OMELIA DEL VESCOVO PER LA FESTA DI SANT'ANTONIO

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Carissimi fratelli e sorelle,
le settimane intense di festeggiamenti in onore del Santo di Padova sono giunte al momento culminante, con la celebrazione Eucaristica di chiusura e la Processione tradizionale che si svolgerà stasera.

Da quanto possiamo aver percepito tutti, sono stati giorni di preghiera, di confessioni, di predicazioni affidate a vari sacerdoti, come avviene da alcuni anni, che hanno garantito anche una varietà di temi, di sensibilità, di sottolineature, seguendo i testi della liturgia assegnati a ciascun giorno.

Oggi, in questa domenica tredicesima del tempo ordinario, le letture ci suggeriscono di riflettere su alcuni aspetti che caratterizzano la figura di Antonio e che sono anche parte integrante della nostra identità cristiana.

Nel Vangelo abbiamo ascoltato il racconto del passaggio di Gesù attraverso la Samaria, terra abitata da un popolo da tempo non più in sintonia con l’ebraismo ufficiale.

Gesù incontra tre personaggi che restano senza nome: il primo si offre di seguire Gesù, dicendo «ti seguirò ovunque tu vada», il secondo è invitato dallo stesso Gesù, il terzo sembra anche lui offrire la sua vita per il Vangelo, ma a tutti e tre Gesù dice qualcosa che li mette in guardia dalle difficoltà della sequela.

Sembra quasi un po’ scontroso a fronte di persone che desiderano seguirlo, ma a ben vedere egli si comporta come qualunque datore di lavoro che dice a chi chiede di essere assunto: «guarda che questo lavoro non è facile come sembra!».

Al primo, Gesù dice che lui non ha da offrirgli nulla sotto il profilo umano e agli altri due ricorda che perfino le persone care verranno, per importanza, dopo la causa del Vangelo: parole dure, quasi disumane, certamente in contrasto anche con la mentalità del suo tempo.

Nella prima lettura abbiamo ascoltato il racconto della vocazione di Eliseo da parte del profeta Elia; anche Eliseo si vuole prima congedare da quelli di casa, a seguito di un segno che sembra piuttosto curioso, il lancio del mantello di chi lo chiama, gettato sulle spalle.

Sono state avanzate varie spiegazioni per questa immagine: donare il mantello è una sorta di investitura, una elezione, una scelta di chi lo dona perché chi lo riceve divenga il suo successore, un po’ come fece il Papa Paolo VI quando, in visita a Venezia sul finire degli anni ’70, donò la stola pontificia al Patriarca di Venezia, che divenne suo successore, Giovanni Paolo I, Papa Luciani.

Ma il mantello donato può anche indicare una nuova dignità, un nuovo ruolo, una nuova veste. Oppure è il segno della protezione che avrà chi è investito di un nuovo compito.

Qual è il contenuto di questa chiamata, di questa elezione, forse quello di diventare sacerdote o frate, come Antonio di Padova?  Certamente no!

Diventare sacerdote o religioso o religiosa non è il contenuto, ma la forma della sequela, la modalità di risposta ad una chiamata, come essere laici cristiani è la forma di una risposta alla chiamata.

Il contenuto è la «libertà».

Ne abbiamo  sentito parlare nella seconda lettura tratta dall’ epistola ai Gàlati:  «voi siete stati chiamati alla libertà».

Sono in molti a pensare che la vita cristiana sia invece proprio fondata sulla mancanza di libertà: non si può fare questo, non si può fare quest’altro, quello è male, quell’altro è peccato.

È vero, la percezione che si ha della vita cristiana vista dall’esterno è quella di una vita di proibizioni, e ciò ha contribuito ad offuscare il vero senso del cristianesimo, che è vita libera nella fedeltà ad una persona che ha sconvolto la nostra vita: Gesù Cristo, nostro Maestro e Signore.

Vi invito a considerare come la vita di Sant’Antonio non sia altro che la storia della chiamata e della risposta generosa a questa libertà.

