CISL, AGOSTINI: IL COMUNE DI RIETI E LA SUPER TASSA SUL SUOLO PUBBLICO

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“CARA dolce casa. Ristrutturarla a Rieti può rivelarsi un vero e proprio salasso. Soprattutto quando l’immobile si trova al centro storico.

I guai iniziano quando sei costretto ad occupare il suolo pubblico per effettuare i lavori. Cara, risulta infatti, la cifra da pagare al Comune, ancor più cara quella che devi sborsare sui parcheggi che vai ad occupare, visto che quest’ultimi, come è noto, sono di competenza della società Saba Italia, che ne gestisce la sosta per il proprio tornaconto.

Delle due l’una, verrebbe da dire e invece no. Metti le mani al portafogli e paghi due volte, in barba a qualsiasi legge di tutela dei cittadini. E sono proprio alcuni cittadini vessati, nostri iscritti e decine di ditte edili che sul territorio comunale operano, ad offrirci spunto per denunciare pubblicamente quella che ci permettiamo di definire come una vera e propria pratica di alleggerimento delle tasche dei contribuenti”.

Così, il segretario generale della Filca Cisl Francesco Agostini. “Per comprendere meglio ciò che accade quando un cittadino intraprende l’iter procedurale per ristrutturare un immobile -spiega Agostini- formalizzando presso l’ufficio di competenza la richiesta di occupazione di suolo pubblico, basta formulare le cifre richieste per tale pratica.
Circa un euro al giorno per metro quadrato per quanto attiene il Comune di Rieti, 3,50 a parcheggio occupato al giorno per la Saba Italia, fatto salvo i festivi e le domeniche.

Riassumendo…
Per ristrutturare un immobile di media grandezza al centro storico -continua il segretario della Filca Cisl- oltre alla tassa sul suolo pubblico da versare al Comune, si è costretti a pagare i parcheggi, siano essi occupati da ponteggi, ad esempio, installati dalla ditta appaltatrice dei lavori, che lasciati liberi magari proprio per agevolare la circolazione lungo il tratto di strada in cui è allocato il cantiere.

Costo complessivo dell’operazione? Dalle 450 alle 630 euro al mese.

Visto che generalmente tali lavori si protraggono da un minimo di sei mesi ad un massimo di un anno -precisa Agostini- la cifra complessiva può raggiungere, udite udite, quota 8 mila euro!

E se come diceva Totò è la somma che fa il totale, con le cifre prospettate quello perpetrato nei confronti del cittadino è da considerarsi un abuso colossale.

T
utto ciò -conclude Agostini- in barba alla sbandierata politica di valorizzazione del centro storico storicamente propagandata dall’amministrazione comunale, poiché un cittadino che vuole ristrutturare la propria abitazione prima di metterci mano ci pensa due volte, a cominciare dalla super TASSA sul suolo pubblico”.

LA MOSTRA SUL MURO DI BERLINO DI AREA E VACUNA ALLESTITA A PADOVA

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E’ stata inaugurata a Padova la mostra dedicata alla caduta del Muro di Berlino realizzata lo scorso anno dalle associazioni Area Rieti e Vacuna ed esposta nella Sala mostre del Comune nel 2009 in occasione del ventennale della ricorrenza.

Ad inaugurarla fu la vicepresidente del parlamento europeo Roberta Angelilli e il sindaco Giuseppe Emili. L’iniziativa ebbe il patrocinio del Comune di Rieti, tramite l’assessorato ai Rapporti con le associazioni culturali, e quello della Regione Lazio.

Il progetto fotografico e storico, formato da oltre cento illustrazioni, trovò subito la disponibilità a ospitarlo da parte di alcune associazioni e amministrazioni padovane e quest’anno è stato allestito in una struttura della città veneta, precisamente in piazza Napoli. La cerimonia di apertura si è svolta alla presenza di Mauro Fecchio, assessore all’Ambiente della Provincia di Padova, Mario Bortoluzzi, presidente associazione Area Padova-Circolo “Nicola Pasetto”, Sara e Ilaria Adriani, in rappresentanza Area Rieti-Nuova Italia.

Il tiolo dell’esposizione è "La rinascita dell’Europa dopo la caduta del Muro di Berlino" e resterà aperta fino al 18 novembre. Il sindaco Emili ha espresso la sua soddisfazione per l’iniziativa che ha trovato consenso e apprezzamento anche fuori dal territorio comunale. Le prossime tappe della mostra sono, infatti, Correzzola di Padova e Verona.

Infine, l’associazione Area Rieti esprime il proprio compiacimento per quanto fatto dal consigliere provinciale con delega alla Cultura, Domenico Scacchi, con il manifesto celebrativo della Caduta del Muro. Un gesto che arriva dopo l’invito dell’associazione lo scorso anno, a causa dell’assenza di iniziative da parte dell’amministrazione provinciale nel 2009.

IMPERATORI PDL: IL PD E L’IDV NON SONO IN GRADO DI ESSERE UN’ALTERNATIVA DI GOVERNO

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Per l’ennesima volta i gruppi di centro sinistra, in particolar modo il partito democratico e l’IDV, hanno perso l’occasione per dimostrarsi classe dirigente vera, che con realismo e senso di responsabilità, collaborano e/o formulano proposte concrete.

Dopo 30 anni di status quo, il Sindaco Emili al momento della formazione del gruppo di lavoro, aveva proposto e insistito molto, per far sì che anche il PD nè entrasse a far parte, parole al vento.

