Npc Rieti in trasferta contro Luiss Roma. Diretta su Radiomondo

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Sul campo della Luiss Roma, sabato 11 ottobre alle ore 18.00, si giocherà la seconda giornata di campionato, prima trasferta per la NPC Rieti Pallacanestro. Sarà una sfida in cui entrambe le squadre metteranno in campo tutta la loro voglia di conquistare i primi due punti della stagione. Sia la NPC che la Luiss sono, infatti, in cerca di riscatto dalla prima infelice giornata di campionato, in cui Rieti ha perso in casa contro Senigallia e la Luiss in trasferta a Fondi. “Sarà una partita complicata – spiega coach Paolo Matteucci – loro ci aspettano con il coltello tra i denti e noi vogliamo ottenere la nostra prima vittoria. La Luiss conta anche su una buona partecipazione di pubblico, composto da tifosi e studenti che sostengono la loro squadra universitaria. Tra tutti spiccano Storchi e Marzoli ed è una squadra a cui in generale piace tirare da tre punti, sfruttando gli scarichi dei compagni che attaccano l’area. Sono veloci ed amano il contropiede. Nel roster c’è anche Anselmi che conosciamo per aver giocato a Rieti”. La partita potrà essere seguita in diretta su Radiomondo 99.9 MhZ, in streaming su radiomondo.fm, su smartphone e tablet Apple e Android con le applicazioni “radiomondo” ed in diretta streaming, sul sito npcrieti.com cliccando su Npc Tv. Palla a due alle ore 18.00, arbitrano i signori Stefano Papini di Pistoia e Giulio Giovannetti di Firenze.

