TANTI GLI EVENTI IN PROGRAMMA AL MUSEO CIVICO DI RIETI

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Sabato 19 giugno 2010 Sezione Storico-Artistica (Piazza Vittorio Emanuele II): visita del Soprintendente per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico del Lazio, Dottoressa Anna Imponente con un gruppo di addetti e appassionati. 

Sabato 26 giugno 2010 Sezione Archeologica (Via di S. Anna 4): si ripete la manifestazione Notte al Museo 2010, dedicata ai bambini dagli otto ai dodici anni, con attività ludico-didattiche a cura del Museo Civico e dell’Associazione ReArte, pernottamento in sacco a pelo e colazione mattutina. Per informazioni e prenotazioni: museocivico@comune.rieti.it e 0746 287456 –  488530.

Martedì 29 giugno 2010: sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, a cura del Comitato Nazionale per le Celebrazioni del Bimillenario della Nascita di Vespasiano, in collaborazione con il Comune di Rieti – Assessorato alla Cultura – Museo Civico, si terrà il convegno “Gli insediamenti rurali della Sabina e del Sannio: un bilancio”. Tra i relatori l’archeologo Filippo Coarelli, il giurista Luigi Capogrossi Colognesi e lo storico Werner Eck.  Sala dei Cordari (Via Arco dei Ciechi 22), h. 9.30.

CORPO FORESTALE DELLO STATO: CONTROLLI SULL'ATTIVITA' EDILIZIA

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Durante un servizio di controllo del territorio in agro del Comune di Montopoli in Sabina gli uomini del Corpo Forestale dello Stato del comando stazione di  Poggio Mirteto, hanno individuato un immobile in corso di realizzazione.

A seguito di una serie di accertamenti incrociati è emerso che era stato rilasciato un permesso a costruire, ma che non erano stati acquisiti i nulla osta relativi alla legge regionale n.38/1999, relativa al lotto minimo in zona agricola e che comunque i terreni utilizzati ricadevano nella fascia di rispetto di un area archeologica, villa romana, e quindi necessitava l’acquisizione del nulla osta paesaggistico ambientale ai sensi della legge n. 42/2004.

Stante le circostanze accertate gli agenti della Forestale hanno proceduto al sequestro dell’immobile e dei terreni limitrofi, il sequestro è stato convalidato dall’autorità giudiziaria di Rieti, mentre le due persone ritenute coinvolte sono state deferite alla Procura della Repubblica.

Gli accertamenti nel settore edilizio, con riflesso sulla tutela paesaggistica, sono tutt’ora in corso da parte degli agenti del Corpo Forestale dello Stato.

MOSTRA MERCATO DELL'ANTIQUARIATO: L'APPUNTAMENTO FISSO DELLA TERZA DOMENICA DI OGNI MESE

L’assessorato alle Attività Produttive informa che sabato 19 e domenica 20 giugno torna in piazza Mazzini e piazza Oberdan la mostra mercato dell’antiquariato.

Oltre novanta gli espositori che riempiranno le due piazze del centro storico con le loro bancarelle cariche di prodotti artigianali, bigiotteria, libri, numismatica, filatelia, oggettistica, mobili antichi e tanto altro.

L’orario di apertura per questa sesta mostra del 2010 andrà il sabato dalle 15 alle 20 e la domenica dalle 8 alle 20.

PETRANGELI: A VILLA REATINA AUMENTANO I DISAGI, A RISCHIO L’INCOLUMITA’ E LA SALUTE DEI CITTADINI

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Strade come mulattiere piene di buchi e pericoli, scavi non protetti e pericolosi, grate per lo scolo dell’acqua piovana inservibili perché stracolme dei residui dei lavori in corso, materiale di risulta degli scavi (catalogato alla stregua dei rifiuti) non protetto ed ammassato senza regole sul ciglio delle strade e che emana odori nauseabondi, nuvole di polvere grigia che coprono il quartiere ad ogni passaggio di una auto o di un motociclo, attrezzi e mezzi lasciati parcheggiati in ogni angolo.

A quattro mesi dall’inizio dei lavori per il contratto di quartiere di Villa reatina la situazione è diventata insostenibile ed i residenti sono pronti a forme di protesta eclatanti.

I primi lavori, che dovevano finire a Luglio, sono in stallo e la preoccupazione è che, tra discussioni e possibili contenziosi tra ditta appaltatrice, direttore dei lavori e Comune, la situazione rimanga tale per molto tempo ancora, lasciando i residenti in mezzo alla polvere ed ai disagi.

I cittadini del quartiere vogliono essere informati sul programma dei lavori e sui motivi dei disagi che stanno subendo ed ognuno deve prendersi le proprie responsabilità di quello che sta accadendo.

Il contratto di quartiere, occasione per la riqualificazione di una zona della città troppo spesso dimenticata, non può diventare l’ennesima opera incompiuta o realizzata così male da non rappresentare una riqualificazione.

I soldi stanziati per l’opere sono moltissimi e moltissime sono le responsabilità di chi è chiamato a realizzarle ed il Comune deve vigilare affinchè non ci siano troppi disagi durante i lavori e che, alla loro conclusione, si determini un reale miglioramento della vivibilità del quartiere.

I lavori pubblici sono una cosa  molto seria e tutte le norme in materia vanno rispettate ed attuate e per questo un massimo ribasso d’asta addirittura del 40%, con il quale è stato assegnato l’appalto, doveva essere foriero di cattivi presagi e pone il quesito di come verrà utilizzato questo ingente risparmio.

A.S.M.: MODIFICHE AGLI ORARI FERIALI DELLA LINEA 513 DEL TERMINILLO

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L’Azienda Servizi Municipali Rieti S.p.A. comunica che, aderendo alle numerose segnalazioni pervenute da parte degli utenti, dal giorno 21 giugno 2010 la linea 513 da e per il Terminillo del servizio feriale subirà la seguente modifica di orario:

Linea 513 Andata: alle ore 07:55 anziché alle ore 07:00;

Linea 513 Ritorno: alle ore 09:00 anziché alle ore 08:00.

