Dopo quasi 5 anni, vissuti intensamente e con passione, è arrivato il momento dei saluti: lunedì 31 maggio sarà il mio ultimo giorno in Azienda. Ciò avviene con qualche anticipo rispetto alla scadenza per rispondere ad esigenze dell’Azienda di provenienza.
Ritengo che il lavoro e le progettualità, portati avanti insieme a tutti i portatori di interesse del territorio (i famosi stakeholder) siano stati enormi e rilevabili in maniera indiscutibile nel “Bilancio di mandato 2006/2009” documento che vi ho fatto pervenire a Marzo 2010 e che è consultabile nella home page del sito aziendale (www.asl.rieti.it).
Sul fronte delle infrastrutture abbiamo attivato e completato oltre 30 cantieri, tra i più significativi, nel presidio di Rieti : il nuovo Pronto Soccorso, le Sale operatorie, i reparti di Cardiologia , Malattie Infettive, Rianimazione, Centro Immuno-trasfusionale , Endoscopia, la Day Surgery, etc.
Uno stupendo Poliambulatorio a Passo Corese e ad Antrodoco, l’Hospice e molto altro in tutto il territorio provinciale.
Sono stati attivati nuovi servizi e potenziati altri quali: l’emodinamica, la telemedicina , ambulatori infermieristici, Radioterapia, la prevenzione nelle scuole, la possibilità di donare organi, l’assistenza a domicilio alle neomamme e la possibilità di acquisire referti on line via internet.
Abbiamo rinnovato in maniera significativa il parco elettromedicali con oltre 20 milioni di investimenti.
Grazie ad una rivisitazione dei processi, il livello complessivo delle prestazioni erogate si è incrementato rispetto al 2005.
Nei prossimi giorni sarà possibile pagare in tutti i Cup della provincia con bancomat e carta di credito, a breve ci sarà anche la seconda Tac, la nuova Risonanza magnetica ed il sistema Ris Pacs in radiologia e sarà possibile, tramite totem, acquisire referti analisi.
Abbiamo coniugato quanto sopra ad una sana gestione, il bilancio 2009 verrà approvato con una perdita che è inferiore di oltre 30 milioni rispetto a quella presente al momento dell’insediamento.
Abbiamo fatto tantissimo seppur condizionati dal Commissariamento della Regione Lazio e da un pesantissimo piano di rientro, dalla mancanza di risorse finanziarie, dal blocco delle assunzioni e dalla possibilità di rimpiazzare personale in uscita solo nella misura del 10%.
Particolare motivo di orgoglio è quello di aver visto un squadra di professionisti aziendali crescere in maniera importante, è stata fatta tantissima formazione e molti eventi sono stati di livello nazionale; oggi medici, personale del comparto, funzioni di supporto lavorano insieme in maniera multidisciplinare, parlano tranquillamente di Percorsi Clinico Organizzativi, standard di servizio, di modelli di Governance, Risk management e c’è molta attenzione al paziente e all’umanizzazione delle strutture e degli ambienti.
Professionalità che è stata riconosciuta con il conferimento all’Azienda di riconoscimenti regionali e nazionali e l’inserimento del sottoscritto in un ristretto gruppo di lavoro di Direttori Generali che ha cominciato a lavorare sui modelli di Governance del Sistema Sanitario Nazionale del futuro e di cui fanno parte i Direttori Generali delle Asl di Milano, Bologna, Firenze, Liguria ( sono l’unico D.G. del Centro Sud).
Rimangono problematiche rilevanti ancora da risolvere quali la carenza nel territorio della sanità intermedia (Rsa, Riabilitazione a Poggio Mirteto, lungodegenza), l’attivazione dell’osservazione breve di pronto soccorso, la messa in funzione dell’Hospice, il potenziamento delle attività distrettuali e dell’assistenza domiciliare, un intervento decisivo sulle liste di attesa che a mio modo di vedere deve essere affrontato con una regolamentazione regionale lavorando sull’appropriatezza prescrittiva e non sull’aumento dell’offerta.
Nel concludere ringrazio tutti i dipendenti Asl, e particolarmente il Direttore Sanitario Carlo Maria Mancini e il Direttore Amministrativo Adalberto Festuccia, le istituzioni, le associazioni di volontariato, le parti sociali, le organizzazioni datoriali, gli enti civili e religiosi, i Medici di Medicina Generale.
Lavorare in Sanità è un dono preziosissimo e mi ritengo pertanto fortunato di aver avuto la possibilità di lavorare in questo settore ed in particolar modo nel territorio dove sono nato.