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martedì 16 Giugno 2026
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RIORDINO COMUNITA' MONTANE. IL SINDACO DOMINICI SCRIVE ALL'ASSESSORE REGIONALE PARRONCINI

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In relazione all’incontro avuto presso la Provincia di Rieti in cui sono state esaminate le difficoltà, stante la situazione in cui si trova ancora la Regione Lazio, di emanare il decreto di riordino delle Comunità Montane entro tempi brevi, ritengo opportuno sottoporre all’attenzione della S.V. la necessità di rispettare sin dal prossimo anno 2010 che ormai è alle porte gli scopi principali per i quali è stata emanata la legge regionale 20/2008 di riordino delle Comunità Montane Laziali, ovverosia: la presenza dei Sindaci all’interno dell’assemblea comunitaria;  la riduzione dei costi della politica.

Orbene, se il secondo scopo è stato in parte raggiunto sin da quest’anno con la riduzione sia delle indennità che del numero degli assessori,  rimane sempre il problema della pletoricità delle assemblee che vedono tre rappresentanti per ogni Comune aderente con i soliti problemi di gestione di organismi sovradimensionati e notevoli costi derivanti non tanto dai gettoni di presenza quanto dai rimborsi che gli Enti debbono sopportare nei confronti dei datori di lavoro  privati per compensare le assenze dal lavoro dei consiglieri.

Inoltre,  viene ad allontanarsi  ancora il momento in cui questi Enti, la cui sopravvivenza è legata alla loro trasformazione, di diritto o di fatto, in Unioni di Comuni,  vengono gestiti direttamente da coloro che hanno la responsabilità diretta del territorio, vale a dire i Sindaci.

Per ottenere tutto ciò in tempi rapidi, riterrei opportuna l’emanazione di una nota di indirizzo regionale che preveda l’insediamento della nuova assemblea comunitaria con la presenza dei Sindaci o loro delegati e non più dei componenti eletti dai Consigli Comunali sulla base delle vecchie norme.

Se è vero che mancherebbero dall’assemblea il Presidente eletto da tutti i consiglieri comunali ed eventualmente quello sconfitto, è pur vero che la composizione del collegio sarebbe ugualmente valida in quanto costituita dalla maggioranza degli aventi diritto.
Il Presidente, poi, in attesa del decreto di indizione delle elezioni sarebbe poi eletto dopo l’emanazione del decreto regionale attualmente mancante.
Mi parte che questa possa essere una soluzione più che accettabile per riprendere il cammino della riforma di questi Enti.

SI E' SVOLTA LA TAVOLA ROTONDA SU LAVORO E FAMIGLIA

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Promossa dalla Cisl di Rieti, si è svolta presso il Park Hotel di villa Potenziani una tavola rotonda su lavoro e famiglia.

Presenti, oltre al segretario generale del sindacato di viale Fassini Bruno Pescetelli, Andrea Ferroni presidente dell’Asi, Vincenzo Regnini presidente della Camera di Commercio, Gianfranco Castelli presidente dell’Associazione industriali, Carmine Rinadi presidente di Federlazio, Nazareno Figorilli presidente del Movimento cristiano lavoratori, Antonio Perelli assessore alle attività produttive e rapporti con le società partecipate del Comune di Rieti e Gianfranco Felici assessore alle attività produttive Provincia di Rieti.

Nella relazione introduttiva, il segretario generale della Cisl di Rieti Bruno Pescetelli ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa tesa ad intraprendere con tutte le forze del mondo istituzionale, politico ed imprenditoriale della città un percorso condiviso e unitario per uscire da una crisi economica che nel territorio provinciale ha toccato livelli di massimo allarme e che, nonostante arrivino da più parti segnali di ripresa, potrebbe continuare con una coda per tutto il 2010.