ASSEGNATA DAL SINDACO LA DELEGA ALLE PARI OPPORTUNITA' AD ANTONELLA GIANNANTONI

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Il sindaco Giuseppe Emili ha assegnato la delega alle Pari opportunità ad Antonella Giannantoni, che assume, quindi, l’incarico di consigliere delegato per le politiche relative alla promozione e alla diffusione della cultura dell’equità tra generi, nel mercato del lavoro, nella vita sociale e nella formazione.

“Riguardo l’incarico conferitomi  – dichiara Antonella Giannatoni – ringrazio il sindaco Emili, con la promessa di impegnarmi per il raggiungimento di risultati concreti con correttezza e perseveranza, come dimostrato nell’azione politica portata avanti fino ad oggi”.

DOMENICA 20 GIUGNO GIORNATA MONDIALE DEL RIFUGIATO

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Domenica 20 giugno in piazza Vittorio Emanuele II a partire dalle 18,30, “Manifestazione multietnica”, organizzata dalla Caritas diocesana di Rieti, in occasione della “Giornata mondiale del rifugiato”con lo spettacolo “Parata immagini” del Teatro Potlach.

“La ‘Giornata mondiale del rifugiato’ – spiega Ettore Saletti, assessore alle Politiche sociali del Comune di Rieti  – è stata istituita nel 2001 dall’Assemblea generale dell’Onu, all’unanimità, per ribadire i principi sui quali si fonda il diritto internazionale in materia di protezione e per sostenere l’attività dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) e delle organizzazioni impegnate nel settore.

La scelta del 20 giugno, in modo non casuale, coincide con le celebrazioni della ‘Giornata africana del rifugiato’ e riflette, pertanto, quella dimensione globale che tale evento ha acquisito nel sensibilizzare l’opinione pubblica mondiale. Confido nella partecipazione a festeggiare e a riflettere da parte della cittadinanza reatina in occasione di una giornata così importante”.

CORSO DI FORMAZIONE PER CONCILIATORI PROFESSIONISTI

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L’Enaip Lazio di Rieti organizza un corso di alta formazione per Conciliatori professionisti: “La conciliazione come tecnica di risoluzione dei conflitti”.

Il corso che inizierà il 5 luglio prevede 44 ore di formazione con docenti accreditati al Ministero della Giustizia di cui:

– 16 ore di formazione teorica

– 16 ore di formazione pratica,

–  4 ore di valutazione finale

– 8 ore di specializzazione societaria  Prof. Fabio  Massimo Cestelli   Docente Universitario – Facoltà di Giurisprudenza – Università di Cassino.

Sono destinatari del corso Commercialisti, Avvocati, Notai e Laureati in materie Giuridiche ed Economiche (anche lauree triennali) ed equipollenti;

Le lezioni si terranno nei giorni :  lunedì – mercoledì –  venerdì dalle ore 17,00 alle ore 21,00 presso la sede dell’Enaip in via Salaria per L’Aquila all’ex Bosi.  Al termine del corso verra’ rilasciato attestato di partecipazione e superamento al  corso di perfezionamento e specializzazione.

Quota di partecipazione:  percorso base + percorso di specializzazione euro 700,00 esente IVA

Ogni edizione di corso è a numero chiuso per un massimo di 30 partecipanti come da standard del Ministero della Giustizia.

Per informazioni potete contattare tel  339 3534971 – 333 4929018

 e-mail : – barbanteilaria@yahoo.it ; amministrazione@enaip.lazio.it

ANCHE IL PATTINODROMO E' FUORI USO

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Dopo il parco di Borgo S.Antonio, di proprietà del Comune e destinato ad un’utenza giovane, chiude anche il Pattinodromo, in questo caso di proprietà della Provincia, per incuria ed abbandono.

E così un altro pezzo del verde cittadino se ne va alla faccia dell’arrivo della bella stagione e dei tanti ragazzi e bambini che in quel luogo si ritrovavano per trascorrere giornate all’aria aperta.

Manutenzione inesistente e carenze igieniche precarie, sarebbero alla base della decisione presa da parte dell’Ente, di chiudere la struttura. Più che un ritrovo per attività ludiche e sportive il pattinodromo si è trasformato in un magazzino per raccolta di ferri vecchi cui va ad aggiungersi la condizione pessima dei bagni e delle stanze trasformate in dormitorio. La parte esterna non è certamente meglio con le erbacce che hanno invaso ogni luogo e nessuno che si sia preoccupato di tagliarle.

L’unica cosa che ancora resiste all’incuria è il campo di calciotto, costato 100 mila euro, ed inaugurato meno di un anno fa dal presidente Melilli. Da Palazzo Dosi fanno sapere che la chiusura è legata alla decisione di rimodernare la struttura presa in precedenza. Quello che è certo è che un altro parco cittadino va a farsi benedire. E gli utenti stanno a guardare in attesa che le istituzioni provvedano al recupero. Si spera in tempi brevi.

LUCIANO BLASCO DI LEGAMBIENTE BASSA SABINA REPLICA AI SINDACALISTI CISL

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Ho letto con rammarico il comunicato stampa diffuso il giorno 16 giugno da due autorevoli esponenti della CISL di Rieti e non riesco a capirne le finalità. La parte introduttiva, relativamente alla situazione in cui versa la provincia di Rieti, ormai da decenni, sia sotto il profilo occupazionale sia del mancato sviluppo in tutti i settori economici, è assolutamente condivisibile ma nel seguito delle dichiarazioni tutto si fa confuso e apparentemente illogico.

L’unica argomentazione che si percepisce è la difesa ad oltranza del progetto che vuole far nascere il cosiddetto polo della logistica di Passo Corese nel comune di Fara Sabina. Se questo è assolutamente legittimo non lo è altrettanto proporre letture infamanti di chi a questo progetto si oppone. Viviamo un momento veramente difficile e triste della società italiana se una parte del sindacato impugna le armi della calunnia per tacitare il dissenso ad un progetto  che in verità è alquanto labile sia sul piano delle scelte progettuali sia sul piano delle scelte industriali.

