CATTURATO A FORANO UN LATITANTE IRACHENO

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I carabinieri della compagnia di Poggio Mirteto, hanno localizzato e arrestato il latitante iracheno Shuan Omaran, nato a Kirkuk (Iraq) nel 1976. L’uomo  è stato rintracciato a Forano, in via Roma, dove era stato ospitato dalla filippina O. Flory May, del 1978.

L’iracheno era colpito da un ordine di  custodia cautelare  in carcere  emesso dal Gip presso il tribunale   di Brindisi il  18 Marzo 2010, poiché  indagato per associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Shuan Omaran è  stato associato presso la casa circondariale di Rieti, mentre, la donna filippina è stata denunciata per favoreggiamento.

 

DOMANI MATTINA AL TEATRO VESPASIANO TAPPA DEL TOUR "ESSERE ITALIANI"

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Prosegue il tour "Essere italiani" organizzato dalla presidenza del Consiglio regionale del Lazio per le celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia. 

Domani mattina è la volta di Rieti dove presso il teatro Flavio Vespasiano alle ore 10.30, il presidente del Consiglio regionale del Lazio, Mario Abbruzzese saluterà circa trecento alunni delle scuole elementari dell’Istituto ‘Luigi Minervini’.

I ragazzi  parteciperanno attivamente all’iniziativa, leggendo gli elaborati che sono stati chiamati a comporre sui temi e i personaggi più significativi del Risorgimento italiano e  animando lo spettacolo interattivo curato dall’Associazione ‘Il palco e la cornice’.

"LA STORIA IN PRIMA PAGINA", A STIMIGLIANO LA STORIA D'ITALIA DALLE PAGINE DEI QUOTIDIANI

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La Consulta delle Associazioni del comune di Stimigliano, in occasione delle celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, propone una mostra all’interno della Sala Consigliare che ripercorre i principali fatti della Storia d’Italia attraverso le prime pagine di testate giornalistiche pubblicate dal 1861 a oggi.

La dinamica del percorso della mostra prevede che i fatti narrati non siano esclusivamente di valenza politica, ma sono esposti anche i quotidiani di alcuni degli avvenimenti più importanti che hanno caratterizzato e influenzato la vita sociale, economica e culturale dell’Italia e del paese di Stimigliano in particolare, dalla seconda metà dell’ottocento fino ai giorni nostri. Dalla proclamazione dell’Unità d’Italia il 17 Marzo 1861 all’assassinio di Umberto I a Monza, dalla Prima Guerra Mondiale al colonialismo di fine ottocento e quello di epoca fascista, dall’avvento del fascismo alla Seconda Guerra Mondiale fino alla nascita della Repubblica Italiana, dalla ricostruzione post-bellica agli avvenimenti della storia più recente; sono rappresentati personaggi politici importanti come Aldo Moro e Giovanni Falcone senza dimenticare le figure dei Papi (da Giovanni XXIII a Giovanni Paolo II) che hanno indirizzato la vita morale e, di conseguenza, sociale di molti italiani.

All’interno della mostra, inoltre, sono presenti oggetti e documenti originali della fine dell’ottocento e dell’epoca fascista relativi alla vita politica e sociale stimiglianese, che contengono informazioni e curiosità su luoghi, fatti e persone del nostro territorio. La mostra sarà aperta fino a domenica 27 marzo 2011 gli orari delle visite sono dal lunedi al venerdi dalle ore 9-00 alle ore 13-00 mentre sabato e domenica dalle ore 10-00 alle ore 13-00 e dalle ore 16-00 alle ore 19-00.

NORMATIVA SUGLI AGRITURISMO, PASTORELLI SCRIVE ALL'ASS.REGIONALE BIRINDELLI

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Egregio Assessore
la Provincia di Rieti si caratterizza per un’orografia prettamente montana, con ampie superfici boscate, e da un forte fenomeno di spopolamento, che sta marginalizzando le aree rurali della provincia di Rieti, cui l’agriturismo sembra essere l’unica risposta efficace ed efficiente per contrastare tale effetto socialmente ed economicamente declinante.

