ROBERTA CENCIOTTI COORDINAMENTO DONNE CISL: LA DISOCCUPAZIONE DELLE DONNE REATINE QUASI AL 33%

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"Assistiamo da tempo –esordisce Roberta Cenciotti responsabile del coordinamento donne Cisl Rieti- ad una rappresentazione della figura femminile distorta e manipolata dall’intero sistema mediatico.

Questo atteggiamento discriminatorio nei confronti delle donne ha radici antiche ma mai, proprio mai, si era raggiunto un livello così basso, volgare e distorto come quello registrato negli ultimi tempi. Non c’è televisione o testata giornalistica che ci risparmi lo stillicidio quotidiano di dettagli di vicende che vedono protagoniste donne italiane e straniere, sempre più giovani, alle quali viene riservata una inaccettabile funzione di "oggetti" di una sorta di supermarket del desiderio”. 

“Come donne della Cisl –precisa la Cenciotti- condanniamo questa campagna mediatica dell’immagine femminile che ci racconta una società italiana parziale e teatrale, ben lontana dalla realtà e soprattutto, per nulla rappresentativa della condizione vera delle donne.  L’universo femminile è una realtà articolata e dinamica. Il modello femminile prevalente non rappresentato e silenzioso, è quello che vede queste donne fare i conti con il lavoro dentro e fuori casa, con una organizzazione dei tempi di vita e di lavoro sbilanciato e che riversa su di loro, tutto il peso delle responsabilità, della cura dei familiari e della casa”. 

“La fotografia rappresentativa dell’universo femminile di oggi, è quella che vede un numero elevato di donne, che sfiora i 10 milioni – soprattutto giovani e del sud – che non ha un lavoro e neppure lo cerca. In provincia di Rieti le cose non vanno meglio. Le donne sono spesso emarginate, osteggiate, delegittimate. Basta guardare alla politica locale, al mondo delle Istituzioni, per rendersi conto di quanto ancora c’è da fare. Senza contare la situazione in cui versa il mondo del lavoro. Le donne reatine disoccupate, secondo recenti dati dell’Ufficio dell’Impiego, supera quota 32,53% (16.432), contro gli 11.363 uomini (22,14%). Mentre il tasso di inattività si attesta al 35%. Le reatine che possono invece contare di un posto fisso –continua la Cenciotti- sono 3.335,00 contro le 11.879,00 con contratti a tempo determinato, 361,00 interinali e 1.912,00 con contratti part-time”. 

“Appare evidente che siamo  ben lontani dagli obiettivi di Lisbona sia sul fronte dell’occupazione femminile, sia su quello dei servizi alla famiglia e, questi ritardi allarmanti, si ripercuotono proprio sulle donne in termini di tempi di ingresso nel mercato del lavoro, in termini di reddito individuale e familiare e quindi anche nel futuro pensionistico”.

“Come donne della Cisl –spiega la coordinatrice reatina- chiediamo che l’accanimento con cui certe vicende sono raccontate, ceda il posto all’informazione puntuale e precisa sui fatti che toccano da vicino la vita delle famiglie, degli uomini e delle donne di questo Paese. Dobbiamo impegnarci affinché si affermi la cultura della meritocrazia. Siamo convinti che per "fare ripartire il Paese" sia indispensabile creare un clima di ottimismo, di speranza e di valorizzazione del potenziale femminile, obiettivi rispetto ai quali le donne della Cisl vogliono dare un contributo costruttivo di idee, di professionalità e di impegno, soprattutto in una realtà asfittica come quella reatina”. 