Innanzitutto voglio stigmatizzare la prima grave mistificazione leggibile nel documento dei due esponenti sindacali. Chi vuole il progetto è un forte ‘cartello’ che vede schierati : i partiti politici locali e regionali, un Ente di sviluppo industriale di diritto pubblico ma che agisce con disinvolte procedure privatistiche; le principali e più rappresentative confederazioni sindacali; le aziende edili e quelle di movimento terra; la Confindustria, le istituzioni: comunali, provinciali, regionali…  ad esse si contrappongono singoli cittadini ed un buon numero di associazioni locali, ambientaliste, culturali, d’impegno sociale. E’ ridicolmente paradossale dichiarare che gli oppositori al progetto costituiscono una oscura lobby? Non riusciamo ad immaginarne il motivo se non a voler pensar male.

 Sebbene il ristretto spazio di un comunicato stampa non riesca a fornire, con la dovuta profondità, le motivazioni degli esponenti sindacali  che li spingano ad aderire supinamente ad un progetto industriale, avrei gradito sapere, per esempio, se i posti di lavoro promessi,( poiché di promesse si tratta  in quanto non c’è o per lo meno non mi risulta esserci uno studio approfondito, allegato al progetto, sulle previsioni in merito all’occupazione)  siano stati individuati nei termini temporali (a tempo determinato, indeterminato etc…) e professionali.

Si parla genericamente di 2000 posti di lavoro, ma la bontà del lavoro e dello sviluppo sociale si misura, oggi e non agli albori dell’era industriale, sulla qualità del lavoro. Ma di questo non si fa accenno.

Mi sembra che la convinta citazione sulle necessità demografiche scambi la causa per l’effetto lasciando trapelare criteri di analisi del sociale antecedenti le rivoluzioni industriali . Oggi la forza dei lavoratori non è nelle braccia del ‘proletariato’ che ha nella prole la propria ‘virtù egemonica’e la progressione demografica non si determina perché si dà origine ad un progetto industriale. Oggi il lavoro dovrebbe caratterizzarsi per i profili di formazione e di  saperi che i lavoratori mettono in campo per rispondere alle esigenze del mondo produttivo che non necessariamente, oggi più che mai, si può identificare unicamente nell’industria, ed ancor peggio nella logistica che vede numerosi impianti chiudere in aree ben più vocate di Passo Corese.

La progressione demografica è il risultato , in verità assai complesso, di una serie di fattori che potremmo, in estrema sintesi, identificare nella visione rassicurante e costruttiva di un’idea di futuro nei termini di moderna ed efficace democrazia economica e sociale, di accesso alla cultura ed alla formazione, di qualità dei servizi ed non ultimi della qualità dei rapporti umani e  delle interrelazioni tra l’uomo e l’ambiente che ci dà la vita. Salvo se non vogliamo parlare di ‘incentivazione demografica’ come fece in ambiti autarchici e dispotici il fascismo magari, mutate le situazioni, stabilendo un premio per chi affiderà ai propri figli il nome di Silvio coniugato anche al femminile, se necessario.

Dovrebbe essere compito anche del sindacato, oltre che del mondo imprenditoriale e delle amministrazioni pubbliche individuare le peculiarità di un territorio ed ipotizzare percorsi di sviluppo. Questo è ciò che tentano di fare le associazioni che si oppongono al progetto ASI.   Ed allora perché tanto livore in risposta ad una appello accorato del ‘famigerato’ Sandro Mancini coordinatore di Legambiente Bassa Sabina? Ho idea che ci sia un grave difetto di elaborazione e di analisi da parte un po’ di tutti i componenti di questo ‘cartello’ favorevole al polo della logistica. In verità io non mi auguro questa deficienza progettuale ed analitica perché vorrebbe dire che oltre allo scempio ambientale ci troveremmo di fronte ad una nuova cattedrale nel deserto. Ma quando non si hanno  efficaci argomenti si scivola facilmente nella calunnia.

Gli esponenti CISL accennano alla passata esperienza industriale reatina (anni 30 e 50) con una sorta di inspiegabile nostalgia. Certo che si sa ‘far di conto’ e si osservano e si analizzano i profili occupazionali  in termini esclusivamente numerici, possiamo rimpiangere i numeri del passato, se si badasse, ed è strano che un sindacalista non lo faccia, alla qualità dei lavoro , alle politiche padronali di quei periodi, ai contesti politico-sociali; ai generosi interventi della Cassa per il mezzogiorno, alla caducità di tutto questo ed al mancato sviluppo che oggi constatiamo e che è figlio di quegli interventi; diviene ancora più incomprensibile questa citazione nostalgica.

Ma ognuno volge lo sguardo dove ritiene opportuno, io desidererei guardare al futuro e per questo che aderisco alle idee di dare forza e contenuti ai progetti che guardano alle risorse disponibili già oggi sul territorio sabino. Tali progetti  richiedono maggiori e più moderni approcci di analisi economica e sociale ed un infinitamente più basso ricorso alle risorse economiche pubbliche e private, con una legittima e fondata ipotesi di sviluppo basato sul lavoro, le capacità professionali e l’intelligenza di quei giovani e meno giovani abitanti della Sabina che hanno, da anni, intrapreso percorsi culturali e formativi grazie alla lungimiranza dei loro padri, contadini ed operai che hanno creduto nel riscatto dal passato della propria, amata terra.

DAL COMITATO SABINO SOLIDARIETA' A LEGAMBIENTE BASSA SABINA

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Cari ed egregi sindacalisti Cisl,
non sarebbe elegante per noi né fruttuoso per la Provincia di Rieti chiamarvi pseudo sindacalisti e dichiarare farneticanti le vostre affermazioni, come fate nel vostro comunicato stampa riferendovi a Legambiente Bassa Sabina, e quindi ci guarderemo bene dal farlo: preferiamo rispondere con argomenti specifici, avendo chiaro in mente che il nostro obiettivo, come sicuramente è anche il vostro, non è la denigrazione di altri soggetti pubblici ma lo sviluppo forte ed armonioso della Provincia stessa, senza perdere tempo prezioso in schermaglie sterili ed inutili.

Proviamo quindi ad avviare unilateralmente un dialogo razionale.