A questi signori piace convocare conferenze stampa, cavillare su tutto,  ma, di fatto, non sono in grado, non avendo un reale progetto politico di proporsi come alternativa di governo.

Si dilettano a fare comunicati stampa a iosa, puntualmente smentiti dai fatti e fortunatamente, per il buon governo della Città, dai cittadini ogni qualvolta sono chiamati alle urne.

AL DE LELLIS DI RIETI IL TOTEM EASY LAB PER STAMPARE REFERTI DI ANALISI AUTONOMAMENTE

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Si tratta di un totem installato all’ingresso principale dell’OGP di Rieti, attraverso il quale si può, a qualunque ora del giorno, stampare in autonomia il proprio referto di Laboratorio Analisi, utilizzando una procedura opportunamente semplificata per consentirne l’uso ai cittadini di ogni età. Il sistema touch screen, di cui il totem è dotato, consente l’utilizzo semplicemente toccando le icone sullo schermo.

Il servizio ha inizio in via sperimentale con il totem situato all’ingresso dell’OGP che, nella settimana dal 15 al 20 novembre, rimarrà in funzione dalle ore 8,00 alle ore 19,30 per permettere l’ eventuale assistenza ai primi utilizzatori, da parte di personale competente mentre, dal 22 novembre, sarà a disposizione per tutte le ore della giornata.

Il nuovo servizio, risultato della collaborazione tra il Laboratorio Analisi e i Sistemi informatici aziendali con il quale si evitano agli utenti gli orari obbligati per il ritiro referti e le code agli sportelli, si aggiunge al servizio LAB on WEB, attivato dalla ASL di Rieti già dal 2006 per consentire la consultazione e la stampa dei referti dal PC di casa e molto utilizzato dagli utenti (oltre il 35% degli utenti usufruisce di questo servizio).

Attualmente la nuova tecnologia è dedicata alla refertazione del Laboratorio Analisi ma, con l’implementazione di un maggior numero di totem e funzionalità,le sue applicazioni potrebbero estendersi al ritiro di referti di altre unità operative (Anatomia Patologica, Radiologia, Centro trasfusionale…) così come alla consultazione di mappe interattive per l’orientamento degli utenti all’interno delle strutture aziendali e all’accesso al sito aziendale.

Per utilizzare il sistema, passare davanti al lettore ottico posto all’interno del totem i due codici a barre (prima uno e poi l’altro) che identificano in modo univoco il referto, codice richiesta e codice di sicurezza, stampati nella scheda di ritiro referti rilasciata dal Laboratorio il giorno del prelievo.

I NONNI DEL CENTRO DI PROMOZIONE SOCIALE PORTA D'ARCI ALL'ABBAZIA DI FARFA

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Domenica 14 Novembre,  il Centro di Promozione Sociale Porta d’Arci si mette di nuovo un viaggio per raggiungere una della mete più importanti della nostro provincia: l’abbazia di Farfa.

Centro monastico e faro culturale del medioevo europeo, il millenario cenobio  sarà la meta dei nonni reatini che partecipano al programma culturale messo a punto dal presidente del centro “Porta d’Arci”, Elenio Santoprete.

L’iniziativa rientra nel programma di conoscenza dei luoghi religiosi di rilevante importanza storica alla quale seguiranno altri incontri dedicati agli edifici ordini mendicanti nella città di Rieti: le chiese di Sant’Agostino, San Francesco e San Domenico. In terra sabina, i partecipanti saranno guidati dalla guida turistica Rita Giovannelli che illustrerà loro la chiesa abbaziale, l’ex refettorio, il museo, e lo scriptorium farfense, custode del tesoro librario dell’abbazia.

Dopo un tuffo nella cultura medievale europea, i nonni si siederanno a tavola per degustare le prelibatezze della gastronomia sabina presso un noto ristorante della zona. Il pomeriggio sarò dedicato alla visita del santuario di  Santa Maria in Vescovio, già prima cattedrale dei Sabini e monumento di rilevanza nazionale grazie agli spettacolari affreschi attribuiti al maestro Pietro Cavallini autore dei mosaici di Santa Maria in Trastevere a Roma.Uno sguardo d’insieme ai resti dell’antica Forum Novum, centro di fiorente mercato, situato all’incrocio di strade di particolare importanza, concluderanno la giornata. Il Centro di Promozione Sociale e Culturale “Porta d’Arci” organizzerà prima delle festività natalizie altre occasioni di incontro e svago, a Rieti e fuori dalle mura cittadine.

Per conoscere la programmazione del centro, è necessario rivolgersi in sede di Rieti, sita in Via Nuova 9 oppure telefonare al presidente Elenio Santoprete al numero 339 2342346          

SCUOLA, GIUNTA REGIONALE APPROVA INTERVENTI PER SICUREZZA EDIFICI E DIRITTO ALLO STUDIO

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La Giunta regionale del Lazio, presieduta da Renata Polverini, ha approvato la delibera che definisce il programma straordinario per la messa in sicurezza degli edifici scolastici.

Si tratta della prima tranche di 70 milioni, sui 105 complessivi previsti dall’assestamento di bilancio, che serviranno per adeguare gli edifici scolastici di proprietà dei Comuni del Lazio.

A questo stanziamento verranno aggiunti altri 35 milioni di euro, che andranno a bando, per il fotovoltaico nelle scuole e altri 10 milioni, già disponibili, che derivano dall’accordo con il Ministero dell’ Istruzione.

La Giunta ha inoltre approvato il Piano annuale degli interventi per il diritto allo studio e per l’educazione permanente, anno scolastico 2010/2011, per il quale saranno stanziati 23 milioni 349 mila euro.