Per cercare di salvaguardare le aree interne, perseguendo le finalità che l’Unione europea ha messo in campo nel II pilastro della Politica agricola comunitaria, attraverso la pluriattività e la multifunzionalità in agricoltura, la Regione Lazio ha provveduto, con un proprio provvedimento legislativo, quale la Legge Regionale n. 1 del  23 Gennaio 2006, ad istituire i distretti rurali ed agroalimentari di qualità.  La provincia di Rieti ha potuto beneficiare, prima tra tutte le provincie della regione, di quanto normato dalla Legge Regionale 1/2006 con il riconoscimento del Distretto della Montagna Reatina avvenuto formalmente con la DGR n. 963 del 22 Dicembre 2008.

Nel territorio del Distretto della Montagna Reatina operano numerose aziende agricole-agrituristiche, le quali non possono trovare giovamento da un’orografia del territorio di alta collina e montagna, che rende disagevole lo svolgimento delle normali operazioni colturali e zootecniche. La Legge Regionale n. 14/2006 sull’agriturismo e il turismo rurale, all’art. 14 comma 3, prevede che si possa, al fine di sostenere la qualità e la cura dell’ambiente, applicare, per il calcolo del lavoro agricolo prodotto e necessario in azienda per svolgere le attività di coltivazione e allevamento, in base alle tabelle di cui al comma 2 dello stesso articolo, un coefficiente correttivo compreso tra 1,5 e 2,5 determinato dalle province da utilizzare, esclusivamente, a beneficio di quelle imprese agricole  che si collocano in area svantaggiata o  che sono in grado di produrre prodotti di qualità certificata o biologici, penalizzando, invece, le aziende agricole che si collocano a ridosso della cimosa degli Appennini e che fanno parte del Distretto della Montagna Reatina. Queste aziende, infatti, non vedono in nessun modo premiati gli sforzi necessari per svolgere la manutenzione ambientale (multifunzionalità) e il presidio socio-economico attraverso le normali operazioni agricole e zootecniche.

Ciò premesso, anche al fine di dare un seguito operativo e concreto al Distretto della Montagna Reatina, valorizzando le aziende agricole che in esso si collocano e operano, sarebbe auspicabile emendare l’art. 14 comma 3 della Leggere Regionale 2 Novembre 2006 introducendo il seguente articolato: “Nei comuni facenti parte dei distretti rurali o agroalimentari di qualità, ai sensi della Legge Regionale n. 1 del 23 Gennaio 2006,  e riconosciuti formalmente dalla regione Lazio con specifica deliberazione di Giunta regionale, al tempo di lavoro agricolo, calcolato in base alle tabelle di cui al comma 2, si applica il coefficiente correttivo pari a 2,5 determinato con apposito provvedimento dall’amministrazione provinciale  in cui il distretto si colloca”

SEMINARIO SULLA TRACCIABILITA' DEI PAGAMENTI E DEI FLUSSI FINANZIARI CON L'AMMINISTRAZIONE PUBBLICA

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La tracciabilità dei pagamenti e dei flussi finanziari con la Pubblica Amministrazione è il tema del seminario organizzato da Federlazio Rieti e Camera di Commercio reatina giovedì 24 marzo a partire dalle ore 17 presso la Sala Conferenze dell’Ente Camerale.

Un tema di grande attualità in quanto l’entrata in vigore della legge n. 136/2010 ha imposto a carico delle Pubbliche Amministrazioni e della filiera delle imprese per ciascuna commessa pubblica il rispetto degli obblighi di tracciabilità dei flussi finanziari.

Un provvedimento che ha suscitato anche tra le imprese reatine un intenso dibattito e che necessita di un confronto ed un chiarimento tra P.A., Prefetture, sistema delle imprese ed istituti di credito al fine di garantire la piena operatività delle nuove disposizioni normative.

Ad aprire i lavori sarà il Prefetto di Rieti, Chiara Marolla, seguita dal presidente della Camera di Commercio di Rieti, Vincenzo Regnini, e dal presidente della Federlazio di Rieti, Carmine Rinaldi.

