Chiusi i seggi alle ore 20.00 per la scelta del nuovo segretario regionale del PD. Con un’affluenza bassa, si sono recati all’urna solo 48mila persone, di cui 12mila a Roma, a differenza delle passate primarie nelle quali si recarono al voto in 120mila.
Fabio Melilli, ex presidente della provincia di Rieti ed attuale deputato PD è il nuovo Segretario regionale del PD Lazio, con oltre il 64% delle preferenze. Soddisfatto del risultato Melilli sottolinea il grande risultato ottenuto a Roma dove è stato scelto dal 50% dei votanti.
Per l’ex presidente della provincia di Rieti, successo pieno nell’hinterland della capitale (17.000 i votanti nel resto della provincia di Roma) dove ha raccolto oltre il 72% dei consensi.
Melilli vince la corsa alla segreteria del PD Lazio
La storia di largo San Giorgio s'intreccia con il fallimento della giunta Petrangeli
L’opera svolta dalla Fondazione è senza ombra di dubbio un’opera meritoria per la città, considerato anche il momento storico che stiamo vivendo caratterizzato da una recessione economica che non consentirebbe agli enti locali di poter effettuare interventi così rilevanti di recupero di un intero quartiere della città. L’elenco delle attività realizzate da questa fondazione novella mecenate moderna ed elencate nel comunicato stampa licenziato ieri dal Cda della Fondazione, testimonia l’amore che lo stesso presidente de Sanctis nutre per Rieti.
Questo però non significa che la Fondazione Varrone non è tenuta, al pari di qualsiasi cittadino reatino, a seguire le norme vigenti tanto più in materia urbanistica, laddove la ristrutturazione di interi edifici in centro storico ha ripercussioni sia sul primario aspetto sicurezza che sul rispetto storico della monumentalità degli edifici stessi.
Peraltro se all’epoca dei lavori che hanno portato ad un cambio di destinazione d’uso dell’intero complesso, si fosse imposto alla Fondazione stessa di attenersi alle regole urbanistiche vigenti, adottando lo strumento del piano di recupero portandolo all’approvazione del consiglio comunale alla stregua di una qualsiasi variante urbanistica, anziché la semplice e veloce dichiarazione di inizio attività (DIA), oggi saremmo a raccontare una storia diversa.
Che dovrà per forza di cose concludersi, volenti o nolenti, con il pagamento degli oneri concessori dovuti dalla Fondazione al Comune di Rieti per decine di migliaia di euro e che determineranno una salutare boccata di ossigeno alle magre casse comunali.
Se verranno acclarate responsabilità di questa natura in violazione delle norme, è del tutto evidente che la condanna non solo dovrà essere quella sancita dalla legge ma anche quella morale di una città intera che non può consentire ad alcuno di utilizzare la propria posizione per sentirsi estraneo alle regole.
In tutto questo la figura dell’attuale assessore Cecilia, figura strategica da un punto di vista tecnico per la realizzazione del polo di largo San Giorgio, si carica di enormi responsabilità.
Ma la responsabilità più grave in tutto questo non è certo della Fondazione Varrone, che evidentemente si sarà affidata ad uno staff di tecnici lautamente pagati per progettare e realizzare il recupero urbanistico, bensì certamente di un sindaco e dell’intera giunta, con particolare riferimento all’Assessore alle Culture Di Paolo, che evidentemente appiattiti psicologicamente sul cda della fondazione stessa, non solo hanno dato grande enfasi alla realizzazione del polo culturale, che oggettivamente risulta naturale, ma hanno colpevolmente distrutto l’offerta culturale della città mettendo in discussione le attività di un’eccellenza cittadina, quale la biblioteca comunale con le decine di migliaia di accessi di cui oggi ancora si fregia, e mortificando il recupero di un polo museale che alla faccia della vocazione turistica della città il sabato e la domenica è sistematicamente chiuso ai visitatori.
