Presentata da Di Berardino proposta di legge per tutela e sicurezza lavoratori digitali

L’assessore regionale al Lavoro, Claudio Di Berardino (nella foto), ha presentato oggi in nona commissione la proposta di legge n. 40 “Norme per la tutela e la sicurezza dei lavoratori digitali”. Si tratta di un provvedimento che mira a coniugare lo sviluppo economico legato alle piattaforme digitali con la tutela della dignità, la salute e la sicurezza di questa nuova tipologia di lavoratori, subordinati e non. Forti critiche alla proposta di legge sono state espresse da Roberta Lombardi (M5s); favorevoli invece la presidente della commissione Lavoro, Eleonora Mattia (Pd) e Marta Bonafoni (Lista civica Zingaretti).

“Questa proposta di legge – ha spiegato Di Berardino – riguarda una popolazione che va dai 70 mila ai 100 mila lavoratori digitali nel Lazio, di cui solo circa 6-7 mila classificabili come ‘rider’ (i fattorini che consegnano cibo a domicilio in bicicletta). Parliamo dunque di un bacino di riferimento che opera prevalentemente in settori come servizi, agricoltura, artigianato, commercio e turismo. C’è un’urgenza che riguarda la cosiddetta ‘Gig economy’, in tema di tutela dei diritti dei lavoratori, perché – ha aggiunto l’assessore – ci troviamo di fronte a un vuoto normativo che è interesse di tutti colmare”.

“Questo provvedimento – ha proseguito Di Berardino – punta a garantire e a tutelare i lavoratori della ‘Gig economy’, introducendo: protezione su salute e sicurezza; formazione; retribuzione contrattata dalle parti e non definita per legge. Si sviluppa in un sostanziale equilibrio tra il sostegno della Regione Lazio alle nuove modalità d’impresa e la tutela dei lavoratori, sapendo quindi coniugare innovazione, sviluppo e diritti. Possiamo dire che questa proposta di legge – ha concluso l’assessore – non nasce dentro le stanze della Giunta regionale, ma si fa carico delle istanze che abbiamo ricevuto e che abbiamo tradotto in norme. Siamo disponibili a migliorare ancora il testo se dovesse rendersi necessario durante l’iter in commissione”.

“Assoluta contrarietà a questa proposta di legge”, ha invece espresso Roberta Lombardi. “Sembra – ha spiegato la presidente del gruppo M5s – una gara a mettere una bandierina a chi fa prima, dopo l’annuncio del Governo di voler intervenire nella materia, incastrando la commissione su un lavoro che è assolutamente esorbitante rispetto alle nostre competenze. Mi sembra poco rispettoso”. A tal proposito, Lombardi ha spiegato che, a suo avviso, la proposta di legge viola direttamente le competenze statali in materia di ordinamento civile e indirettamente quelle in materia di giurisdizione e norme processuali, quelle in materia di tutela della concorrenza e quelle sulla previdenza sociale. Lombardi ha anche criticato la “rigidità” che questo provvedimento darebbe a un settore dinamico del mercato del lavoro, in un momento di difficoltà economiche. La sua proposta invece (“se proprio volete impegnarci su questa materia”, ha detto), è quella di incentrare spostare l’attenzione solo sui ‘rider’ e di seguire l’esempio della Regione Piemonte, che sta lavorando a una proposta di legge di iniziativa regionale da trasmettere al Ministero del Lavoro per essere esaminata insieme al provvedimento nazionale.

A Roberta Lombardi ha replicato Marta Bonafoni, che ha invitato a non chiudere le porte a una discussione che offre una possibilità di ascolto a una categoria di lavoratori che oggi non ha tutele, “soggetti – ha detto – che ci chiedono di legiferare perché siamo una Regione, di esprimere una volontà politica rispetto a una situazione che non è più tollerabile”. Secondo la presidente del gruppo ‘Lista civica Zingaretti’, inoltre, si tratterebbe di materia concorrente e non esclusiva dello Stato e perciò ha auspicato di portare avanti il provvedimento in commissione, “con lo stesso clima costruttivo che c’è stato in occasione della legge sul diritto allo studio”.

Opinione condivisa da Eleonora Mattia (Pd). “Chiedo fortemente di continuare i lavori – ha detto la presidente della commissione Lavoro – cercando di distinguere il piano nazionale da quello regionale, perché stiamo vivendo in tempi complicati, di rapidi cambiamenti, che hanno portato a queste nuove forme di lavoro. A questi lavoratori non è riconosciuto nulla”. “Occorre partire da un principio imprescindibile”, ha aggiunto Mattia: “La dignità del lavoro e la sua tutela devono passare per il rispetto della persona. E questo è il punto di partenza di questa discussione ed è questo l’intento della proposta di legge.”

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