PALMERINI UGL: NON SI VUOLE SCREDITARE L'APT, MA ANCORA NON E' STATO LIQUIDATO UN EURO

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Nessun tentativo di “screditare l’immagine dell’APT”, un’Azienda fondamentale per lo sviluppo del turismo sul nostro territorio; il turismo uno degli strumenti necessari per il rilancio della nostra provincia.

La dott.ssa Carla Franceschini dovrebbe rileggere i documenti da lei sottoscritti, prima di accusare l’UGL Reatina di divulgare “notizie false”, solo un errore possiamo dire di aver fatto, quello di non aver citato testualmente quanto contenuto nella nota del 11 ottobre 2010 con protocollo APT n° 2104 a firma del Direttore, dott.ssa Francescani, e ribadito nel verbale di mancata conciliazione redatto dal collegio della Direzione Provinciale del Lavoro di Rieti.

Nella nota dell’APT si dichiara: “ad oggi nessuna delle richieste di anticipazione è stata soddisfatta perché la disponibilità di cassa dell’ente dall’emanazione della L.R. n. 13 del 2007, che prevede lo scioglimento delle APT del Lazio, è stata costantemente carente”, poi si prosegue: “pertanto l’APT per assicurare il pagamento delle spese obbligatorie ed indifferibili (stipendi, contributi, tasse, utenze) già dal mese di gennaio del 2009 ha fatto ricorso all’anticipazione di cassa arrivando spesso alla completa utilizzazione della stessa. Tale situazione permane tuttora.”

In fine sempre nella stessa nota si afferma: “ Ad ogni buon conto si rappresenta che le domande dei suddetti dipendenti conformi alla normativa e pertanto valide sono state presentate solo nei mesi di settembre e ottobre 2009”.
Ora dall’UGL leggiamo anche la risposta a mezzo stampa dell’APT, con la quale apprendiamo “che l’APT sta liquidando le somme richieste”, quindi ci chiediamo: a chi? se “si tratta solo di tre persone” come dichiarato dalla dott.ssa Franceschini, ad oggi dopo tredici mesi dalla richiesta, non ci risulta essere stato erogato un solo euro.

MIPAF: PRESTO AL PROSCIUTTO AMATRICIANO IL RICONOSCIMENTO IGP

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La Commissione Europea ha pubblicato la domanda di riconoscimento della denominazione "Prosciutto Amatriciano" IGP.

Lo rende noto il ministero delle Politiche agricole. Da questo momento – continua – la procedura comunitaria prevede sei mesi di tempo per permettere agli altri Stati Membri di presentare eventuali domande di opposizione.

Trascorso questo periodo il Prosciutto Amatriciano sarà iscritto nel registro ufficiale europeo delle DOP e IGP. L’area di produzione del Prosciutto Amatriciano IGP e’ rappresentata dai seguenti Comuni della provincia di Rieti: Amatrice, Accumoli, Antrodoco, Borgo Velino, Cantalice, Castel Sant’Angelo, Cittaducale, Cittareale, Configni, Contigliano, Colli sul Velino, Cottanello, Greccio, Labro, Leonessa, Micigliano, Morro Reatino, Petrella Salto, Poggio Bustone, Posta, Rieti e Rivodutri.

Il Prosciutto Amatriciano IGP presenta una consistenza elastica e compatta con ottima tenuta della fetta, è caratterizzato da un colore rosso/roseo inframmezzato dal bianco puro del grasso di marezzatura e presenta un profumo gradevole, dolce ma intenso.

Il sapore è sapido, ma non salato; profumo gradevole, dolce ma intenso. Il peso minimo non inferiore a 8 kg alla conclusione del periodo minimo di stagionatura; minimo 12 mesi di stagionatura dalla data di prima salatura. La reputazione del Prosciutto Amatriciano risale alla fine dell’ottocento primi del novecento quando si comincia ad identificare il prodotto proprio con Amatrice.

Questo paese, infatti, puo’ considerarsi il centro di un territorio che corre lungo le alte valli del Velino e del Tronto caratterizzato da un’antica produzione di prosciutti. Prova ne è il testo riguardante la "civilta’ amatriciana", datato 1932 in cui Cesare De Berardinis qualifica la preparazione dei "prelibati prosciutti" attribuendola "alle mani" e "alle cure" delle instancabili donne di Amatrice.

AREE EX INDUSTRIALI, COSTINI: DUE PUNTI PRINCIPALI, UNITARIETA' E MULTIFUNZIONALITA'

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“Per la prima volta, dopo trent’anni, abbiamo un atto amministrativo concreto”. Così l’assessore all’Urbanistica, Felice Costini, nel corso del consiglio comunale in riferimento alla presa d’atto dello studio redatto dal Gruppo di lavoro, nominato dal sindaco, sulla futura utilizzazione delle aree ex industriali.

“Su questo tema – prosegue – abbiamo avuto una vera partecipazione. Chi ha deciso di rimare fuori, per una legittima presa di posizione politica, non può però pretendere di ostacolare un’azione che sta finalmente dando risposte fattive all’esigenza di sviluppo e riqualificazione della città”.

“Per le aree ex industriali – aggiunge l’assessore Costini – abbiamo individuato due punti cardine su cui agire: l’unitarietà in cui vanno ricompresi i tre siti e la multifunzionalità degli scopi al fine di evitare mere speculazioni. L’obiettivo è quindi creare un centro nuovo su cui far sviluppare l’idea di città. In questa fase, prepariamo un quadro politico sul quale tracciare la linea di condotta dei progetti che vogliamo realizzare all’interno delle aree, per poi proseguire con le scelte tecniche in base ai percorsi normativi”. 

