Anche oggi Cotral non ha fatto mancare niente ai pendolari

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Meglio di “Indiana Jones”, “Alla ricerca dei Templari” e di “Guerre Stellari”, stiamo parlando del film di avventura che di più non ce n’è, quello girato a più riprese da tutto il mondo Cotral, con attori protagonisti, loro malgrado, i pendolari reatini e non solo. Il nuovo episodio è stato registrato oggi pomeriggio, inizio delle riprese 18:10, guest star l’autista del mezzo Cotral che doveva portare i pendolari da Roma Capitale a Rieti. Incredibile ma vero l’autista, forse per una distrazione o forse per una poca conoscenza delle strade da percorrere, sbaglia bivio e trasporta 50 pendolari, invece che alla stazione di Rieti, nei pressi del centro commerciale Ikea, località Bufalotta, ma non contento dà il meglio di sè facendo retromarcia nel bel mezzo di una rotatoria trafficata. Come nei migliori film, quelli da Oscar, nel finale c’è sempre la parte più frizzante e questa pellicola non si è fatta smentire, infatti l’autista, da buon capitano di vascello ormai in balia delle onde, riperde nuovamente la bussola sbagliando, per la seconda volta in pochi minuti, la strada. Urla, rabbia ed incredulità tra i pendolari, che dopo i sedili bagnati dall’acqua piovana filtrata dal tetto o dai finestrini degli automezzi, gli autobus rotti, la zecca Pituffa, ormai mascotte di tutti i pendolari, oggi hanno assistito ad un altro poco entusiasmante capitolo della tratta Rieti-Roma Capitale, con un autista che sbaglia strada per ben due volte, una già era troppo ma con tanto cuore ci poteva anche stare e poi soggetti ad un ennesimo ritardo non per loro causa. I titoli di coda sono stati scritti da altri 50 pendolari, a Monterotondo Scalo, luogo di morte per il pullman numero 5464 delle ore 18:40, che dopo una lunga agonia, di oltre 1 ora, ha fuso il motore lasciando tutti a piedi! Alcuni pendolari sono stati raggiunti e portati a casa dai familiari, altri sono restati ad attendere il pullman delle ore 20:40 proveniente da Poggio Mirteto.

Prossima apertura galleria della Rieti-Terni

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Il nuovo tratto della superstrada Rieti-Terni è un evento storico. Sindaco Petrangeli: “L’apertura dell’ulteriore tratto di superstrada, tra Piè di Moggio e Terni, è un evento storico per la nostra comunità. Tra pochi giorni sarà inaugurata, infatti, la parte più importante di un’infrastruttura strategica che finalmente avvicina Rieti a Terni e pone solide basi per il rilancio del nostro territorio. D’ora in poi le istituzioni, laziali e umbre, dovranno mettere in campo ogni sforzo affinché quest’opera sia definitivamente completata. Grazie a questa nuova via di comunicazione finalmente si unirà un’area vasta di oltre 200 mila abitanti che in futuro sarà l’ambito di uno sviluppo integrato e complementare. Perché, insieme a Terni, abbiamo le carte in regola per diventare il più grande sistema urbano a nord della Capitale. Quest’opera cambia le nostre abitudini, rappresenta un tassello cruciale per la trasversale Orte-Civitavecchia e facilita le politiche che stiamo costruendo con gli altri Comuni, grazie all’accordo Civiter che impegna e unisce Civitavecchia, Viterbo, Terni e Rieti e che prossimamente sarà allargato anche a L’Aquila. L’intenzione dei Comuni di Rieti e Terni è di trasformare questa inaugurazione in un vero e proprio evento di promozione, che duri tutto il giorno e che coinvolga cittadini, istituzioni e realtà territoriali”. On.Melilli: “L’apertura della galleria Valnerina rappresenta un fondamentale passo in avanti verso la definitiva realizzazione del collegamento superstradale tra Rieti e Terni e di conseguenza un indubbio miglioramento dei collegamenti tra il capoluogo sabino e i principali assi viari nazionali. Nel ringraziare tutti gli esponenti del Partito democratico umbro che si sono adoperati per la realizzazione di questa importante infrastruttura mi preme ricordare l’impegno profuso per il compimento dell’opera da parte del senatore Angelo Maria Cicolani. Questa è anche l’occasione per chiedere ad Anas un’accelerazione sull’ultimazione dell’ultimo tratto per il quale il Parlamento ha trovato i fondi necessari e che nei giorni scorsi, grazie ad un paziente lavoro di squadra da parte di tutti i soggetti istituzionali interessati, ha visto la condivisione di una soluzione di gran lunga meno impattante per gli svincoli in grado di avere il via libera anche dalla Sovrintendenza”.