“Crediamo di meritare, dunque, di più di quanto certa stampa e certa televisione concedono –conclude la  Cenciotti. Come ha sottolineato il cardinale di Milano Dionigi Tettamanzi nei giorni scorsi: "l’Italia oggi è malata come ai tempi della grande peste. L’immoralità si sta diffondendo in tutti gli strati della nostra società." Ecco perché, come donne della Cisl di Rieti, ci appelliamo alla società civile, alle Istituzioni che devono essere di esempio d’integrità morale in tutte le sue espressioni e le articolazioni, e alle Parti sociali affinché, ognuno per quanto di sua competenza, si impegni responsabilmente a creare condizioni a garanzia del principio di pari opportunità e a rimuovere ogni forma di discriminazione per favorire una società più equa per tutti."

APPROVATO IN CONSIGLIO COMUNALE IL PIANO DEL COLORE E ARREDO URBANO E IL PIANO DEL FOTOVOLTAICO

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Approvate nel consiglio comunale del 7 marzo due importanti delibere: il Piano del colore e dell’arredo urbano e il Piano del fotovoltaico.

Nel primo caso – spiega l’assessore all’Urbanistica, Felice Costini – si tratta del completamento di un percorso avviato dall’assessore Marzio Leoncini attraverso un gruppo di lavoro guidato dall’architetto Fabrizio Sferra Carini. Un Piano che finalmente doterà la nostra città di regole certe per ciò che riguarda sia le riqualificazioni e le nuove edificazioni sia gli arredi urbani come cartellonistica e insegne. Questo quadro di insieme permetterà all’amministrazione comunale di dare il via anche agli interventi di miglioramento del centro storico, al fine di renderlo ancora più armonioso, in una prospettiva di potenziamento turistico della città”.

“Il Piano del fotovoltaico – aggiunge – è invece l’espressione concreta di una scelta politico-amministrativa che ha visto questa giunta in prima linea in difesa della Piana reatina, ponendo freno al tentativo di speculazione che si nascondeva dietro lo sviluppo dell’energia fotovoltaica sul territorio. Come ribadito in consiglio comunale, l’amministrazione è profondamente convinta dell’utilizzo del fotovoltaico come possibilità sia di risparmio economico sia di fonte energetica, ma questo non può significare la devastazione della Piana, precludendo qualsiasi  utilizzo agricolo e turistico della zona. Il Piano del fotovoltaico, che fa seguito al precedente ordine del giorno approvato dal consiglio comunale, seppur muovendosi nella carenza di una legislazione regionale che avrebbe dovuto specificare regole e limiti degli impianti fotovoltaici ‘a terra’, da un punto di vista amministrativo ha il significato di una riappropriazione del territorio e da un punto di vista politico ha la forza di un atto diretto a indicare una via chiara dell’utilizzo dei pannelli fotovoltaici. La delibera, alla quale è associato anche un ordine del giorno del consigliere Paolo Bigliocchi approvato all’unanimità, rappresenta uno stimolo alla giunta regionale affinché, come previsto dalle legge dello Stato, delimiti nei tempi più rapidi possibili quelle zone che devono essere inibite agli impianti”.

“Noto con piacere – prosegue l’assessore Costini – la condivisione sostanziale, aldilà dell’astensione di parte della minoranza presente in consiglio comunale, di un’azione che riconosce come valore primario l’idea di uno sviluppo economico teso alla giusta considerazione delle tematiche ambientali. La delibera di ieri, che si associa agli ordini del giorno approvati in consiglio comunale e in consiglio provinciale, rappresenta un segnale forte e deciso delle rappresentanze di un territorio non intenzionate a piegare la testa ai pur ingenti interessi economici che sostanzialmente sottendono lo sviluppo del fotovoltaico”.

Infine, si rende noto che Felice Costini  invierà nei prossimi giorni alla presidente della Regione, Renata Polverini e ai consiglieri regionali espressione del nostro territorio una lettera, affinché il segnale venga raccolto dalla giunta regionale, rispondendo “a quello che dovrebbe essere un principio basilare di un federalismo che non può essere solamente un’imposizione fiscale, ma deve concretizzarsi nella possibilità reale da parte dei territori di autodeterminarsi”, come già dichiarato dall’assessore all’Urbanistica.