La storia di largo San Giorgio si intreccia a doppio filo con la storia di un fallimento della giunta Petrangeli in tutte le sue espressioni. Il sindaco non ha più alcun motivo di continuare a mortificare una città che a fronte di una congiuntura economia devastante avrebbe avuto bisogno di amministratori capaci di dare risposte concrete e non solo di scrivere il libro dei sogni e continuare a comporre slogan d’effetto mediatico.
L’elenco delle vergogne di una sinistra arrogante ed inconcludente ha esaurito la memoria a disposizione. È ora di spingere il tasto reset. Liberate la città da questa oppressione settaria con la prima azione responsabile da due anni a questa parte: con senso di responsabilità che fino ad oggi non avete mai minimamente dimostrato: dimettetevi.
Lo dichiarano i consiglieri comunali Andrea Sebastiani della Lista Civica Rieti che Sviluppa, Sonia Cascioli del Gruppo Misto e David Festuccia della Lista Civica Città Nuove.
L'Assessore Cecilia rimette il suo mandato al Sindaco Petrangeli
Venerdì ho appreso delle indagini in corso in merito all’intervento eseguito a Largo San Giorgio, del quale, fino alle mie dimissioni, per assumere la carica di Assessore all’Urbanistica, sono stato progettista e direttore dei lavori.
Condivido pienamente l’esigenza di verificare, ed eventualmente correggere, il percorso amministrativo seguito o di integrare eventuali carenze progettuali. Tutto è stato compiuto, salvo errori formali, nell’assoluta e sostanziale correttezza, con i migliori criteri di sicurezza che le attuali tecniche costruttive consentono. In merito ai cambi di destinazione d’uso compiuti sugli immobili, ricordo che sono state inserite funzioni perfettamente compatibili con il piano regolatore.
A Largo San Giorgio, infatti, sono stati realizzati servizi per la città che contribuiscono a migliorare la funzionalità e il benessere collettivo. Non è stato certamente aumentato il cosiddetto carico urbanistico (persone che vivono in una determinata zona), ma, al contrario, sono stati realizzati servizi. L’iter burocratico che ha portato alla realizzazione di questo centro culturale è stato complesso e oneroso. Le norme, infatti, garantiscono la realizzazione di servizi a fronte di un nuovo carico urbanistico, ma, paradossalmente, rendono complicato realizzare esclusivamente servizi.
In urbanistica è previsto che, a fronte di un aumento del carico abitativo, debba essere sembra realizzato un proporzionale numero di servizi (opere di urbanizzazione primaria, come strade, illuminazione, piazze, reti di servizi etc o secondaria, come scuole, centri sociali, centri culturali, edifici per il culto, per lo sport etc). E’ proprio questa la funzione affidata ai piani attuativi: bilanciare correttamente l’introduzione di un carico urbanistico con una sufficiente dotazione di servizi.
Quella di Largo San Giorgio, invece, è una situazione inconsueta perché si sono voluti realizzare esclusivamente servizi per la collettività. Normalmente questi sono realizzati dal Comune o dai privati a scomputo di oneri di costruzione (per compensare l’impatto d’interventi speculativi). Dal momento che la norma rende complicato a un privato realizzare esclusivamente servizi per la collettività se si fossero commessi errori formali, per aderire alla normativa, questi non possono che essere stati commessi nell’assoluta buona fede.
Ho piena fiducia, quindi, nel lavoro della magistratura che sono convinto saprà giudicare il mio operato nell’ambito di un’iniziativa di riqualificazione urbanistica compiuta ad esclusivo vantaggio dei cittadini.
Tutto ciò premesso ho ritenuto opportuno rimettere il mio mandato al Sindaco Simone Petrangeli, affinché possa serenamente valutare se un mio ulteriore impegno nell’esecutivo sia effettivamente utile all’azione amministrativa sinora percorsa.
Ospedale de Lellis, più di un giardino è preferibile sistemare gli infissi delle finestre
Ci scrive un lettore che racconta la sua degenza post-operatoria all’Ospedale de Lellis di Rieti.