Nel corso della sua relazione al consiglio comunale, l’assessore Costini ha comunicato che “il tecnico nominato dalla parte privata proprietaria delle aree è pronto a presentare il progetto di bonifica: un passaggio fondamentale su cui avviare la riqualificazione”. Infine, l’assessore ha elogiato l’attività del Gruppo di lavoro e ha invitato l’assise comunale “a prendersi le responsabilità di una decisione sulle aree ex industriali che non è più rimandabile”. 

FONDI IPS, APT: QUELLE DELL'UGL SONO NOTIZIE FALSE

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Notizie false e tendenti a screditare l’immagine dell’APT quelle forniti dall’ UGL nella persona di Marco Palmerini, il quale è stato debitamente informato delle difficoltà che l’APT, come la gran parte degli enti pubblici, sta attraversando in questo momento.

Difficoltà che, come gli è stato chiaramente spiegato, sono soltanto di cassa e dovute ai ritardi della Regione Lazio nell’erogazione effettiva dei finanziamenti.
Detti ritardi non permettono di liquidare, in tempi consoni  le somme che sono state costantemente accantonate nel corso degli anni.

Non si tratta quindi  di una carenza di tipo economico ma di solo tipo finanziario e la differenza è sostanziale. Sarebbe poi interessante sapere quale direzione ha mandato una nota ufficiale sulla quale si riporta ciò che dice Palmerini: "Non c’è più la copertura economica", perché alla direzione dell’APT non risulta alcuna nota con tale dicitura.

Non è stato mai detto che le somme accantonate sono  state utilizzate per altri scopi, è pertanto del tutto evidente che qualcuno non conosce i principi fondamentali della contabilità pubblica  ed in particolare i principi dell’unità e della universalità del bilancio.

Inoltre il sig. Palmerini comunque sa, perché informato in un incontro formale verbalizzato presso l’Ufficio Provinciale del Lavoro, che l’APT sta liquidando le somme richieste, chiaramente non in blocco ma gradualmente, stanti le difficoltà di cui sopra, perché è stato esplicitato,  anche nel verbale anzidetto e da lui sottoscritto che l’APT si è impegnata alla: “liquidazione, in base all’ordine di arrivo delle richieste, di numero una anticipazione sull’IPS entro la fine di ciascun bimestre, con prima scadenza utile al 30/11/2010”.

E’ a dir poco ridicolo che un sindacato, stante l’attuale crisi occupazionale, ingeneri una polemica anche sulla stampa per un ritardo nell’erogazione ai dipendenti di una quota che non rappresenta neanche il 10% della liquidazione maturata.

CCIAA DI RIETI: IL POLO DELLA LOGISTICA UN INVESTIMENTO STRATEGICO

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Si è svolta presso la Camera di Commercio di Rieti una riunione sul Polo della Logistica di Passo Corese che ha visto attorno ad uno stesso tavolo i vertici delle istituzioni territoriali maggiormente coinvolte (Consorzio industriale della provincia di Rieti, Camera di Commercio, Provincia di Rieti e Comune di Fara in Sabina), le associazioni di categoria (per l’industria Confindustria e Federlazio, per l’artigianato Confartigianato, Cna, Upa-Casa), le organizzazioni sindacali (Cgil, Cisl, Uil, Ugl), i principali investitori.

Nel corso della riunione tutti i partecipanti hanno convenuto sulla strategicità dell’investimento per il tessuto socio-economico della provincia di Rieti, anche in virtù della valenza ultra-regionale dell’insediamento, che punta a rappresentare un polo a servizio dell’intero centro Italia.

L’invito lanciato è stato quindi quello di far presto anche in considerazione della preoccupante situazione economica vissuta dal territorio reatino e del rafforzamento che la presenza di tale Polo garantirebbe all’intera provincia non solo a livello produttivo ed occupazionale, ma anche nelle politiche di formazione attivabili sul territorio, prima tra tutte quella collegata allo sviluppo universitario finalizzato alla creazione di figure professionali qualificate nella logistica.

Da parte di tutti i partecipanti al tavolo si è ribadita la preoccupazione che questi reiterati ritardi possano mettere a repentaglio la produttività dell’opera, mascherando operazioni volte a favorire insediamenti di carattere alternativo con grave danno per la provincia di Rieti.

Durante l’incontro sono state anche messe in cantiere delle iniziative che si svolgeranno nelle prossime settimane finalizzate tra l’altro al coinvolgimento dei rappresentanti politici del territorio affinché in maniera forte facciano sentire il loro “basta” nei confronti di una campagna di grave danneggiamento economico per la provincia di Rieti.

CITTADINANZATTIVA ADERISCE ALLA MANIFESTAZIONE CONTRO LA CHIUSURA DELL'OSPEDALE DI MAGLIANO SABINA

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Nel confermare l’adesione di Cittadinanzattiva Tribunale per i Diritti del Malato alla manifestazione di sabato prossimo contro l’insensata chiusura dell’ospedale di Magliano Sabina, vogliamo ribadire le ragioni della nostra ferma contrarietà alla chiusura di servizi ai quali null’altra alternativa si offre se non la semplice decurtazione ai fini di presunto risparmio, scaricandone i costi sulle spalle dei cittadini.

