A GROTTAMINARDA LA 14ENNE FUGGITA VENERDI

E’ stata rintracciata su un autobus di linea Roma-Foggia, all’altezza di Candela, la 14enne fuggita venerdì per incontrare un ragazzo conosciuto via chat. Ad intervenire gli uomini della stradale di Grottaminarda, dopo una segnalazione giunta ieri alla Questura di Rieti. La ragazza è stata intercettata verso le 20.45. Dopo gli accertamenti del caso, su disposizione del Pm del Tribunale dei minori di Foggia, la 14enne è stata affidata ai genitori, che hanno raggiunto la giovane affidata temporaneamente alla sottosezione della Polstrada di Grottaminarda.

SOLSONICA, A ROTAZIONE LA CASSA INTEGRAZIONE

Cassa integrazione a rotazione e lavoro dal lunedì al venerdì. E’ con queste modalità che l’amministrazione della Solsonica ha richiamato gli oltre 200 lavoratori all’attività dopo 3 settimane di cassa integrazione. Per ora nessuna soluzione definitiva è stata presentata dall’azienda che resta in attesa, per decidere del destino della fabbrica che produce pannelli fotovoltaici di condizioni più favorevoli al mercato da parte del Governo centrale.

MARTEDÌ 23 OTTOBRE I VIGILI DEL FUOCO IN PIAZZA CONTRO I TAGLI ALLA SICUREZZA

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“L’assenza di risposte del governo in materia pensionistica e di assunzioni, i continui tagli alla sicurezza, il peggiore trattamento riservato ai vigili del fuoco rispetto agli altri corpi dello Stato e le misure contenute nella nuova legge di stabilità ci costringono, ancora una volta, a mobilitarci“. E’ quanto afferma Andrea Faraglia Segretario Provinciale del Conapo sindacato autonomo vigili del fuoco.

"Il 23 ottobre, – prosegue Faraglia – con una delegazione di vigili del fuoco del Comando di Rieti saremo in piazza a Roma davanti alla Presidenza della Regione e davanti a Palazzo Chigi, in una protesta congiunta a livello nazionale con le maggiori organizzazioni e rappresentanze dei comparti sicurezza, difesa e soccorso pubblico”.

“Siamo esasperati e stanchi del trattamento che riceviamo dai governi – prosegue Faraglia – in materia di tagli e restrizioni che guarda caso ci penalizzano di più rispetto a gli altri corpi dello Stato, solo per citare alcuni numeri, a livello locale, attualmente il Comando di Rieti conta una carenza di organico in pianta stabile vicino al 20%, inoltre basti  pensare  che su scala nazionale le retribuzioni sono mediamente di 3/400 euro mensili inferiori rispetto agli altri corpi dello Stato preposti alla sicurezza e accediamo alla pensione ben 5 anni dopo gli appartenenti alle  forze  di  polizia  e  forze  armate. Tutto questo è inaccettabili, per chi come noi è al servizio dello Stato, quotidianamente rischiando la vita con le retribuzioni più basse oltre a nessun riconoscimento pensionistico”.

“Ci dispiace – dichiara Antonio Brizzi, segretario generale del CONAPO che ha presieduto un’assemblea con tutto il personale del Comando VVF di Rieti  – che il ministro Fornero porti avanti una riforma delle pensioni con tanta superficialità nei confronti dei vigili del fuoco, (facendoci lavorare fino a 65 anni a discapito della sicurezza e dell’incolumità della popolazione) poichè negare la parità di trattamento tra i corpi dello Stato è una incoerenza anche rispetto alle parole del presidente del Consiglio Monti, il quale, sin dal suo insediamento, ha sempre parlato di equità”.

“E’ vergognoso –  conclude Brizzi –  che nessuno del governo risolva il problema dello sperpero di denaro pubblico, circa 100 milioni di euro all’ anno, per retribuire il precariato nei vigili del fuoco». Con questa somma, dice il Leader sindacale, «si potrebbero finanziare circa 3.000 assunzioni». «Anche le mozioni approvate al Senato da tutti i partiti sullo sblocco delle assunzioni sono state disattese. Così rischiamo di avere 4.000 vigili del fuoco in  meno  tra  4  anni.  La motivazione è sempre quella: mancano i soldi. Poi invece ogni giorno apprendiamo di nuovi scandali e ruberie dei nostri politici che si mangiano anche ciò che non è commestibile. È una vergogna che deve cessare subito”.