Antonio, che si chiamava in verità Fernando, era un giovane che avrebbe potuto scegliere tante strade, perché primogenito di una famiglia benestante, in un periodo storico, il medioevo, in cui – dopo una crisi durata vari secoli – si cominciava ad assaporare un nuovo sviluppo, una nuova ricchezza.

Si ampliarono i commerci, aumentò la popolazione, furono aperte molte università, da parte degli ordini religiosi, ma – come noi ben sappiamo –  quando aumenta il benessere, aumentano anche le tentazioni e il desiderio di fare a meno di precisi riferimenti morali, sia in ambito pubblico che privato, soprattutto la tentazione di fare a meno di Dio.

Perché Antonio fece questa scelta così impegnativa e radicale?

Non poteva seguire l’esempio di tanti giovani come lui, di buona famiglia, curare gli interessi del casato: il padre era un cavaliere del Re, forse discendente di Goffredo di Buglione, non poteva godere felice i frutti del benessere?

Avrebbe potuto, ma non lo fece!

Che cosa lo spinse a fare prima la scelta di entrare nell’ordine degli agostiniani e poi nei francescani: la presunzione, la vanità, il desiderio di diventare famoso o di far carriera?

Queste cose si coltivavano con altre scelte, allora e anche oggi.

Lo spinse a ciò la ricerca della libertà vera, della verità autentica, di una persona viva che è Gesù Cristo, che lo invitò alla sequela, come ai tre personaggi del Vangelo: «Seguimi»!

A molti è capitato di innamorarsi, soprattutto i più giovani hanno un ricordo ancora vivo della prima infatuazione e del primo amore, ma anche chi è più anziano può andare con la memoria a quei momenti di tanti anni fa in cui ha sentito vibrare il proprio cuore per un’altra persona.

Ecco, la vocazione è questo: innamorarsi di una persona e sentire la forza di gridare questo amore a tutti, di farlo conoscere, di comunicare agli altri questa verità e questa libertà.

È una forza misteriosa l’amore, come è misteriosa la vocazione, possiamo indagare, ma non sempre possiamo capire tutto, ne parliamo per analogia, per modi di dire, per simboli, ma non possiamo spiegare tutto, anche se dobbiamo sempre cercare, dire e “fare” la verità, cioè compiere atti in sintonia con la verità.

In uno dei suoi Sermoni il giovane teologo e predicatore Antonio, scrive:

«La verità genera odio; per questo alcuni, per non incorrere nell’odio degli ascoltatori, velano la bocca con il manto del silenzio. Se predicassero la verità, come verità stessa esige e la divina Scrittura apertamente impone, essi incorrerebbero nell’odio delle persone mondane, che finirebbero per estrometterli dai loro ambienti. Ma siccome camminano secondo la mentalità dei mondani, temono di scandalizzarli, mentre non si deve mai venir meno alla verità, neppure a costo di scandalo».

Ci sembra un discorso lontano ottocento anni?

Ci sembra poco attuale?

Il cristiano non ha paura della verità, detta con garbo, illustrata con pazienza, ma mai sottaciuta, mai manipolata.

Mi sento di proporre a tutti una svolta, se così possiamo dire, che cominci da quest’anno e prosegua negli anni a venire, proprio a motivo di quella verità di cui parla il nostro Santo, senza che il Vescovo “veli la bocca con il manto del silenzio”.

Questo Santo è una ricchezza, non solo per la nostra Città o per la Città di Padova, alla quale in certo senso siamo legati, proprio grazie a Sant’Antonio; è una ricchezza per tutta la Chiesa, tanto che è venerato in ogni parte della terra.

Non solo nel mese di giugno, ma anche nel resto dell’anno dovremmo cercare di approfondire di più la sua figura, anche sotto il profilo storico e teologico.

Recentemente anche la RAI ha prodotto un film storico proprio su di lui, a significare l’interesse che ancora suscita in tanti, non solo anziani ma anche giovani.
Conoscere questo imitatore di Cristo, perché i Santi non sono altro che imitatori di Gesù, significa suscitare l’interesse di tanti giovani, di tante persone che possono essere arricchite dai suoi insegnamenti e dal suo esempio, chiamati alla sua stessa generosità.