Indagine Federlazio Rieti, lieve cenno di ripresa dell'economia

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Una stazionarietà che inserita in un contesto recessivo rischia di essere il sintomo di un sempre più lungo periodo di stagnazione e che fa il paio con la cautela registrata tra gli imprenditori reatini, i quali fanno fatica a risollevare le proprie attività in assenza di un quadro istituzionale chiaro e di un sistema di convenienze delineato in maniera coraggiosa e sinergica tra gli enti territoriali. E’ quanto emerge dall’indagine congiunturale sulle piccole e medie imprese del Lazio relativa al secondo semestre 2014 presentata oggi presso la Federlazio di Rieti dal presidente Riccardo Bianchi e dal direttore Giuseppe Scopigno. “Se da un lato, – ha spiegato il presidente della Federlazio di Rieti- possiamo infatti affermare con un ragionevole grado di sicurezza che sembra essersi arrestata la corsa verso il basso della nostra economia ed anzi una prima inversione di tendenza sembrerebbe ormai essersi affacciata, dall’altro continuiamo a rilevare che i cambiamenti di segno non sono mai tali da poterci considerare fuori pericolo. Questo soprattutto in assenza di interventi decisivi di politica economica da parte delle istituzioni”. “Lo scenario politico sembra maggiormente concentrato su temi istituzionali e su riforme che, se avranno ricadute positive e concretamente misurabili sul rilancio dell’economia, – ha illustrato Bianchi – le avranno in tempi lunghi, comunque troppo lunghi rispetto alle necessità più impellenti del mondo dell’impresa e del lavoro. Quanto al resto, ancora non si vedono iniziative politiche di governo capaci di dare gambe solide e una direzione precisa a quei flebili segnali di ripresa finora appena accennati. A tal proposito, ad esempio, non sembrerebbe andare nella direzione giusta il dibattito in corso sul Jobs Act, e in particolare la sterile discussione sull’art. 18, né quello relativo al TFR in busta paga. Federlazio ritiene che siano prioritari altri interventi, mirati a semplificare drasticamente gli oneri burocratici che frenano lo sviluppo e a ridurre la pressione fiscale sulle imprese”. Tra le richieste di Federlazio rivolte alle amministrazioni comunali: lo snellimento ed efficientamento della macchina burocratica ed i tempi di risposta alle domande del mondo imprenditoriale ed un intervento sul carico fiscale nei confronti delle imprese, ragionando in una prospettiva di sviluppo e non “di cassa”. Quanto alla Regione, “confidiamo che la giunta regionale prosegua sulla strada del pagamento dei debiti verso le imprese, nonché della riduzione della pressione fiscale sulle imprese stesse e sul lavoro.” Per il presidente Bianchi, è necessario individuare “un nuovo sistema di convenienze” che possa attrarre nuovi investimenti sul territorio, “ad esempio rimettendo in circolo a costi concorrenziali il patrimonio di manufatti industriali dismessi costruiti con i fondi della Cassa del Mezzogiorno, rivoluzionando il sistema di accesso al credito che permetta anche alle start up di dare gambe alle proprie idee senza dover per forza disporre di consistenti patrimoni immobiliari e puntando invece sulle prospettive reddituali dei rispettivi progetti imprenditoriali”. Come indicato da Bianchi, è fondamentale che le aziende, per puntare ad un vero rilancio, prendano coscienza che nulla potrà essere come prima, anche dal punto di vista di nuovi metodi produttivi e di una nuova organizzazione del lavoro, ed essere consapevoli che innovazione costante e apertura sui mercati internazionali sono e saranno sempre più le leve verso cui orientare la loro azione. “A supporto degli sforzi delle PMI, – ha precisato – il territorio deve dar luogo ad azioni finalizzate al trasferimento e alla diffusione delle tecnologie, nei settori dell’industria legata alla green economy, della meccanica, della robotica, delle tecnologie per l’automazione, dei processi di fabbricazione ed assemblaggio per l’innovazione produttiva e della logistica. Azioni che devono sempre essere sostenute dalla ricerca (CNR, ENEA, Università) e dalla promozione e diffusione puntuale dei risultati della stessa, nei confronti delle esigenze reali delle imprese. Tutto ciò orientato a risultati concreti per le nostre imprese situate in un’area, definita “Sistema produttivo locale dell’innovazione”, dove è necessario e non più rimandabile creare strutture che consentano di testare le innovazioni della ricerca aprendo, pertanto, sbocchi di mercato particolarmente importanti per l’applicazione e la commercializzazione delle loro