Il riequilibrio del bilancio 2013 approda, dopo un intenso dibattito in commissione bilancio, all’esame del consiglio comunale di Rieti. E’ un documento molto importante, risultato di un esame approfondito, che ha coinvolto assessori e dirigenti, ed è stato esaminato e fatto proprio dalla maggioranza.
Ringrazio in particolare il presidente della commissione bilancio, per la condivisione approfondita della proposta che sottoponiamo oggi all’attenzione del consiglio e i consiglieri della commissione bilancio, di maggioranza e di opposizione, che hanno offerto molti spunti alla discussione. Ringrazio infine i revisori dei conti che, con tempestività e precisione hanno fornito i necessari pareri, oltre ad utili suggerimenti di cui faremo tesoro.
Con il riequilibrio si conferma l’impegno assunto dalla Giunta Petrangeli di rendere il 2013 l’anno dell’avvio del risanamento finanziario della finanza comunale. Un impegno preso con la città e che ora viene portato, con una certa soddisfazione, a compimento. Nel giugno 2013 era stato approvato un bilancio di previsione rigoroso: le spese correnti stanziate ammontavano a 57,5 milioni di euro, rispetto ai 70,5 del bilancio 2012, ben 14 milioni in meno. Con il riequilibrio 2013, le variazioni non compensate di parte corrente ammontano a soli 500.000 euro. Ciò significa che la politica del rigore ha tenuto, che la necessità di impegnare risorse ulteriori rispetto a quelle originariamente stanziate è stata in grande parte assorbita da variazioni compensative, che non hanno influito negativamente sul saldo corrente.
E’ un risultato importante, con cui si riafferma il valore di un bilancio strutturalmente in equilibrio come bene pubblico fondamentale, patrimonio di tutti i cittadini. Tale risultato rende possibile l’avvio in sicurezza del piano di rientro, tuttora al vaglio dell’amministrazione centrale. Inoltre, con il piano è stato possibile accedere a risorse importanti, che hanno consentito il pagamento dei debiti accumulati nel bilancio comunale e creato le premesse per il riconoscimento e lo smaltimento di debiti fuori bilancio, per ricostituire la giacenza di tesoreria e ripristinare i fondi a destinazione vincolata. Elementi di squilibrio pesanti, prodotto di una decisione di bilancio, politica ed amministrativa, che stava portando il comune verso il dissesto finanziario.
La rotta è stata invertita e la marcia verso il risanamento impostata, anche se molto lavoro resta ancora da fare. Entro la fine dell’anno in corso saranno stati riversati nel tessuto economico cittadino oltre 35 milioni di euro, diretti alle imprese fornitrici di beni e servizi, che aspettavano in alcuni casi da anni. Un contributo alla ripresa, che si aggiunge agli importanti piani di investimento che stanno partendo.
Il riequilibrio 2013 certifica la possibilità di proseguire su questa strada. In stretta sequenza sarà affrontato il bilancio di previsione 2014, in pratica già scritto lo scorso anno con la redazione di un quadro pluriennale contenente impegni molto precisi. Per la prima volta la chiusura dell’anno precedente non scarica su quello successivo un fardello da smaltire ma, al contrario, fornisce un supporto, confermando nella sostanza quanto stabilito con le previsioni iniziali.
Con il riequilibrio del 2013 viene fornita al decisore di bilancio (la giunta, le commissioni, il consiglio) la possibilità di approfondire e declinare nel modo migliore la manovra strutturale indicata nel bilancio 2013, che potrà essere sviluppata e dettagliata nelle forme più opportune, fermo restando l’impatto strutturale di 4,5 milioni di euro, che è essenziale per la tenuta del piano di riequilibrio.
Il riequilibrio avviene in un quadro di estrema incertezza delle principali fonti di entrata per eventi esterni indipendenti dalla volontà dell’amministrazione comunale e gli equilibri che scaturiscono dal presente provvedimento sono fondati sull’ipotesi dell’invarianza del gettito previsto per IMU, TARES e trasferimenti erariali antecedente ai recenti provvedimenti legislativi all’esame del parlamento nazionale. E’ un’ipotesi forte che vogliamo però riaffermare, per dare forza ai nostri rappresentanti, all’ANCI, nel difendere, nelle discussioni che accompagneranno la costruzione della legge di stabilità per il 2014 gli interessi dei comuni che hanno pagato moltissimo la crisi di questi anni.
