Adesso, ci fanno sapere dal PD cittadino e Provinciale che con due Assessori in più in Giunta , si procederà speditamente fino a fine mandato con un’azione totalmente rinnovata e dai connotati squisitamente politici. Tanti i punti, addirittura una trentina, di natura politico amministrativa che si propongono di realizzare, da qui al termine naturale del mandato. Si affronteranno e risolveranno temi importanti, partendo dalle Aziende municipalizzate, passando per il Terminillo fino ad arrivare alla concretizzazione di progetti come il Plus e le ex aree industriali. Inutile dire, che non credo affatto alla promessa di una svolta, come sono convinto che insieme a me tutta la città non riservi nel suo animo nessuna speranza che questo accada.
Basta frequentare la “Piazza” per capire il distacco e il rigetto nei confronti del palazzo a che punto sia legittimamente arrivato. Ormai non credo ci sia Via o Quartiere che esprima nei confronti del Sindaco e della maggioranza ( vecchia e “nuova” che sia), sentimenti di fiducia. Non c’è, pur avendovi creduto all’inizio del mandato, dopo una campagna elettorale imponente in termini economici (successivamente si è capito il perché) e basata su un messaggio di cambiamento con alla guida un candidato Sindaco tra i più giovani d’Italia, un imprenditore, un commerciante, un libero professionista, un giovane una famiglia che riponga aspettative nell’attuale compagine amministrativa.
Ma entrando nel merito delle motivazioni addotte dai protagonisti della crisi, tralasciando la più curiosa delle argomentazioni , e cioè l’importanza di mantenere una filiera istituzionale che vede il csx alla guida del Paese della Regione e della Provincia, la quale risulta un impostazione molto discutibile e debole nei fatti, utile semmai solo a svelare ancora meglio come il “poltronismo” sia stato il vero collante che ha fatto tenere in piedi la maggioranza nel Capoluogo. Mi pongo e pongo a tutti alcune domande: Se come si è detto, vi era la necessità di archiviare l’esperienza dei tecnici per imprimere una svolta nella Città, mi chiedo, che tipo di giunta era quella pre-crisi?? la Vice Sindaco era stata designata quale tecnico? L’Assessore allo sport ? Oppure gli stessi erano come lo sono tutt’ora Dirigenti del PD? In secondo luogo, si è più volte dichiarato che la crisi generata non era una operazione per rivendicare potere e poltrone!!! Ma al contrario la rottura derivava da diverse vedute sui contenuti.
Ora, pur avendo cercato di camuffare le carte, addirittura additando la stampa locale quale visionaria in merito alle figure scelte per occupare gli Assessorati vaganti, salvo poi scoprire che erano proprio gli stessi coloro i quali erano stati designati. Non si è proceduto prima di tutto a fare gli Assessori e poi a elaborare il “papello dei contenuti”?. Inoltre, il famoso caso Miccadei?? La soluzione non era dirimente e propedeutica al fine di risolvere lo strappo interno alla maggioranza? La verità è che dopo metà mandato all’insegna del NULLA politico ed amministrativo, l’attuale maggioranza ci ha regalato, nostro malgrado, ulteriori due mesi di paralisi governativa aggravando e di molto le possibilità di far risalire la china a una Città ormai sfinita e priva di speranze.
Il tutto era ed è legato a una questione di potere, al bilanciamento di equilibri che nulla hanno a che fare con la Città e i cittadini. Un rimpasto, anzi un PASTO, servito e riverito ad un PD ingordo e affamato di “Palazzo”. È evidente a tutti che tali motivazioni non reggono e fanno acqua da tutte le parti. Adesso, essendo convinto che il giro di boa amministrativo si concluderà con la certificazione del fallimento dell’era Petrangeli, non dobbiamo però cullarci sugli allori, non dobbiamo ripetere gli sbagli del passato anche recente, ritrovandoci come è successo all’apice della crisi impreparati e divisi.
Abbiamo un tempo adeguato e sufficiente per costruire un’alternativa seria di governo cittadino, ripartendo anche dalle disponibilità espresse nei giorni convulsi delle scorse settimane. Credo però si necessario, far assumere a tali disponibilità un significato più ampio della semplice candidatura a Sindaco, ponendole quali pilastri su cui ripartire per far emergere una nuova classe dirigente che sappia unire l’esperienza con la novità. Abbiamo di fronte a noi una prateria su cui lavorare a partire dai cittadini e da quell’elettorato che si era allontanato e che oggi non aspetta altro che uno scossone da parte nostra. Come Dirigente Forza Italia, credo siano ormai più che maturi i tempi per organizzare un’ Assemblea programmatica con tutte le forze del centro destra, tesa a elaborare un progetto di rilancio socio economico della Città e capace di farci tornare alla guida del Comune Capoluogo.
Il dirigente provinciale Forza Italia
Matteo Simeoni