Officine arte e mestieri 2012, Cittaducale prima nella graduatoria per il finanziamento

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Con Determinazione Dirigenziale G00948 del 24/10/2013, sono state approvate le graduatorie finali delle OFFICINE DELL’ARTE E DEI MESTIERI. La Regione Lazio con DGR n. 5111 del 28 ottobre 2011, per l’annualità 2012, continua il suo percorso di creazione di diciannove (19) Officine dell’arte dislocate sul territorio regionale nell’ambito dell’azione “Potenziamento e Sviluppo di una rete regionale di Officine dell’Arte e dei Mestieri”. Il 28 marzo 2013 viene nominata la Commissione per la valutazione delle 32 proposte pervenute di Enti/Soggetti che hanno presentato domanda. Il 7 novembre 2013 sono state notificate, ai fini dell’erogazione delle risorse ai soggetti beneficiari del finanziamento, a Bic Lazio S.p.A. le gratuatorie di merito dei soggetti ammessi al finanziamento. Delle 32 proposte presentate sono stati ammessi al finanziamento, per aver raggiunto il minimo punteggio richiesto uguale o superiore a 51 solo quattro Comuni e primo tra tutti è risultato il Comune di Cittaducale con il punteggio di 67. Enrico Di Sisto, orgoglioso del risultato raggiunto: “L’ Officina dell’Arte e dei Mestieri è il luogo in cui i giovani possono esprimere la loro creatività nei campi delle produzioni artistiche e dell’artigianato tradizionale, rinnovando antichi mestieri e recuperando tradizioni e risorse locali,. L′obiettivo del Comune di Cittaducale, è quello di favorire la partecipazione attiva dei giovani allo sviluppo regionale attraverso la promozione e il sostegno delle loro attività e produzioni artistiche e culturali, mediante la creazione di luoghi in cui i possano manifestare e realizzare le loro capacità creative in settori quali pittura, scultura, ceramica, musica, danza, recitazione, affresco, restauro ecc…, con l’impiego e l’ausilio di strumenti e di attrezzature”. Come è possibile vedere, l’Officina dell’Arte parla di valorizzazione della persona, di condivisione ed aggregazione di nuove forme comunicative dove tutti possiamo godere; una realtà che si offre a tutti, un bene della nostra comunità, dei nostri giovani, dei nostri animi artistici e delle nostre sensibilità sociali che deve essere sostenuta e curata, così che abbia anche un futuro oltre che un presente.

Protocollo d'intesa tra associazione Claai e Ater Rieti

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Venerdì 29 novembre, alle ore 10.30 presso la sala polifunzionale di Via S. Agnese, Ater (Azienda Territoriale di Edilizia Residenziale della Provincia di Rieti) e Claai (Confederazione Libere Associazioni Artigiane Italiane) presenteranno, nel corso di una conferenza stampa, un protocollo d’intesa recentemente sottoscritto. L’accordo – che fornisce un servizio gratuito e già operativo su base provinciale – è finalizzato a favorire la pratica del microcredito per privati ed imprese e potrà rappresentare un aiuto concreto anche per gli inquilini Ater. “L’idea di fondo di questo protocollo d’intesa è quella di dare risposte concrete alle esigenze e alle necessità degli inquilini e della cittadinanza – spiega il Commissario Ater Rieti, Eliseo Maggi – Tale iniziativa si aggiunge ad altri obiettivi già raggiunti negli ultimi mesi”. “Abbiamo apprezzato molto la disponibilità di Ater – aggiunge Saverio Rosa, (nella foto) segretario Claai Rieti – Come associazione datoriale siamo attenti alle esigenze degli individui e questo che presentiamo è un metodo concreto per supportare la cittadinanza attraverso uno strumento, il microcredito appunto, finora mai utilizzato”. I dettagli del protocollo d’intesa e un quadro delle attività e degli obiettivi raggiunti finora nel nuovo corso di Ater Rieti, verranno presentati approfonditamente nel corso della conferenza stampa.

