CUSTODI CAMPI SPORTIVI, IN 20 RISCHIANO IL POSTO DI LAVORO

Impianti sportivo

Una situazione drammatica, legata al mondo del lavoro, è stata prospettata questa mattina al segretario generale della Uil di Rieti, Alberto Paolucci. Ad essere colpito, questa volta è il mondo dello sport e, più precisamente, dei custodi dei campi, coloro i quali tutti i giorni, festivi inclusi, lavorano anche dodici ore al giorno per aprire gli impianti sportivi, gli spogliatoi, pulire e mantenere in ordine le strutture.

A bussare alla porta del sindacato dell’Unione Italiana dei Lavoratori sono stati 6 dei 20 custodi che lavorano a Rieti che, hanno dichiarato, di non percepire più lo stipendio da ottobre e di non aver ricevuto, dalla cooperativa che li gestisce, nessuna rassicurazione circa le tempistiche per la liquidazione delle spettanze mensili. Per ora solo una cosa è certa: da dicembre tutti a casa.

“Quella che mi è stata prospettata è un’altra situazione drammatica del capitolo occupazionale della città di Rieti – dice Alberto Paolucci – l’iter che hanno subito in questi ultimi mesi questi lavoratori non è concepibile: fino al 31 agosto hanno avuto un contratto con una cooperativa; dal primo al 17 settembre si sono visti sospendere il contratto, cosa, come spiegavano, mai accaduta in circa quindici anni; dal 18 al 30 settembre poi sono stati riassunti con un contratto occasionale attraverso la cooperativa Pegaso, che nel primo mese ha pagato gli stipendi in ritardo. Dal primo di ottobre al 30 dicembre, poi, gli è stato modificato nuovamente il contratto, sostituendolo con uno a progetto accompagnato da una promessa dell’assessore comunale con delega allo Sport, Alessandro Mezzetti, che, alla scadenza, si sarebbe impegnato a pubblicare un bando con una clausola che li avrebbe tutelati almeno per 3 o 5 anni.

Poi l’ulteriore sviluppo. Qualche giorno fa questi lavoratori, accompagnati da un sindacalista, sono stati nuovamente ricevuti dall’assessore Mezzetti, che non ha confermato le prime rassicurazione: per loro, al 30 dicembre, un contratto di 6 mesi e poi tutti a casa, visto che il Comune ha deciso di affidare la gestione direttamente alle società sportive con un contributo dell’Amministrazione".

"Questi custodi – prosegue il segretario generale UIL – lavorano da circa 15 anni e hanno un rapporto con il Comune tale che ci sarebbero anche le condizioni per parlare di un rapporto di subordinazione. E’ inammissibile il trattamento che gli si sta riservando, dopo anni di servizio, si stringe loro la mano e si mandano a casa. Prima di prendere decisioni drastiche del genere servono attente riflessioni e mi preme sottolineare che la Uil sarà al loro fianco in tutte le sedi e anche, se sarà necessario, fornendo l’assistenza legale in sede giudiziaria. Ancora una volta la logica del risparmio va a calpestare la dignità delle persone e delle loro famiglie".

"Come Uil, – conclude Paolucci – attraverso una lettera inviata al sindaco di Rieti, Simone Petrangeli, dal segretario organizzativo, Alvise Casciani, abbiamo già chiesto un incontro per trattare alcune importanti tematiche dedicate al sociale, ma non abbiamo ricevuto risposta. Confidiamo nella sensibilità del sindaco e che, anche a fronte di questa nuova emergenza, ci convochi”.  

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