CONTROLLO GESTIONE RIFIUTI DEL CFS AL NUCLEO INDUSTRIALE, UNA PERSONA DEFERITA ALLA PROCURA

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Gli Agenti Forestali in forza al Comando Stazione Forestale  di Lisciano, nell’ambito dei servizi di controllo del territorio,  relativamente  alla corretta gestione dei rifiuti prodotti nelle varie attività produttive e degli scarichi nei corpi idrici, hanno iniziato il monitoraggio nella zana del Nucleo industriale, parte ricadente nel territorio del Comune di Rieti.

In particolare i controlli esperiti presso un insediamento produttivo hanno  fatto emergere il mancato rispetto delle prescrizioni impartite dalla Provincia di Rieti in materia di ambiente , che prevede appunto il rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale.   è stato  quindi rilevato il mancato rispetto del Decreto Legislativo n.152 del 2006 e sue successive modificazioni ed integrazioni, in tema di deposito temporaneo di rifiuti da avviare poi allo smaltimento.

Gli Agenti del Corpo Forestale hanno così rinvenuto rifiuti provenienti dal ciclo produttivo, classificabili speciali non pericolosi  e pericolosi. Tra gli speciali  non pericolosi, sono stati individuate plastiche, miste  a imballaggi e cartone; mentre tra i pericolosi sono stato rinvenuti materiali elettrici non bonificati, imballaggi contenenti all’origine sostante classificate pericolose, batterie al piombo, vernici.

Durante l’attività  sono stati prelevati  anche dei campioni di acque di scarico provenienti dal depuratore aziendale oltre a fanghi i depurazione a cura del personale Forestale. I campioni sono stati inviati all’ARPA  Lazio per le analisi del caso.

Le indagini condotte dagli Agenti della Forestale  hanno fatto emergere,  già al momento , una palese  violazione al Decreto legislativo n.152 del 2006 specifico in materia di smaltimento di rifiuti ( si è tuttavia in attesa degli esiti delle analisi sui campioni prelevati),  con conseguente deferimento di una persona ritenuta coinvolta nei fatti alla Procura della Repubblica di Rieti.

COMUNE DI RIETI, "L'ANAGRAFE DEGLI ELETTI" GARANZIA DI TRASPARENZA

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Il Consiglio Comunale di Rieti, in data 7 marzo 2011, ha approvato a maggioranza l’ordine del giorno che istituisce “L’anagrafe degli eletti”, al fine di  favorire la partecipazione e l’accesso alle informazioni sugli eletti, a tutti i cittadini.

Nel sito del Comune di Rieti, entro il termine di sei mesi dall’approvazione dell’ordine del giorno dovranno essere pubblicati i dati dei consiglieri comunali, del Sindaco e dei membri della Giunta.


Nello specifico verrà pubblicato:
– il numero di codice fiscale, dato identificativo al fine di disporre di una anagrafe pubblica degli
  eletti e, di ciascuno, gli incarichi ricoperti nel tempo; 
– lo stipendio, i rimborsi e/o i gettoni di presenza percepiti a qualsiasi titolo dal Comune;
– la dichiarazione dei redditi e degli interessi finanziari dell’anno precedente l’assunzione
  dell’incarico, degli anni in cui ricopre  l’incarico e dell’anno successivo; 
– la dichiarazione dei finanziamenti ricevuti e/o dei doni, benefici o altro assimilabile;
– il registro delle spese, comprensive quelle dello staff, per l’ ufficio, per viaggi sia dell’eletto che
  dello staff, telefoniche, dotazione informatica e spese varie; 
– atti presentati con relativi iter fino alla loro conclusione; 
– quadro delle presenze ai lavori di cui fa parte e i voti espressi sugli atti adottati dall’istituzione. 