Con il bilancio 2013 abbiamo prodotto un avanzo di parte corrente pari a 925.000 euro. Un fatto importante che ci ha consentito di fronteggiare il pagamento dell’IVA arretrata effettuata con la delibera 208, anch’essa all’esame del consiglio comunale.
La copertura per circa la metà di questa importante posta debitoria, che doveva essere pagata con urgenza, è stata resa possibile, dalla previsione di entrate correnti superiori alle spese correnti nel bilancio preventivo. Anche qui non posso come assessore al bilancio, manifestare soddisfazione, per avere resistito alle spinte, peraltro comprensibili, che spingevano per l’utilizzo di questo piccolo tesoretto.
L’altra metà della copertura finanziaria dell’IVA arretrata, che complessivamente ammonta a 2 milioni di euro, è stata effettuata utilizzando i proventi della vendita dell’immobile di via Garibaldi 268 (quello impropriamente ed imprudentemente destinato a garanzia della anticipazione di cassa del BPS). Ciò è stato possibile sulla base del contratto preliminare in essere, ancora valido. La quantificazione delle risorse necessarie alla copertura è stato effettuato in modo prudenziale per 682.000 euro, rispetto al valore residuo dell’immobile, che è di 990.000 euro (da cui vanno sottratte alcune spese di manutenzione che svolgerà direttamente l’acquirente); con Unindustria si è svolta in queste settimane una intensa attività precontrattuale che rafforza l’intento di giungere al più presto alla stipula del rogito. Sotto il profilo sostanziale appare più corretta la associazione di un incasso transitorio allo smaltimento del debito pregresso e l’impiego prudenziale degli introiti contravvenzionali per la copertura di spese correnti (la Corte dei Conti si è inoltre pronunciata, in deroga al principio generale che impedisce l’utilizzo di entrate in conto capitale per il finanziamento della spesa corrente, a favore dello smaltimento del debito pregresso per gli enti in dissesto o predissesto). Della vendita dell’immobile altri 117.000 euro vengono impiegate per il finanziamento di spese di investimento, nonché per la manutenzione straordinaria degli immobili.
Dal rendiconto consuntivo 2012 è emerso un disavanzo di euro 20.073.382,84 che, secondo quanto stabilito dall’art. 188 del TUEL, deve essere applicato al bilancio di previsione. Un compito improbo, anche per un comune di dimensioni maggiori del nostro. Per questo il consiglio comunale ha aderito al piano di rientro previsto dal decreto legge 174 del 2012, che rende possibile smaltire lo squilibrio in 10 anni anziché in 3, come previsto dal TUEL.
Nel mese di giugno 2013 il consiglio comunale ha approvato il piano di riequilibrio finanziario pluriennale e, nel mese di agosto, sono state fornite articolate risposte alla richiesta istruttoria del ministero dell’interno. Al piano è stato allegato il prospetto dei fabbisogni di personale
relativo al prossimo triennio ed è prevista la imminente approvazione da parte delle autorità competenti. Con la approvazione del piano, prevedibilmente nel mese di novembre dell’anno in corso, verrà istituito un tavolo di verifica, nell’ambito del quale potranno essere seguiti e discussi gli stati di avanzamento del risanamento finanziario.
Tra le questioni poste nella richiesta istruttoria del ministero dell’interno si osserva che le somme richieste dal comune ai sensi sia del richiamato decreto 174 sia del successivo decreto 35 del 2013 devono essere intese come anticipazioni di liquidità di cui deve essere reperita idonea fonte di copertura finanziaria. Nella richiesta istruttoria si afferma che: “Nel bilancio 2013 si riscontra l’iscrizione in Bilancio della somma di 14 milioni per l’attivazione fondo di rotazione art. 243 ter del Tuel e quella di 24,2 milioni derivante dall’anticipazione della Cassa DDPP, n. 35/2013.