CAMBIA IL DISEGNO DEL TRAFFICO NEL CENTRO STORICO

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Presentato dall’assessore all’Urbanistica del Comune di Rieti Carlo Ubertini il nuovo disegno del traffico nel centro storico.

Si dovrebbe creare un’isola pedonale compresa tra via Cintia (palazzo INPS) e via Garibaldi (teatro Vespasiano) e si dovrebbe procedere al cambio degli orari di accesso alla Ztl, che rimarrebbe accesa solo la domenica ed i festivi, mentre nei giorni feriali verrebbe attivata dalle ore 23.

Tra le modifiche, forse, quella che  più lascia perplessi riguarda il cambio del senso di marcia della auto, che da via Terenzio Varrone dovrebbero poter girare in piazza Oberdan verso destra, risalendo via Pescheria,  per poi raggiungere il parcheggio di largo Alfani (dietro il palazzo comunale).

In questo eventuale cambiamento, a destare maggior preoccupazione è l’uscita delle auto dal parcheggio di largo Alfani, che dovrebbero scendere dalla parte da dove oggi si accede, per poi immettersi in via Pennina, quindi, affrontando una curva, quella della discesa del parcheggio con via Pannina, molto stretta e sicuramente assai difficoltosa per molti automobilisti.

L’assessore Umbertini ha presentato il progetto alla maggioranza, e forse, tra qualche giorno si dovrebbero avere notizie in merito, anche se l’Ascom ha chiesto di non attivare cambiamenti, anche sperimentali, sotto le festività natalizie.  

LA LINKEM NPC RIETI VINCE A GAETA

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La Linkem NPC Rieti si è finalmente sbloccata e nel settimo anniversario della morte di zio Willie ha portato ha conquistato i primi due punti a Fondi.

La vittoria contro Gaeta non era affatto scontata: ”Non era per niente semplice – ha commentato coach Peron – ed i ragazzi lo sapevano. La Iris è una buona squadra, composta da giocatori esperti e talentuosi che in questo inizio di campionato avevano giocato al di sotto delle proprie possibilità, ma, come era stato assicurato anche nelle loro dichiarazioni prepartita, avrebbero fatto di tutto per vincere e conquistare i loro primi due punti. E difatti hanno giocato a livelli superiori, tirando anche col 38% da tre”.

La partita è andata diversamente rispetto alle intenzioni e ad uscire vincitori dal campo di Fondi è stata la Linkem NPC Rieti che si è imposta sui pontini per 72-78, riuscendo in quello che finora era stato il maggior impedimento e cioè mantenere la giusta intensità mentale per i 40 minuti. Buono l’avvio di gara per i padroni di casa, che nel primo quarto hanno trovato facilmente la via del canestro, periodo che è servito ai reatini per prendere le misure (20-13).

Nel secondo quarto i leoni amaranto celestrltv no recuperato lo svantaggio (13-18) e sono andati all’intervallo lungo consapevoli di essere artefici del proprio destino. Nel terzo periodo le due squadre si equivalgono ancora (16-17) e solo nel quarto tempo i reatini hanno allungato il passo, piazzano un break che si è rivelato decisivo e riescendo a gestire al meglio i continua attacchi da parte della squadra di casa. 