“Voglio ricordare, parlando del nostro territorio – ha esordito Pescetelli- che la proposta della Cisl sulla richiesta dello stato di crisi del reatino, inizialmente recepita attraverso l’adozione del progetto Rieti-2015, ha avuto l’amaro sapore dell’ennesima beffa,  né Rieti ha beneficiato dell’inserimento  nel novero  delle aree depresse che avrebbe previsto una defiscalizzazione per le imprese.

E così –continua il segretario- negli ultimi due anni abbiamo assistito ad uno sfaldamento del comparto industriale con la fuoriuscita di oltre 1000 posti di lavoro, lo stato di crisi per 26 aziende del Nucleo industriale con il problema interminabile sulla vertenza Ritel.

Aumento esponenziale dei diversi ammortizzatori sociali e di altri strumenti di aiuto  al reddito, con gli Lsu che nella nostra provincia sono ancora in attesa della loro definitiva stabilizzazione.  E che dire delle sacche locali di povertà  e di incapienza? Soltanto la Caritas ogni giorno assiste oltre 5 mila persone: dato che fa del reatino il territorio più povero del Lazio”.    

“La ripresa  vera e propria –ha spiegato Pescetelli- è ancora frenata dall’aumento della disoccupazione, dalla reale disponibilità del credito e dal livello dell’indebitamento pubblico. Il segale positivo della modesta crescita è comunque importante: proprio per questo oggi arginare la crisi  non è più sufficiente. 

Abbiamo bisogno di interventi più decisi a favorire la crescita sostenendo gli interventi infrastrutturali e stimolando i consumi  attraverso una   riduzione graduale  ma strutturale delle tasse per i lavoratori, i pensionati e anche per le imprese  che investono in innovazione e ricerca, mentre serve un preciso impegno per lo sviluppo del mezzogiorno. Il nostro paese, la nostra provincia – ha continuato Pescetelli- dovrà arrivare all’appuntamento con la ripresa economica profondamente mutato e ognuno    fin da subito deve fare la propria parte a cominciare da Regione, Provincia e Comune”.

Sei sono i punti su cui intervenire:

1) Ridurre l’imposta sul reddito delle persone fisiche per incrementare saliri e pensioni e rilanciare i consumi.

2)  Sostenere la famiglia intanto con il nuovo assegno familiare da prevedere anche per gli incapienti.

3) Rendere strutturale o comunque migliorare la detassazione  dei premi erogati tramite contratti   collettivi aziendali o territoriali cercando di ampliarli a tutti i settore del mondo del lavoro.

4) Alleviare il peso del fisco sulle imprese più meritevoli che investono e che non riducono  la base occupazionale.

5)  Attuare  un incisiva lotta all’evasione fiscale ripristinando la tracciabilità dei pagamenti.

6)  Spostare il peso del fisco sui patrimoni e  sulle rendite finanziarie.                                                    

I sei punti espressi dal segretario generale della Cisl di Rieti e più in generale, l’impostazione data per far risalire la china dalla crisi che ha investito in maniera così pesante il nostro territorio, sono stati largamente condivisi dai rappresentanti delle Istituzioni locali presenti. I vari interventi che sono seguiti infatti, hanno ricordato l’importanza dell’attivazione di un percorso comune. 

La necessità di non disperdere le forze concentrandosi su alcuni specifici obbiettivi da perseguire per lo sviluppo del nostro territorio. Inevitabili i riferimenti ai collegamenti: Salaria, Rieti-Torano, Rieti-Terni.

Ma anche allo sviluppo del Terminillo, del turismo religioso, alla grande opportunità data dalle aree ex industriali. Un capitolo a parte è stato dedicato al Polo della logistica di Passo corese. Anche in questo caso il pensiero comune è stato quello di focalizzare l’attenzione sulla finalità ultima a cui è demandato il progetto: Vale a dire nuovi posti di lavoro. 

E questo, anche per rispondere a chi vorrebbe bloccare il progetto per un non meglio precisato impatto ambientale sulle aree in questione. 

