorava. Parlo, come avrete capito, del nostro comune amico, dico di tutti! dell’intera città!, del dottor Enzo Tarani, medico sanfrancescano, nato dall’unione di due giovani di famiglie povere, con due nomignoli che in passato contribuirono a fare la storia del rione-strapaese, appunto quello di san Francesco, ove i fratelli e le sorelle della madre erano di due clan come fossero dinastie: i Checcherellà e i Diéce, artigiani della “bolletta” questi ultimi, fabbricanti dei chiodi che si mettevano sotto le suole degli scarponi, perché resistessero in quanto altre, tanto presto, di scarpe non se ne potevano proprio comprare. Enzo, richiamato in Cielo stanotte e finalmente riunitosi alla sua Anna Maria dopo due decenni, grazia che chiedeva al suo Signore ogni dì che fu costretto a vivere senza di lei, fu uno dei primi ad emergere di quel rione di poveri e di senza cultura che era allora l’agglomerato di case che va dal vicolo delle Fontanelle alla discesa di Santa Chiara. Divenne medico quando la nobile professione era di pochi, e iniziò ad esercitarla in marina, prestando servizio all’Accademia e sulla Vespucci, solcando i mari che non aveva mai visto, sconosciuti come quelli della vita, che l’aspettava. Lo ricordo in divisa bianca, con lo spadino dorato, sottobraccio ad una orgogliosissima Anna Maria, attraversare la piazza: bellissimi, invidiati e felici. Poi al civico ospedale degli Istituti Riuniti di Ricovero, insieme al suo primario Domenico Dionisi, altro grandissimo pediatra, tanto che insieme e senza saperlo, misero su una scuola di professionisti seri e qualificati, non vantandosene mai. Insomma, Enzo Tarani fece parte di quel gruppo di qualificati sanitari che gestì il trasloco dal vecchio ospedale al nuovo di Campoloniano, il De Lellis, operazione che realizzò il consiglio di amministrazione presieduto dal senatore Marzo Bernardinetti e Fulvio Ubertini, all’interno di un programma di crescita dell’intera città e condiviso, che oggi appare così lontano ed irripetibile! Enzo vi si trasferì assieme ai Cammarota, agli Scapato, ai Faraglia, ai Cati, ai Ciacciarelli, ai Liguori, ai Carrozzoni, ai de Santis, agli Angeloni, ai Dionisi, ai Chiarinelli, ai Burelli ed insieme con molti altri che ho dimenticato e con i quali mi scuso, aggiungendo alle sue specializzazioni di pediatra e di adolescentologo, quella di infettivologo, assumendo la guida della divisione di medicina del nuovo nosocomio all’alba delle urgenze che premevano e che scaturivano dal diffondersi dell’Aids e delle droghe. Riguardo alle droghe, fu centrale nel combatterle la sua volontà di affrontarle dal lato dell’educazione iniziando dall’avvicinarsi dell’adolescenza, divenendo partner del Provveditorato agli Studi e realizzando insieme ai Lyons club, un vasto programma di conferenze in tutte le scuole medie e secondarie della provincia. Un prete che ha lavorato molto a Rieti e per la città, don Luigi Bardotti, parroco di santa Lucia nel cui territorio Enzo ed Anna Maria abitavano, capì che il dr. Tarani poteva essergli utile per il recupero di quell’importante monumento medievale che è la Chiesa di San Domenico, così che lo coinvolse in un programma complesso, ma che ebbe un esito felicissimo, che vide il medico alla testa del comitato per la ricostruzione e il restauro di un’opera assai importante per l’umbilicus, quale testimonianza della nobile storia dell’antica città. Il coinvolgimento si estese poi anche all’ambizioso progetto di costruzione dell’organo Dom Bedos, conclusosi positivamente anch’esso. I lavori e l’altro che seguì, comportarono impegni prima per miliardi di lire e poi per milioni di euro. Non uno scherzo, dunque! I Tarani erano belli d’aspetto. Giggetto, il padre di Enzo e di Vittorio, aveva una voce tenorile. Incantava le giovani del suo tempo nelle serenate passate al chiar di luna e quando, lavorando sulle impalcature delle case in costruzione, cantava, lui pittore edile, le romanze liriche del Flavio, sfoderando la sua voce che si riconosceva per finezza e grazia: “E lucevan le stelle, – si sentiva venir su dai cantieri – ed olezzava la terra, stridea l’uscio dell’orto. E un passo sfiorava la rena…. L’ora è fuggita, e muoio disperato! e muoio disperato !”. Certo, c’è una folla di ricordi che premono: l’amicizia di Enzo e Anna Maria con Loris Scopigno e Mirella, con Carla e Claudio Dell’Uomo d’Arme e con Elena e Fiorino Cunese, altro medico ginecologo di grande valore. E la non dimenticanza dell’ultima parte della sua vita, trascorsa, bisogna dirlo, rimettendosi sempre alla volontà del suo Dio, che pregava aiutato da don Luigi, il prete amico del miracolo “san Domenico e Dom Bedos”, malgrado le sofferenze fisiche che non mancarono. Ma i Tarani – è possibile dire – neanche per il futuro abbandoneranno il campo medico, malgrado Enzo, stanotte, abbia riposto per sempre il suo stetoscopio. Lascia un figlio, anch’esso di valore, Luigi, che porta il nome del nonno, professore in pediatria presso l’Università di Roma dal 1989. Ricordo che di sera, tanti anni fa, ai nostri giorni giovani, quando aveva tempo, Enzo correva al Palazzetto dello Sport per vederlo giocare al basket, orgoglioso di lui. Giggi era un buon play. Un bel figlio. Insomma un Tarani formato ottimamente, capelli brizzolati in anticipo e quindi charmant, alto, avendo superato di gran lunga tutti i Checcherellà e i Diéce che a far “bollette” non riuscirono mai a oltrepassare neanche la media della statura degli uomini di allora. Erano gli anni in cui la medicina e la pediatria, ahimè, languivano non poco. Ma che gli eredi di quei poveri clan, Enzo e il giovane Giggi, studiarono a lungo e poi seppero bene applicare, sfruttando un carisma ignoto a quei sanfrancescani che trascorsero la vita rintanati nelle botteghe umide dei vicoli a battere il ferro, i più deceduti per una malattia strana, che tutti chiamavano pormonèa e che loro, Enzo e Giggi, avrebbero saputo curare.