Una via per Paolo Rosi

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Il prossimo 20 gennaio 2014 saranno dieci anni che Paolo Rosi, pugile reatino doc, ci ha lasciato. Nato nel cuore della Rieti che fu nel 1928, era cresciuto a Porta d’Arce, dove abitava al numero 40 nelle case popolari situate oltre i giardini, dedicati ai bersaglieri. Se ne andò ancora giovane negli USA per cercare fortuna e oggi riposa nel mausoleo di Harlem, accanto a tanti altri grandi nomi dello sport nordamericano. In città quanti hanno i capelli candidi lo ricordano negli incontri di pugilato al Teatro Flavio Vespasiano, mentre Rosi era solito allenarsi nella palestra vicino al monastero di Santa Chiara e poi a San Liberatore. Fu tradito solo dalle sopracciglia fragili che, alla prima testata o alla prima scorrettezza, si aprivano, costringendolo spesso a non poter portare a termine il match. Quelle stesse sopracciglia che gli impedirono di conquistare la corona mondiale dei leggeri (era il terzo del ranking mondiale), nella notte del 3 giugno 1959 alla Uline Arena di Washington contro il campione in carica, il colored Usa Joe Brown: tutto crollò alla nona ripresa, allorchè l’arbitro decretò il kot per ferita tra le proteste del pubblico. I cartellini dei giudici erano in perfetta parità ma Rosi conduceva le danze con grande classe e spavalderia. Fu l’ultima apparizione internazionale del nostro pugile. Chiuse la carriera nel 1962 con un ruolino invidiabile: 49 incontri disputati, 37 vinti (di cui 15 per ko prima del limite), 10 persi, 2 pareggi. Rimase negli Usa ma nel 1997 volle tornare a Rieti per partecipare alla Processione dei Ceri in onore di Sant’Antonio di Padova, di cui era devotissimo. Oggi, alla vigilia del decimo anniversario della morte, a nome di un folto gruppo di estimatori e amici, è stata rivolta al Sindaco Simone Petrangeli e all’Assessore al ramo, Alessandro Mezzetti, la proposta di dedicare a PAOLO ROSI una via cittadina. L’ideale sarebbe quell’ultimo tratto del viale Morroni che passa anche per il numero 40 ove Paolo Rosi crebbe e abitò, prima di volare negli USA e portare il nome di Rieti oltreoceano. Dal Sindaco e dall’Assessore, la risposta pervenuta è la rassicurazione che si sta lavorando in previsione del 20 gennaio prossimo: è l’auspicio che coltiviamo verso la memoria di un reatino che non cessò mai di esserlo, nella gioia e nella sofferenza, fino all’ultimo gong.

Latitante arrestato dai Carabinieri

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I militari del N.o.rm dei Carabinieri di Rieti, durante un servizio predisposto alla ricerca dei latitanti, hanno arrestato T. M. del 1969, pregiudicato, nullafacente, gravato di provvedimento di ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica di Roma, per non aver rispettato gli obblighi imposti dal foglio di via obbligatorio di pubblica sicurezza. L’uomo è stato associato presso la Casa Circondariale di Rieti.

Inps, preoccupazione per la possibile riduzione di personale

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La Commissione Lavoratori Dipendenti del Comitato Provinciale INPS di Rieti esprime preoccupazione per le possibili ulteriori riduzioni del personale addetto alla sede di Rieti. Infatti sembra che il personale comandato da altri enti (e che attualmente lavora nella struttura INPS di Rieti)  stia per essere rimandato negli enti di provenienza. Se si verifica tale evenienza, alla perdita del contributo lavorativo dei cosidetti “comandati”, si debbono aggiungere le ulteriori riduzioni di personale che deriveranno dai pensionamenti e dalla mobilità regionale prevista per il prossimo anno. In altri termini la struttura di Rieti dovrebbe subire una riduzione di oltre 20 figure professionali, che andranno ad aggiungersi al mancato reintegro dei dipendenti andati in pensione negli anni precedenti. Pur nella consapevolezza delle diverse responsabilità che derivano dal sistema duale, si ribadisce la necessità, urgente ed ineludibile, di tenere conto, da un lato delle specificità del territorio più volte segnalate (vedi nota allegata) e dall’altro della evidente esigenza di aumentare le risorse umane necessarie per il mantenimento di un adeguato livello di servizio ai cittadini. La Commissione Lavoratori Dipendenti del Comitato Provinciale di Rieti ritenendo insostituibile la funzione sociale dell’INPS, in particolare in territori come il nostro, auspica che proprio il rafforzamento nei territori periferici e marginali costituisca sempre di più il parametro con cui misurare l’efficienza e la funzionalità complessiva dell’Istituto.