La nostra Provincia non ha molte risorse e, in un tempo di grande e profonda crisi come l’attuale, tutte ma proprio tutte le risorse della Provincia vanno usate per mantenere e sviluppare l’occupazione, comportandoci come ci si comporta nei tempi di magra, quando anche le briciole sono preziose, e non si butta niente.

In particolare, nessuna risorsa deve essere valorizzata a scapito delle altre e, meno che mai, una risorsa deve essere sviluppata distruggendo le altre.
Quali sono le nostre risorse di base? Sono l’agricoltura, l’ambiente, la storia e l’industria.
Dovremmo svilupparle al massimo, facendo in modo che esse agiscono in sinergia, e non ostacolandosi tra loro.

Proviamo a porre, non solo a noi stessi e a voi, delle domande/ipotesi di lavoro

a – qual’é lo stato dell’arte della produzione e della vendita dei nostri prodotti agricoli e del marchio “made in sabina” o “made in rieti”, ed in special modo dell’olio? E’ possibile concentrare e sinergizzare tutte le energie che lavorano in questo senso? Di che strumenti si ha bisogno? Esiste un’ipotesi di lavoro per mettere in sinergia il turismo sabino e reatino con la produzione agricola e zootecnica, facendo dei nostri turisti degli “ambasciatori” dei nostri prodotti agricoli nelle loro regioni? Quali sono i nostri concorrenti nel mondo? Quali sono le loro strategie di penetrazione e fidelizzazione? Possiamo aggiungere altre decine di domande e di ipotesi di lavoro pro-sviluppo, ma ne poniamo solo una: qualcuno sa quantificare o ha mai quantificato la possibile produzione totale di olio del Reatino e quindi quanti posti di lavoro in più verrebbero alla Provincia da un modo “organizzato” di usare la nostra produzione agricola?

b – qual’ è lo stato dell’arte della protezione ambientale “made in Sabina” e “made in Rieti”? Esiste un ipotesi di lavoro per fare della Sabina una Riserva o un Parco? Con che ricadute sul turismo? C’è un’ipotesi di sinergia tra le aree ambientali protette dell’intera Provincia? C’è un ipotesi di collegamento tra la rete di comunicazione stradale e ferroviaria e la rete dei percorsi ambientali? In che modo si potrebbe quindi favorire il turismo nelle aree protette Provinciali, dalla Regione, dalle altre Regioni o da altri stati? Esiste uno studio sugli European retired, come è stato fatto in per esempio in Spagna, dove lo studio di questi percorsi residenziali ha portato turismo ed occupazione in periodi dell’anno generalmente considerati di bassa stagione? Anche qui possiamo aggiungere altre decine di domande e di ipotesi di lavoro pro-sviluppo, ma ne poniamo solo una: qualcuno sa quantificare o ha mai quantificato quanti posti di lavoro in più verrebbero alla Provincia da un modo “organizzato” di usare la nostra ricchezza ambientale?

c – la storia: sapete che non esiste un collegamento stabile tra la stazione di Fara Sabina e l’abbazia di Farfa? Cioè tra il turismo ed uno dei nostri beni storico architettonici più preziosi? Sapete quante sono le ipotesi di lavoro allo studio per valorizzare dal punto di vista turistico le nostre zone archeologiche Provinciali? Indovinate. Sapete quanti sono gli sforzi per utilizzare dal punto di vista turistico tre parole famose in tutto il mondo: “ratto delle sabine”? Indovinate. Sapete quante sono state le guide ai monumenti ed all’archeologia della Provincia di Rieti distribuite quest’anno gratuitamente nei nostri alberghi, agriturismi etc.? Indovinate. Sapete a che ora passa il pulmino che la nostra Provincia mette a disposizione dei turisti ospiti per visitare i nostri caseifici, i nostri oleifici, i nostri parchi e le nostre fattorie? Indovinate. Anche qui possiamo aggiungere altre decine di domande e di ipotesi di lavoro pro-sviluppo, ma ne poniamo solo una: qualcuno sa quantificare o ha mai quantificato quanti posti di lavoro in più verrebbero alla Provincia da un modo “organizzato” di usare la nostra ricchezza storico archeologica?

d – l’industria: perché si deve progettare un Polo della Logistica distruggendo colline preziose ambientalmente, decine di siti archeologici e un agricoltura produttiva? Perché bisogna distruggere beni preziosi per costruire altri beni? Solo perché la pianura dall’altra parte del tevere non è provincia di Rieti? Perché bisogna costruire un Polo della Logistica se dall’altra parte del Tevere, in una situazione ancora più favorevole del punto di vista dei trasporti, ci sono capannoni e capannoni in cerca di affitto da tempo?

Perché l’Asi non può essere costruita dove non fa danni? Sapete quanti posti di lavoro porterebbe il Parco Archeologico ipotizzato dalla Regione sui terreni dell’Ai, se fosse concepito e gestito con quella creatività e quella intelligenza che hanno gli enti gestori di simili risorse in altre parti del mondo? Avete mai provato ad immaginare un Parco Archeologico di nuova concezione, dove accanto ai reperti ci fossero apparati di comunicazione multimediale e scenografici tali da trasformare i visitatori ed i turisti in esploratori della nostra storia? Vi sembra così difficile? Pensate che nella nostra Provincia non ci siano risorse umane capaci di lavorare in questa direzione? Avete mai provato ad immaginare quali enormi ricadute avrebbe un turismo ben più organizzato e motivato sul nostro territorio? Darebbe occupazione nei settori alberghiero, alimentare, agricolo, nel tessile, nel settore dei trasporti, del tempo libero etc. etc. Anche qui possiamo aggiungere altre decine di domande e di ipotesi di lavoro pro-sviluppo, ma ne poniamo solo una: qualcuno sa quantificare o ha mai quantificato quanti posti di lavoro in più verrebbero alla Provincia da un modo “organizzato” di usare la nostra “industria del turismo”?