In merito a tali somme concesse a titolo di anticipazione si riporta, oltre a quanto già riportalo nella circolare n.5 dei 7 febbraio 2013 del MEF, quanto deciso dalla Corte dei conti – sezione delle Autonomie -in ordine alla natura dell’anticipazione e alla sua corretta imputazione: “La soluzione deve muovere dalla consapevolezza che la corrispondente voce di uscita dell’entrata di anticipazione in discorso, non può essere uno stanziamento di spesa trattandosi, come già precisato, di sole disponibilità liquide. Poiché l’entrata accertata e riscossa concorre alla determinazione del risultalo di amministrazione, è necessario che gli effetti sul 3 predetto saldo siano sterilizzati dal primo anno dì attivazione dell’anticipazione e, per conseguenza, da quelli successivi fino alla completa restituzione dell’anticipazione ottenuta. Obiettivo di neutralizzazione che è conseguito iscrivendo nei fondi vincolali dell’esercizio di accertamento una somma, pari all’’importo dell’anticipazione assegnata dal fondo di rotazione, come “Fondo destinato alla restituzione dell’anticipazione ottenuta dal fondo di rotazione per assicurare la stabilità finanziaria dell’ente”. Negli esercizi successivi il fondo sarà progressivamente ridotto dell’importo pari alle somme annualmente rimborsate. Il comune di Rieti ha imputato le entrate del Fondo di rotazione e dell’anticipazione di liquidità Cassa DD.PP al Tit. V cat. 1 dell’entrata nell’anno 2013 ed ha neutralizzato l’effetto nell’esercizio 2013 con la previsione in uscita al Tit. III, Funzione 01-. Tale soluzione, pur non seguendo formalmente l’interpretazione della Corte, ha l’effetto di neutralizzare la voce in entrata e di non incidere sugli equilibri di parte corrente e sul Patto di stabilità, riportando a fine anno il residuo passivo da restituire cosi come avviene per l’anticipazione di cassa. La relativa contabilizzazione di Bilancio non si rispecchia nel Piano in quanto l’importo di 14 milioni viene destinato al ripiano dei debiti fuori bilancio nel 2013 ed inteso quale fonte finanziamento e non di anticipazione di liquidità per pagamenti”.
Nella richiamata risposta, il comune afferma che: “La ragione di questa asimmetria nel trattamento delle due fattispecie è dovuta al fatto che, nel primo caso (CDP), era stato già siglato il contratto con l’ente finanziatore ed era stata accreditata la prima tranche presso il tesoriere dell’ente, mentre nel secondo (Fondo di rotazione) si trattava di una richiesta incerta sia nell’anche nel quantum (in quanto soggetta ad approvazione), da inserire nel bilancio con apposita variazione non appena perfezionata. L’intento del Comune resta, come previsto per l’anticipazione CDP, quello di sterilizzare gli effetti sugli equilibri di parte corrente della misura in discorso (per rispondere alla richiesta istruttoria ciò può essere effettuato anche in via preliminare, ferma restando la possibilità, con successive variazioni, di adeguare l’ammontare effettivamente erogato)”. Tale allineamento viene realizzato con il riequilibrio all’esame oggi del consiglio. A tale proposito presento al testo alla vostra attenzione un emendamento di natura tecnica che, cala nel bilancio di previsione questo allineamento, proposto originariamente solo nella delibera, in quanto le variazioni consideravano unicamente le variazioni incrementali.
Nella delibera si precisa che il Ministero dell’Interno ha comunicato che la quota del fondo di rotazione effettivamente attribuibile al comune, sulla base della ripartizione dallo stesso effettuata, è pari a 5,2 milioni rispetto ai 14 originariamente richiesti. Viene quindi appostato il corrispondente fondo rotativo, come richiesto dal ministero.
A seguito di questa variazione viene svincolata la somma annuale pari ad 1,4 milioni, per 10 anni, appostata nel Titolo III come quota di rimborso del fondo rotativo a beneficio dell’avanzo di gestione.