IL SINDACO EMILI REPLICA A MARTELLUCCI (PD) E BECCARINI (UDC)

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"Il rinvio dell’udienza, per la nota vicenda giudiziaria che lo vede coinvolto, ha evidentemente restituito al coordinatore cittadino del Pd, Giuseppe Martellucci, non solo il sorriso, ma anche la parola e persino qualche reminiscenza pseudo-classicheggiante. Soltanto per il momento, è ovvio.

In ogni caso, se è ancora valido l’antico detto per cui ‘excusatio non petita, accusatio manifesta’, ritengo che il ‘discorso a nuora perché suocera intenda’ abbia colpito nel segno. In riferimento, invece, alla nota diffusa da Michele Beccarini, si può affermare che ‘il luccio ha abboccato all’amo’, come volevasi dimostrare, e l’assessore è stato ‘tanato’, ma non era difficile prevederlo".

PER L'UDC LOCALE RIETI NON CE LA FA PIU' E' ORA DI CAMBIARE

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Dopo mesi di astensione dalla bagar politica, nel rispetto delle problematiche in cui  naviga l’intera città, coinvolta pesantemente nelle risultanze pratiche di una crisi che interessa tutti i settori, lo scrivente segretario Provinciale UDC si sente, per così dire,tirato per la giacchetta in quella che il Sindaco Emili, distratto dai veri problemi, ha fatto diventare la questione del momento.

Difatti quella che voleva essere, con il documento presentato dalla minoranza una segnalazione di attenzione e responsabilizzazione sulla etica dell’azione amministrativa,  è stata trasformata dallo stesso Sindaco,che non riesce a trovare l’antidoto al suo virus di sistematico sarcasmo, in una diatriba inutile e di inesistente spessore politico.

 Per venire alla questione,c’è un intera popolazione che si meraviglia come alcuni soggetti possano ad esempio,implementare così rapidamente la loro attività al punto da ricoprire la veste di Presidente di importanti società sportive, con quanto ne consegue, senza che la politica stessa esercitasse i dovuti controlli, accontentatosi di semplici dichiarazione di non incompatibilità tra la propria figura imprenditoriale e quella di indirizzo politico. Il problema, per comprenderci, non è quello del titolo professionale posseduto, che non è di per se mero ostacolo al ruolo politico acquisito, ma nasce quando lo stesso, sia esso tecnico o imprenditoriale, si sovrappone in maniera frequente e ripetuta al ruolo Amministrativo assunto.

 Da tutto ciò i nostri assessori sono assolutamente immuni; nel senso chè agli stessi il partito a imposto di cessare qualsiasi attività professionale che  possa anche solo idealmente confliggere con il ruolo politico amministrativo loro attribuito.

 Mi stupisco che i Partiti al Governo della città ed il Sindaco che guida questa coalizione, in questi due anni e mezzo non abbiano sentito il dovere di esercitare la doverosa azione di controllo sull’operato dei propri assessori.

Sarebbe forse più opportuno che, anziché affannarsi ad esercitare difese ad oltranza, (che potrebbero portare anche ad inaspettate conclusioni) il Sindaco si adoperasse attivamente “almeno” a risolvere problemi di assoluta priorità come ad esempio quello delle mense scolastiche, dove gli insegnati sono costretti da mesi a somministrare lo “storico” pane e olio agli alunni, a causa di problematiche emerse nel consumo dei pasti, che hanno portato i genitori ad iniziare un azione di collegiale protesta unitamente al corpo dei docenti.

 Per non parlare poi delle bombe ecologiche presenti nelle aree ex industriali e nei siti di Vazia che espongono i cittadini a rischi evidenti per la propria salute.