"L’anagrafe degli eletti", approvata a maggioranza, è  molto importante, proprio perchè tesa ad agevolare il diritto di informazione dei cittadini, indispensabile alla garanzia di trasparenza e buona amministrazione, utile per valutare il lavoro degli eletti, attraverso le presenze in Consiglio  e nelle varie commissioni istituite, gli atti presentati, i voti espressi sui vari atti, la situazione finanziaria e patrimoniale attraverso la dichiarazione dei redditi, precedente l’assunzione dell’incarico in Comune e degli anni in cui si ricopre un ruolo nell’Ente.

ARRESTATO GIOVANE SPACCIATORE DI TALOCCI

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Nella tarda serata di ieri, le pattuglie del Posto di Polizia di Passo Corese e del Reparto Prevenzione Crimine Lazio di Roma, coordinate dal Sostituo Commissario Mauro D’Agapiti, responsabile del locale Posto di Polizia, hanno arrestato Valerio M., del 1992, residente a Talocci, nel Comune di Fara in Sabina, per detenzione a fini di spaccio di sostanza stupefacente.

Il giovane, che viaggiava a bordo della sua autovettura, è stato sottoposto a controllo da una pattuglia del Reparto Prevenzione Crimine Lazio, nell’ambito di un pattuglione straordinario, disposto dal Questore di Rieti con l’ausilio di tale nucleo che, settimanalmente, viene inviato in questa provincia per effettuare dei mirati servizi di controllo del territorio.

Durante il controllo, il giovane è stato trovato in possesso di cinque grammi di Hashish, già suddivisi in cinque dosi pronte per lo spaccio. Lo spacciatore ha spontaneamente ammesso di detenere altre dosi di sostanza stupefacente presso la propria abitazione, la cui perquisizione ha consentito agli Agenti di Passo Corese di sequestrare altre 24 dosi di hashish, già suddivise per la vendita.

Il giovane, già denunciato un anno fa dal personale di Passo Corese per una attività di spaccio, quando era ancora minorenne, è stato arrestato ed associato presso la Casa Circondariale “Nuovo Complesso” di Rieti a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Nel corso degli altri servizi di prevenzione della Questura, anche con la collaborazione della Polizia Stradale, nella giornata di ieri, sono state identificate 196 persone, controllati 192 veicoli e sanzionate 29 contravvenzioni al Codice della Strada.

Nell’ambito dei servizi di contrasto all’immigrazione clandestina, infine, il cittadino moldavo G.R., del 1992 ed il cittadino senegalese N.M.M., del 1982, clandestini, sono stati espulsi dal territorio italiano.

SANITA', CI SCRIVE ANNARITA, DA MOLTI ANNI MALATA ONCOLOGICA

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Sono una malata oncologica e sono stanca di sentire queste notizie sul nostro Ospedale e sulla sanità, siamo essere umani e non numeri di bilancio. Vorrei rivolgermi alla stampa per dare voce a tutti i malati come me, vi chiedo aiuto per far sentire le nostre ragioni proprio quelle che nessuno tiene in considerazione. 

“La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività…”.
Così recita l’art. 32 della Costituzione e io che sono una malata oncologica da molti anni, voglio assolutamente credere che la salute sia un diritto e non un affare economico.

In questi giorni i quotidiani locali e nazionali lanciano notizie molto preoccupanti sulle sorti di molte strutture ospedaliere ed in particolare sul destino del nostro Ospedale provinciale S.Camillo De lellis. Ho letto che è a rischio l’Oncologia.

Vorrei dire ai signori che pensano di gestire la sanità come un outlet, che la malattia oncologica è molto grave. Si combatte ogni giorno per la vita e a Rieti ci sono tantissimi malati oncologici che quotidianamente hanno bisogno di controlli, terapie, cure, interventi in una struttura facilmente raggiungibile senza disagi per i malati e i loro familiari

Avere una struttura nella propria città significa difendere la qualità di vita, perché pochissimi di noi hanno la possibilità materiale, organizzativa ed emotiva per spostarsi e fare i viaggi della speranza.