La richiesta di accesso al fondo di riequilibrio è stata effettuata per acquisire le risorse necessarie al pagamento dei debiti fuori bilancio. Con la delibera n. 40, sempre nel giugno 2013, il consiglio comunale ha effettuato una prima ricognizione dei debiti fuori bilancio al 31 dicembre 2012. Da questa ricognizione emergono debiti per 10,4 milioni di euro, dai quali vanno detratti i 2 milioni relativi all’IVA arretrata regolati attraverso la delibera 208, all’esame del consiglio. Successivamente, in fase di ricognizione del debito ai fini della applicazione delle disposizioni recate dal decreto-legge 35 del 2013, sono stati individuate ulteriori fatture senza imputazione per un ammontare di circa 1,2 di euro, emesse dalla coop Quadrifoglio, ancora in fase di esame. Ci troviamo di fronte ad una massa potenziale di DFB pari a 9,6 milioni oltre alla ragionevole certezza che, a partire da quella data, non saranno formati nuovi debiti. Una parte di questi viene sottoposta oggi alla attenzione del consiglio comunale per il riconoscimento ai sensi dell’art.194 lettera d). Si tratta di quelli relativi ai consumi energetici, derivanti dall’ irresponsabile sottodimensionamento degli stanziamenti di bilancio. Ciò come è noto ha determinato la rescissione dei contratti con il fornitore originario e l’inserimento del comune nelle procedure di salvaguardia, con un aggravio di costi intorno al 30 per cento, nonché attivazione di procedure di azionamento del debito non pagato da parte del gestore. Stiamo ponendo, per quanto riguarda il futuro, rimedio a questa situazione, in rapporto con Consip. Per il passato, con il riconoscimento all’esame del consiglio comunale, viene avviata la procedura di smaltimento di questo fardello accumulato nel passato. Un ulteriore gruppo di DFB di cui si propone il riconoscimento è quello relativo ai lavori di somma urgenza, di non rilevante impatto quantitativo.
Già nella delibera 40 veniva effettuata una distinzione tra un gruppo di debiti immediatamente riconoscibili ed altri per i quali si rendeva necessaria una ulteriore istruttoria. Il lavoro su questo versante sta procedendo con intensità e si prevede di portare alla attenzione del consiglio comunale, entro la fine dell’anno, ulteriori proposte di riconoscimento, con l’intento di chiudere la partita. La questione dei debiti fuori bilancio presenta numerose criticità, che hanno impedito fino ad oggi di chiudere la questione: il problema dell’utile di impresa,per il quale abbiamo posto uno specifico quesito alla corte dei conti; la intrinseca delicatezza della materia, che è comunque sottoposta all’esame della procura della corte dei conti e che potrebbe presentare dei profili di responsabilità per dirigenti, magari nuovi, che si trovano ad accertare i requisiti di posizioni debitorie realizzate dai loro predecessori. Per questo motivi già la delibera
40 distingueva in due blocchi le posizioni debitorie, prospettando per uno di questi maggiori approfondimenti.
Il decreto-legge 174 del 2012,consente lo smaltimento dei debiti fuori bilancio riconosciuti ai sensi dell’art.194 del TUEL, nonché il ripiano del disavanzo di amministrazione per tutta la durata del piano (10 anni).
La copertura delle risorse necessarie per fronteggiare questi oneri sono abbondantemente contenute nella manovra strutturale di parte corrente approvata con il bilancio 2013 -2015, che sarà riconfermata ed ulteriormente precisata nel bilancio 5
2014 – 2016. Da questa manovra emergono, nel periodo 2013 – 2022, risorse per complessivi 34,5 milioni da destinare al finanziamento dei debiti fuori bilancio ed al ripiano del disavanzo di amministrazione. E poiché è improponibile concordare con i creditori un piano di rateizzazione decennale dei pagamenti, relativi ai DFB, l’avanzo di gestione annuale a decorrere dall’esercizio 2014 verrà utilizzato, ove necessario, in maniera prioritaria per il pagamento dei citati debiti, esauriti i quali verrà integralmente impiegato per l’abbattimento del disavanzo di amministrazione. A meno che nella prossima legge di stabilità il legislatore non consenta, come appare logico, l’impiego della anticipazione di liquidità e la successiva restituzione decennale.