Voi sapete che Antonio ottenne che i condannati per debiti non dovessero essere più incarcerati, soprattutto se poveri e diseredati, e sapete anche che lottò con decisione contro gli usurai.
Questo ci dice quanto il cristianesimo non sia pura teoria o solo religione dogmatica, ma vita vissuta nella libertà e nella verità, in risposta a qualcuno che ci ha chiamato ad una vita di amore autentico verso Dio e verso il prossimo.

Ecco allora che mi sento di proporre a tutti, in particolare alla Pia Unione, che ringrazio per l’opera generosa e impegnativa che svolge non solo durante il mese di giugno ma durante tutto l’anno, di istituire un fondo per l’aiuto alle persone bisognose, trovando il modo più opportuno, incisivo, pubblico e trasparente che si possa congegnare.

Abbiamo sentito nel Vangelo che Gesù disse ad uno dei suoi interlocutori una frase che è rimasta famosa: «il Figlio dell’Uomo non ha dove posare il capo», ad indicare che la vita cristiana, anzi l’apostolato cristiano, non danno riposo, ma anche che sono segnati dalla povertà, proprio come fece Sant’Antonio, seguendo la regola e l’esempio di San Francesco.

Ecco qui la mia proposta, che non vorrei suscitasse apprensione, preoccupazione o reazioni che non ha lo scopo di provocare.

È una proposta che valuteranno  i responsabili e i membri della Pia Unione, ma è un sogno del Vescovo ormai da tredici anni.

Proprio per rispettare la povertà di Sant’Antonio, propongo di custodire gli ori e le catene preziose che porta sull’abito in apposite bacheche, perché torni ad essere ben visibile la sua veste nera da francescano conventuale.

Tante persone hanno offerto questi ori e noi rispettiamo la  loro volontà, però dobbiamo rispettare anche lo stile e il messaggio del Santo.

Spero che questo auspicio trovi il favore non di tanti, ma di tutti, all’unanimità.

Auguriamoci tutti di poter imitare il Santo di Padova più amato nel mondo, almeno in qualche sua virtù, per essere più vicini a Cristo ed essere suoi messaggeri; così ci ha detto il Vangelo: «Gesù mandò messaggeri davanti a sé».

MIGLIAIA DI FEDELI PER SANT'ANTONIO. IL VESCOVO: TOGLIAMO L'ORO DAL SANTO

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Sant’Antonio richiama di nuovo migliaia di persone. Non manca nessuno alla tradizionale processione dei Ceri con i  fedeli giunti da ogni parte della provincia, per ammirare il passaggio della statua lungo le vie cittadine.

La giornata in onore del Santo è cominciata la mattina con la distribuzione della cioccolata ed i biscotti nella chiesa di San Francesco come tradizione.

Nel frattempo lungo via Terenzio Varrone, via Nuova, via Garibaldi e via Porta Romana i residenti cominciavano a lavoare alle infiorate per accogliere il passaggio del Santo.

Nel pomeriggio, la statua, si è fatta attendere come consueto e intorno alle 19.15, è apparsa sul sagrato  dalla chiesa di San Francesco tra gli applausi generali. Da lì ha preso il via la lunga processione con al seguito centinaia di fedeli e le autorità comunali, provinciali e regionali..

Dietro la macchina, portata a spalla dai fratelli di Sant’Antonio suddivisi in squadre, la lunga processione con i fedeli e i ceri. La lunga giornata  si è poi conclusa anche quest’anno con il consueto spettacolo pirotecnico allestito per il 2010 dalla ditta Fenici.

Di questo giugno Antoniano sarà d ricordare l’omelia del Vescovo di Rieti Mons.Delio Lucarelli il quale parlando ai fedeli durante il pontificale della domenica mattina ha detto di avere un sogno da tredici anni e cioè quello di vedere la statua di Sant’Antonio sfilare durante la processione vestita soltanto con il saio nero.