Un saluto, nella speranza di una risposta specifica, tecnica e serena

RICHIESTA DIMISSIONI CICCHETTI, L'ASSESSORE COSTINI SCRIVE ALLA PRESIDENTE POLVERINI

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Egregio Presidente,
sono il capogruppo del Pdl al consiglio provinciale di Rieti, ma soprattutto un vecchio militante del centrodestra reatino da oltre trent’anni, cioè da quando, a quattordici anni, per la prima volta varcai la porta dell’allora Federazione provinciale del Fronte della Gioventù di Rieti. Da quel momento ho seguito tutte le vicissitudini di questo ambiente politico, cercando di mantenere la massima coerenza in un sistema che pian piano sacrificava ideali e passioni sul tavolo del pragmatismo.

Sono sceso in campo convintamente per sostenerTi alle elezioni regionali, nonostante avessi mille motivazioni personali per assumere un atteggiamento passivo, uscendo da una campagna elettorale che mi aveva visto protagonista quale candidato alla presidenza della Provincia nel 2009 e dove giochi interni al Pdl hanno contribuito a una sconfitta amara. La mia storia, il continuare a considerarmi prima di tutto un militante, però, non mi hanno fatto dubitare un attimo e sono sceso in campo al Tuo fianco, sicuro che solo il centrodestra potesse restituire al nostro territorio quella dignità che Marrazzo e il centrosinistra avevano totalmente disatteso e umiliato.

Con questa idea, per quel poco o tanto consenso che potevo indirizzare, ho ritenuto di appoggiare Antonio Cicchetti nella lista del Popolo della libertà, riconoscendogli le capacità, l’esperienza e soprattutto la coerenza di una storia politica personale da sempre caratterizzata dall’impegno per il proprio Popolo e la propria Terra, prima da consigliere comunale di opposizione, poi da sindaco e, infine, da capogruppo di An in consiglio regionale. Come tanti reatini, non tutti di destra, ho riposto in lui la speranza di una nuova alba per la nostra provincia, di una nuova storia, in cui la Regione Lazio tornasse a essere madre e non matrigna, in cui il ruolo di un territorio fosse legato alle sue specificità, potenzialità e non solo al numero degli abitanti.

Antonio Cicchetti è stato votato dai reatini per rappresentarli in un consesso che ci ha visti umiliati, marginalizzati e dimenticati. La sua nomina ad assessore è stata per l’intera provincia letta come un atto di giustizia, un atto dovuto, un cambiamento di rotta da parte Tua e del centrodestra, capaci finalmente di riportare meritocrazia e giustizia al centro delle scelte, superando i giochi di palazzo. Una grande responsabilità per Antonio, un grande sogno per un’intera provincia.

Le voci che oggi ci giungono, la barzelletta di chiedere ad Antonio di dimettersi e di indicare una “donna di sua fiducia”, che fanno seguito alla pagliacciata dell’ipotesi di scioglimento della Provincia, non fanno altro che dare corpo ulteriormente alla convinzione della nostra gente che questa politica non ci rappresenta, non rappresenta i territori, non ha più nessun rapporto partecipativo e gli elettori diventano semplici spettatori di un triste spettacolo nel quale una casta di privilegiati decide sulla base di interessi altri e non rispetto al Popolo che dovrebbe rappresentare.

Questo convincimento si rafforza ancor di più, in chi come noi ha la sventura, perché ormai di sventura dobbiamo parlare, di vivere in una regione che ha al suo interno la città di Roma, divenuta un Conte Ugolino intento a fagocitare tutti i territori limitrofi, in una specie di bulimia finalizzata a cancellare tutto ciò che non è ricompreso negli interessi di una classe politica probabilmente più preoccupata a garantire sé stessa che il dialogo.

Se, e spero di essere ancora nel campo delle ipotesi, Antonio fosse costretto ad abbandonare la delega, o Tu decidessi di revocarlo, non sarebbe l’umiliazione di un uomo la cui capacità e rispettabilità è sancita dal consenso che mai gli elettori gli hanno fatto mancare, ma sarebbe l’umiliazione di un intero territorio, di migliaia di cittadini illusi di trovare in Te e nel centrodestra un modo diverso di governare, di rapportarsi con loro.

Un’umiliazione non accettabile, una mancanza di rispetto e di considerazione che provocherà, credo in modo quasi unanime, il rifiuto di una classe dirigente romana non più sentita come nostra espressione, ma come una vera e propria oppressione, caratterizzata dall’assoluto disprezzo per chi ha deciso di vivere, lavorare, fare politica nel proprio territorio, in difesa della propria identità, nel rispetto delle proprie radici.

Antonio Cicchetti sarà ancora di più la bandiera della voglia di riscossa di un Popolo, che forse per troppo tempo ha accettato il protrarsi delle promesse mai mantenute da parte della classe politica romana, senza che ci fossero conseguenze per chi le ha brandite.

Ti chiedo di riflettere, di considerare che il ruolo di Antonio Cicchetti non è, come nel caso di alcuni assessori romani, un ruolo personale, interscambiabile nella logica di componenti sempre più simili a piccole logge di potere, ma è il simbolo di un Popolo, di un Territorio, di una Storia, di una Identità che non ha più intenzione di vedersi ridotta a mero dato statistico.

DENUNCIATI PER TRUFFA UN ITALIANO E UN MACEDONE

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L’Ufficio Immigrazione, diretto dal V.Q.A. Grazia Sicuro, ha infatti denunciato in stato di libertà per truffa ai danni dello Stato, il cittadino macedone A.S. del 1954 ed il cittadino italiano B.R. di anni 66, avendo gli stessi presentato attestazioni fraudolente, al fine di ottenere la carta di soggiorno e l’iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale.
 
Lo straniero è stato anche denunciato, unitamente ai suoi due figli, A.K. del 1984 e A.H. del 1980, per aver presentato al Centro Impiego di Rieti, delle comunicazioni di assunzione volutamente errate, con il solo scopo di evitare o ritardare i pagamenti dovuti all’I.N.P.S. e indurre l’Ufficio Immigrazione al rilascio dei titoli di soggiorno in favore dei figli.
 