SABINA RADICALE SULL'IMMINENTE ENTRATA IN REGIME DEL NUOVO CARCERE

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Sabina Radicale plaude all’imminente andata a regime del nuovo carcere di Rieti, il quale potrà consentire a circa 200 detenuti provenienti da altri istituti di vivere in condizioni migliori delle attuali; pensiamo in particolare al carcere di Viterbo, che durante la visita del Ferragosto in Carcere organizzato da Radicali Italiani, risultava ospitare 688 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 300.

Si rallegra per l’interesse che anche il Sindaco Emili manifesta per la situazione carceraria nel suo comune, e lo rassicura riguardo a quello che egli ha definito "sovraffollamento di Santa Scolastica"; in realtà, ad agosto risultava una invidiabile situazione di 45 detenuti, a fronte di una capienza regolamentare di 37 e capienza tollerata di 48 posti.
Chiede al senatore Cicolani (che sa sensibile all’argomento, avendo aderito all’iniziativa e consentito la visita di Ferragosto a Santa Scolastica) di richiedere che sia rispettato l’ordinamento penitenziario, laddove prescrive (articolo 42) che "nel disporre i trasferimenti deve essere favorito il criterio di destinare i soggetti in istituti prossimi alla residenza delle famiglie".

Chiede altresì al Senatore di impegnarsi in sede legislativa affinché il nuovo carcere possa rimanere nei parametri di occupazione previsti, garantendo così, come anche noi ci auguriamo "stato di salute migliore per detenuti e guardie, percorsi di recupero veri". Precisiamo "in sede legislativa", perché non crediamo che il solo impegno personale possa garantirlo, a fronte dell’attuale tasso di aumento mensile della popolazione carceraria, che è di quasi 800 detenuti.

ELEZIONE MELILLI, LE CONGRATULAZIONI DI PERILLI E MASSIMI

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Mario Perilli::<<Con l’elezione di Fabio Melilli, alla presidenza del Partito democratico regionale, si rafforza ancora di più la presenza del nostro territorio nella politica del partito.

Oltre alla soddisfazione personale e politica, voglio sottolineare come tutta la classe dirigente del Partito regionale abbia saputo trovare la perfetta sintesi tra le varie anime del partito, a dimostrazione che abbiamo sempre anteposto l’interesse dei nostri iscritti e di una politica unitaria del partito a logiche meramente spartitorie. Alessandro Mazzoli e Fabio Melilli sono il giusto connubio di rapresentanza dei territori, insieme sapranno trovare le giuste linee guida per la grande sfida che ci attende per le regionali. Da subito, il partito avrà come obiettivo quello di aiutare la dura battaglia aperta dal vice presidente della regione Esterino Montino che ha chiesto al Presidente Berlusconi i dovuti trasferimenti che lo Stato deve alla nostra Regione che sta strozzando l’attività amministrativa della regionle Lazio. A Fabio Melilli, i migliori auguri di buon lavoro>>.

 

“Le mie più vive congratulazioni a Fabio Melilli per l’elezione alla presidenza regionale del partito”.  Così il consigliere regionale Annamaria Massimi, presidente alla Pisana della commissione scuola, università e formazione e membro dell’assemblea regionale del Pd. “E’ la prima volta – ha commentato Massimi – che il partito ha un segretario di Viterbo e un presidente di Rieti, fattori questi di garanzia per l’espressione regionale del Pd. Confido molto – conclude – nello spessore del neoeletto presidente che ha sempre ricoperto i suoi incarichi con grande professionalità e competenza, qualità queste che riuscirà certamente a confermare nel partito nel rispetto e negli interessi di tutti i territori”.

 

MELILLI ELETTO PRESIDENTE DELL'ASSEMBLEA REGIONALE LAZIO DEL PD

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Fabio Melilli è stato eletto presidente dell’Assemblea regionale del Lazio del Partito Democratico. L’elezione è avvenuta a Roma durante la riunione dell’Assemblea regionale che ha proclamato Melilli presidente all’unanimità. I 308 delegati intervenuti hanno inoltre eletto la Direzione Regionale, il Tesoriere e la Commissione Regionale di Garanzia.

