“10 anni fa la tragedia del terremoto di Amatrice. 303 vittime. 388 feriti. 41.000 gli sfollati nei 138 Comuni colpiti dal sisma in 4 Regioni, tra il Lazio, le Marche, l’Umbria e l’Abruzzo. In dieci anni la ricostruzione dei territori devastati dal terremoto resta ancora in alto mare. Il 66,3% delle opere pubbliche finanziate attende ancora l’avvio dei cantieri. La ricostruzione del 60% delle abitazioni colpite è incompiuta. 30.000 le persone ancora sfollate. Nel reatino, a dispetto dei proclami della propaganda locale, la percentuale degli interventi pubblici da avviare ai lavori raggiunge l’impressionante dato del 69,7%. Ad Amatrice 136 opere pubbliche su 172 sono ancora inchiodate al palo, 64 su 86 ad Accumoli. Soltanto ad Amatrice l’80% delle persone che hanno perso la casa sono ancora sfollate. Non c’è nessuna svolta da festeggiare nel cratere scavato dal sisma del lontano 2016. Vi è solo il dovere di colmare l’enormità del ritardo accumulato sul campo per restituire una casa, un borgo, un lavoro e una comunità a chi ha perso tutto a causa del terremoto. Ricostruire è un dovere civile. Per onorare la memoria delle vittime del terremoto. Per dare un futuro alle nostre amate terre dell’Italia centrale”. Così nella nota il consigliere comunale Antonio Emili








