Ora che una provvisoria soluzione al rischio del mancato pagamento degli stipendi agli addetti della Cooperativa “Il Quadrifoglio” sarebbe stata trovata con l’annunciata anticipazione di cassa concessa al Sindaco di Rieti da un istituto di credito, riteniamo di dover intervenire nuovamente sull’argomento affinché, passata l’emergenza, non finiscano nel dimenticatoio le cause, tuttora irrisolte, che hanno determinato questa gravissima situazione.
Registriamo senz’altro con soddisfazione che, a seguito della mobilitazione e dell’allarme lanciato una settimana fa dalla CISL, il mondo politico-istituzionale si è mosso per affrontare il problema e fornire le prime risposte-tampone. Si tratta tuttavia di una soddisfazione resa amara dal fatto che i servizi sociali del Comune di Rieti continuano a registrare difficoltà, legate sia alle minori entrate dei trasferimenti statali, sia alle aumentate richieste dell’utenza, cui non sono estranei gli effetti della crisi in atto.
L’anticipo di cassa, che pure ha recuperato sul filo di lana una situazione disperata, è una misura straordinaria e tendenzialmente irripetibile, che non offre in quanto tale alcuna garanzia per il futuro, anche prossimo.
Per questo, pur riconoscendo al Sindaco Emili il tempestivo ed efficace intervento che dovrebbe scongiurare il blocco degli stipendi (non ancora erogati) che servono al sostentamento delle famiglie di 180 lavoratori, non possiamo esimerci dall’invocare con forza un cambio di passo e un’evoluzione degli istituti partecipativi all’interno del Comune Capoluogo.
E’ insomma tempo che la programmazione degli interventi e la gestione delle risorse relative all’erogazione dei servizi alla cittadinanza vengano condivise anche con le Organizzazioni Sindacali che, in quanto rappresentative del mondo del lavoro, possono apportare un sicuro e valido contributo, pur nell’osservanza delle rispettive competenze.
Con questo spirito, abbiamo già chiesto la rapida convocazione di un tavolo di confronto con l’Amministrazione. Riteniamo infatti che la condivisione dei fini e la costruzione concordata dei percorsi per raggiungerli non solo non intacchino le prerogative decisionali degli organi di governo politico, ma servano loro ad avere una visione più articolata, complessiva e approfondita dei problemi sul tavolo.