Un simbolo rosso contro la violenza sulle donne

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Lunedì 25 novembre, in occasione della giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, le segreterie nazionali dei sindacati, propongono a tutti, donne e uomini, di indossare qualcosa di rosso, scarpe, berretti, foulard, fazzoletti, maglie, il colore identificativo da più parti come simbolo contro la violenza sulle donne. “E’ necessario che ognuno di noi dia il suo contributo – dichiarano i sindacalisti – per la riuscita della giornata, perché è insieme che dobbiamo dire basta alla violenza, alla prevaricazione, agli abusi che colpiscono donne e minori e che nel loro triste ripetersi feriscono la dignità di tutti”.

Il Lazio, regione ad alto rischio idrogeologico

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La tragica alluvione che ha colpito il territorio sardo ha riacceso i riflettori sul rischio idrogeologico, che corre il nostro Paese. Anche nel Lazio la tragedia in Sardegna ha stimolato numerose discussioni su prevenzione e necessità di un nuova programmazione. Appelli che l’ordine dei Geologi del Lazio ha sempre incoraggiato, spesso senza trovare riscontro: “Nella nostra regione – spiega il presidente dell’ordine, Roberto Troncarelli – 372 comuni, il 98% del totale, hanno almeno un’area in cui è elevata la probabilità che si verifichi un’alluvione o una frana. Le aree in dissesto idraulico o geomorfologico interessano infatti una superficie di circa 1.300 kmq che costituisce il 7,6% di quella regionale. Le frane più pericolose occupano il 5% del territorio. Inoltre 350mila persone vivono in aree potenzialmente a rischio di frana o alluvione”. Il comune che presenta il più alto rischio idrogeologico nel Lazio è Roma, sia per l’estensione territoriale che per il numero di abitanti e per l’alto valore dei beni esposti. I comuni con la maggiore estensione delle aree esondabili sono, invece, Rieti con 44 kmq e Fiumicino con 40 kmq. “Inoltre – continua Troncarelli – dall’analisi dei Piani di Assetto Idrogeologico elaborati dalle Autorità di bacino la provincia più a rischio risulta essere Frosinone, subito dopo si piazza Roma, poi Viterbo, Latina e Rieti”. E dal punto di vista finanziario, come procedono le cose? Dal 1998 al 2009 lo Stato ha finanziato nella Regione 204 interventi per la messa in sicurezza di aree a rischio idrogeologico, per un totale di circa 184 milioni di euro, a fronte di richieste per quasi 700 milioni di euro. Mentre nel triennio successivo la Regione ha siglato un accordo di programma con il Ministero dell’Ambiente che ha messo a disposizione ulteriori 120 milioni di euro per la mitigazione del rischio idrogeologico: “Dal monitoraggio effettuato dall’Ispra – continua il presidente – risulta però che nel 2011 i lavori finanziati risultavano conclusi solo nel 48% dei casi”. E’ necessario dunque invertire la rotta, agire prima anziché attendere che la frana o l’alluvione si materializzino. Ma questo è un percorso virtuoso che richiede anche un deciso cambio di mentalità: “La sensibilità di istituzioni e opinione pubblica verso i rischi geologici oggi è molto bassa. Siamo chiamati dopo eventi sismici, dopo emissioni vulcaniche, dopo alluvioni: dovremmo essere invece i “tecnici del giorno prima”, non quelli interpellati per rincorrere l’emergenza o dare la soluzione tampone. Il costo della prevenzione rispetto a un intervento a posteriori è 10 volte inferiore”. La proposta dell’Ordine dei Geologi del Lazio è quella di tentare di ridurre i livelli di rischio per le popolazioni “non più solo con opere di difesa passiva, ma con programmi organici di interventi che sappiano integrare le difese degli insediamenti esistenti con interventi preventivi non strutturali, come la manutenzione ordinaria dei corsi d’acqua, dei versanti e delle opere esistenti, la delocalizzazione di insediamenti e attività, il potenziamento delle reti di monitoraggio e dei sistemi di pre-allertamento e, soprattutto, la sensibilizzazione e la comunicazione ai cittadini anche in periodo di pace”, conclude Troncarelli.