Relatori saranno Giuseppe Del Vecchio, specialista e-banking Cassa di Risparmio di Rieti Gruppo Intesa San Paolo, Annalisa Messina, esperto Diritto Amministrativo Unioncamere, ed il Comandante della Guardia di Finanzia di Rieti, Vincenzo Tedeschi.

Il seminario è aperto al pubblico ed è in particolare destinato ad imprese, Pubblica Amministrazione, Ordini professionali, istituti bancari ed Istituzioni ed è gradita la registrazione via email all’indirizzo paola.cuzzocrea@ri.camcom.it.

OPERAIO ORIGINARIO DI RIETI SCHIACCIATO DAL BRACCIO DI UNA GRU

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Ennesimo incidente sul lavoro. E’ accaduto ieri sera a Grotte Portella quartiere periferico di Frascati, a farne le spese un operaio 31enne originario di Rieti che è rimasto gravemente ferito durante una manovra per scaricare dei ponteggi.

L’uomo, rimasto schiacciato dal braccio di una gru, è stato immediatamente soccorso da un’ambulanza del 118 che lo ha trasportato d’urgenza al policlinico di Tor Vergata, dopo le prime cure al pronto soccorso è stato ricoverato in gravi condizioni in prognosi riservata.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Frascati che hanno sequestrato il cantiere, la gru ed un camion.

FOSSO VALLONE, LA PROTEZIONE CIVILE PREOCCUPATA PER LA MANCANZA DI UN PIANO SPEDITIVO DI EMERGENZA

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Esprimiamo soddisfazione per l’ulteriore passo in avanti compiuto dall’Amministrazione Provinciale di Rieti, riguardo alla messa in sicurezza del Fosso Vallone, nel territorio di Cantalice, a nostro avviso il più grande pericolo esistente in provincia di Rieti riferito al rischio di perdita di vite umane per calamità naturale.

Con la consegna, da parte dell’Università La Sapienza, degli elaborati sulla fattibilità degli interventi da eseguire, si completa un altro tassello verso la definitiva soluzione del problema, che tiene ormai da anni con il fiato sospeso gli abitanti di Cantalice, visto il grave pericolo che è rappresentato dal Fosso Vallone, classificato al massimo grado di pericolosità dalle Autorità preposte in materia di dissesto idrogeologico, e per l’imponente fronte di frana che esso rappresenta.

Purtroppo, per la soluzione definitiva del problema, si dovrà attendere almeno un altro anno, tempo ritenuto necessario per ottenere le necessarie autorizzazioni e per l’affidamento dell’appalto dei lavori da eseguire. In funzione di ciò, lascia perplessi l’atteggiamento dell’Amministrazione Comunale di Cantalice, che in una  dichiarazione rilasciata alla stampa dal Sindaco Patacchiola, ha ritenuto di rimandare la stesura del piano speditivo di emergenza a dopo l’inizio dei lavori. Tale documento è da ritenersi urgente ed indispensabile per la messa in sicurezza della popolazione di Cantalice, nel malaugurato caso che il peggio dovesse avverarsi.

Il Sindaco, in qualità di massima Autorità di protezione civile, ha l’obbligo di mettere in atto tutte quelle misure necessarie ed improrogabili, con il fine di garantire l’incolumità della popolazione. Rappresentiamo inoltre, che un piano speditivo di emergenza ha in sé tutte quelle misure a cui la popolazione si dovrà attenere in caso di frana: la modulazione del pericolo incombente, che va dallo stato di attenzione, preallarme ed allarme; le forme di avviso alla popolazione (attraverso una sirena e le comunicazioni per vie brevi ecc.), le modalità di evacuazione degli edifici sia pubblici che privati (scuola, edificio comunale, strutture abitative private), l’identificazione delle aree di ricovero della popolazione in caso di evacuazione.

Il Comune di Cantalice possiede un piano generale di Protezione Civile, ma che non contempla le procedure speditive di emergenza in caso di frana del fosso Vallone, e quindi poco utile in caso di necessità, cosa diversa se viceversa ne viene redatto uno specifico per lo scopo.