Pubblichiamo integralmente il suo messaggio:
La mala-gestione di risorse nella Sanità e il giardinaggio nei Presidi Ospedalieri(!)
Verso la fine di gennaio di quest’anno venni ricoverato, per un problema di calcoli renali, presso il reparto di urologia del Presidio Ospedaliero di Rieti.
La preparazione all’intervento chirurgico è stata a dir poco meticolosa (meglio abbondare che deficere).
Giungendo al fatidico giorno: verso le ore 16:00 entro in sala operatoria per l’intervento; verso le ore 17:00 venni riportato al mio reparto (letto n°59.) Quella sera il tempo non era per niente clemente: pioveva a dirotto e sentivo i temporali all’esterno della mia stanza d’ospedale. Dalle fessura della finestra, nelle vicinanze del mio letto, entrava un freddo gelido. Durante tutta la notte, in preda all’anestesia e ai dolori post-operatori, continuavo a sentire solo freddo.
Ricordo che una gentile signora mi coprì con una seconda coperta. Al momento trovai un leggero beneficio; sentivo caldo al punto da sudare ma da quella maledetta finestra continuava ad entrare aria gelida. A quel punto qualcuno provò a “tamponare” le fessura con delle traverse ma il risultato non fu dei migliori: l’aria gelida continuava a colpire il mio letto e la mia persona.
Vi lascio immaginare come trascorsi quella notte: era un’alternanza di sudore gelido, acuti spifferi di aria fredda provenienti dalla finestra e il dolore postumo all’intervento.
La mattina seguente mi svegliai con un forte mal di testa, un “vigoroso” raffreddore e un fastidioso stato febbrile.
A mente lucida mi lamentai tempestivamente del fatto che in un ospedale, dove l’attenzione verso il malato dovrebbe essere sacra, potesse esserci una simile noncuranza che andava a ledere l’incolumità fisica di noi degenti.
Successivamente mi venne comunicato che il problema degli “spifferi” d’aria provenienti dalle finestre fosse una caratteristica di quell’ospedale.
Vorrei indirizzare le mie lamentele al Direttore Generale Provinciale, ma non essendo stato ancora designato, ritengo opportuno rivolgermi al Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, al Direttore Amministrativo, al Direttore Sanitario e ai sotto-direttori dei sotto-direttori ecc.
Vi chiedo esplicitamente: “perché voler spendere 2 milioni di euro (dico due milioni di euro!) per costruire all’interno dell’Ospedale un giardino? Non sarebbe più opportuno e necessario risanare gli infissi di quello stesso Ospedale?”
Questo mio quesito lo esterno anche a nome di tutti quegli “sfortunati” degenti che a causa di quegli infissi “areati” saranno costretti a rimanere qualche giorno di più in ospedale; infatti, tanti saranno coloro che si ritroveranno con uno stato di salute aggravato dagli spifferi!
Probabilmente se Lei Presidente (o Voi Direttori) doveste vivere una simile e malsana esperienza riuscireste a comprendere meglio come sia necessario risanare quegli infissi anziché pensare alla realizzazione di un inutile giardino che ha solo il sapore di megalomania politica.
Autore Caloisi Mariano Agostino
Ars, grande successo per il primo convegno a Rieti
Successo all’esordio reatino per l’Ars. L’Associazione Riconquistare la Sovranità ha fatto il pienone sabato pomeriggio, al primo evento ufficiale organizzato a Rieti.
All’auditorium Varrone sono arrivate moltissime persone per il convegno “Costituzione, mercati e moneta”, moderato dal reatino Stefano Rosati, che ha visto gli interventi di Diego Fusaro, ricercatore della facoltà di Filosofia dell’Università “Vita-Salute San Raffaele” di Milano, Luciano Barra Caracciolo, Presidente della sezione Sesta del Consiglio di Stato, e Stefano D’Andrea, Presidente dell’ARS. Quest’ultimo nella mattinata era intervenuto in diretta ai microfoni di Radiomondo e, nel corso della puntata di Sabato Italiano, aveva anticipato alcuni dei temi trattati nel corso del convegno.