produzioni e la competitività del nostro territorio relativamente ad una offerta qualitativamente vendibile”. “Purtroppo, in quest’ottica, – ha aggiunto Bianchi – ci sembra tutt’altro che positiva la decisione di ridimensionare le Camere di Commercio con il dimezzamento dei contributi camerali, sia pure spalmato su tre anni, che rischia di assestare un colpo mortale a quei flebili segnali di reazione che qua e là il tessuto produttivo sta generando. Tutto ciò vale ancor di più per la provincia di Rieti, caratterizzata in via pressoché esclusiva da piccole e medie imprese, per le quali il ruolo della Camera di Commercio diventa centrale e strategico per le funzioni svolte, dalla tenuta del registro delle Imprese, al SUAP, passando per la risoluzione extragiudiziale delle controversie e i servizi volti all’internazionalizzazione, alla facilitazione all’accesso al credito per le PMI attraverso un continuo supporto ai Confidi”. Scendendo nel dettaglio dell’indagine, analizzando i dati su ordinativi e fatturato, il direttore Giuseppe Scopigno ha evidenziato una dinamica del mercato interno che permane negativa, anche se in lieve miglioramento rispetto al semestre scorso, mentre rimangono positivi i saldi di opinione relativi alle domanda dai mercati internazionali. “Tuttavia, ad una lettura più approfondita, – ha illustrato – questi dati ci indicano il cristallizzarsi di una congiuntura che certo non lascia presagire prospettive di crescita sostenuta; è una stabilità, quindi, che non può essere certo vista come un segnale positivo, anche perché si inserisce in un contesto recessivo che induce a pensare più che altro ad una stagnazione del nostro tessuto economico”. Nel corso del primo semestre 2014, infatti, il saldo di opinioni sull’andamento di ordinativi e fatturato dal mercato domestico resta negativo. Rimane positivo invece il saldo di opinioni relativo alle dinamiche del mercato internazionale. “Ma se mettiamo in relazione i dati attuali con le previsioni a breve sui prossimi mesi, – ha spiegato Scopigno – emerge che per quanto concerne ordinativi e fatturato, i saldi di opinione mostrano solo un lieve miglioramento per quanto riguarda il mercato nazionale, mentre invece per i mercati esteri sembra affermarsi un netto peggioramento, in controtendenza rispetto alle medie regionali”. Un segnale incoraggiante arriva sul fronte investimenti: il 22,7% delle imprese intervistate ha dichiarato di averne effettuati nel primo semestre 2014, percentuale più che raddoppiata rispetto al semestre precedente, ma sempre piuttosto contenuta, mentre nel secondo semestre 2014 scende al 18,6% la percentuale di imprenditori che prevede di effettuare investimenti. Qualche flebile segnale positivo anche sul fronte dell’occupazione: nel primo semestre 2014 la percentuale di aziende che l’hanno aumentata passa dal 2,6% al 9,5%, mentre si contrae la percentuale delle imprese che ha dichiarato di aver ridotto gli organici (dal 20,5% al 9,5%). Ma anche riguardo alle previsioni su occupazione, purtroppo, i dati raccolti presumono una tendenza negativa. Tra le principali problematiche segnalate dagli imprenditori al primo posto rimane il “ritardo dei pagamenti da parte dei clienti privati” (segnalato dal 36% degli intervistati), in aumento rispetto al semestre precedente (27,9%). Al secondo posto si attesta il “ritardo dei pagamenti della PA” (18,7%). Scende al terzo posto la “insufficienza della domanda” che riduce il suo peso al 17,3% rispetto al 23,5% del secondo semestre 2013. Seguono la “mancata concessione del credito bancario” e la “impossibilità a partecipare agli appalti”, rispettivamente all’8% e al 6,7%, da interpretarsi probabilmente come segno di scoramento tangibile da parte delle PMI, che vedono ormai credito asfittico e burocrazia come ostacoli impossibili da superare. Inoltre, rispetto alle medie del Lazio, la provincia di Rieti è caratterizzata da un minor tasso di crescita delle imprese (0.45%, la metà rispetto alla media regionale), da una più bassa apertura verso i mercati internazionali, oltre che da un minor grado di innovazione. “Per far fronte a questa situazione – conclude il direttore Scopigno – il ruolo dell’associazione dovrà sempre più essere quello di stimolare e agevolare la collaborazione e la complementarità fra le eccellenze imprenditoriali del nostro territorio, che hanno di fronte a loro lo sfida di vincere una certa diffidenza a cooperare, e mettersi in rete per integrare competenze diverse, rafforzando così la capacità di fare innovazione, di creare marchi, di vendere e di aprirsi ai mercati internazionali”.