Non possiamo che riaffermare infatti,  come l’obiettivo vero delle politiche sanitarie dovrebbe essere quello di ridurre/eliminare le patologie che colpiscono la popolazione e che, unitamente agli sprechi, sono il vero motivo di incremento della spesa pubblica.

Quindi,  a costo di ripeterci, anche all’attuale  Governo Polverini,  così come obiettato a suo tempo alle passate gestioni di Storace e Marrazzo,   vogliamo ribadire alcuni aspetti fondamentali di corretta amministrazione:

–   Secondo quali studi di statistica epidemiologica (patologie prevalenti e loro cause)  tesi ad accertare il reale stato di salute della popolazione ed i conseguenti bisogni sanitari e sociali, sono state decise le linee strategiche della nuova organizzazione dei  Servizi sanitari della regione Lazio e quindi la scelta di chiudere una serie di piccoli ospedali, compreso quello di Magliano?

–   Che fine hanno fatto i 120 posti letto di riabilitazione da distribuire tra i 3 nosocomi reatini e che avrebbero dovuto rilanciare, per altro, il ruolo degli ospedali di Magliano ed Amatrice?

–   Quale seria programmazione è stata fatta sinora, per fornire risposte più valide in fatto di assistenza infermieristica, e medico specialistica domiciliare ed ambulatoriale, tenuto conto che ad oggi a domicilio, per tutta la provincia, sono impegnati solo poco più di una decina di infermieri e pochi specialisti?

–   Quale alternativa daremo, già oggi, visto il taglio di altri 50 posti letto, a quei reparti dell’ospedale di Rieti super affollati, i cui pazienti saranno altrimenti destinati ad essere ricoverati presso ospedali  più lontani di altre ASL o a subire ancora più frequenti dimissioni forzate?

–   Quali strategie ed interventi di prevenzione sono previsti per ridurre il n. di coloro che oggi si ammalano, in gran parte di malattie prevedibili e prevenibili?

Per queste ragioni chiediamo  alla Presidente Polverini un netto ripensamento rispetto a frettolosi provvedimenti, dettati da semplici ansie economiciste ed attualmente privi di qualsiasi senso logico e di valide alternative.  nel contempo sollecitiamo l’avvio di un percorso in cui analizzare con attenzione quelle soluzioni che, per essere realmente efficaci sul piano del risparmio economico, lo devono essere anche sul piano dell’efficacia, dell’efficienza e della qualità assistenziale.

Nessun Governo al mondo, rispetto a politiche di dimostrata efficacia  (riduzione delle malattie e conseguente riduzione dei costi sociali) si vedrà obiettare  nulla e potrà godere del pieno consenso della popolazione che oggi paga tasse salate per Servizi inefficaci ed inefficienti.

PARTITA IMPEGNATIVA PER LA PALLAVOLO CITTADUCALE CONTRO CASETTE D'ETE

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Altra partita tosta per il Cittaducale contro Casette D’Ete (AP) nella 5a giornata di campionato.. Un match che si preannuncia difficoltoso visto che la squadra marchigiana è lanciatissima con 3 vittorie ed una sola sconfitta. Sarà una partita impegnativa dunque per le civitesi che dopo l’ultima sconfitta casalinga non partiranno con i favori del pronostico.

La formazione marchigiana ha grandi potenzialità, solida, con buona tecnica e giocatrici di spessore come la Testella e Fiorentini  e giovani dal talento esplosivo. Le ragazze di mister Domizioli hanno quindi grandi motivazioni ed un entusiasmo a mille. Una squadra, che dagli addetti ai lavori è considerata la probabile rivelazione del campionato.

Il Presidente Ippolito Matteucci dichiara: “Dobbiamo recuperare massima serenità e concentraci al meglio per questa partita. Quello di quest’anno è un campionato livellato verso l’alto e ci sono formazioni come il Bisonte, S.Mariano e Valdarno, costruite per contendersi la vittoria finale e per noi sarebbe un gran bel risultato poter arrivare a ridosso delle squadre di alta

A RUOTA LIBERA SI PREPARA AL BIG MATCH CON VICENZA

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Una trasferta difficile, quella che vedrà sabato ore 20, i ragazzi di coach Carpentieri impegnati nella terza gara di campionato.

“Iniziare con due vittorie è stato senza dubbio importante per noi – spiega l’allenatore della Solsonica – visto che siamo una squadra nuova, che si sta conoscendo giorno dopo giorno. Ma siamo ancora all’inizio e il nostro gioco ha ancora bisogno di tempo per esprimersi. Quella di sabato – continua Carpentieri – sarà una partita molto impegnativa. Loro hanno un giocatore determinante come Iso ma, più in generale, ritengo il Vicenza una squadra solida, ben costruita, con alcuni elementi davvero di rilievo”.

Una sfida ancora più ardua, anche alla luce della decisione presa i questi giorni sull’ultima partita disputata dalla Sanitaria Beni Delfini 2001 Vicenza, giocata lo scorso 6 novembre e terminata con la vittoria dei vicentini per 58-82 ma che è stata successivamente omologata con il risultato di 20 a 0 a tavolino in favore della Special Bergamo Sport Siemens Montello.  “Al di là delle motivazioni di tale decisione, che tra l’altro ancora non si conoscono  – conclude Carpentieri – credo che questo sarà un motivo in più per trovare Vicenza ancora più determinata e decisa a conquistare i due punti”.

I PENSIONATI CGIL SCENDONO IN PIAZZA

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In Provincia di Rieti sono una decina i luoghi scelti quali teatro della mobilitazione che, sfidando  il maltempo, il Sindacato pensionati della CGIL, ha avviato e concluderà il 17 novembre prossimo.