Senza nulla togliere ai tanti ex voto d’oro che ricoprono il Santo, monsignor Lucarelli ha ricordato che che il taumaturgo di Padova è uno dei simboli del francescanesimo e quindi espressione di semplicità e di umiltà.

I fratelli della Pia unione hanno preso atto delle parole del Vescovo dichiarando che l’ultima decisione spetterà comunque ai fedeli.

CGR: CENA FINALE DEL CORSO DI DEGUSTAZIONE DELLA BIRRA

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Una cena tra tradizione e innovazione ricca di gustosi accostamenti concluderà il ciclo di lezioni del corso di degustazione della birra organizzato dal Centro Giovanile del Comune di Rieti in collaborazione con Pizzeria Banjo e Slow Food.

Le cinque lezioni tenute da Enrico Amadori hanno accompagnato i partecipanti in un viaggio attraverso il mondo birraio.

I contenuti andavano dalle origini e storia della birra, alle tecniche di produzione (componenti e metodi di lavorazione), dagli stili della birra alla tecnica di degustazione organolettica, dai confronti tra birre industriali e artigianali agli abbinamenti cibo-birra.

Ed ecco i piatti del menù con il relativo abbinamento della birra: pizzicotti alla birra rossa accompagnati dalla Baladin Super (una delle migliori birre artigianali italiane), carbonade (spezzatino di vitella macerato in birra scura) accompagnata dalla Ducale del Borgo, tiramistout (tiramisù annaffiato da birra scura).

“VOCI CHE CHIAMANO MUSIC CONTENST 2010”: L’ARTISTA SUL PALCO SARAI ANCHE TU!

In occasione della sua IV° Edizione, dal 30 luglio al 1° agosto, in Piazza Mazzini a Rieti, “Voci Che Chiamano” l’evento più atteso dagli amanti di musica indipendente e dai sostenitori di “Save the Children” presenta per la prima volta: “Voci Che Chiamano Music Contest 2010”, l’occasione imperdibile per esibirsi dal vivo tra artisti di fama nazionale.

Fino a mercoledì prossimo, 30 giugno, tutti i giovani della Provincia di Rieti, con età compresa tra i 15 e i 25 anni, artisti singoli o band, potranno ancora inviare all’Associazione Culturale “Voci Che Chiamano” un cd demo contenente 2 brani originali che puntino dritti al palco di questa nuova edizione del Festival. Tra le proposte pervenute, una giuria di musicisti professionisti ed esperti selezionerà l’artista o la band che aprirà l’evento, con l’esibizione sul main stage di Voci Che Chiamano, nella serata del 30 luglio prossimo.

“Voci Che Chiamano Music Contest 2010” – spiega Paolo Dell’Uomo D’Arme, Direttore Artistico del Festival – è stato pensato per stimolare e incentivare i giovani autori e musicisti del reatino.  In linea con la natura di “Voci Che Chiamano” il Music Contest ribadisce il nostro intento di promuovere una realtà musicale, sostenuta a fatica, oggi più di ieri, da chi scrive testi e li vive “di stomaco” portando avanti con coraggio progetti musicali originali.

A questi, che più in sordina, “partoriscono” musica e direi anche cultura, “Voci Che Chiamano” offre un’occasione di confronto importante con artisti che possono essere considerati un punto di riferimento nel panorama della musica d’autore italiana.  Parliamo di talenti – continua Dell’Uomo D’Arme – tra i quali si distinguono vincitori del “Premio Tenco”, di “Musicultura” (ex premio Recanati) o del “Premio De André”, artisti il cui valore è stato riconosciuto in alcuni casi all’estero prima che in Italia e con i quali condividere un palco rappresenta oggettivamente un momento di crescita musicale significativo e totalizzante.