Il malato oncologico intraprende un percorso con i medici che diventano i compagni insostituibili di una grande battaglia per la vita. Tanti malati oggi vengono nel nostro Ospedale da tante città italiane e tutti indiscriminatamente dichiarano che la nostra Oncologia e Radioterapia sono uniche in Italia. Dai volontari dell’ALCLI, alla professionalità degli infermieri e dei medici, ai macchinari all’avanguardia.La parola chiave è umanità che spesso è stata la forza devisiva per contrastare il tumore.

Chiedo con tutto il cuore ai politici di non trattare la salute come un affare.
Non possiamo nel nostro fragile stato emotivo sentire che qualcuno sta giocando con la nostra vita, dichiarando ai giornali di chiudere questa o quella struttura senza minimamente accorgersi che un ospedale per molti è un luogo quasi familiare. Abbiamo bisogno di tranquillità, di garanzie sul futuro dei nostri medici che ci seguono da anni, che sono entrati nella nostra vita, di sicurezze sulle sorti dell’Ospedale della nostra città.

Sottraete la sanità da qualsiasi strategia politica, economica. La sanità non è una merce è vita!

Voglio ringraziare gli angeli che mi hanno seguito tutti questi anni di malattia, il Dott. Walter Rossi Primario della I Chirurgia, il Dott. Vincenzo Capparella Resp. Oncologia, il Dott. Roberto Tempesta Resp Radiologia, e uno straordinario Mario Santarelli, Primario della Radioterapia.

La salute è un diritto, non un affare

LA COMUNITA' PAPA GIOVANNI XXIII SULLA FESTA DELLA DONNA

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In occasione della Giornata dedicata alla Donna la Comunità Papa Giovanni XXIII desidera innanzitutto esprimere la propria vicinanza a tutte le donne del mondo partendo da quelle più deboli, dimenticate e abbandonate. Oggi le donne vittime di violenze e sfruttamento sono un numero incalcolabile in ogni parte del mondo. La nostra comunità diffusa nei cinque continenti è costantemente impegnata per la difesa e l’accoglienza di queste persone colpite dalle varie ingiustizie sociali.

In particolare il nostro pensiero oggi si rivolge verso quelle giovanissime donne mercificate a causa della tratta e sfruttamento della prostituzione. Solo in Italia ci sono oltre 100 mila schiave del sesso che incontriamo sulle nostre strade e nei molti locali compiacenti. La rete delle organizzazioni criminali è capillarmente diffusa in tutto il territorio nazionale trovando complicità con molti gestori di night, prive, alberghi e appartamenti. Anche in molte pagine dei quotidiani per non parlare di Internet si trovano l’offerta di corpi che si possono comprare e prenotare svilendo fortemente quella dignità della donna di cui in questo periodo tutti parlano.

Noi denunciamo pero l’indifferenza che abbiamo riscontrato trasversalmente da tutti coloro che pur manifestando sdegno per il degrado sociale anche nei confronti della donna si sono del tutto dimenticati di quelle donne più deboli e ai margini della società: le schiave della prostituzione.

Nessun governo e nessun politico vuole affrontare questa vergognosa piaga, si continua a far finta che non esista. Noi oggi ci appelliamo a tutte le donne partendo da quelle che hanno responsabilità politiche affinché si uniscano almeno per una volta per la liberazione delle donne schiavizzate.

Come diceva don Oreste Benzi: "prima liberiamo le donne schiavizzate…" e questo grido vogliamo portarlo in tutto il territorio nazionale attraverso una campagna di sensibilizzazione volta a riproporre la proposta di legge di iniziativa popolare che realizzò don Benzi a favore delle vittime colpendo duramente la domanda e cioè il cliente. Annunciamo con l’8 Marzo questa iniziativa che prevederà la sottoscrizione di una cartolina e/o via web al fine di rilanciare tale proposta che speriamo venga colta dalle nostre parlamentari.