I reatini e la lettura

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Il grande storico Marco Terenzio Varrone nacque a Rieti (o in alta Sabina) nel 116 a.C. e per tale motivo è detto Reatino, cita Wikipedia in relazione a questo esimio personaggio. Per la cronaca, Marco Terenzio Varrone morì in età avanzata nel 27 a.C. lasciando ai posteri 620 libri suddivisi in circa settanta opere. Si tratta di una mole notevole, capace di intimorire qualsiasi lettore di buona volontà in ogni tempo. Ma se consumare 620 libri, seppure nel corso di una vita intera, è un’impresa notevole, una domanda sorge spontanea: quanto legge oggi un reatino? Prima di rispondere, scorriamo i dati presenti nel sito wisiva (http://visiwa.net/libri-in-italia-lettura-infografica/): ogni anno in Italia si stampano 3,5 copie per abitante, ma il 46% della popolazione legge a malapena un libro all’anno.  Il lettore tipico è donna nel 51,9% dei casi mentre è Milano la città dove si consuma di più indipendentemente dal formato (cartaceo o digitale). Le statistiche hanno il merito di presentare un quadro generale che però ha il vizio di appiattire la realtà di cui interessanti sfumature emergono dalle considerazioni dei gestori della libreria Moderna: Partiamo innanzitutto dal dato che in Italia si legge poco, dunque anche a Rieti. I numeri sono bassi e soprattutto sono bassi tra i giovani. Questo è un dato inconfutabile. La nostra esperienza di librai però ci fa dire che esistono dei lettori “forti”, persone che entrano settimanalmente in libreria e che sono assolutamente informate sulle uscite che si susseguono. Sono lettori “pretenziosi”, sono lettori che approfondiscono e che non si lasciano convincere dalle classifiche stilate dai quotidiani o dai giornali on-line, ma che ricercano libri “diversi”, un po’ più particolari, magari di case editrici di qualità, quelle case editrici che trovano meno spazio nelle recensioni dei giornali e negli scaffali dei megastore dei libri, quelle case editrici che, fortunatamente, ancora ricercano prima di proporre, che non badano solo alla vendita pura e che danno spazio a voci “diverse” della cultura mondiale. Sarebbe bello che questo virus si diffondesse e cominciasse a circolare di più. Potremmo sviluppare maggior senso critico e più consapevolezza della bellezza che in Italia non manca. A questa testimonianza si può affiancare l’esperienza rappresentata dal gruppo di lettura che frequenta la Biblioteca comunale Paroniana, un agglomerato che annovera tra i partecipanti lettori onnivori di tutte le età, ben informati sulle novità ma anche capaci di provare curiosità per pubblicazioni meno blasonate. Non solo l’obiettivo di fagocitare un libro al mese viene qui puntualmente raggiunto, ma in sede di discussione vengono condivise idee e impressioni spesso coadiuvate da ricerche analitiche su quotidiani e riviste. Altro elemento di rilievo, il Premio letterario città di Rieti che ospita ogni anno cinque autori di alto livello, messi sotto torchio da una giuria indigena che formula domande circostanziate e pertinenti sull’intreccio ma anche di natura tecnica. Rieti, dunque, una città di provincia che tutto sommato non si tira indietro quando c’è da sfogliare, dove forse si comprerebbe di più se il bilancio familiare lo consentisse. Tornando alle statistiche, la percentuale di lettori tra i 6 e i 17 anni che nel 2013 ha letto almeno un libro nel tempo libero (dunque escludendo i testi scolastici) è del 57,9% mentre otto anni fa si assestava intorno al 50,2%. Dunque non è un caso se molti miei amici ribadiscono il fervore con cui i figli si immergono nella carta stampata. In conclusione, esistono buoni motivi per non essere scontenti dei lettori nostrani e date le premesse, ottime possibilità che in futuro qualcuno delle nuove generazioni, passando per piazza Oberdan, incrociando lo sguardo bronzeo di Marco Terenzio Varrone, padre della romana erudizione, abbia voglia di dare una scorsa veloce ad almeno uno dei suoi capolavori.