L’Amministazione di Cantalice, può avvalersi della consulenza, ai fini della redazione del piano di emergenza, dei tecnici del VI° Settore Ambiente della Provincia di Rieti, esperti nella redazione dei piani di Protezione Civile, e potendo contare sulla Direzione Regionale Protezione Civile del Lazio per la copertura finanziaria delle spese, peraltro modeste.

Il sinistro presagio che avvertiamo, è come le vicende del Fosso Vallone assomiglino in modo impressionante alla frana avvenuta a Messina nell’ottobre 2009. Anche in quella occasione si trattò di una disgrazia annunciata, e preceduta da anni di polemiche, con tavole rotonde e convegni, fiumi di parole e buone intenzioni, che non impedirono a 38 persone di perdere la vita. Nel caso del Fosso Vallone, nutriamo la speranza del lieto fine, confidando nell’intelligenza degli  amministratori, a cui sono affidate le vite dei cittadini di Cantalice.

"LA NUOVA ITALIA SIAMO NOI" IL VIDEO PRESENTATO DALLE ACLI PER I 150 ANNI DELL'UNITA' D'ITALIA

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Si è svolta questa mattina presso l’istituto comprensivo “Sacchetti Sassetti” di Rieti la presentazione del video “La nuova Italia siamo noi” con cui le Acli del Lazio e di Rieti hanno voluto festeggiare il 150 anniversario dell’Unità d’Italia proprio nell’”ombelico d’Italia”. L’iniziativa ha coinvolto gli studenti della IIIC dell’Istituto, che oggi hanno voluto condividere con più di 200 compagni di scuola il lavoro di un anno nell’ambito del progetto regionale delle Acli “EducAzione ed ElaborAzione”.

Il progetto che ha coinvolto tutte le province del Lazio ha messo al centro i valori dell’educazione alla cittadinanza, per prevenire comportamenti come bullismo e ogni atteggiamento deviante. E nell’occasione di Rieti i temi della cittadinanza attiva si sono incontrati, proprio nei giorni dei festeggiamenti in tutta Italia, con quelli della Nazione, del Tricolore e della Patria.

All’iniziativa sono intervenuti Lidia Borzì, presidente delle Acli Lazio e resp. Nazionale Famiglia delle Acli, Giuseppe Failla, responsabile Acli Rieti e responsabile nazionale Giovani Aclisti, Mons. Delio Lucarelli vescovo di Rieti, Paolo Grieco, vice prefetto vicario di Rieti, Giovanni Luca Barbonetti, preside dell’Istituto. Presenti anche gli assessori Enzo Antonacci, assessore alle Politiche Scolastiche e ai Lavori Pubblici della Provincia di Rieti e Vincenzo Rinaldi, assessore al patrimonio del Comune di Rieti.

Nel cortometraggio “La nuova Italia siamo noi”, della durata di circa tre minuti, i giovani della scuola “Sacchetti Sassetti”, in giro per la città e all’interno della scuola con le loro telecamere, hanno realizzato e interpretato una serie di scene in cui ai comportamenti civici sbagliati, come gettare carte a terra, o attraversare la strada con il semaforo rosso, si contrappongono i comportamenti corretti, strettamente collegati al senso di appartenenza a una comunità e ai valori della Nazione.

“Costruiamo insieme il nostro futuro” è la scritta che si legge nell’ultimo fotogramma del cortometraggio, tra le bandiere tricolori e la citazione dell’articolo 12 della Costituzione e che costituito il filo conduttore della giornata: “Dobbiamo trarre dalla storia la speranza per costruire il nostro futuro – ha ricordato nel suo intervento la presidente di Acli Lazio Lidia Borzì. "La questione educativa  – prosegue Borzì – è l’altra faccia della questione sociale e coinvolge insieme la famiglia, la scuola, le Istituzioni, la società civile. Il Progetto “EducAzione ed ElaborAzione” ha consentito la creazione di una bellissima alleanza fra queste realtà, che, insieme alla Chiesa, costituiscono quella comunita’ educante capace di connettere conoscenza ed esperienza, che sia capace di assumersi la responsabilità della formazione dei giovani e della loro crescita consapevole come cittadini".

