“La legge deve fare prevenzione non legittimare l’omofobia” #DALLAPARTEDEIDIRITTI, Arcigay Rieti in piazza – FOTO e VIDEO

Anche Rieti #DALLAPARTEDEIDIRITTI a sostegno della legge contro l’omolesbobitransfobia e la misoginia.

Sabato 17 ottobre colorata manifestazione pacifica in piazza Vittorio Emanuele II. Oltre all’Arcigay, organizzatrice dell’evento, presenti anche Centro antiviolenza Angelita, ARCI Rieti, Rete Studenti Medi, Centro antiviolenza il Nido di Ana, ANPI Rieti, Sabina Radicale, Cittadinanza Attiva.

“La nostra associazione Arcigay Rieti è per l’inclusione sociale di ogni singola persona e contro ogni pregiudizio, discriminazione e violenza, in ogni loro forma. Abbiamo molte idee e progetti e in base alle nostre forze e risorse, speriamo di poterli realizzare – così Domenico Di Cesare, presidente di Arcigay Rieti LGBT+.

Perché siamo qui? perché dal 20 ottobre tornerà in discussione alla Camera dei Deputati la legge sulla omolesbobitransfobia e sulla misoginia, una legge che dovrebbe tutelare i diritti delle persone omosessuali e delle donne.

La legge non introduce un reato specifico, ma estende alle condotte motivate dall’odio verso l’altro, in ragione del sesso, dell’orientamento sessuale, del genere e dell’identità di genere, quanto già previsto per gli atti di odio fondati su motivi razziali, etnici o religiosi. In altre parole, oggi è già vietato discriminare, a esempio, chi è cattolico o ebreo o musulmano o valdese e domani sarà vietato discriminare una persona solo perché è gay, trans, donna o uomo.

La legge era ed è necessaria: se ne discute dal 1996 e norme simili sono previste in moltissimi paesi dell’Occidente; gli episodi sempre più numerosi di violenza e discriminazione, contro donne, omosessuali, transessuali, dimostrano quanto sia importante introdurre una tutela rafforzata, a meno di non ritenere che sia “giusto” picchiare due ragazzi o due ragazze per strada soltanto perché si baciano o perché si tengono per mano, o perché fanno quello che fanno due persone che si vogliono bene.

Allora, perché #dallapartedeidiritti e perché manifestare oggi in sessanta piazze d’Italia. La legge va approvata, certo, ma una legge contro l’omofobia e la misoginia non può tutelare gli omofobi. Diciamo questo – continua il presidente di Arcigay Rieti LGBT+ perché vi è l’articolo 3 che, a differenza delle discriminazioni religiose o etniche o razziali, tutela proprio chi discrimina. Con questo articolo, un professore o una professoressa potrà dire a scuola che l’omosessualità è una malattia, o che le persone LGBT+ sono inferiori; tutto ciò grazie a un emendamento voluto da Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia, che quindi potranno anche dire di aver votato e sostenuto questa legge.

Una legge deve permettere di fare prevenzione e questo articolo va invece a legittimare l’omofobia.

L’Art. 3 (Pluralismo delle idee e libertà delle scelte) recita:
1 Ai sensi della presente legge, sono consentite la libera espressione di convincimenti od opinioni nonché le condotte legittime riconducibili al pluralismo delle idee e alla libertà delle scelte.

Questo articolo può produrre effetti pericolosi, capaci addirittura di portarci a una situazione giuridica per alcuni versi peggiore dell’attuale. Se oggi, infatti,  dire ad esempio “i gay sono malati e  inferiori” non è né permesso né vietato dalla legge, domani potrebbe essere “autorizzato” secondo la legge, per “libera espressione di opinioni”. Per quanto riguarda le donne oggi dire “le donne sono inferiori”  è in qualche modo sanzionabile,  domani anche questo diventerebbe lecito .

L’articolo 3 va quindi modificato o cancellato!

Non ci sfugge il fatto che la politica è l’arte del possibile e che c’è la necessità di trovare i voti in Parlamento per far approvare la legge, ribadiamo, una buona legge, della quale vi è assoluto bisogno, ma facciamo attenzione a non mancare l’obiettivo proprio ora che siamo ad un passo dal conseguire un risultato storico per l’Italia. È veramente triste che in Italia ci sia qualcuno che reclami il diritto di odiare qualcun altro chiamando tale atteggiamento “libertà di espressione”. Chiediamo  che venga scritto nella legge, che definire le persone LGBT+ e le donne, “malati e malate o inferiori” è un reato, come oggi avviene per le discriminazioni razziali e religiose.

Oggi, in questa piazza, ci tengo a ringraziare tutte le associazioni che si sono schierate al fianco di arcigay, sostenendo questa nostra iniziativa dal nome di #dallapartedeidiritti; associazioni e gruppi politici con i quali condividiamo intenti, valori, diritti. Grazie a: ARCI Rieti, Rete Studenti Medi, Centro antiviolenza il Nido di Ana, Centro antiviolenza Angelita, ANPI Rieti, Sabina Radicale, NOME Officina Politica e Controvento.

Un ringraziamento va anche a quegli esercizi commerciali che si sono convenzionati con noi – conclude Di Cesare – e che praticano sconti a chi presenta la nostra tessera ARCIGAY; hanno aderito al momento: le tre porte, amatriciamo, decorare con, libreria moderna, pizzeria la taverna dei Fabri, pizzeria il viale e l’erboristeria”.

#DALLAPARTEDEIDIRITTI manifestazione di Arcigay Rieti

Opublikowany przez Rietinvetrina giornale on line Sobota, 17 października 2020

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