Vogliamo alimentare interesse intorno a quella musica d’autore che non ha mai avuto la risonanza che davvero merita e – conclude Dell’Uomo D’Arme – fare di musica e solidarietà un binomio vincente, capace di sensibilizzare, giovani e meno giovani, su temi come la mortalità infantile nei paesi più poveri e sulle tante altre attività che “Save the Children” come Onlus intraprende costantemente a difesa e promozione dei diritti dei bambini per migliorarne le condizioni di vita.”

COMMANDO ULTRA' RIETI 1997: COSA CI TOCCA LEGGERE, COSA CI TOCCA SENTIRE!

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Che la gestione Palombi abbia toccato e raschiato il fondo del peggior degrado calcistico e non, è cosa arcinota a tutti e non crediamo necessiti di ulteriori delucidazioni.

Basti citare i soli dati di fatto di uno stadio deserto per protesta, di un Fc Rieti retrocesso di nuovo (stavolta nel ridicolo dilettantismo regionale, davvero un bel traguardo per un capoluogo di provincia!) e di un’immagine generale della nostra amatissima squadra ormai ridicolizzata a livello di barzelletta (o peggio) nell’immaginario collettivo, perfino cittadino.

Danni incalcolabili che necessiteranno di anni e anni di duro lavoro e sacrifici per ripristinare un’immagine dignitosa del Fc Rieti.

La faccenda diventa molto più complicata però se a reggere il gioco del suddetto ambiguo gestore ci sono personaggi pubblici con carica istituzionale della nostra città: siccome poi questo giochetto non è nuovo (in quanto reiterato in passato nonostante le palesi catastrofi sportive in cui ci ha relegato Palombi) ci sta sorgendo il dubbio, che diventa sempre più certezza, se non sia forse il caso di considerare il tutto come un bieco gioco d’affari tra le parti.

Certamente ridicolo, in quanto perenne contraddizione di se stesso, dato che non porta mai a nessun risultato certo o politica perseguibile con un minimo di coerenza (basti vedere il continuo e miserabile walzer, che più che altro è una commedia napoletana, di comunicati stampa in cui entrambe le parti affermano tutto ed il suo contrario) ma anche infame da un punto di vista morale perchè degrada la città e il Fc Rieti al livello di un vero e proprio circo.

Adesso, dopo svariati sbandieramenti pomposi e poco seri della presunta cordata reatina, secondo i nostri geniali amministratori non si riuscirebbe a trovare un rappresentante per l’eventuale nuova società, nonostante il grande meccanismo economico che si sarebbe messo in moto.
Quindi, a chi dare la patata bollente della rappresentanza societaria? Ma è ovvio, ad un presidente serio, competente e corente come Palombi! Una vera e propria barzelletta… ma come! Invece di cercare di mettersi a lavoro e riparare i danni causati dallo tsunami capitolino, i nostri amministratori lo vanno a ricercare per chiedergli, anzi scongiurarlo, di rimanere! Purtroppo questo comportamento imbarazzante e poco dignitoso produce inevitabilmente voci di piazza come "Rieti ai piedi di Palombi, Rieti scongiura Palombi di rimanere"… quindi è il momento di dire basta.

Bisogna uscire allo scoperto e far sapere ai nostri amministratori di turno (speriamo ancora per poco dato il loro comportamento tra l’indifferenza e il doppiogiochismo) che Rieti non vuole Palombi neanche per idea, semplicemente perchè un’ipotesi del genere è offensiva nei confronti di qualsiasi persona dotata di un minimo di intelligenza, buon senso, dignità e amor proprio.
E siccome questi sono valori che non si toccano, noi gridiamo tutto il nostro dissenso contro questo ennesimo tradimento da parte delle nostre istituzioni: facciamo sapere loro, soprattutto al sindaco Emili e all’Assessore allo Sport Leoncini, che se poprio non si riesce a trovare uno straccio di presidente per reggere un campionato ridicolo e umiliante come l’Eccellenza (cosa alquanto improbabile, forse siamo l’unico caso al mondo), i tifosi amarantocelesti preferiscono l’estinzione totale della società Fc Rieti piuttosto che un proseguio della presidenza Palombi, perchè nel caso non lo sapessero dignità e amor proprio non si buttano via, men che mai nei confronti del peggior presidente della storia del Fc Rieti.