Di fronte a ciò che sta accadendo ai redditi, allo stato sociale e a quello che si verificherà come conseguenza dei tagli agli enti locali, alla parola d’ordine “Fuori la grinta” , i pensionati e le pensionate della Cgil di Rieti invitano tutti gli anziani alla partecipazione, informandoli e coinvolgendoli nei d gazebo allestiti  nei mercati, di fronte agli ospedali, alle sedi delle Asl, degli uffici postali e dell’Inps.

Fisco, pensioni, welfare, i temi cruciali proposti ed evidenziati anche nei centinaia di manifesti affissi in tutti i comuni del territorio provinciale che rivendicano un fisco più equo attraverso la riduzione delle aliquote Irpef, l’abolizione del drenaggio fiscale e soprattutto l’impegno, da parte del Governo, a far pagare il dovuto agli evasori. 

E poi la sanità con la garanzia di ospedali pubblici più efficienti, più medicina territoriale ed assistenza domiciliare. Contrariamente a quanto avviene nel Lazio dove l’unica politica è quella dei tagli – Ospedale di Magliano Sabina – indiscriminati che mina il diritto costituzionalmente riconosciuto alle persone  a curarsi, penalizzando i cittadini delle Province e particolarmente quelli residenti in Provincia di Rieti. La Polverini, insieme al Governo, ha ignorato i Sindaci della regione, i sindacati ed ha scelto di calare la scure sui posti letto e di chiudere gli ospedali.

Le pensioni restano sempre le stesse, mentre aumenta l’età pensionabile che pregiudica il valore delle future pensioni dei giovani. In dieci anni, i pensionati, così come i lavoratori dipendenti, hanno perso in media cinquecento euro al mese di potere d’acquisto. 

E’ ora di tirare “fuori la grinta’ e di dire basta. Lo Spi Cgil di Rieti, ha iniziato, così come in tutta Italia, questa settimana di mobilitazione. E lo farà ancor più forte il 27 novembre in piazza San Giovanni a Roma, giornata della grande manifestazione indetta dalla CGIL nazionale.

CONCESSO IL PALACORDONI ALL’ISTITUTO ALBERGHIERO DI RIETI

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Nel pomeriggio odierno l’Amministrazione comunale – Assessorato allo Sport – ha siglato la concessione per l’utilizzo del PalaCordoni in favore dell’Istituto Alberghiero I.P.S.S.A.R. di Rieti.

L’Assessore allo Sport Marzio Leoncini – dando fattivo seguito alle richieste e ai colloqui intercorsi con il presidente della Provincia, Fabio Melilli e il dirigente scolastico, Alessandra Onofri – ha disposto infatti la concessione d’uso dell’impianto sportivo comunale così da assicurare agli alunni l’espletamento dell’attività curriculare di educazione fisica.

Al fine di evitare la totale sospensione dell’attività fisico-didattica degli studenti e sopperire quindi all’indisponibilità strutturale del plesso provinciale di una palestra adeguatamente attrezzata, il Comune di Rieti ha inoltre definito – contestualmente alla concessione – anche la stesura di un regolamento per l’utilizzo dell’impianto sportivo.

“Nell’ottica di una reciproca collaborazione istituzionale tra Enti – spiega l’Assessore allo Sport Leoncini – era nostro dovere assicurare a tutti gli studenti dell’Alberghiero la non interruzione delle attività di educazione fisica: attività didattica non meno importante di altre materie”.

ASI, LEGAMBIENTE RISPONDE A PERILLI E FERRONI

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Sempre sull’ASI Legambiente Bassa Sabina dopo le risposte, apparse sui giornali, di Ferroni e Perilli.

E’ interessante notare come il presidente del Consorzio Industriale di Rieti, Ferroni ed il consigliere regionale Perilli si impegnino a rispondere, in qualche modo,  ai consiglieri regionali dei Verdi e dei Radicali, che nei giorni passati hanno enunciato una serie di fondate perplessità sul progetto ASI di Passo Corese.

Tale ‘esemplare’ atteggiamento non è dato riscontrarlo in merito alle precise domande che sono state poste dalle associazioni del territorio. E’ infatti impressionante come ‘la bicilindrica del polo logistico" (Perilli, Ferroni), mi si conceda la metafora motoristica, non entri mai, direi scrupolosamente, nel merito delle questioni, ma  si attesti su dichiarazioni amichevoli-sprezzanti (Ferroni) generiche e vacue (Perilli).

Non una risposta sul perché della scelta nefanda di un sito di così grande rilevanza culturale e paesaggistica; non una parola sulle procedure fin qui adottate per la rilevazione archeologica che disattendono le previsioni del progetto; non un vago accenno alle valutazioni di carattere economico finanziario per le mutate condizioni, nel quadro dell’economia nazionale ed internazionale, rispetto agli anni in cui questo progetto prese forma; non un accenno sulle eventuali idee rispetto alla riformulazione di un progetto, anche rispetto alle opere di urbanizzazione, che tenga conto di approcci moderni e maggiormente compatibili riguardo allo stoccaggio e veicolazione delle merci, ovvero ai consumi energetici ed idrici; non una frase composta di soggetto predicato e complemento, sulla sostanza dello sviluppo e dell’occupazione di cui si parla troppo spesso, fino ad assumere la consistenza di un vaticinio della Sibilla cumana; neanche una riflessione sull’intensità di capitali pubblici e privati che sono stati spesi e si spenderanno per ogni posto di lavoro che si andrebbe a creare; nemmeno un’ ipotesi sui fenomeni indotti nell’intera zona.