Il Ministero degli Interni con la nota precedentemente citata, ha richiesto di integrare nel bilancio le misure previste nel piano di riequilibrio finanziario pluriennale, nonché allineare lo stesso piano con il bilancio di previsione 2013 procedendo:
1) alla registrazione dell’anticipazione erogata dalla CDP non considerata nel bilancio di previsione 2013 in quanto alla data di approvazione da parte della Giunta Comunale tale importo non era stato ancora definito;
2) all’incremento del recupero dell’evasione tributaria prevista nel piano pluriennale pari ad € 535.000,00 di cui € 500.000,00 sono stati oggetto di variazione al bilancio corrente anno 2013 per il pagamento dell’ IVA arretrata, mentre per i restanti 35.000,00 sono stati destinati all’incremento del fondo svalutazione crediti, che per gli Enti che fanno ricorso all’anticipazione della CDP passa dal 25% al 50%, con una disponibilità che dagli iniziali 35.000 euro viene portata a 70.000;
Per quanto concerne le variazioni non compensative di parte corrente il riequilibrio si attesta su 500.000 euro. Per giungere a questo risultato è stato effettuato, come si è detto, un lavoro accurato, che ha coinvolto politica ed amministrazione. Il lavoro di consultazione contrattazione è stato intenso e ha dato i suoi frutti: da richieste che complessivamente si attestavano su 1,5 milioni abbiamo chiuso a 0,5 milioni. Sono state ridotte le richieste, rinviate questioni meno urgenti al 2014, reperiti in molti casi negli stanziamenti già esistenti risorse che originariamente sembrava dovessero essere reperite ex-novo (come nel caso del cimitero, cap 3753). Emblematico è lo sforzo compiuto nel settore dei servizi sociali, dove le variazioni non compensative ammontano a soli 114.000 euro, una inezia se confrontate con quelle che caratterizzavano in genere il riequilibrio di bilancio nei precedenti esercizi.
Per le manutenzioni straordinarie del patrimonio abbiamo indicato nuovi stanziamenti per 208 .000 euro condizionati all’accertamento di maggiori spese e/o economie disponibili sui progetti già finanziati negli anni precedenti, senza effetto quindi sui saldi di bilancio.
Nelle variazioni non compensative è stato indicato anche il rifinanziamento del fondo di riserva, originariamente di 150.000 euro e utilizzato interamente nel corso dell’anno.
Per sostanziare le richieste di variazione e di integrazione dei capitoli è stata richiesta in commissione bilancio la produzione delle relazioni dei dirigenti. Tali documenti in molti casi si risolvono nella richiesta di variazione , in alcuni casi corredata da qualche motivazione. E’ del resto fisiologico che la fase di consultazione
contrattazione si svolga senza essere troppo irrigidita. Altro problema, anch’esso trattato in commissione, è quello della analisi approfondita dei processi produttivi interni al comune delle attività e dei servizi forniti: per approssimare questo risultato, che significa effettuare una vera e propria spending review dei programmi che formano il bilancio (che devono essere delineati nei loro contorni) è essenziale l’approvazione e l’attuazione del PEG, finora esistente solo sulla carta in questo comune. Nostro obiettivo è quello di colmare questa lacuna ribaltando sul bilancio 2014, che contiamo di approvare rapidamente, il PEG appena messo a punto, al fine di renderlo operativo a partire dall’inizio del prossimo anno.
Nel dibattito in commissione bilancio si è discusso molto del gettito relativo alle contravvenzioni. I proventi contravvenzionali, interamente acquisiti dal bilancio comunale, sono destinati per il 50 per cento ad interventi connessi al miglioramento della sicurezza stradale, secondo quanto prevede l’art. 208 del decreto legislativo 285 del 1992.