Geologi Lazio: dopo la tragedia di Genova, evitiamo alluvioni nel Lazio

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In queste ore a Genova si è tornati a rivivere dopo 3 anni il dramma di una nuova alluvione. Il bilancio provvisorio parla di una persona morta, strade allagate e parte della città in black out. Una tragedia evitabile, i cui echi sono arrivati anche nel Lazio, riaprendo il dibattito sul dissesto idrogeologico nella nostra regione. Sono ormai decenni che l’Ordine dei Geologi del Lazio tenta di sensibilizzare l’opinione pubblica sulle emergenze derivanti da rischi geologici, che le istituzioni preposte continuano ad affrontare in maniera assolutamente insufficiente e dilettantesca: “Dopo tre anni siamo purtroppo nella stessa identica situazione – spiega il presidente dei Geologi Lazio, Roberto Troncarelli, riferendosi all’evento calamitoso che ha colpito il capoluogo ligure -. Poco è cambiato nonostante le grandi promesse degli amministratori che, a Genova come in altre province italiane, non hanno trovato alcun riscontro pratico. L’esondazione del Bisagno, nella zona di Marassi, ovvero nella stessa area di tre anni fa, ha riportato alla ribalta il problema di come a livello infrastrutturale si sia operato in maniera insufficiente. Gli interventi previsti, ai quali sono stati destinati circa 35 milioni di euro, non sono mai stati realizzati né aggiudicati, per un problema di ricorsi alla gara di appalto; anche tale situazione denota, se ancora ce ne fosse bisogno, l’inaffidabilità della macchina pubblica, capace solo di generare ingessature e rallentamenti alle procedure che, come in questo caso, non sono state indolori se hanno provocato milioni di danni e la perdita dell’ennesima vita umana. Un mix micidiale di burocrazia, incompetenza ed irresponsabilità, che non ha permesso di sciogliere in tempi rapidi un contenzioso, il quale ha di fatto impedito la realizzazione delle opere di (parziale) messa in sicurezza dell’area di Marassi-Brignole. Un paese civile – continua Troncarelli – si indignerebbe di fronte a questa ennesima cronaca di un’alluvione annunciata e chiederebbe conto, in sede civile e penale al responsabile, a chi rappresenta tale vergogna: ma un responsabile anche questa volta non verrà individuato, nel ginepraio di mansioni e responsabilità sovrapposte, duplicate e ripartite, tali che se tutti pagano nessuno paga. Ma prima di spingersi ad individuare chi ha impedito la messa in sicurezza, sarebbe stato già utile intervenire in fase di prevenzione, informando i genovesi. Ma dalle prime notizie pare che neanche il preallertamento abbia funzionato. Se almeno questo fosse stato rispettato, non staremmo adesso a parlare di conta di danni o morti”. Troncarelli, poi, specifica: “Siamo alle prime avvisaglie della stagione autunnale. E se Genova è la premessa, nulla ci vieta di pensare che un fenomeno analogo possa ripetersi nel Lazio, nelle zone storicamente interessate dai siffatti eventi calamitosi, visto il nulla di fatto in termini di interventi dall’ultimo episodio”. Tutti ricordiamo gli eventi meteorici rilevanti degli scorsi mesi, che hanno coinvolto la Capitale, e diversi Comuni della Regione Lazio: “Purtroppo a seguito di queste tragedie – denuncia il presidente dell’Ordine – si materializza il politico o amministratore di turno che, sfruttando il terreno fertile lasciato dal riflusso emotivo e cavalcando la produttiva onda della visibilità mediatica, si lancia dapprima in generici j’accuse verso “chi c’era prima di noi” e poi in fantasiose rassicurazioni, salvo poi constatare con amarezza che nulla viene fatto o ben poco viene stanziato al fine di trovare soluzioni definitive. Sia per la realizzazione di opere di mitigazione dei rischi geologici, che per la gestione delle emergenze. Si guardino, ad esempio, i piani di protezione civile (di cui molti comuni sono sprovvisti) e gli strumenti urbanistici di attuazione, che spesso si perdono in meandri burocratici, procedure poco fluide e coordinamenti istituzionali complicati”. Eppure nella nostra Regione 372 comuni, il 98% del totale, hanno almeno un’area a rischio di frana o di esondazione, in cui è a repentaglio la vita umana e più di 350mila cittadini vivono in aree potenzialmente a rischio idrogeologico: “Questi sono dati che diffondiamo ormai da anni – rincara Troncarelli -. Nonostante ciò i geologi presenti all’interno degli enti pubblici sono ancora troppo pochi e i liberi professionisti scarsamente impegnati. Siamo stanchi di dover ribadire tutto questo solo quando si verifica una situazione emergenziale, di essere i protagonisti del giorno dopo. Come Ordine dei Geologi abbiamo messo gratuitamente a disposizione la nostra professionalità per lavorare sulla prevenzione e l’informazione del rischio idrogeologico. Siamo alle porte della nuova stagione invernale, quella più delicata e pericolosa per la sicurezza del territorio: evitiamo che anche a Roma e nel Lazio si verifichino tragedie come quelle di Genova. Ci aspettiamo una telefonata dalle istituzioni, noi risponderemo volentieri”.

Dopo 9 anni le ceneri di Sojourner avranno un luogo di commemorazione

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Sono passati nove anni da quel tragico incidente sulla Terminillese che strappò Willie Sojourner alla vita. Il pivot della Sebastiani, mai dimenticato dai tifosi e da Rieti, avrà finalmente un luogo dove essere commemorato, dopo le lunghe e confuse vicende che hanno riguardato le sue ceneri. Domenica 19 ottobre alle ore 11:30 un terzo delle ceneri del campione americano verranno poste in un loculo del cimitero comunale di Rieti dove verrà installata anche una lapide commemorativa. Un altro terzo è stato sparso in un lago ad Albuquerque e il restante terzo è ancora in possesso del figlio Matthew. Un modo migliore di questo per ricordare e ringraziare il pivot americano non poteva esserci!