“Il contrasto al fenomeno dell’immigrazione clandestina, specie di quello favorito da cittadini italiani, prosegue costantemente” – ha dichiarato il Questore – “poiché è frequente l’attività di connazionali che favoriscono regolarizzazioni illegittime di cittadini stranieri, e questo caso ne è un esempio lampante”.

ZONA A TRAFFICO ILLIMITATISSIMO. E IL COMANDANTE ARAGONA CHE PENSA DI FARE?

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Sabato e domenica il centro storico diventa zona di guerra i cittadini, sapendo che la Ztl è attiva, si permettono di camminare tranquillamente anche in mezzo alla strada con carrozzine, passeggini, bimbi piccoli e biciclette. Ma non è così, la Ztl non è zona a traffico limitato, ma una zona a traffico illimitato visto che le macchine transitano tranquillamente lungo tutte le vie cittadine che dovrebbero invece essere chiuse alla circolazione.

E il comandante Aragona che fa? Neanche la compiacenza di posizionare i vigili all’ingresso dei varchi per bloccare l’accesso delle auto. Le telecamere ed i cartelli sono accesi, ma gli agenti della polizia municipale sembra non se ne siano accorti visto che ad oggi non è stata elevata nemmeno una multa nei confronti degli automobilisti che questi divieti non rispettano. Come confermato anche dal comando della municipale.

Viene allora da chiedesi se il “raid”, perché non esiste altro modo per definirlo, messo in atto nel mese di gennaio dalla polizia municipale in via san Francesco, e che ha visto elevare più di settanta multe, per altro tutte inutili per un vizio di forma nella compilazione, abbia ad oggi qualche valore. Viene anche da domandarsi se la decisione di multare gli automobilisti che avevano transitato in Ztl non sia scaturita dalla rabbia di alcuni consiglieri comunali multati per aver parcheggiato in centro storico. Dopo quell’azione repressiva infatti il nulla.

E ad oggi i pedoni si trovano quindi a dover subire l’aggressione delle auto che, oltre a transitare nel centro storico a tutte le ore, parcheggiano ovunque anche in doppia e tripla fila. Dei vigili neanche l’ombra e la giustificazione del comandante Aragona è che si devono fare i conti con la carenza di personale.

Tornando alla questione della Ztl e dei varchi di chiusura nel fine settimana chiediamo la tutela dei pedoni e chiarimenti, come cittadini, sul perché un servizio, per altro pagato dagli utenti, ancora non sia del tutto funzionante.  

STUDIO DANZA MOVIMENTO IN, SAGGIO DI FINE ANNO AL TEATRO MODERNO

Presso il “Cinema Multisala Moderno” si è tenuto il  saggio di fine anno accademico dello “Studio Danza Movimento In”.
Lo Spettacolo si è svolto in due trance. Nella  prima parte una rappresentazione danzata della favola di Pinocchio con coreografie dell’insegnate di danza classica Anita Carnevali.

Nella seconda parte si sono susseguiti alternatamente balletti di Modern-Jazz, classico, contemporaneo e Flamenco. L’insegnante di danza Moderna Maurizio Matocci quest’anno ha voluto completamente dedicare all’icona della musica pop, Michael Jackson, tutte le coreografie dei vari corsi.

Le coreografie di danza contemporanea invece sono ispirate, per il corso principiati, alla fusione delle figure geometriche, dal titolo “LABIRINTI”, mentre, per l’avanzato, “WAR” racconta della guerra e delle sue conseguenze. “TARANTELLA” e “ALLEGRO” sono balletti classici dei regolari corsi dell’insegnante Anita Carnevali.

In conclusione, l’insegnante del “Teatro San Carlo di Napoli”, Simona Altieri, che ormai da più di 10 anni collabora con la scuola seguendo i corsi di Flamenco, ha presentato le sue coreografie tipiche andaluse con la speciale partecipazione di Emanuela Mannucci ballerina professionista dell’espressione flamenca.

Propedeutico Sper.

Aguzzi Olga
Cricchi Gaia
Festuccia Rachele
Fino Alessia
Leoncini Giulia
Marinelli Asia
Paolucci Benedetta                
Pastore Maria
Patricelli Azzurra
Pezzotti Clara
Pizzoli Martina



1° Corso Preparatorio

Angelucci Alessia
Bonanni Gloria
Bucci Beatrice
Cardellini Beatrice
Di Giampietro Ilaria               
Ferri Valeria
Gentile Giorgia
Nobile Giada
Nobili Melissa
Rossi Chiara
Rossi Elisa
Tolli Chiara


2° Corso Preparatorio

Aguzzi Susanna
Di Carlo Beatrice
Di Cesare Lisa
Falcone Emma
Fontani Eleonora
Formichetti Alessia
Gianfelice Giulia
Giovannetti Asia
Lattanzio Lisa
Moran Rosero Daihana Shenil
Paciucci Francesca
Paggetti Giulia
Pedrocchi Eleonora
Strinati Federica

3° Preparatorio

Bandini Elena
Caiazza Beatrice
Carloni Lavinia
Chiani Rachele
Cortellesi Ilaria
De Sa Almeida Ester
Evangelista Letizia
Fiordeponti Chiara
Formichetti Asia
Marinelli Angelica
Matteucci Sara
Pietropaoli Antonia

1° Corso Inferiore

Accettulli Sara
Aguzzi Camilla
Buccioli Lisa
Ciccalotti Alessia
Crisostomi Elisa
Fornari Mariairene   
Gani Elisa
Matocci Syria
Nobili Anna
Renzi Giulia
Ricci Fiamma


3° Corso Inferiore

Caprioli Aurora
Evangelista Chiara
Faraglia Anna Sofia
Focaroli Valeria
Gianni Chiara
Giansanti Martina
Giorgio Olivieri Gloria
Grillo Rebecca
Iacuitto Beatrice
Marinelli Beatrice
Micheli Federica
Nucci Giorgia
Quintili Lucia

1° Corso Medio

Amarante Eleonora
Astarita Nicole
Caprioli Lucia
Ciogli Alessia
Cocco Beatrice
Di Giuliani Sara
Falcone Adele
Mancini Maria Elena                
Marrone Giulia
Matocci Marco
Mostarda Micaela

3° Corso Medio

Aguzzi Sofia
Chiarinelli Francesca           
De Marco Valentina
Forletta Letizia
Gatta Beatrice
Giachin Ludovica
Morsani Angela
Paolucci Silvia
Pochini Vittoria
Primiceri Roberta
Rossi Ambra
Silvestri Eleonora
Corso Hip-Hop 1° e 2° Anno

Buccioli Marianna
Casciani Simone
Deli Federica
Eleuteri Matteo
Ellero Andrea
Farris Filippo
Fontani Giorgia
Fontani Rebecca
Liberali Alessandra
Nobili Michela
Rinaldi Martina

Corso Modern-Jazz Princ.