Arrestati per tentata rapina ai danni di un anziano

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Nella mattinata di ieri gli uomini della Squadra Mobile hanno arrestato i pluripregiudicati S.F., del 1972, e S.C., del 1971, entrambi residenti in provincia di Rieti, in quanto responsabili di tentata rapina ai danni di un anziano. L’anziano, mentre si accingeva a parcheggiare la propria autovettura nei pressi dell’Ospedale “San Camillo de Lellis” di Rieti, notava la presenza di un ragazzo che a gesti lo invitava a lasciarsi aiutare nella manovra. Una volta sceso dal veicolo, il ragazzo lo ha avvicinato intimandogli di consegnare il denaro in suo possesso altrimenti gli avrebbe “spaccato” la macchina. L’anziano, rimasto attonito di fronte alla richiesta, veniva ripetutamente minacciato dal malvivente. Le minacce però non hanno intimorito la vittima che, malgrado avesse notato nelle vicinanze un altro giovane che fungeva da “palo”, estraeva il telefono cellulare dicendo al rapinatore di essere in procinto di chiamare il 113. A questo punto il ragazzo si è dato alla fuga unitamente al complice lungo via Donatori di Sangue, tentando anche di farsi aprire le porte da un autobus in movimento, ma invano. Nel frattempo la vittima, che si era rifugiata nell’auto,  raggiunta dagli agenti della Squadra Mobile ha fornito una dettagliata descrizione dei due ragazzi. Gli investigatori, dopo accurate ricerche hanno rintracciato S.F. e successivamente, nei pressi della propria abitazione a Scandriglia, anche il complice S.C.. I due sono stati arrestati e, come disposto dall’Autorità Giudiziaria, condotti agli arresti domiciliari presso le rispettive abitazioni.

FC Rieti, presentato alla città il nuovo allenatore Carlo Pascucci

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Presentato allo stadio Manlio Scopigno il nuovo allenatore della Rieti calcio, il 48enne  Carlo Pascucci. Il nuovo Mister amarantoceleste ha parlato dei suoi modelli di allenatore che sono per l’offesa Zeman, mentre per quanto riguarda la difesa Orrico, che in passato è stato anche il suo allenatore. Parlando di mercato Pascucci ha tenuto a sottolineare che sarebbe interessato a proseguire il lavoro con alcuni giocatori che aveva nel Fondi la scorsa stagione, di puntare molto sui giovani e sarebbe disposto a giocare anche più dei quattro under obbligatori se ce ne fosse bisogno.