Alcatel-Lucent, l'azienda continua decisa sullo Shift Plan

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Nella riunione plenaria dell’ECID Alcatel-Lucent, svoltasi il 9 ottobre 2014, l’azienda ha presentato l’aggiornamento dell’esecuzione dello Shift Plan. Rispetto alla riduzione netta di 10.000 dipendenti a livello mondiale annunciata un anno fa, finora si è avuta una riduzione netta di 7100 unità. Per quanto riguarda l’area EMEA, l’azienda dichiara di avere ancora 1408 dipendenti da ridurre, di cui 478 in Italia. Questo dato comprende i lavoratori coinvolti dalle cessioni già avviate verso SM Optics e COMTEL. Dal punto di vista finanziario l’azienda dichiara un miglioramento dei conti, ma il problema del cash flow non sembra ancora risolto, soprattutto a causa di un aumento del working capital (scorte di magazzino). Sulle operazioni che impattano direttamente l’Italia: OPTICS: Il documento fornito dall’azienda dice “The project is still under negotiation with SIAE Microelettronica SpA” e riporta il numero di 269 colleghi coinvolti nello spin-off, rispetto invece ai 256 della procedura di cessione di ramo d’azienda aperta in Italia. Su questo l’azienda a Vimercate o a Parigi dovrà chiarire qual è il numero corretto e se, cosa che noi vogliamo, i 269 includono i colleghi in CIGS che fanno parte delle attività Optics in spin-off. Dovremmo comunque essere alle fasi conclusive. Nel prossimo incontro al MISE del 20 ottobre prossimo vedremo se i nodi saranno stati risolti. FIELD FORCE: l’azienda ha dichiarato che non ci sono attualmente altri progetti di outsourcing, oltre a quello con COMTEL. Abbiamo posto con forza il problema dell’esclusione dei lavoratori in CIGS dagli spin-off, ottenendo però risposte vaghe dai manager presenti. Sedi: per Rieti e Battipaglia l’azienda ipotizza di liberarsi di queste sedi entro il Q3 2015, però non ha fornito nessun dettaglio su cosa pensa di fare dei lavoratori presenti! E’ stato solo dichiarato che ci sono molte ipotesi allo studio (spin-off, trasferimenti, ecc.). Infine, sui progetti di partnership con Accenture, che si traducono in tagli di posti di lavoro in Europa, oltre al problema sociale, i rappresentanti di molti paesi segnalano problemi operativi derivanti da questi cambiamenti, e la stessa direzione ALU ha dichiarato di non essere soddisfatta rispetto all’andamento del progetto relativo a HR in Germania e Francia. In conclusione, l’azienda continua decisa sullo Shift Plan. I costi sociali sono pesanti mentre i risultati, dal punto di vista della competitività di ALU, sono ancora molto parziali.

Alloggi Ater esentati dal pagamento della Tasi

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L’Ater di Rieti comunica alla propria utenza che gli alloggi di proprietà dell’Azienda ricadono nella definizione “alloggi sociali”, ai sensi del d.m. 22/04/2008, pertanto gli assegnatari NON sono tenuti al pagamento della TASI, come si evince anche dalla nota informativa pubblicata sul sito istituzionale del Comune di Riet. E’ possibile prendere visione della nota informativa TASI 2014 nella sua interezza collegandosi al link: http://www.comune.rieti.it/article/14/10/nota-informativa-tasi-2014  