8 MARZO FESTA DELLA DONNA, IL COMMENTO DEL NEONATO GRUPPO GIOVANILE "PRIMAVERA SABINA"

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Giornata Internazionale della donna o festa della mimosa e degli spettacoli di spogliarello maschile?

Il significato dell’8 marzo sembra essersi perso tra i tavoli di un ristorante o nella confusione di una discoteca. Purtroppo nessuno ha (né vuole avere) idea dell’origine e dell’importanza della ricorrenza in questione.

L’evento da cui sembra che questa scaturì accadde nel 1908: 129 operaie dell’industria tessile Cotton di New York, in sciopero per protestare contro le disumane condizioni di lavoro alle quali erano sottoposte, morirono arse dalle fiamme di un incendio doloso, appiccato dopo che il proprietario dello stabilimento ebbe fatto chiudere tutte le uscite della fabbrica, intrappolando le scioperanti dentro la struttura. Su questo tragico avvenimento non c’è la certezza storica; sta di fatto che, dopo vari riconoscimenti a livello internazionale, la data dell’8 marzo è stata presa come simbolo della rivendicazione dei diritti delle donne.

Oggi più che mai è necessario recuperare il senso profondo di questa giornata. I modelli femminili proposti dalla televisione sono quelli legati alla nauseante pratica del “bunga bunga”, alle tristi immagini che queste parole richiamano alla mente, ad uno squallido stile di vita desiderato e inseguito da un numero sempre crescente di giovani. Ragazze disposte a diventare oggetti pur di fare carriera nel mondo dello spettacolo, genitori che accettano più o meno passivamente simili condotte in vista di benefici economici, omuncoli di potere che promettono fama e soldi in cambio della soddisfazione delle loro perversioni: non è questa l’Italia che vogliamo!

Tanti e fondamentali sono stati i diritti che, nel corso degli ultimi secoli, le donne hanno conquistato grazie alle loro battaglie ma, a quanto pare, si può (e si deve) fare di più, specialmente sul piano culturale. A questo proposito è lecito chiedersi: basterà un solo giorno all’anno a ricordarsi della centralità della donna nella società contemporanea? E’ giusto concepire la “Festa della donna” solo come un momento di evasione? Ovviamente no! La febbre consumista, poi, sta progressivamente svuotando anche questa ricorrenza, trasformandola nell’ennesima subdola operazione economica.

Impegno quotidiano, quindi: è questo che ci vuole. E’ importante rendersi conto che ogni giorno è l’8 marzo, che i diritti si devono rivendicare sempre e non a cadenza annuale. Un’alternativa agli attuali disvalori è possibile: ripartiamo dall’impegno! Ripartiamo dai diritti!

FONDI PER LA RACCOLTA DIFFERENZIATA, L'ASS. BONCOMPAGNI SCRIVE UN SOLLECITO AL PRESIDENTE MELILLI

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Caro presidente Melilli,
mi corre l’obbligo di inoltrarti una ennesimo sollecito affinché la Provincia di Rieti si decida una volta per tutte a permettere che il Comune di Rieti possa ricevere un finanziamento per il potenziamento della raccolta differenziata “porta a porta”.

Pare sia diventato un tormentone; ripetiamo che la Regione Lazio ha stanziato per i Comuni della Provincia di Rieti una risorsa di oltre 6 milioni e mezzo di euro per il triennio 2009/2011; è dovere della Provincia di Rieti erogare concretamente la risorsa ai Comuni che hanno avviato la raccolta differenziata: dal settembre 2009 il Comune di Rieti aspetta che la Provincia pubblichi il “bando” cui partecipare per ricevere il finanziamento regionale. Ricordo anche che il Comune di Rieti ha avviato nei fatti la differenziata in tre quartieri, coinvolgendo circa 13mila cittadini.