Di fronte alla platea di reatini, i relatori hanno fatto un quadro dell’attuale situazione sociale ed economica dell’Italia, anche in riferimento al contesto continentale. Scopo dichiarato dell’iniziativa, era quello di promuovere la conoscenza delle radici storico-filosofiche e giuridico-economiche alla base della Costituzione repubblicana del 1948, analizzandone i difficili rapporti di compatibilità con i Trattati Europei e individuare le vere cause dell’attuale situazione economica e sociale dell’Italia.
I relatori si sono alternati con interventi di circa mezz’ora, con il convegno aperto da Diego Fusaro, a Rieti per la seconda volta in pochi mesi dopo l’incontro con gli studenti del liceo classico dello scorso ottobre, ha parlato de “L’euro come fondamento del capitalismo assoluto”.
La parte centrale del convegno ha visto l’intervento di Barra Caracciolo che, prima di parlare di “Euro e/o democrazia costituzionale”, ha salutato Rieti ricordando il periodo passato in città come giudice del tribunale. Prima di aprire l’ultimo intervento dal titolo “Libertà di circolazione di capitali e costituzione economica, il presidente dell’Ars e docente di diritto privato, Stefano D’Andrea, ha espresso grande apprezzamento per Rieti e, in particolare, per la statua della Lira presente a piazza Cavour.
Sesta vittoria consecutiva per la Linkem Npc Rieti
La sesta vittoria consecutiva arriva per la Linkem NPC Rieti sul campo neutro di Giulianova, nella sfida contro Porto Sant’Elpidio Basket.
La gara che si chiude sul 66-85 a favore dei leoni amarantocelesti, ha visto la NPC condurre fin dalle prime battute. Partiti concentrati e determinati, i ragazzi di coach Nunzi scavano subito un buon vantaggio, 16-4 a metà della prima frazione. Ottimo Caceres che nonostante le due settimane di stop per infortunio, parte in quintetto, ma su tutti Benedusi che produce ben 11 punti nella prima frazione. A metà del secondo quarto si approfondisce il già importante vantaggio fino a 33-13, grazie a due bombe consecutive di Granato.
Al rientro dagli spogliatoi Porto Sant’Elpidio sembra aver ripreso energia e con un buon parziale si riporta sotto fino a -12 (48-36), grazie ad un attivissimo Boffini che segna 14 punti in questo periodo. La NPC, però, dispone di Giampaoli che sale in cattedra, infila due canestri, recupera e serve Ferraro e poi di nuovo segna e con un +19 di vantaggio (36-57) ricaccia indietro le velleità dei padroni di casa.
L’ultimo quarto inizia con due bombe di capitan Granato che ci portano sul massimo vantaggio +26 (44 -70), ma con Coviello e Boffini i marchigiani si riavvicinano fino al -14 quando mancano cinque minuti al termine. Sarà l’ultima volta. Ferraro realizza 6 punti di fila (una bomba e tre liberi) e Nunzi trova spazio anche per i giovani.
La diciannovesima giornata del campionato DNB si chiude così, con la NPC che festeggia il suo sesto successo consecutivo e raggiunge Latina al primo posto in classifica in attesa del risultato di domani, grata per aver recuperato Caceres e fiduciosa di trovarsi con il roster al completo per l’ultima parte della fase regolare.
E’ soddisfatto il presidente della NPC Rieti Giuseppe Cattani: “Abbiamo giocato molto bene – racconta – la partita è stata approcciata col piglio giusto. Abbiamo difeso fortissimo e attaccato altrettanto bene. Eravamo molto timorosi, soprattutto riguardo a come Caceres avrebbe potuto rispondere sul campo dopo lo stop. Non sapevamo se dopo due settimane di fermo e con i problemi avuti in settimana ce l’avrebbe fatta. Invece abbiamo dato prova di grande unione di squadra. E’ stata veramente una bella partita. Adesso riposiamo quindici giorni (la partita in calendario il prossimo sabato è stata infatti posticipata all’8 marzo per indisponibilità del PalaSojourner) e per allora dovremmo riavere in squadra anche Feliciangeli”.