Agricoltura Organica e Rigenerativa, al corso partecipanti da tutta Italia

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30 partecipanti da tutta Italia e anche dall’estero per il Corso di Agricoltura Organica e Rigenerativa organizzato lo scorso weekend da Postribù e Deafal Ong in collaborazione con la Riserva dei Laghi Lungo e Ripasottile, presso la Stazione Ornitologica di Rivodutri. Il seminario, rivolto ad agricoltori, tecnici del settore così come agli appassionati dell’orto, ha affrontato con lezioni teoriche ed esercitazioni pratiche il tema dell’agricoltura, intesa come un sistema di produzione che rispetti i delicati equilibri naturali e il rapporto tra l’uomo e la terra che lo ospita. “Molto più dunque di sole tecniche agricole da apprendere e riproporre: l’associazione Deafal parte proprio dall’assunto che, in agricoltura come in ogni altro settore, sia fondamentale riappropriarsi di consapevolezza e senso di responsabilità. Che tradotto – spiega Matteo Mancini, agronomo e docente in questa due giorni – significa concepire la terra che abitiamo e coltiviamo come una parte di noi e non come mero strumento economico. Conoscere il terreno valutandone la sostanza e la composizione ci restituisce un legame più stretto con la terra, visto che non siamo qui per domarla, ma per comprenderla nella sua natura complessa di organismo vivente che possiede un’identità e merita di essere rispettato.” L’agricoltura così come praticata da decenni in Italia non è più sostenibile: distrugge il suolo, mina la nostra salute e rinuncia perfino alla propria identità, avendo delegato nelle mani delle istituzioni (consorzi nazionali e Comunità Europea) la decisione di cosa coltivare, in un meccanismo che rende gli agricoltori dipendenti dal ricorso ai prodotti chimici: l’utilizzo di fertilizzanti industriali ingenera nelle colture la necessità di altri prodotti che combattano le malattie e i parassiti, in un circuito infinito che si autoalimenta e in cui il contadino è solo un consumatore e nient’altro. Poiché l’agricoltura organica ha lo scopo di rinforzare il terreno ed aumentarne la produttività in modo del tutto naturale, durante il corso i partecipanti hanno potuto studiare le diverse composizioni del terreno locale, per poi cimentarsi nella preparazione di composti naturali che aiutino il suolo a diventare più forte e redditizio. Se lo scopo di Deafal è quello di rendere l’agricoltura di qualità (salubre, vantaggiosamente economica, rispettosa dell’ambiente) un modello dominante, sovvertendo l’attuale sistema che ancora considera il biologico alla stregua di una nicchia di mercato, un po’ di rammarico viene dall’associazione Postribù, da anni impegnata localmente su questi temi e che registra ancora scarso interesse da parte dei produttori locali. “Purtroppo solo pochi imprenditori sensibili hanno partecipato al seminario, di cui solo uno della Riserva – riporta Elisa De Paola che cura per Postribù i progetti sull’agricoltura e sull’alimentazione – paradossalmente, mentre vediamo nei negozi crescere l’offerta di prodotti biologici provenienti da altre regioni, gli agricoltori del reatino praticano in prevalenza sistemi agricoli tradizionali, avvelenando con pesticidi e diserbanti l’ecosistema e i prodotti ottenuti, senza considerare le conseguenze a lungo termine di depauperazione dei terreni e di erosione del suolo. La speranza è che cresca progressivamente l’interesse dei consumatori verso un’alimentazione più sana, e che quindi anche i nostri agricoltori si orientino maggiormente su produzioni più sostenibili per il territorio, che poi sono anche più vantaggiose per le loro tasche.” postribu_agricoltura_organica_rigenerativa_2 postribu_agricoltura_organica_rigenerativa_3 postribu_agricoltura_organica_rigenerativa_4

Si avvia a conclusione la "Settimana della sicurezza scolastica"

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Oltre tremila bambini ed adolescenti della scuola primaria, 400 tra insegnanti e personale non docente, 120 classi e 19 edifici scolastici, per un totale di quattro Istituti Comprensivi coinvolti. Il CER Protezione Civile di Rieti tira le somme di una settimana di impegno rivolto a migliorare la sicurezza nelle scuole: incontri formativi con gli insegnanti, il coinvolgimento dei bambini nelle attività di scuola sicura attraverso il gioco e la proiezione di cartoni animati aventi per tema l’autoprotezione dai pericoli, e non ultimo, l’effettuazione delle prove di evacuazione, simulando un terremoto. “Quelle effettuate nel corso di questa settimana sono state verifiche molto importanti – sottolinea Crescenzio Bastioni, responsabile del CER di Rieti – che hanno messo alla prova il grado di preparazione di insegnanti e studenti al presentarsi di un’emergenza. Possiamo affermare che la capacità di gestire le situazioni critiche sono di molto migliorate rispetto ad alcuni anni fa, quando abbiamo iniziato con il progetto di  scuola sicura”. Altra nota positiva è arrivata dall’Amministrazione Comunale: è notizia di questi giorni che gli Uffici comunali preposti hanno recapitato al Preside della scuola media A.M.Ricci, il certificato di collaudo delle due scale esterne di sicurezza del plesso scolastico, indispensabili in caso di emergenza e che fino ad oggi non erano utilizzate dagli oltre 400 tra studenti ed insegnanti che frequentano l’istituto, in quanto inagibili a causa della mancanza della certificazione di conformità, lacuna che il Comune ha finalmente colmato, visto che l’attesa per il loro uso si è protratta per oltre tredici anni. “Le giornate rivolte alla sicurezza nelle scuole hanno visto la partecipazione di alcune Associazioni che hanno collaborato con il CER, per la buona riuscita delle numerose attività programmate, tra cui è doveroso citare i Volontari del Gruppo Comunale di Rivodutri e dell’Associazione di Castel San’Angelo, a cui va la nostra stima per la professionalità dimostrata, e non ultimo – conclude Bastioni – un ringraziamento speciale va ai Dirigenti degli Istituti Comprensivi G.Pascoli, Sisti-Minervini, Villa Reatina e A.M.Ricci, oltre che all’Ufficio Scolastico provinciale, per aver dato pieno sostegno all’iniziativa della Protezione Civile per migliorare la sicurezza nelle scuole di Rieti.