La partita in generale è stata nervosa, con percentuali di tiro basse, con una posta in palio molto alta e la differenza l’ha fatta la presenza mentale della Linkem NPC Rieti che non ha mollato mai e ci ha messo tutta la sua voglia di vincere senza, stavolta, lasciare spazio ad alcuna paura. “Abbbiamo sofferto in maniera giusta – commenta Peron – è questo il concetto che mutuo da Zeman, abbiamo sofferto tutti insieme, guardando in faccia la sofferenza e affrontando la situazione fino in fondo, tutti insieme ci abbiamo creduto e abbiamo visto che si può anche sbagliare in maniera serena e che si può porre rimedio, se c’è una unione di intenti nello spogliatoio. Abbiamo affrontato una gara difficile partendo da una situazione svantaggiosa, con la contrattura di Granato, la lussazione di Ferrienti, lo stato di forma di Grillo e la giornata no di De Ambrosi, ma siamo stati presenti: i più giovani sono stati bravi a sopperire alla scarsa giornata dei più esperti. Tutti hanno contribuito a costruire un ambiente bello, sereno, positivo. Stiamo formando la nostra identità di squadra, stiamo gettando le fondamenta per un progetto a lungo termine, stiamo costruendo una struttura che ci consentirà di dar seguito a prospettive e visioni che puntano al futuro”.

ASS.RE BIGLIOCCHI: DALLA MINORANZA UNA ACCUSA INGENEROSA

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"Ho letto con attenzione il comunicato emesso da alcuni esponenti del PDL e riguardante il Consiglio Comunale aperto indetto per martedì.
Se di una “opera buffa” si tratta – afferma l’assessore Bigliocchi – debbo dire che i firmatari si sono candidati per il ruolo di attori protagonisti e forse lo hanno fatto per non rischiare di essere solo comparse".

"Mi piace ricordare – dichiara l’assessore al personale del comune di Rieti – che il Consigliere Nobili è da molto tempo in Regione, che il Dott. Sanesi è stato per molti anni vicesindaco di questa città ed il consigliere Festuccia non nasce ieri. Assolverei il Consigliere Cascioli per non aver partecipato ai fatti. Erano evidentemente impegnati in altre cose per accorgersi dalle loro posizioni privilegiate di quello che stava accadendo".

Accusare oggi il Sindaco di Rieti per una iniziativa, sicuramente non risolutiva, ma improntata al massimo coinvolgimento popolare ed istituzionale mi sembra quantomeno ingeneroso e risibile la battuta sul “mettici del tuo”. Sarebbe facile rispondere ma non mi piace scadere in sterili polemiche personali. Il momento è difficile, direi drammatico, e potremo valutare solo nel tempo i danni provocati da una scelta ingiusta ed inutile fatta da un governo che ha guardato più ai sondaggi e alle intellettuali chiacchierate dei salotti buoni che non alla realtà dei territori ed alle esigenze dei cittadini. Ma sappiamo bene che ormai la politica si fa in TV.

"In un quadro in nevrotica evoluzione e caratterizzato da colpi di scena non ancora terminati, – continua Bigliocchi – ricordiamo il prossimo appuntamento alla Consulta, il Comune capoluogo non poteva e non può essere assente e non può essere insensibile all’allarme lanciato dalle forze sindacali ed economiche cercando di rappresentare un ruolo di raccordo rispetto alle spinte scissioniste di un territorio che rivendica il proprio diritto ad autodeterminarsi. In un quadro così confuso, in cui rischiano di entrare in conflitto gli interessi delle singole comunità del nostro territorio,riteniamo assolutamente importante che si abbia la capacità di mettere insieme le esperienze e le capacità dei singoli, delle istituzione e delle forze sociali dando comunicazione corretta ai cittadini che rischiano di essere spettatori di un dramma annunciato".

"Questo è sicuramente – conclude Biliocchi – un momento in cui viene chiesto alla politica di essere unita e sarebbe incomprensibile un atteggiamento diverso. Auspichiamo quindi un atto di responsabilità di tutti e che si crei un vero comitato operativo in cui il Presidente della Provincia , collante di un territorio vasto e uomo di grande esperienza istituzionale , il Sindaco di Rieti,rappresentante del Comune Capoluogo , gli altri Sindaci e le forze sociali collaborino per traghettare le nostre genti in questa nuova sfida. “Eestituiteci il nostro” potrebbe essere la parola d’ordine!!"