“La ricerca dell’under continua, ma la vittoria di stasera alleggerisce la pressione –conclude i presidente – e con la sosta possiamo lavorare più tranquillamente per trovare la persona che faccia al caso nostro. Con Feliciangeli le rotazioni tornano ad otto anche se dispiace sapere che con questa regola degli over qualcuno dovrà andare fuori”.
Parziali 6-22, 27-44, 44-64, 66-85
NPC. Giampaoli 12, Benedusi 18, Caceres 12, Ferraro 12, Scodavolpe 7, Colantoni 2, Granato 16, Ponziani 2, Musso 3, Auletta.
Porto Sant’Elpidio. Fabi 17, Ferroni, Boffini 21, Coviello 14, Romani 8, Torresi, Pozzetti 2, Giampieri, Salvatori 4, Postacchini.
Scossa di terremoto alle 20.45 di sabato sera
Ancora una scossa di terremoto si è avvertita a Rieti e provincia. Il sisma di magnitudo 2.2 è stato registrato alle ore 20.45 di sabato sera con epicentro tra Cittareale e Norcia ad una profondità di 10.6 km.
Quella di ieri sera è stata la quinta scossa in pochi giorni e come le altre non ha provocato danni a cose o persone.
Cda Fondazione Varrone: abbiamo sempre agito in buona fede e nel rispetto delle norme
Rammarico è stato espresso dal CDA della Fondazione Varrone per una contestazione amministrativo-burocratica riguardante l’importante riqualificazione di una parte del centro storico condotta nel rispetto delle normative vigenti e pertanto senza alcun rischio per l’incolumità pubblica.
Per la Fondazione Varrone il Polo culturale, come tutte le altre strutture realizzate e gestite dall’Ente (Auditorium Varrone, Sala Calasanzio, Sala Mostre), non rappresentano una fonte di guadagno ma un investimento costante di risorse economiche private e umane profuse per il bene della collettività.
Questo ampio e impegnativo recupero di uno storico quartiere che versava, da decenni, in un totale stato di abbandono e fatiscenza, è stato effettuato solo ed esclusivamente per contribuire allo sviluppo della citta’ attraverso la formazione e le attivita’ culturali ed artistiche.
Un fiore all’occhiello che ha dato posti di lavoro, ha creato indotto per strutture ricettive ed è diventato uno spazio di socializzazione, di incontro, di integrazione sociale, di studio, di arricchimento culturale oltre che un significativo biglietto da visita della nostra città per i visitatori italiani ed esteri.
Riteniamo che la riqualificazione del quartiere, abbia contributo a favorire una migliore qualità di vita dei cittadini stessi, che hanno potuto fruire gratuitamente di una variegata e qualificata proposta culturale che ha saputo valorizzare talenti locali, nazionali ed internazionali.
L’impegno già perseguito dalla Fondazione Varrone è finalizzato alla creazione di un’industria culturale che possa diventare un vero motore propulsivo per lo sviluppo del territorio, che ha le risorse naturali, storiche ed artistiche per diventare un vero attrattore culturale capace di intercettare visitatori e turisti creando anche un indotto economico.
Siamo sereni nella consapevolezza di aver agito sempre in buona fede e secondo normativa, precisando che ogni decisione assunta per il Polo S.Giorgio, è stata condivisa all’unanimità dal Consiglio di Amministrazione e che a seguito di contestazioni formali, i nostri tecnici e legali hanno tempestivamente agito per ottemperare a tutte le richieste delle competenti autorità. Siamo dunque fiduciosi nell’operato della Magistratura.