“Faccio le mie congratulazioni e quelle dell’intero Partito democratico della provincia di Rieti a Fabio Melilli per l’importante incarico ricevuto –  dichiara il coordinatore provinciale di Rieti, Giuseppe Rinaldi –  Sono sicuro che questa nomina potrà portare positive ricadute per l’intero territorio provinciale. A Melilli vanno quindi gli auguri di buon lavoro, certo che con questo incarico   potrà ancor di più contribuire alla crescita e al rafforzamento del Pd del Lazio”.

RAZIONALIZZAZIONE DELLA RETE SCOLASTICA

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La decisione dell’Amministrazione provinciale  in merito alla razionalizzazione  della rete scolastica reatina è,a nostro avviso,  un esempio di eccesso di zelo fuori luogo.
Passare  infatti dalla  fase di puro  attendismo che lo scorso anno ha portato la stessa  amministrazione a non avanzare nessuna proposta  in merito  ad una immediatamente successiva   che comporta  la riduzione di ben 7 ( sette ) presidenze  ( su un totale di 10  in tutta la Regione  Roma 0  Viterbo 0  Frosinone 0 Latina 3) è sintomo di incertezze o quanto meno di confusione sulle necessità della scuola reatina.

Sarebbe stato opportuno, procedere con cautela soprattutto in un momento in cui per la scuola secondaria di secondo grado sono ancora incerti sia i  nuovi indirizzi di studio sia  la confluenze delle vecchie classi di concorso nelle nuove definite dalla Riforma Gelmini.

Lo SNALS-CONFSAL  è ben consapevole che la maggior parte  delle Istituzioni scolastiche presenti nel reatino è sotto dimensionata rispetto ai criteri definiti dalle norme per l’attribuzione dell’Autonomia scolastica (min 500- max 900) così come lo sono molti plessi con meno di 50 alunni,  ed è altrettanto consapevole che il processo di razionalizzazione è inevitabile ed in alcuni casi anche necessario per adeguare ai tempi  percorsi di  offerta formativa spesso limitati a causa di spazi e strutture inadeguate, ma è anche certo che il tutto  e subito  che la provincia  ha offerto su un piatto d’argento alla Regione Lazio non solo non risolve ad oggi i problemi della scuola reatina, ma  li aumenta.

Sarebbe  stato opportuno, e senza dubbio più funzionale operare, in accordo con tutte gli attori coinvolti, per un piano biennale e graduale di dimensionamento  tale da garantire maggiore stabilità per chi opera nella scuola e corsi di studio al passo con i tempi  invece di Istituzioni superiori  rabberciate grossolanamente in base ai numeri o  per  simpatie pseudo politiche  verso i  dirigenti che le guidano.

La nostra sigla sindacale auspica che il breve spazio temporale ancora a disposizione della Giunta provinciale possa essere utilizzato per una accurata riflessione sulla proposta definitiva da inoltrare alla regione entro martedì primo dicembre, riflessione che possa portare ad una revisione del piano  più attinente e funzionale alle  necessità del territorio,  revisione guidata dalla cautela che impone una fase transitoria, delicata e difficile da gestire come quella attuale.

TRANSPRECARI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

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I TRANS-itori lsu, avrebbero dovuto transitare dalla disoccupazione al lavoro. Non è stato così.

L’ambiguità continua: per metà disoccupati, per metà  precari.

E questa condizione di limbo rimane e si fa più cruda davanti ad un Governo che rifiuta ogni confronto, con regioni che impassibili assecondano il Governo, e gli enti locali, consapevoli dell’utilizzo improprio deiprecari lsu/lpu, non muovono foglia e non fanno barricate per chiedere fondi e meno vincoli per sanare il lavoro nero.

Resta lo sfruttamento, il ricatto, la povertà di una classe di lavoratori, gli ultimi nella scala dei precari della pubblica amministrazione.