Se il progetto avesse pieno successo, per quanto concerne  l’inurbamento, la nuova residenzialità e quindi i conseguenti adeguamenti dei servizi per la collettività (se l’esempio fosse l’attuale abitato di Passo Corese o Fiano romano, c’è da pensarci molte volte); non un pensiero fuggevole ed anche effimero sulle conseguenze per le rimanenti aree della provincia di Rieti che saranno ancora di più marginalizzate, a seguito di un così forte accentramento di interessi economici, finanziari, imprenditoriali, nell’area di Passo Corese.

Non è detto che noi abbiamo le risposte a tutti questi quesiti che dovrebbero gravare sulle responsabilità di chi attua un così amplio progetto, ma saremmo pronti a discuterne, a trovare soluzioni. Ma questa è l’idea di concertazione che non piace né ai Perilli né ai Ferroni. Per loro è sufficiente esporre grafici, progetti e cifre come in una mostra d’arte astratta ma con conseguenze reali non calcolate e, purtroppo, già misurabili.
Mi sembra evidente che la concertazione è altro: è fornire strumenti agli interlocutori isituzionali e sociali affinché partecipino realmente alla creazione e formulazione di un progetto; significa essere pronti a rimodulare le progettualità fin qui consolidate al mutare delle condizioni economico-finanziarie dei micro e macro contesti; significa predisporsi all’ascolto reale e democratico delle istanze che è necessario e doveroso recepire in un progetto, che a detta dei promotori, è di grandissima rilevanza… ma queste sono le ragioni dell’utopia che non possono scalfire le granitiche certezze di esperti del settore quali appunto sono il Ferroni ed il Perilli.
Rimaniamo, quindi, in attesa di un luogo di confronto democratico.

UN LAVORATORE ALCATEL-LUCENT, RITEL: RECUPERARE L'OPPORTUNITÀ R&D?

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Le vicende di questi giorni che hanno riguardato la Ritel sono giustamente state affrontate (nell’emergenza che pure è perenne e prevista ed annunciata da mesi) senza guardare all’accordo del 2006 tra governo, aziende, sindacati.
Sarà bene però, da subito, per darsi una prospettiva, riandare ad allora.

Accadde allora che a fronte della decisione Alcatel di dismettere tutte le sue produzioni in Europa (per ultima l’Italia), i sindacati intravvidero nella esistenza a Rieti di un centro di Ricerca e Sviluppo (che non era candidato alla dismissione), la possibilità di sopravvivere anche per la parte produttiva dello stabilimento.

Ed infatti il protocollo sottoscritto si intitolò "Per il mantenimento e la qualificazione della Ricerca e Sviluppo e delle attività produttive del sito di Rieti", dedicando alla Ricerca e Sviluppo l’Articolo 1.
Si prevedeva (primo comma) "la costituzione di una società consortile finalizzata a favorire il mantenimento e l’implementazione delle attività di R&D, nonché a garantire una loro postiva ricaduta sulle attività produttive del sito di Rieti".

Dunque questa la strada: rafforzare (e tirare gradualmente fuori da Alcatel) il centro R&D, facendone traino per la produzione. Immagino che nessuno dei firmatari si facesse illusioni sui volumi così alimentabili, ma era a tutti chiaro che comunque una pura produzione slegata dalla R&D non avrebbe avuto alcun futuro.

Ma se questo era nelle corde di alcuni, non lo era di tutti, e nell’affare si infilarono,  nascondendosi anonimamente dietro diverse società, dei soggetti imprenditoriali (alcuni dicono "prenditoriali") ben supportati da spezzoni della politica locale e che grazie a compiacenti intermediazioni, che mai apparendo alla pubblica opinione e confronto, hanno massimizzato i loro utili senza portare allo stabilimento né lavoro, né capitali, né idee, né speranze, anzi distruggendo tutto ciò.

Purtroppo, se questo si è rilevato il gioco di alcune parti, è mancato da parte di sindacati e politici un impegno a che venisse rispettato il protocollo: la società consortile per la R&D fu sì fatta, dopo lungo tempo, ma con solo lavoratori e progetti Alcatel, con una minoranza dei lavoratori, vuota di nuove missioni e purtroppo anche privata di una parte delle professionalità, nel frattempo passate da Alcatel in mobilità come "esuberi" con il beneplacito dei sindacati.
E sebbene negli anni la conclamata evidenza della inconsistenza del piano industriale Ritel allarmasse (almeno a parole) i sindacati, mai fu fatto un passo per cercare di capire come implementare l’Articolo 1.

Nel frattempo il laboratorio R&D, che insieme alla Sociertà Consortile (COREAT) occupa circa un terzo dei lavoratori della produzione (quindi non così trascurabile, anche se non fosse per la sua dichiarata strategicità) non vive affatto una vita facile.
Non manca certo il lavoro, ce n’è anzi troppo per le risorse disponibili; ma la crisi mondiale del mercato e la sofferenza anche dei leader come Alcatel, la fusione di Alcatel con Lucent, la convergenza delle business division di Alcatel-Lucent, che vede coinvolte la divisione Optics (tradizionalmente basata in Italia) e la divisione IP, pone grosse sfide ed insidie ad un piccolo laboratorio, che si deve confrontare quotidianamente, mantenendo la sua competitività ed affidabilità, oltre che con i clienti in tutto il mondo, anche con la concorrenza interna delle R&D di Cina, India, Stati Uniti.

