“Oltre 4 milioni di ore di cassa integrazione guadagni nel Lazio nei primi tre mesi del 2026. È quanto emerge dall’analisi dei dati Inps. A preoccupare è soprattutto l’aumento nel settore manifatturiero: dopo due anni di calo delle ore, assistiamo a un nuovo incremento pari al 17,6% rispetto al primo trimestre del 2025, segnale di una difficoltà diffusa e strutturale del tessuto produttivo laziale.” Lo scrive in una nota la CGIL di Roma e Lazio.
“Il settore manifatturiero – spiega il Sindacato – pesa per oltre il 62,9% sulle ore di cassa autorizzate dall’Inps. Anche le costruzioni, dove le ore di cassa superano le 450mila, registrano un aumento dell’8,5% rispetto allo scorso anno, evidenziando le prime difficoltà del comparto dopo la spinta espansiva del Superbonus e dei cantieri del PNRR, che non sembrano essersi tradotti in una stabilità duratura del settore.”
“Se si guarda all’ultimo trimestre del 2025, i dati risultano ancora più preoccupanti. Al netto del settore delle telecomunicazioni, dove continua a pesare la crisi di Tim, si registra infatti un aumento del 40% delle ore di cassa integrazione. Nel manifatturiero l’incremento è del 37,7%, nelle costruzioni dell’85%, nella logistica del 184%, con un sostanziale raddoppio delle ore, e nell’alloggio e nella ristorazione del 78%. Si tratta di numeri che confermano un quadro di forte sofferenza produttiva e occupazionale diffusa nel territorio, di fronte al quale servono risposte immediate. Inoltre, in alcuni territori pesano importanti vertenze, anche per effetto delle scelte sbagliate del Governo e del Ministero delle Imprese e Made in Italy. A Cassino, dove la crisi di Stellantis, che coinvolge anche le lavoratrici e i lavoratori degli appalti e dell’indotto, continua ad acuirsi. A Civitavecchia, dove la decisione sbagliata del mantenimento in riserva, fino al 2038, della centrale sta determinando la paralisi degli investimenti possibili per il rilancio del territorio. Alla Regione Lazio chiediamo impegni concreti nel rafforzare gli strumenti di tutela del reddito, soprattutto in questa fase di crisi economica causata dalla guerra di Trump, e condividere una politica di sviluppo capace di affrontare le crisi aperte e di dare prospettiva al lavoro e allo sviluppo nella nostra regione.”, conclude la nota della Segreteria CGIL Roma e Lazio