Quindi, se non si vuole diventare dei veri e propri "nemici in casa" (e assicuriamo a tutti che la pazienza da parte nostra è finita da tempo) i nostri amministratori farebbero meglio ad accompagnare l’uscita di scena del "signor" Palombi e a rimboccarsi le maniche per riparare i danni fatti con l’assecondamento di questo personaggio, oppure saranno i primi della lista ad essere oggetto di tutto il malcontento amarantoceleste, per questa storia che sta diventando a dir poco vergognosa.

Noi Palombi vogliamo ricordarcelo per sempre così: con quella frettolosa e ingloriosa fuga a 20 minuti dalla fine della partita dell’ennessima retrocessione, il solo degno epilogo della sua gestione scriteriata e fuori di testa. Meglio un morto in casa che un Palombi alla porta: istituzioni avvisate, mezze salvate.

ASM, DEVIAZIONE CORSE LINEA 101 IN OCCASIONE DELLA PROCESSIONE DEI CERI

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In occasione della Processione dei Ceri in onore di Sant’Antonio l’Azienda Servizi Municipali Rieti S.p.A. comunica all’utenza che, in seguito all’Ordinanza dell’Assessore alle Opere Pubbliche, Viabilità, Trasporti, Innovazioni Tecnologiche relativa alla chiusura al traffico di Via Garibaldi dall’ingresso di Piazza del Suffragio dalle ore 06:00 del 26 giugno alle ore 06:00 del 28 giugno, le corse della linea 101 interessate verranno deviate da Porta d’Arce in Viale Morroni fino alla stazione ferroviaria dove riprenderanno il percorso originario.

 

INCONTRO IN PREFETTURA PER DISCUTERE SULLO SVILUPPO ECONOMICO E LE ATTIVITA' PRODUTTIVE

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Il Prefetto Chiara Marolla ha presieduto ieri la riunione della Sezione II “sviluppo economico e attività produttive” della Conferenza Provinciale Permanente alla quale hanno partecipato, oltre al Presidente del Tribunale, i rappresentanti del Comune e della Provincia di Rieti, della Camera di Commercio, della Direzione provinciale del Lavoro, della Direzione provinciale dell’Agenzia delle Entrate, della Ragioneria Territoriale dello Stato, dell’Ordine dei Commercialisti, delle organizzazioni sindacali, delle associazioni di categoria e del Consorzio per l’area di sviluppo industriale (ASI).

Oggetto di discussione e confronto, i temi dell’innovazione e della semplificazione riguardanti la nuova disciplina della mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali, attuata dal decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28, e l’utilizzo della posta elettronica certificata nei rapporti tra pubblica amministrazione e cittadini – utenti.

Sono state analizzate le azioni da svolgere, oltre a quelle già messe in campo da parte degli uffici pubblici e degli enti locali, rivolte sia ad informare correttamente cittadini e imprese delle possibilità offerte dalla nuova pratica conciliativa, sia a valorizzare le procedure di conciliazione presso le Camere di Commercio che riguardano le controversie tra imprese e tra imprese e cittadini.

Azioni mirate verranno attuate per la messa “a regime” della posta elettronica certificata nei rapporti tra uffici ed enti che compongono la pubblica amministrazione e tra questi e i fruitori di servizi (cittadini, imprese, ecc.) ai fini di semplificare, snellire e velocizzare l’azione amministrativa a favore del cittadino.

Si è, pertanto, previsto un momento convegnistico e occasioni di formazione per conoscere ed approfondire lo strumento della “mediazione e conciliazione” e si è evidenziata la necessità di un raccordo tra i vari enti coinvolti nel settore.

Il Prefetto ha invitato i presenti a pubblicizzare e valorizzare nei propri ambiti le tecniche e procedure esaminate sottolineando che il loro utilizzo, nato sulla base del diritto europeo, consentirà al nostro paese di confrontarsi con maggiore competitività sui mercati a vantaggio delle imprese e a beneficio del cittadino.