A tanta “indifferenza calcolata a tavolino” perché conviene a tutti, è indispensabile rispondere tutti insieme se vogliamo dare un segnale di questa presenza e condizione di lavoro, vissuta spesso nella propria individualità e con grande isolamento che impedisce di organizzare la risposta adatta al torto e all’umiliazione subita.

Ma alla condizione data non ci sono più motivi e giustificazione per rimandare quello che è necessario fare subito, prima di essere travolti dalle giustificazioni che altri lavoratori stanno perdendo il lavoro.

Nessuno deve restare senza occupazione: la ricetta c’è. E’ la stessa che hanno trovato per salvare le banche e i padroni, i finanzieri, gli evasori fiscali. 

E il lavoro da fare non manca: in un Paese che frana, che allaga, che dissesta, che intossica, che invade di rifiuti le strade, che abbandona la cultura, la sanità e i servizi pubblici, la macchina impazzita del Governo non sa fare altro che distogliere le risorse necessarie al lavoro che serve, per opere faraoniche (Ponte sullo Stretto) di dubbia utilità. L’unica certezza saranno i destinatari finali dei fondi miliardari, che finiranno nelle tasche dei politici, delle imprese e dei mafiosi. 

Basterebbe un piccolissima parte per la regolarizzazione  del lavoro  nero di Stato per all’assunzione e la copertura contributiva, ma non hanno intenzione di farlo. 

Ancora non esiste nessun atto ufficiale da parte della Regione Lazio che garantisca la proroga dei progetti socialmente utili per l’anno 2010.

Centinaia di LSU della Provincia di Rieti aspettano ancora parte del Voucher Formativo (1.400 euro) relativo all’anno 2008, che la Regione Lazio a causa del “blocco” impostogli dal Governo per aver superato il limite di spesa relativo al patto di stabilità e non può liquidare la somma restante del Voucher.

Come non sembra esserci l’intenzione da parte della Regione Lazio di stanziare fondi per garantire il riconoscimento del Voucher formativo per l’anno 2009. Oltre a tutto questo, ed è la cosa più grave, è che ne la Regione Lazio ne l’attuale Governo hanno presentato un piano concreto per la definitiva stabilizzazione dei LSU. 

Allora ricominciamo la protesta prima nei luoghi di lavoro, poi nelle prefetture e poi a salire con gli altri enti.

CITTADUCALE, CORSO DI ORIENTEERING DELLA PROTEZIONE CIVILE

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Si concluderà domenica a Cittaducale (Rieti) il primo corso di orienteering per volontari della protezione civile. Organizzato dalla protezione civile regionale del Lazio e dal Comando regionale del Corpo Forestale dello Stato, il corso ha coinvolto circa 250 volontari specializzati nella perlustrazione del territorio, da tutte le province del Lazio.

Le lezioni hanno preso il via lo scorso 24 ottobre nella scuola del Corpo forestale dello Stato di Cittaducale e si sono articolate lungo cinque fine settimana. Il programma, composto di lezioni teoriche ed esercitazioni pratiche per l’addestramento all’orienteering, sono state curate dal Corpo Forestale e da esperti nelle discipline dell’orienteering.

Il corso ha insegnato ai volontari a leggere carte topografiche e geografiche, a conoscere le basi dell’orientamento, a utilizzare bussole e altri strumenti tecnici all’interno di boschi e aree naturali per la ricerca di persone o per muoversi facilmente sul territorio in caso di incendi e altre calamità. Il corso ha previsto anche l’utilizzo di strumenti come il Gps, per la conoscenza delle potenzialità e dei limiti delle nuove tecnologie.

Domenica mattina alle ore 12 è prevista, presso la scuola forestale di Cittaducale la consegna degli attestati ai partecipanti, alla presenza del direttore della protezione civile regionale, Maurizio Pucci, e del Comandante regionale del Corpo forestale Giacomo Saragosa.

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