Scuola: 14 giovani ambasciatori reatini in Serbia

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Bagagli e carta d’identità pronti per il gruppo di 14 adolescenti dell’I.I.S. ” C.Rosatelli” di Rieti che partirà sabato 11 ottobre alla volta della Serbia. Destinazione Gornji Milanovac, cittadina nel centro Paese balcanico, dove altrettanti loro coetanei del liceo “Takovski ustanak” li attenderanno per ospitarli fino al 18 ottobre. Il confronto con una cultura diversa, finalizzato allo sviluppo di competenze interculturali è il motivo finale di questo scambio di classe organizzato dalle prof.sse Enrica Rinalduzzi e Mara Angeletti assieme all’Associazione Intercultura, onlus che dal 1955 promuove scambi scolastici per studenti delle scuole superiori in più di 60 Paesi di tutto il mondo e dai volontari di Intercultura di Rieti. Nel corso della settimana i ragazzi, accompagnati dalle due professoresse, frequenteranno l’istituto e potranno conoscere la realtà e la cultura locali. Il programma prevede lezioni assieme ai coetanei serbi, persino in lingua locale (gli alunni serbi faranno ai ragazzi reatini una piccola presentazione della lingua serba), attività musicali e sportive a scuola, tra cui una partita di calcio che si prospetta essere di alto profilo, sapendo quanto le due nazioni, quella italiana e quella serba, siano particolarmente forti in questa disciplina sportiva, e numerose visite al territorio. Durante gli otto giorni i giovani italiani avranno modo di visitare la stessa cittadina di Gornji Milanovac (la chiesa, il Museo, il Centro di Cultura e la fabbrica Metalac), la capitale Belgrado, Mokga Gora e la montagna Zlatibor con annessa visita alla “Città di legno” di Emir Kusturica. Per gli studenti italiani sono stati organizzati, naturalmente, anche momenti dedicati all’assaggio dei prodotti tipici locali sia a scuola che nel corso di un pic-nic organizzato dalle mamme che ospiteranno nel corso della settimana gli studenti di Rieti. I ragazzi, infatti, saranno ospiti delle famiglie degli studenti locali che, a loro volta, a maggio 2015 saranno accolti a Rieti, in quella che sarà la seconda fase dello scambio di classe. Il soggiorno in un altro Paese, sciolto dagli aspetti turistici, rappresenta un’esperienza che fa crescere nei giovani e nelle famiglie la comprensione internazionale, la conoscenza di altre abitudini di vita e di altre culture, insieme alla scoperta dei valori della propria cultura di appartenenza. L’Associazione Intercultura Onlus promuove e organizza questo tipo di scambi ed esperienze interculturali, inviando ogni anno oltre 1800 ragazzi delle scuole secondarie (due terzi dei quali grazie a borse di studio) a vivere e studiare all’estero ed accogliendo nel nostro paese giovani di ogni nazione che scelgono di arricchirsi culturalmente trascorrendo un periodo di vita nelle nostre famiglie e nelle nostre scuole. Per maggiori informazioni è possible contattare la prof.ssa Enrica Rinalduzzi (enrica.rinalduzzi@virgilio.it). Gli Scambi di Classe. Nel 2014 una cinquantina di scuole di tutta Italia ha aderito al programma di scambio classi con Intercultura, con destinazioni molto diverse: Turchia, Cile, Cina, Russia, Australia, Polonia, Svizzera… un lungo elenco che testimonia la volontà di molte scuole di aiutare i propri studenti a conoscere con una esperienza personale progetti educativi diversi. Gli studenti con gli scambi accettano di uscire dalla “routine” di ogni giorno, si ritrovano a comunicare in un modo diverso dal solito e vivono due settimane in un ambiente completamente differente, sia da un punto di vista climatico che paesaggistico. Lo scambio è sempre bilaterale, si sviluppa in uno o due anni accademici, con le fasi di ospitalità e di invio. Non necessariamente gli studenti che ospitano dovranno anche partire. La scuola italiana che accetta lo scambio sceglie tra le proposte di Intercultura. In ciascuna fase la scuola ospitante (italiana o straniera) gestisce e organizza i programmi, le attività scolastiche ed esterne, la ricerca famiglie. I servizi offerti da Intercultura si concretizzano in:
  • reperimento della scuola-partner all’estero;
  • contatti e accordi internazionali;
  • documentazione organizzativa e formazione per insegnanti e studenti;
  • incontri di formazione interculturale (uno prima della partenza e uno di valutazione finale);
  • assistenza fornita da volontari del Centro Locale Intercultura nella preparazione e gestione dell’ospitalità;
  • organizzazione del viaggio (quando espressamente richiesto dalla scuola);
  • assistenza per l’ottenimento del visto (se necessario);
  • attestato di partecipazione per ogni studente.
L’Associazione Intercultura Onlus (www.intercultura.it) L’Associazione Intercultura Onlus (fondata nel 1955) è un ente morale riconosciuto con DPR n. 578/85, posto sotto la tutela del Ministero degli Affari Esteri. Ha status di ONLUS, Organizzazione non lucrativa di utilità sociale, iscritta al registro delle associazioni di volontariato del Lazio: è infatti gestita e amministrata da migliaia di volontari, che hanno scelto di operare nel settore educativo e scolastico, per sensibilizzarlo alla dimensione internazionale. E’ presente in 140 città italiane ed in 65 Paesi di tutti i continenti, attraverso la sua affiliazione all’AFS Intercultural Programs e all’EFIL. Ha statuto consultivo all’UNESCO e al Consiglio d’Europa e collabora ad alcuni progetti dell’Unione Europea. Ha rapporti con i nostri Ministeri degli Affari Esteri dell’ dell’Istruzione, Università e Ricerca. A Intercultura sono stati assegnati il Premio della Cultura della Presidenza del Consiglio e il Premio della Solidarietà della Fondazione Italiana per il Volontariato per oltre 40 anni di attività in favore della pace e della conoscenza fra i popoli. L’Associazione promuove e organizza scambi ed esperienze interculturali, inviando ogni anno oltre 1800 ragazzi delle scuole secondarie a vivere e studiare all’estero ed accogliendo nel nostro paese altrettanti giovani di ogni nazione che scelgono di arricchirsi culturalmente trascorrendo un periodo di vita nelle nostre famiglie e nelle nostre scuole. Inoltre Intercultura organizza seminari, conferenze, corsi di formazione e di aggiornamento per Presidi, insegnanti, volontari della propria e di altre associazioni, sugli scambi culturali. Tutto questo per favorire l’incontro e il dialogo tra persone di tradizioni culturali diverse ed aiutarle a comprendersi e a collaborare in modo costruttivo. . Nel 2015 Intercultura celebra i 100 anni di AFS, l’organizzazione internazionale di cui è rappresentante in Italia. L’American Field Service (oggi AFS Intercultural Programs) fu fondata in Francia durante la Prima Guerra Mondiale per fornire un servizio di trasporto ai feriti e dopo la seconda guerra mondiale si trasformò nella più grande rete mondiale dedicata agli scambi scolastici internazionali.