L’amministrazione comunale è convinta che raccolta differenziata vada perseguita sia perché rappresenta un momento culturale e morale sia perché è un preciso obbligo di legge e per questo rinnova la necessità di ricevere da codesta Provincia la quota parte degli oltre 6 milioni di euro stanziati dalla Regione, una quota che dovrà essere per forza di cose proporzionale al numero dei residenti del capoluogo, circa 47mila.

Il Comune di Rieti vuole allargare il nuovo servizio ad altri quartieri, ma per fare questo ha bisogno del finanziamento regionale, diversamente la raccolta differenziata rimarrà paralizzata come è oggi. Motivo per cui rinnovo a gran forza la richiesta di avere il finanziamento regionale attraverso la Provincia di Rieti. Mi parrebbe contraddittorio osservare, da una parte, il Tuo impegno sul capitolo dei rifiuti, che ha prodotto in pochi mesi la creazione di una nuova società mista pubblico privata partecipata dalla Provincia, e dall’altra parte,  la Tua “promessa” inevasa che perdura dal settembre 2009 di erogare ai Comuni virtuosi il finanziamento per sostenere l’avvio della raccolta differenziata. Dobbiamo sentirci ostacolati? Trascurati? O cosa? Non sarà che la neonata Società provinciale, su cui mi permetterò di dire in seguito, beneficerà dei fondi regionali previsti per la raccolta differenziata prima del Comune di Rieti che è partito con il nuovo servizio dal giugno 2010? Se così fosse, si tratterebbe di un fatto politico amministrativo grave che non potrà passare inosservato.

INIZIATIVA IN ROSA NELLE SEDI ENAS, ALLE DONNE CONSULENZE GRATUITE PER UNA SETTIMANA

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L’Enas, l’Ente di Patronato della Ugl, in occasione della giornata dell’8 marzo lancia una iniziativa in rosa avviando una  consulenza  previdenziale ed assistenziale  per le donne.

“In tutte le sedi del territorio nazionale gli oltre 1500 operatori sia del Patronato che del Sindacato saranno a disposizione per una settimana di previdenza ed assistenza in rosa con  una serie di consulenze gratuite sia per la verifica della pura e semplice posizione previdenziale che rispetto a diritti potenziali di cui, in alcuni casi,  non si conosce ancora la titolarità”.

“Già da lunedì prossimo e fino al giorno 11 marzo  – si legge nella nota del responsabile territoriale dell’Enas Isabella Antonini – i nostri uffici saranno a disposizione per questa specifica iniziativa”.

“Presso le nostre sedi* l’erogazione di questi servizi resta attiva tutto l’anno ed in questa settimana intendiamo spingere le donne ad informarsi ulteriormente dei propri diritti previdenziali e sociali, proprio per far crescere in loro la giusta  sensibilità sia rispetto alla materia previdenziale che alle esigenze  quali, ad esempio, l’estratto e calcolo di pensione, accredito maternità o il diritto all’assegno sociale”.

“Peraltro – dichiara il Presidente Nazionale dell’Enas Rolando Vicari – il nostro Ente evidenzia un dato molto interessante sulla presenza femminile pari al 68,18%  del personale che è molto oltre da quanto stabilito a Lisbona dall’Unione Europea  nel 2000 dove si chiedevano obiettivi  occupazionali femminili al 60%. Nel Nord Europa (Finalndia ed Olanda) erano già oltre: i dati dell’Italia hanno sfiorato nel 2009 il 47% per ridiscendere nel 2010 al 46%(fonte Istat), a fronte di un 60% di laureati di genere femminile. L’Enas dimostra di continuare ad investire ed a credere nell’universo femminile”..

“Insieme al CAF UGL  – conclude Marco Palma responsabile della  relazioni esterne e della comunicazione territoriale dell’Enas – avvieremo la medesima tipologia di collaborazione cercando di approfondire gli aspetti  relativi alla materia fiscale o per tutte le informazioni relative agli sgravi per utenze domestiche, iscrizioni dei bambini ai nidi ed altro, dichiarazione dei redditi compresa”.
                                                                    www.enas.it