Cervelli Giulia
D’Angeli Giada
Domenici Francesca
Giachin Ludovica
Moronti Veronica








Corso Modern-Jazz
Teen Agers A

Bandini Maria
Micheli Federica            
Rinaldi Elisa
Santarelli Gloria
Serva Leonardo







Corso Modern-Jazz
Int. Avanz.

Cattani Sara
Chinzari Rita
D’Andrea Marta
Di Modugno Erika            
Grifoni Damiano
Nitrola Susanna
Nobili Sara
Panfilo Francesca
Petrucci Giada
Pizzuti Francesca
Simeoni Giorgia
Spinicchia Sara

Corso Principianti
Contemporaneo

Astarita Nicole
Ciogli Alessia
Cocco Beatrice
De Marco Valentina
Giachin Ludovica
Mancini Maria Elena        
Marrone Giulia            
Matocci Marco
Moronti Veronica
Morsani Angela
Mostarda Micaela
Paolucci Silvia
Rossi Ambra
Silvestri Eleonora
Corso Avanzato
Contemporaneo

Chinzari Rita
Conti Maria
Panfilo Francesca
Pizzuti Alessandra      
Pizzuti Francesca
Rosati Lisa
Serilli Sara
Simeoni Giorgia






Corso Flamenco
Interm.


Chinzari Rita
De Marco Valentina       
Morsani Angela
Nitrola Susanna










Corso Flamenco Avanz.

Carnevali Roberta
D’Aquilio Maria
Fasciolo Antonio
Mariantoni Daniela
Massimetti Monica

COLDIRETTI RIETI SUL PIEDE DI GUERRA

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“Anche se fiduciosi nella trattativa in corso siamo scesi di nuovo in stato di agitazione, non escludiamo  iniziative eclatanti se non si raggiunge un accordo ‘onesto’ entro la fine di giugno” dichiarano Aldo Mattia e Enzo Nesta, direttore e presidente di Coldiretti Rieti.

Lunedì 21 giugno è previsto a Passo Corese il primo incontro con i 200 allevatori reatini.
Enzo Nesta lancia un grido d’allarme:”E’a rischio è la chiusura di tutte le aziende se non torniamo a casa con almeno 40 centesimi al litro”

“Prendiamo atto dell’impegno dell’assessorato all’agricoltura e del mondo dell’industria nel voler risolvere il problema del costo del latte, impegno che consideriamo un fatto di giustizia nei confronti dei 200 allevatori della provincia di Rieti, anche perché nel Lazio si è registrato un fenomeno in controtendenza, è cioè l’unica regione nella quale si è riscontrata una riduzione del prezzo, in tutte le altre c’è stato invece un incremento di 5 centesimi”, dichiarano Aldo Mattia e Enzo Nesta, direttore e presidente di Coldiretti Rieti, annunciando che già dalla prossima settimana partiranno le riunioni con la BASE con lo scopo di organizzare una nuova, grande, manifestazione di protesta. Il primo incontro con gli allevatori della Sabina reatina è previsto lunedì  21 giugno a Passo Corese, alle ore 20.30, presso la Sala Parrocchiale.

“Devo ammettere che questa volta sono fiducioso perché, contrariamente al passato, è evidente un’attenzione politica e sindacale, però se non si raggiunge un accordo ‘onesto’ entro la fine di giugno non escludiamo iniziative più eclatanti della precedente manifestazione – dice Enzo Nesta, il quale, oltre a rivestire la carica di presidente, è anche un noto produttore di latte e vino – la situazione è drammatica, andando avanti così rischiamo la chiusura totale delle aziende, con questi prezzi non c’è futuro, diventa umiliante persino continuare a lavorare. Ci auguriamo almeno di riprenderci i 40 centesimi necessari, non per guadagnare, ma per sopravvive, il costo reale per noi produttori va dai 40 ai 42 centesimi al litro”.

Ricordiamo che, nella giornata di ieri, si è tenuta una riunione presso la Regione Lazio nella quale
sono stati portati comunque a casa, da Coldiretti, due risultati importanti: da un lato l’assessorato ha aperto il Tavolo ponendo in campo una proposta di ampio respiro che prevede un finanziamento di dieci milioni di euro per il rilancio del settore del latte bovino, in merito alla qualità e al chilometro zero, dall’altro gli industriali hanno dichiarato una disponibilità di rivedere il prezzo alla stalla (chiesti 42,5 centesimi), sulla base di un lavoro che conduca il prodotto sempre verso la qualità e un intervento promozionale concreto. La partita si giocherà ora intorno ai 42 centesimi al litro proposti da Coldiretti.

NELL'AULA CONSILIARE PRESENTAZIONE DELLA RISTAMPA DI "SOLILOQUIO" DEL PITTORE ARDUINO ANGELUCCI

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Venerdì 18 giugno alle 17,30, nella sala consiliare del Comune si terrà la presentazione della ristampa e dell’aggiornamento di “Soliloquio”, il libro del pittore reatino Arduino Angelucci (1901-1981), pubblicato nel 1978.

La richiesta di tale iniziativa è arrivata all’amministrazione comunale da parte dei figli del maestro, Augusto, Zeffi e Alessandra Angelucci. Il presidente del consiglio comunale, Gianni Turina e l’assessore alla Cultura, Gianfranco Formichetti l’hanno immediatamente accolta con favore e all’incontro sarà presente anche il sindaco Giuseppe Emili.