Questa ripartizione al 50 per cento tra polizia municipale e restante parte del bilancio comunale è stata effettuata, fino al 2012, sulla base del criterio di competenza. La prassi ha generato, attraverso la sovrastima dello stanziamento iniziale, spinte elusive nella gestione del bilancio. Si è creata infatti copertura fittizia di spese correnti, agendo su un tributo proprio per sua natura soggetto a forte variabilità. L’impatto è particolarmente significativo nel settore della polizia municipale, che rappresenta un sottoinsieme del bilancio comunale di gran lunga inferiore al 50 per cento. Per avere una idea si consideri che il settore della polizia municipale che, nel 2012, recava stanziamenti per 5,0 milioni, si “appropriava” di 2.000.000 euro, pari al 50 per cento dello stanziamento di competenza per proventi contravvenzionali (che ammontava nel 2012 a 4 milioni) a fronte della medesima quota che veniva “ripartita” tra i rimanenti 70 milioni della spesa corrente.
Per attenuare questa distorsione è stato introdotto, a partire dal 2013, il criterio di cassa, in base al quale la ripartizione viene effettuata sulle somme effettivamente incassate. Per riallineare gli anni precedenti settore finanziario ha vincolato inoltre le maggiori entrate derivanti dai ruoli all’eliminazione dei residui attivi registrati nel bilancio e riferiti alle contravvenzioni non incassate negli anni di competenza.
I proventi contravvenzionali sono registrati nel bilancio comunale ai capitoli 335/01, con riferimento alle contravvenzioni che si stima di elevare e riscuotere nell’anno di competenza, e 335/06 per i ruoli che progressivamente vengono emessi dal comando 7 della polizia municipale. Lo stanziamento relativo al ruolo può includere le somme da accertare riferite a diversi esercizi.
Nel bilancio 2011 abbiamo residui attivi da eliminare per 2.042.000 euro e in quello del 2012 per 2.152.000 euro, per un totale di circa 4,2 milioni. Tali importi saranno sterilizzati con i ruoli ancora in fase di emissione relativi al 2011 e 2012 (risultano anche in fase di elaborazione ulteriori ruoli relativi al 2009 e dovremmo studiare delle forme per ridurre i tempi di elaborazione de
i ruoli). Ammesso che, ragionevolmente, sia possibile produrre ruoli per questo importo nel corso del 2014, solo a partire dall’anno successivo, il 2015, sarà possibile destinare il 50 per cento delle risorse incassate per le finalità connesse al miglioramento della sicurezza stradale. Fino ad allora gli incassi dovranno riequilibrare le i pagamenti corrispondenti effettuati nel settore della PM.
Nel bilancio 2013 al capitolo 335/6 (ruoli) sono stati stanziati 550.000 euro. Lo stanziamento in entrata è stato particolarmente prudenziale per favorire l’applicazione del richiamato vincolo delle risorse. Nel settembre 2013 è stato emesso il ruolo relativo al 2010, per un importo di 1.629.000 euro (le sanzioni del codice della strada vengono collegate all’anno di accertamento). Tale somma è stata utilizzata per sterilizzare i residui attivi del 2010, pari a 458.000 euro, mentre la restante quota è stata utilizzata per la copertura del riequilibrio, per 500.000 euro e per il salario accessorio, per 44.000 euro (all’esame del consiglio con una specifica delibera).
Non si può quindi affermare, come è stato fatto in commissione bilancio da alcuni esponenti della opposizione, che in fondo il riequilibrio si gioca come sempre sulle multe. Anche in questo campo, come dimostrano i numeri che vi ho rappresentato, la gestione del bilancio è particolarmente rigorosa.
Nel corso della discussione in commissione bilancio sono state richieste informazioni relative alla posizione debitoria del comune nei confronti di ASM, che ha richiesto nei confronti del comune un decreto ingiuntivo di circa 21 milioni di euro, cui il comune ha deciso di opporsi. Il debito nei confronti di ASM al 31 dicembre 2012 ammonta a 17 milioni, inclusa la quota ceduta a Factorit, a 2,1 milioni di DFB ed esclusi 0,6 milioni di crediti del comune e 3,4 milioni di interessi fatturati da ASM.