ACCORPAMENTO PROVINCE, MELILLI CHIARISCE

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A seguito della lettera inviata dalla consigliera Nobili, all’ex Presidente della provincia di Rieti, nella quale lo invita a ritirare le dimissioni e guidare da Presidente in carica questo cambiamento epocale per il nostro territorio, Fabio Melilli risponde:

"Sono venuto a conoscenza della lettera aperta che mi ha inviato la Consigliera regionale Nobili. Confesso un pò di stupore nel leggere proprio da chi, nelle numerose e note iniziative istituzionali organizzate sul nostro territorio ha pervicacemente ignorato il Presidente della Provincia, un riconoscimento così generoso nei confronti della mia leadership. Non voglio però sottrarmi alla questione che la consigliera ha posto".

"Mi si chiede – continua Melilli – di ritirare le dimissioni e guidare un processo difficile e complesso per la nostra provincia. A questo proposito credo sia bene comprendere le vicende politiche che si dipanano confusamente in questi giorni. Per assumere decisioni politiche rilevanti e decisive è sempre necessario avere esatta conoscenza di ciò che sta accadendo, in questo caso all’interno del governo e nelle riflessioni delle forze politiche, alzando lo sguardo oltre le mura dei nostri paesi così da cogliere le opportunità che ci vengono date, evitando di trasformare una questione serissima in un tifo da stadio per questo o quell’amministratore o ancor peggio fughe in avanti che rischiano di produrre la disgregazione del nostro territorio, condannandolo alla definitiva marginalità". 

"Proviamo allora a fare il punto. A nessuno – afferma Melilli – penso sia sfuggito il richiamo autorevolissimo del Presidente della Repubblica ad accelerare in tema di riordino delle Province e le ripetute dichiarazioni del Ministro Patroni Griffi sulla opportunità che esse vengano commissariate al più presto ed indette le elezioni per scegliere il nuovo presidente e i nuovi consiglieri provinciali. Il governo in sintesi, temendo che il prossimo Parlamento possa dilazionare i termini, intende chiudere la partita in poche settimane. Abbiamo per questo chiesto ai Ministri Cancellieri e Patroni Griffi un incontro che si terrà ragionevolmente i primi giorni della prossima settimana perchè dicano con chiarezza il percorso che vogliono porre in essere. Come è noto il 24 ottobre scade il termine entro il quale le regioni debbono inviare al governo i loro pareri sul riordino".

"Il governo – continua il Presidente della Provincia di Rieti – intende emanare rapidamente il decreto di accorpamento delle province e la fissazione della data delle elezioni. Se questo avverrà la provincia di Rieti non esisterà più già alla fine della prossima settimana o al massimo entro i primi giorni di novembre. Abbiamo chiesto ai Ministri di farci conoscere le modalità con cui le stesse verranno governate per qualche mese e sembra ci si avvii ad un commissariamento che porterà, gestendo l’ordinaria amministrazione, le province alle elezioni. I nuovi consigli provinciali gestiranno gli atti amministrativi da compiere perchè la fusione sia effettiva. Se sarà così la consigliera Nobili comprenderà che il suo appello non ha alcun senso politico. Se il governo invece, come chiediamo da tempo, lascerà in carica le amministrazioni e darà loro il compito di procedere al riordino sono pronto a fare la mia parte restando al mio posto in difesa delle nostre ragioni, sempre naturalmente che i sindaci e le forze sociali lo ritengano utile. Saranno i sindaci infatti ad essere protagonisti della prossima provincia".

"Credo – conclude Melilli – di aver dato prova nel passato di anteporre gli interessi della collettività ai miei personali e non esiterei un minuto di più a fare la stessa cosa. Non accetto però che si strumentalizzi questa vicenda magari perchè si avvicina il tempo delle elezioni. È una questione troppo seria, come ci hanno giustamente ricordato i sindacati, per essere gestita con superficialità o ancor peggio da dilettanti".

DENTRO LA COSTITUZIONE LA CHIAVE PER SALVARE LA NOSTRA PROVINCIA

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Il Movimento Civico Mettici del Tuo, nella serata di venerdi, ha incontrato per approfondire il tema del riordino delle province all’interno del cosiddetto decreto "spending review" il sindaco Simone Petrangeli, che con alcuni esperti in materia legislativa e della pubblica amministrazione, ha analizzato in profondità tutti gli aspetti normativi sottolineando tutte quelle lacune e le criticità che non rendono tale provvedimento realmente efficace.