CONFERENZA DI PRESENTAZIONE VINCITORI BANDO CREARR 2010

A Palazzo Dosi, sede della Provincia di Rieti in piazza Vittorio Emanuele Il  il primo luglio si terrà  una conferenza stampa a cura dell’Associazione Culturale La Casa dei Racconti, per presentare i vincitori del bando CREARR 2010 prima edizione (il teatro gira in provincia di Rieti 10 gennaio 2010 – ottobre 2010) promosso dalla Casa dei Racconti e realizzato con il contributo del Ministero della Gioventù, della Regione Lazio Assessorato all’Arte, Sport e Politiche per i giovani della Provincia di Rieti Assessorato alle Politiche Giovanili.

All’incontro interverranno:
Fabio Melilli Presidente Provincia di Rieti,  
Domenico Scacchi Consigliere provinciale con delega alle Politiche culturali, 
Duccio Camerini, e Alfonso Sessa de La casa dei Racconti,  
Ferruccio Marotti Professore di Storia del Teatro alla Sapienza e membro giuria del Premio, 
Tiziano Panici regista e membro della giuria del Premio, 
Compagnie teatrali partecipanti e vincitrici del Bando CREARR 2010.
 

MARRONI: ALLA MIA INTERROGAZIONE ANCORA NESSUNA RISPOSTA DALL'AMMINISTRAZIONE COMUNALE

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Sono venuto a conoscenza attraverso la stampa di una “presunta” risposta dell’Assessore all’Urbanistica Felice Costini, riguardo alla mia interrogazione che chiede chiarimenti rispetto all’esecuzione di opere di “manutenzione straordinaria di immobili ad uso commerciale siti in Viale Maraini”.

Non ho ricevuto al momento risposte ufficiali da parte dell’amministrazione comunale e dell’assessore, alla mia interrogazione del 23 giugno 2010 protocollo gen. 38914.

Spero che la risposta ufficiale dell’Assessore sia completa e minuziosa, e che contenga al proprio interno le giustificazioni del permesso a costruire n°1167/B del 7 Luglio 2009, rilasciato dall’amministrazione comunale per “una manutenzione straordinaria di immobili ad uso commerciale”. Dimenticando guarda caso che la zona è industriale, come afferma il vigente Piano Regolatore, la Variante adottata, e le delibere di consiglio comunale del 27.09.2002 e 24.07.2007. Chi ha deciso contro tutte le norme, che l’immobile da destinazione d’uso industriale, cambia verso “lidi commerciali”?

Attendo ancora una risposta formale.

CRISI CANTIERE MICIGLIANO, RICHIESTO DA FILCA CISL INCONTRO URGENTE CON L'ANAS

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La Filca Cisl di Rieti, visto il perdurare dello stato di crisi nel cantiere di Micigliano, che nei giorni scorsi ha portato alla mancata erogazione degli stipendi di dodici lavoratori delle società Alpi Deco e Chiani, subappaltatrici del cantiere Anas, chiede a quest’ultima un incontro urgente al fine di regolarizzare il suddetto pagamento inerente gli stati  di avanzamento lavori. 

“Tale situazione –spiega il segretario provinciale della Filca Cisl Francesco Agostini- se non sarà sanata al più presto rischia di degenerare, riversandosi  sui lavoratori del cantiere, che già da qualche tempo si fanno carico del cosiddetto rischio d’impresa”.

“Appare altresì paradossale –continua Agostini- che una vicenda grave come quella che sta interessando il cantiere di Micigliano (ma in egual misura versa anche quello dell’Eap, l’ex Centro sud di Borgorose),  si determini ogni qual volta la gestione dei lavori risulti essere di competenza di Enti o Aziende  pubbliche o partecipate”.

“Per tutto questo la Filca –conclude il segretario provinciale- chiede all’Anas un incontro urgente in grado di far chiarezza su quanto sta avvenendo, auspicando che all’incontro possa seguire l’immediata erogazione delle spettanze in essere”.