Vogliamo ringraziare le numerose testimonianze di solidarietà pervenuteci soprattutto da parte di famiglie che hanno frequentato gratuitamente le attività, genitori che portavano i loro bambini ai laboratori, appassionati delle rassegne di organo e di tutti quei reatini che, come noi, avendo solo a cuore le sorti della città, senza altri interessi, hanno creduto e visto nel Polo di Largo S. Giorgio un luogo di rinascita culturale ed artistica.
Ex Asu, Cosentino Cisl Fp: Comune e Regione trovino insieme una soluzione
La CISL FP Roma Capitale e Rieti a seguito di quanto appreso in merito alla decisione della Regione Lazio di escludere i lavoratori ASU, in servizio al Comune di Rieti, dalla riapertura del bacino LSU, esprime il proprio disappunto per quella che ha tutto il sapore di un’incapacità politica di risolvere un problema creato da essa stessa, ma soprattutto la propria viva preoccupazione per il destino di lavoratori e famiglie che si ritroverebbero senza occupazione e reddito – a dichiararlo in una nota è Giancarlo Cosentino Segretario Regionale della CISL FP Roma Capitale e Rieti.
“Senza voler ripercorrere la storia della vicenda, – continua Cosentino – non possiamo sottacere le colpe delle istituzioni coinvolte, maestre nel compiere un pasticcio politico e maestre nel non volerlo risolvere, facendo ricadere sui lavoratori le risultanze negative a cui esse stesse sono addivenute”.
“La CISL FP Roma Capitale e Rieti si schiera al fianco dei lavoratori ex ASU e chiede con viva voce al Sindaco del Comune di Rieti di trovare, di concerto con la Regione Lazio, un’immediata soluzione che possa garantire continuità lavorativa ai dipendenti interessati e continuità di erogazione dei servizi ai cittadini, in un territorio e una città ormai colpiti da un declino inarrestabile”.
UGL e Aragona non condividono le conclusioni del Giudice
“Con riferimento all’ordinanza che respinge il ricorso alla procedura d’urgenza da parte del Comandante della Polizia Municipale Enrico Aragona contro il primo provvedimento di sospensione dal servizio per 15 giorni, l’U.G.L ed il Comandante Aragona prendono atto della decisione del Giudice.
Tuttavia nel pieno rispetto dell’operato della Magistratura, non possiamo fare a meno di esprimere la totale non condivisione alla conclusioni cui il Giudice è giunto atteso che le motivazioni non tengono in debito conto, a nostro avviso, le puntualissime e dettagliate eccezioni contenute negli atti difensivi.
In particolare, risulta difficile comprendere come si possa affermare che la semplice richiesta di un periodo di ferie configuri un atto di insubordinazione effettuata allo scopo di paralizzare l’attività del comando della Municipale.
Ferie che, si ribadisce ancora una volta, sono state comunicate nel numero dall’ufficio competente e per la fruizione delle quali il Comandante ha protocollato una specifica comunicazione a tutti gli interessati.
Ed ancora non si comprende come la fruizione di un periodo di ferie da parte del Comandante Aragona avrebbe potuto costituire un problema per l’Amministrazione atteso che la Giunta con la più volte richiamata delibera n.54 aveva statuito la sua sostituzione in caso di assenza per ferie o malattia con altro dirigente amministrativo.
Ma ancora meno comprensibile risulta l’assunto per il quale il Comandante Aragona abbia fruito di un periodo di 76 giorni di ferie, atteso che al momento della contestazione su 17 giorni lavorativi dal momento dell’inizio della fruizione ne erano stati effettivamente fruiti solo 9 mentre per ben 8 giorni il dirigente aveva sospeso la fruizione proprio per non creare disservizi al Comando.
Nell’ordinanza del Giudice non c’è traccia degli oltre 400 protocolli emessi in quei giorni a firma Aragona.
Per tali motivi, convinto della legittimità della propria condotta, il Comandante Aragona ha già dato mandato ai propri legali di predisporre tutti gli atti per il ricorso avverso tale pronuncia al fine di vedere tutelata la propria dignità e professionalità”.