L’intero fondamento del decreto infatti cozza clamorosamente con l’articolo 133 della Costituzione che recita "il mutamento delle circoscrizioni provinciali e la istituzione di nuove province nell’ambito di una Regione sono stabiliti con leggi della Repubblica, su iniziativa dei Comuni, sentita la stessa Regione. La Regione, sentite le popolazioni interessate, può con Sue leggi istituire nel proprio territorio nuovi comuni e modificare le loro circoscrizioni e denominazioni".

Risulta, pertanto, evidente che l’iter amministrativo seguito, anzi imposto, dal Governo centrale non ha in alcun modo tenuto conto del legittimo ruolo dei Comuni interessati a questo stravolgimento sia territoriale che socio-economico. Tale ruolo garantito, come detto, dalla Costituzione si realizza pienamente nella facoltà delle popolazioni nell’autodeterminarsi, pilastro su cui poggia la nostra democrazia, e nella relativa scelta di mutamento delle "circoscrizioni provinciali". E’ per questo motivo che tutti gli strumenti sinora suggeriti e messi in atto su scala nazionale dal Governo Monti come ad esempio l’attribuzione di funzioni improprie ai Consigli delle Autonomie Locali (CAL) risultano essere inadeguati e non rispondenti al dettato costituzionale. Cosi come, per il nostro Movimento civico, risulta inadeguata nella proposta di riordino, l’accorpamento con l’area di Viterbo.

"Paradossalmente – continuano dal comitato – il vuoto istituzionale, ancora maggiore considerando la caduta della Giunta del Lazio, è divenuta però la condizione eccezionale, insperata, forse disperata, con cui giungere sino alle prossime scadenze elettorali. Il rinnovo di Camera e Senato, e nel nostro territorio anche del governo regionale, può far sperare che non si parlerà più delle province poichè il nuovo governo, POLITICO, non avrà più la forza per cavalcare l’iter proposto. Dobbiamo lottare per questo risultato. Avremmo preferito in questo incerto scenario non leggere delle dimissioni del presidente Melilli, che fatte salve le sue legittime aspirazioni politiche, ci hanno di fatto lasciato senza la sentinella rappresentativa del territorio, destinando la nostra provincia ad una sorte che appare ormai segnata".

"In questo vuoto – concludono da Mettici del tuo – è necessaria che si erga la voce autorevole del sindaco della città capoluogo che deve divenire il reale capo fila del comitato di tutti i sindaci della provincia. Un comitato non solo politico ma, anche, necessariamente, costituito da tutte le anime che compongono la vita pubblica: il sindacato sia confederale che autonomo, le associazioni di tutti i settori, anche e soprattutto imprenditoriali, l’area no profit oltre le direzioni degli uffici pubblici. Il Consiglio Comunale straordinario convocato per il 23 ottobre al teatro Flavio Vespasiano diviene il momento fondamentale per delineare il percorso da condividere insieme a tutti i cittadini nella definizione di un MANIFESTO DI SALVEZZA DEL TERRITORIO DELLA PROVINCIA DI RIETI".

FC RIETI, VIRTUS 4 STRADE: SORPRESI DALLE DICHIARAZIONI DI MACCIONI

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I Rieti calcio in riferimento alla lettera ed alle dichiarazioni rilasciate dal Signor Francesco Maccioni Padre di Samuele, tiene a precisare alcune cose:
1) Il FC Rieti, in accordo con la Polisportiva Virtus 4 Strade, si sono limitate legittimamente e doverosamente, trattandosi di un loro ex tesserato, a segnalare l’approdo di un calciatore reatino nelle Giovanili di una società professionistica di serie A. Sorprende quindi non poco il rammarico del Signor Maccioni per l’attestazione di stima ricevuta dal figlio da parte delle società che lo hanno fatto crescere tecnicamente.