Nel 2013 il bilancio del comune reca stanziamenti diretti ad ASM per complessivi 14,2 milioni. I contratti sono stati prorogati o sono in fase di proroga fino al 31 dicembre 2013. Le erogazioni effettuate ammontano ad 8,8 milioni, escluso il TPL.
Due gli elementi di diversità rispetto al passato nella gestione corrente: viene esclusa in radice la possibilità di formazione di DFB e vengono destinate ad ASM tutte le risorse connesse alla raccolta ed impiego dei rifiuti. Per quanto concerne i flussi di cassa il comune, con la azione di risanamento in atto, si propone di ripristinare le proprie giacenze presso il tesoriere, al fine di riacquisire quel margine di flessibilità necessario per anticipare, sulla base di un adeguato cash flow, le risorse destinate al pagamento delle prestazioni e dei servizi ricevuti. Contiamo di attivare questo meccanismo a partire dal 2014. Con le risorse della seconda tranche della CDP 8 contiamo di azzerare il debito pregresso riportando un’azienda che era sull’orlo del fallimento, alla normalità operativa.
Nella discussione in commissione il consigliere Sebastiani ha ripreso il contenuto della sua interrogazione svolta nello scorso consiglio comunale sul tema della sostituzione di Equitalia nell’accertamento e nella riscossione dei tributi. Come avevo scritto nella risposta, di cui è stata data lettura, concordo con il contenuto del messaggio contenuto nell’atto di indirizzo. E’ molto importante per il comune costruire un proprio ufficio entrate, formato da personale addestrato e motivato. Il recupero dell’evasione è una componente fondamentale del piano di riequilibrio e per attuare questo obiettivo serve nuovo personale per l’ufficio finanziario e incentivi per quello attualmente in forza, che fronteggia compiti sproporzionati.
Infine sia in commissione che fuori sono state espresse perplessità sull’iter di convocazione di questo consiglio. I termini sono stati rispettati: il regolamento prevede 5 giorni per le delibere di consiglio e la scadenza perentoria del 30 settembre è stata di poco superata per la necessità di ratificare i nuovi revisori dei conti, avvenuta con lo scorso consiglio comunale, e l’incertezza sullo spostamento del termine al 30 novembre, come già avvenuto per il bilancio di previsione. Ci siano per questo confrontati con la Prefettura che ci ha suggerito di mantenere una data ragionevolmente vicina alla scadenza prevista dalla legge.
Ma, lasciando da parte le questioni formali, credo che la discussione sul riequilibrio sia stata questa volta, e credo non succedesse da anni, approfondita e proficua. E’ stato detto dall’opposizione che si tratta di una manovra molto modesta e che non porta nulla di nuovo rispetto al passato. Permettetemi di dissentire radicalmente: il riequilibrio 2013 è un successo di questa amministrazione che ha con coraggio abbattuto le spese correnti e ha mantenuto il punto, lasciando immutati gli stanziamenti di inizio d’anno. Nel 2014 completeremo il risanamento finanziario di questo comune, che era ad un passo dal dissesto ed ingraneremo la marcia di uno sviluppo impetuoso. Già oggi, e concludo, lo stiamo facendo, da veri keynesiani, che tengono conto non solo della spesa, ma anche del moltiplicatore che questa può attivare: basta leggere il programma delle iniziative culturali della città elaborato dall’assessore Di Paolo o la riorganizzazione dei servizi sociali dell’assessore Mariantoni; basta leggere la ricchezza della relazione settoriale allegata al bilancio 2013; i cantieri del PLUS che stanno aprendo, dopo una intensa attività organizzativa; le decine di milioni di euro che sono state riversate nel tessuto cittadino, grazie al piano di rientro che ci ha consentito di accedere alle ingenti anticipazioni con cui sono stati pagati i debiti. Avevamo detto che il 2013 sarebbe stato il nostro punto di partenza per andare lontano. Mi sembra di poter dire che la direzione di marcia è ormai intrapresa e che non torneremo indietro.