RICCI DELLA FIM CISL SULLA VERTENZA RITEL

Giuseppe Ricci

“Disatteso, ancora una volta, il tavolo ministeriale dello scorso 2 ottobre sulla Ritel. Alcuni soggetti hanno fatto marcia indietro rispetto alle posizioni assunte davanti alle parti.

La Uilm provinciale, ad esempio, sembra dissentire dalle posizioni espresse dai referenti Uilm-Uil nazionale, mentre appare di difficile comprensione la posizione alternata ed altalenante del segretario generale della Uil Paolucci. E non è la prima volta che accade, tanto da far pensare a fini diversi da quanto concordato unitariamente”. 

Queste le parole del segretario generale della Fim Cisl Giuseppe Ricci all’indomani della decisione, da parte dell’amministratore unico Maurizio De Filippo, di avviare la  cassa integrazione presso lo stabilimento reatino.

Ricci ripercorre le fasi dell’incontro e i punti convenuti tra i presenti facendo il punto sulla situazione attuale.
“Innanzitutto è stato confermato –spiega Ricci- che il socio di maggioranza assoluta Industrial Group ha conferito al presidente Melilli procura a vendere le proprie azioni.
E’ stato precisato che all’acquirente sarà garantita la proprietà della maggioranza assoluta delle quote societarie.
Si è ritenuto indispensabile definire da subito una governance condivisa dai Soci, superando i fattori di contrapposizione che renderebbero difficoltosa la gestione della nuova fase.  

I committenti Alcatel Lucent e Finmeccanica si sono impegnati a garantire per tutta la fase transitoria il volume di ordini che consente il mantenimento dell’attuale livello occupazionale. In questa ottica il Ministero dello Sviluppo Economico interverrà rapidamente sulle due società (e massimamente su Finmeccanica) per acquisire le necessarie disponibilità. Infine sui potenziali investitori –spiega Ricci- ad oggi sono pervenute al MISE diverse manifestazioni di interesse. Di queste soltanto tre hanno mantenuto un interesse costante, frenato solo dalle incertezze derivanti dal quadro societario.

Le tre proposte sono differenti per tipologia produttiva. Ma tutte prevedono l’inserimento di nuove produzioni e  contemporaneamente, il   mantenimento per un periodo non inferiore a 18-24 mesi di commesse Alcatel e Finmeccanica. 

Ora non si capisce –spiega ancora il segretario generale della Fim Cisl- anche rispetto a quanto convenuto, le posizioni adottate in questi ultimi giorni dall’amministratore unico. De Filippo, che  è bene ricordare, per mestiere fa il liquidatore di società e non viceversa gli interessi dei lavoratori, si è reso protagonista di un atto incomprensibile di cui non si capisce il senso, ne, tanto meno, cosa possa nascondere. L’amministratore sembra avulso a quanto concordato unitariamente e la sua azione tesa soprattutto a delegittimare ciò che è stato concordato unitariamente nella seduta dello scorso 2 ottobre. Per questo la Fim Cisl chiede a chi lo ha nominato di intervenire immediatamente.

Appare evidente –conclude Ricci- che la vertenza Ritel sta vivendo un momento di totale confusione, con una sovrapposizione di ruoli e di intenti a cui si deve metter immediatamente fine tornando, come già detto, alle proposte sopra citate. Questo dovrà avvenire nel tavolo sindacale in programma l’11 dicembre prossimo, viceversa il fallimento del protocollo sarà attribuito a Ritel.

L’auspicio è che in quell’occasione si definiscano, una volta per tutte, le priorità su cui lavorare per far ripartire il sito.
Indispensabile, per Fim Cisl, l’uscita di tutti i soci (tranne Alcatel  e Finmeccanica il cui coinvolgimento diretto, sotto il profilo societario, è l’unica strada percorribile per il futuro dello stabilimento). Uscita che dovrà comprendere anche l’attuale direzione, coprotagonisti del fallimento della Ritel”. E’ evidente che tutto ciò può avvenire solo per scelta politica da parte dei massimi livelli istituzionali e politici coinvolti”.   

 

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