2) Sorprende ancor di più la singolarità da parte di Francesco Maccioni nel ringraziare un club, lo Sporting Rieti, che, nato nell’appena scorso mese di Settembre 2012, non risulta, per una evidente ragione di logica temporale, avere alcuna voce in capitolo sulla crescita tecnica del giovane calciatore. Il signor Maccioni è libero di rivolgere la propria gratitudine a chi vuole, ma la realtà dei fatti non cambia: Fc Rieti e Virtus Quattro Strade sono state le società (non esistono singole persone proprietarie!), in cui è cresciuto tecnicamente il giovane calciatore Maccioni.

3) Senza alcun pregio giuridico poi la violazione della legge sulla privacy invocata da parte del Signor Maccioni. Tutti gli organi di informazione comunicano quotidianamente, senza alcun problema, trasferimenti e trattative riguardanti giocatori che non abbiano raggiunto la maggiore età; così come ogni domenica pubblicano tabellini delle varie partite dei campionati giovanili;.

4) FC Rieti e Virtus Quattro Strade ritengono, fermamente, che il calcio, a livello giovanile, debba essere innanzitutto un elemento di aggregazione e di socialità. Lo spirito giusto è questo. I percorsi di crescita tecnica ovviamente possono essere i più diversi ed è quindi logico che vada considerato un motivo di soddisfazione quando un ragazzo mostri le doti per raggiungere la prima squadra del proprio club ed ancor di più qualora, come nel caso di Maccioni, venga richiesto da società professionistiche.

5) Da ultimo una doverosa precisazione in quanto non risponde al vero quanto dichiarato da Maccioni in ordine ad una sua non conoscenza del presidente del F.C.Rieti Calcio Riccardo Curci. Il presidente del Rieti ha ricevuto nel luogo dove a Rieti svolge la propria attività commerciale per ben tre volte, verso la fine del mese di agosto 2012, il Signor Maccioni proprio per parlare della situazione del figlio Samuele. Quanto dichiarato da Maccioni ha leso senza alcun dubbio la immagine professionale del Presidente del F.C Rieti che ha già conferito mandato ai propri legali di fiducia di valutare le eventuali azioni giudiziarie del caso.

CICCHETTI RISPONDE ALLA NOTA DEI RADICALI

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Non sono onorevole perché non c’è norma che possa sostenere l’ambizione dei consiglieri regionali a fregiarsi di tale titolo. Sono, semmai, generoso e lo sono con tutti quelli disposti ad esserlo con me, in nome del sacrosanto principio della reciprocità.

I radicali “dimenticano” che nella seduta del 13 Dicembre 2010, sfidando la mia maggioranza, mi sono decisamente schierato contro l’istituzione di quattro commissioni speciali? Non vedo perché dovrei “ricordarmi” della loro assenza dalla penosa sfilata delle opposizioni sotto le finestre della Giunta!

E’ vero, nel merito delle vicende di questi giorni, che i radicali sono stati tenuti fuori da tutti i consessi del consiglio regionale. E’ pur vero che anch’io sono nella stessa condizione per mia libera scelta :  ciò aggiunge al mio atteggiamento il valore, moralmente emblematico, della rinuncia.

La determinazione di superdotate  economicamente i gruppi consiliari è stata presa, però, dai capigruppo e non da altri organismi, come il Consiglio di Presidenza, che si è limitato a dare seguito ad una volontà politica assumendo, peraltro, l’intera responsabilità giuridica degli atti posti in essere. E alle riunioni dei capigruppo non è credibile non abbiano preso parte anche i radicali!

Decisioni di quel genere fioriscono solo se c’è l’unanimità dei rappresentanti di tutti i gruppi presenti in Consiglio: basta che uno o due soggetti manifestino contrarietà perché il progetto vada all’aria. Era già accaduto che, io per AN e Peduzzi per Rifondazione, sabotassimo per ben tre volte nella scorsa legislatura l’ipotesi di aumentare lo stipendio ai Consiglieri!

D’altronde l’utilizzo che i radicali, nel bilancio messo in rete, hanno dichiarato di aver fatto di quei fondi (Congressi radicali di Roma e Chianciano) pone anche loro al livello di tutti gli altri che li hanno presi ma non li hanno sfruttati per beneficio personale.