Dello stesso segno è stato l’intervento del responsabile delle Acli di Rieti Giuseppe Failla, che ha ricordato come le Acli abbiano “Scelto di festeggiare proprio in una scuola come la Sacchetti Sassetti perché la scuola è per noi un luogo centrale, dove si costruiscono non solo i professionisti ma anche i cittadini e gli uomini di domani”.

Il Vescovo di Rieti Mons. Delio Lucarelli ricordando l’importanza dell’anniversario dei 150 anni dell’Unità d’Italia ha augurato ai ragazzi di “diventare protagonisti, persone che operano per costruire positivamente l’Italia al suo interno e nel contesto del mondo”.

Gli assessori Antonacci e Rinaldi, in rappresentanza di Provincia e Comune hanno quindi ringraziato le Acli e sottolineato la riuscita della manifestazione. La mattinata si è conclusa con una breve lezione di storia del  professor Casciani sul Risorgimento italiano, che con un taglio spiccatamente locale ha ricordato agli studenti le vicende di Rieti e del suo territorio negli anni del Risorgimento.

CAVALLI COORD IDV: L'AFFISSIONE DEI MANIFESTI NELLA SEDE PDCI NON PUO' CONSIDERARSI UNA "RAGAZZATA"

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In relazione alla vicenda che ha turbato le coscienze democratiche della nostra città in questi giorni e precisamente prima l’alterco tra alcuni giovani di Casa Pound ed il segretario ed il presidente del PdCI, in occasione della celebrazione del 150° anniversario dell’unità d’Italia, e poi l’affissione di manifesti all’ingresso della sede dei Comunisti Italiani in Via Amatrice, ritengo doveroso intervenire sull’argomento innanzitutto esprimendo, in nome e per conto dell’IDV reatina, solidarietà al Partito dei Comunisti Italiani, vittima di quella che ritengo essere stata una grave provocazione, ma anche non esimendomi da alcune riflessioni.

Chi come me, come noi, ha una responsabilità, l’onere e l’onore, di direzione politica, ha conseguentemente il dovere di spendersi quotidianamente affinché il clima politico, soprattutto in vista di importanti scadenze elettorali, non invelenisca. Dobbiamo avere la sensibilità e la coscienza civile e morale di non ridurre la dialettica politica al livello di scontro, di guerra guerreggiata. E questo soprattutto perché poi chi scende in strada a distribuire volantini, ad affiggere manifesti o ad esercitare qualunque altra attività di militanza politica, molto spesso sono dei giovani, animati da “cieca” passione politica e molto vulnerabili a sollecitazioni tese a favorire una situazione di scontro frontale. Non possiamo permetterci il lusso di assumerci la responsabilità politica e morale di qualsiasi incidente potrebbe scaturirne tra i nostri giovani.

Sono convinto che le autorità non avrebbero dovuto consentire un volantinaggio non autorizzato nella hall del teatro “Flavio Vespasiano” durante la celebrazione, sono convinto che le autorità erano le uniche tenute ad intervenire, che qualunque omissione in tal senso sarebbe dovuta essere oggetto di denuncia e non solo politica, ma sono anche convinto che chi ha la responsabilità di una Associazione che conta tra le sua file molti giovani, sia tenuto a condannare ed a prevenire energicamente qualunque tipo di provocazione e situazione che possa portare a quanto stiamo assistendo.

Sono convinto quindi che non debba enfatizzarsi l’episodio occorso, come sono convinto che il coordinatore di Casa Pound, anche e soprattutto in quanto consigliere comunale e quindi detentore di un mandato istituzionale, non possa sminuire il fatto definendolo di fatto una semplice “ragazzata”, ma sono anche convinto che innalzare barricate non porti beneficio a nessuno.

Raccogliamo l’invito del PCL a costituire un comitato antifascista, ma se ciò significa rimettere in campo un organismo politico di confronto e di studio, di conservazione della memoria contro le tentazioni revisioniste, di difesa e rilancio della nostra carta costituzionale nata dalla Resistenza.