La cosa preoccupante è che tutto questo accada lontano dai riflettori della politica, del sindacato, della stampa, la quale ultima quando il problema è stato presentato, ha preferito derubricarlo ad "incomprensioni e polemiche fra lavoratori", per farne un qualche pezzo di colore senza entrare nel merito.
Ed è accaduto anche senza che ai lavoratori Ritel fosse mai spiegata, da chi ne aveva il dovere e la possibilità, la pericolosità dell’equazione "R&D = Alcatel = padroni = licenziatori"; anzi in questi giorni questa equazione viene anche alimentata da sindacati che, dopo aver visto piazzare con il beneplacito della politica propri esponenti in posizioni dirigenziali Ritel, alzano il tiro su Alcatel come responsabile di questi 4 anni di fallimento.

Si dice che opportunità e crisi siano concetti che viaggiano insieme. Speriamo allora che questa crisi dia l’opportunità alla parte sana di sindacati e politici per guardare alle possibilità e potenzialità che rimangono a questo stabilimento ed a questo territorio.

CAVALLI: LASCIO IL PD PER CONSIDERAZIONI E VALUTAZIONI POLITICHE

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In questi giorni e dopo una lunga, sofferta riflessione, ho deciso di aderire all’Italia dei Valori.

Tengo immediatamente a precisare che la mia fuoruscita dal Partito Democratico e, conseguentemente, dal Gruppo PD al Consiglio comunale di Rieti non scaturisce da problematiche o difficoltà incontrate nel mio agire politico quotidiano all’interno di quel partito, ma da considerazioni e valutazioni squisitamente politiche.

A tutti è noto il percorso da me intrapreso in questi anni e soprattutto quale sia la mia visione della politica e delle dinamiche sociali, economiche e culturali che agiscono all’interno della nostra società. Sono un acerrimo sostenitore del primato della politica e della funzione che questa deve assolvere anche e soprattutto in tema di orientamenti economici.
Sono un deciso difensore dei valori ispiratori la nostra Carta costituzionale con la quale i padri della nostra Repubblica, nata dalla Resistenza, ci hanno lasciato traccia del percorso che si sarebbe dovuto seguire per addivenire a quello che doveva negli anni e con l’emancipazione progressiva della gente diventare un paese modello di libertà (quelle vere, le libertà dai bisogni) e di democrazia.

Sono un convinto assertore della centralità del mondo del lavoro, dell’uguaglianza di tutti i cittadini sia davanti alla legge che in termini di opportunità, della supremazia dello Stato e del ruolo che questo deve svolgere in tema di politica economica e sociale.
Questi sono i “Valori”. I valori ai quali oggi aderisco e che non possono assolutamente prescindere dal concetto di legalità. Legalità dunque che deve essere anche e soprattutto un fatto culturale e di coscienza, una adesione ai principi ispiratori di ogni norma che costituisce il nostro ordinamento giuridico, a partire proprio dalla legge fondamentale dello Stato.

Il mio disagio all’interno del PD, dunque,  risiede proprio in questo: non ho più trovato in quel partito un punto di vista chiaro, deciso, trainante riguardo a questioni fondamentali quali il ruolo dello Stato, a chi spetta il primato tra politica ed economia, quale deve essere la funzione democratica di un partito, inteso come collettività che si riconosca in una “parte”, chi sono gli alleati e chi gli avversari, quali sono gli strumenti più idonei per “combattere” e battere gli avversari.
Ho intravisto, con tutti i limiti che può avere un’organizzazione in fase di costruzione, tutto ciò nell’Italia dei Valori.

Lasciando il PD non lascio avversari o concorrenti, ma lascio alleati con i quali spero che, insieme a tutte le altre forze del centro sinistra, si possa intraprendere una battaglia politica che scardini una volta e per sempre un sistema degenerato che diventa sempre più speculare al pensiero ed al modus agendi del leader del PDL e con i quali progettare il futuro governo della città di Rieti.

LODOVISI: RAMMARICO PER LA DECISIONE DI ALCUNI ISCRITTI DI LASCIARE IL PD

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Con rammarico, apprendiamo della decisione di Giorgio Cavalli ed altri iscritti di lasciare il Partito Democratico, ed aderire all’IDV.

L’allontanamento dal Partito Democratico di ogni quadro ed iscritto di cui riconosciamo il valore e l’impegno profuso in questi anni nell’attività politica, non può che causare un forte senso di rincrescimento, in particolar modo nei confronti di Giorgio Cavalli, con il quale abbiamo condiviso un percorso politico importante, a partire dalla fondazione stessa del partito nella provincia di Rieti.

Speravamo che il processo di rinnovamento avviato a livello provinciale, che ha riguardato e riguarda non soltanto i quadri dirigenti ma anche l’impegno di tutti i militanti del PD circa tematiche essenziali per il nostro territorio come la Scuola, la Sanità, l’emergenza lavorativa, potesse fare da contraltare all’eventuali lacune di chiarezza di linea politica indicate nel comunicato emesso da Cavalli.

Noi del Partito Democratico della Provincia di Rieti non abbiamo nemici, ma avversari, che individuiamo con nettezza nel campo del centrodestra, e dai quali ci distinguono non soltanto i valori di fondo, ma anche le prospettive ed il progetto che deve essere messo in campo per il futuro della nostra comunità.

Per queste ragioni, consideriamo gli alleati compagni di viaggio con i quali perseguire il conseguimento di obiettivi comuni, che auspichiamo rimangano tali.