Il presidente Turina ha mostrato particolare disponibilità nei confronti della proposta, anche in relazione ai rapporti avuti nel campo dell’arte con Arduino Angelucci e con altri artisti reatini, come il pittore Mario Maggiori e il professor Cesare Verani, con i quali ha condiviso diverse esperienze artistiche.

Obiettivo della presentazione è ricordare un maestro che ha saputo guardare sia all’arte degli impressionisti sia alle sperimentazioni del secondo futurismo. Tra le varie opere si segnalano alcune decorazioni del 1931-‘32 nell’allora residenza provinciale di Rieti a palazzo Vicentini e gli affreschi realizzati tra il 1935 e il 1938 nell’aula magna dell’università di Palermo.La sua tecnica l’ha portato anche a dipingere il fregio del salone d’onore presente nel palazzo del Governo di Terni e, nel 1955, la decorazione del salone delle riunioni nel ministero dell’Agricoltura a Roma.

Successivamente,  negli anni Sessanta, le sue opere si caratterizzano per una consistenza geometrica delle forme e diviene ricca la produzione di ritratti, fino a quando, nel 1971, si occuperà delle decorazioni della sala consiliare nel palazzo della Cassa di risparmio di Rieti.

MAGGIORE TUTELA DEL TERRITORIO, APPREZZAMENTO DI MELILLI SULLE RIFLESSIONI DI NANIA

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In merito all’intervento  del vicepresidente del Senato, Domenico Nania, al Forum sul dissesto idrogeologico organizzato dagli Ordini regionali e dal Consiglio Nazionale dei Geologi, il presidente della provincia di Rieti Fabio Melilli dichiara:

“Non posso che apprezzare le riflessioni del vicepresidente del Senato Domenico Nania sulla necessità di dedicare maggiore attenzione alla tutela del territorio.

Unificare le funzioni e le procedure in materia di tutela del territorio affidandole alle Province sarebbe una risposta concreta ed efficace al bisogno di semplificazione del Paese. L’individuazione di un governo unitario della tutela del territorio, oggi più che mai necessario, trova nelle Province il naturale destinatario.

Ciò ottimizzerebbe l’utilizzo delle risorse necessario per contrastare il rischio idrogeologico nel nostro Paese ed eliminerebbe un eccessiva frammentazione di competenze spesso causa di sprechi ed inefficienze”

BORGOROSE, IL CORPO FORESTALE SOCCORRE UN LUPO FERITO, MA L'ANIMALE MUORE DURANTE IL TRASPORTO

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La segnalazione da parte di un privato cittadino, circa la presenza di un lupo ferito, raggiunge i canali del Corpo Forestale che invia sul posto il personale del comando stazione di Borgorose.

Sembra quasi incredibile ma la segnalazione riferisce che un lupo si trova in un campo non molto distante dal centro urbano.

Giunti sul posto gli agenti individuano l’animale nei pressi di un cespuglio al limitare di un terreno.

Subito allertato il 118 che fa giungere sul posto un veterinario. Dopo una prima ricognizione d’accordo con gli agenti del Corpo Forestale si dispone la cattura attraverso il servizio accalappiacani, che, in sicurezza recuperano il lupo e lo caricano sul furgone.

Gli agenti intervenuti contattano immediatamente il prof. De Marco  per le cure del caso. Purtroppo durante il tragittto il lupo,  causa le ferite e lo stress è morto.
Da una prima ricostruzione fatta dagli agenti forestali intervenuti, l’ipotesi più accreditabile è che il giovane lupo, una femmina in buone condizioni fisiche, sia stata investita da un automezzo, che oltre ad avergli provocato delle escoreazioni visibili, potrebbe aver provocato delle emoraggie interne che hanno portato alla morte l’animale.

L
a  presenza del lupo nel territorio della provincia testimonia la ricchezza di biodiversita’ che abbiamo a partire da questo predatore che sovrasta la catena alimentare e che continua  a far volare la fantasia dei più piccini ma anche degli adulti.

SABATO LA PRIMA EDIZIONE DELLA GARA PODISTICA "NOTTURNA DEI CERI"

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Rieti in corsaLa notte reatina si illumina con la “Notturna dei Ceri”. L’associazione Rieti in Corsa ha organizzato la prima edizione della gara podistica in notturna “Memorial Elio Flammini” che scatterà sabato prossimo alle 21.30 dal Ponte Romano.

Sette chilometri di circuito, disegnato per intero lungo i vicoli e le strade della Rieti medievale che per l’occasione saranno illuminati da ceri messi appositamente lungo il percorso.

"La passione di questa città per l’atletica e il podismo è innegabile – spiega il presidente di Rieti in Corsa, Giuseppe Penzo – ed è per questo che abbiamo deciso di impegnarci in questa nuova avventura. Parte quest’anno una gara che, ci auguriamo, possa diventare un grande classico di inizio estate per tutti gli appassionati. La scelta di correre in notturna e di identificarla come la “Corsa dei Ceri” nasce dalla concomitanza con i festeggiamenti in onore di Sant’Antonio, molto sentiti a Rieti"

Dopo la partenza dal Ponte Romano, gli atleti si cimenteranno sui 7 chilometri attraversando tutte le vie del centro storico di Rieti fino all’arrivo che sarà messo a Lungovelino Bellagamba in prossimità del ponte pedonale di San Francesco.

Possono iscriversi alla gara tutti i tesserati FIDAL e ENTI DI PROMOZIONE SPORTIVA riconosciuti dal CONI, in regola con il tesseramento 2010 e che abbiano al giorno della gara 18 anni compiuti;
Per l’iscrizione alla gara è obbligatoria la presentazione del Certificato di Medicina dello Sport che attesti l’ idoneità all’attività agonistica atletica o dichiarazione del Presidente della società per la quale tesserato.

Le iscrizioni dovranno essere effettuate entro le ore 19.00 del 17 Giugno al prezzo di € 8,00. Entro tale data i documenti relativi all’iscrizione dovranno essere stati inoltrati alla Rieti in Corsa via fax ( 0746 271692 ) anche dopo essersi prescritti compilando dal sito
www.mezzamaratonadirieti.it l’apposito form.