Poggio Mirteto, presentazione del libro “Il corpo di Matteotti”

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Sabato 11 ottobre, alle ore 17.30, a Poggio Mirteto, presso la Sala della Cultura, Via Riosole, sarà presentato il libro “Il corpo di Matteotti” di Italo Arcuri, giornalista e vicesindaco del Comune di Riano, paese a nord di Roma, dove il 16 agosto 1924 fu ritrovato il corpo del leader antifascista, rapito il 10 giugno dello stesso anno a Roma sul Lungotevere Arnaldo da Brescia. All’evento, patrocinato dalla Presidenza della Repubblica, della Camera dei Deputati e della Presidenza del Consiglio dei Ministri, partecipano: il presidente della Fondazione Giacomo Matteotti, il prof. Angelo G. Sabatini, il Sindaco di Poggio Mirteto, Giancarlo Micarelli, e l’Assessore alla Cultura, Cristina Rinaldi. Coordina la giornalista Francesca Dominici. L’iniziativa si colloca in un momento particolare, poiché quest’anno ricorre il 90° anniversario dell’uccisione di Giacomo Matteotti. Anche Poggio Mirteto fornisce un prezioso contributo alla Memoria, ricordando il leader socialista considerato in tutto il Paese come simbolo di libertà e di democrazia.