E’ dei giorni scorsi l’ennesimo colpo messo a segno dalle Fiamme Gialle, che, a seguito di articolate indagini riservate e sopralluoghi, hanno eseguito sei interventi in altrettanti esercizi di vendita al dettaglio nei comuni di Rieti e di Cittaducale, dove sono stati rinvenuti oltre 21
La merce irregolare rinvenuta è stata sequestrata e i sei responsabili sono stati segnalati alla Procura della Repubblica di Rieti per il reato di contraffazione e alla locale Camera di Commercio per violazione del codice di consumo, essendo gli articoli sprovvisti delle prescritte indicazioni sull’origine e sulla qualità della materia prima utilizzata
La Camera di Commercio, per la parte di competenza, ha avviato le procedure volte alla confisca degli articoli sequestrati e all’irrogazione delle sanzioni pecuniarie, al momento ipotizzabili in centinaia di migliaia di euro
La massiccia operazione, la più rilevante nella provincia di Rieti nell’ultimo anno, è stata condotta allo scopo tutelare in primis la salute dei consumatori: è noto, infatti, che i prodotti di origine cinese contengono coloranti e additivi che, a causa dell’inosservanza delle più elementari norme a presidio della sicurezza, possono procurare lesioni o comunque danni, anche gravi, alla pelle o ad altre parti del corpo umano per effetto della loro tossicità
Nondimeno, è stata tutelata la fede pubblica con riguardo alla messa in vendita di prodotti sia con griffe contraffatte che sprovvisti di qualsivoglia etichettatura indicante la loro qualità e natura, ingannando gli ignari consumatori
Sono state altresì ripristinate le condizioni della leale concorrenza a beneficio degli esercenti che operano nella legalità, sostenendone i relativi costi
Sono in corso ulteriori accertamenti per colpire le basi di provenienza della merce
INTERVENTI DELLA GUARDIA DI FINANZA A RIETI E CITTADUCALE
PASSEGGIATA DI MICHELE SPAGNOLI ALL'EX MATTATOIO DI POGGIO MIRTETO
Spinto dalla semplice e genuina curiosità che dovrebbe essere parte integrante del patrimonio civico di ogni collettività, sono andato a dare un’occhiata a quello che secondo me è un luogo dalle immense potenzialità, pur essendo abbastanza defilato dal cuore del nostro paese: mi riferisco all’ex mattatoio.
Lo spettacolo che mi sono trovato davanti agli occhi è stato a dir poco desolante e avvilente; questa zona del nostro territorio è un "magnifico" esempio di degrado, incuria e inciviltà. In estrema sintesi: l’edificio cade letteralmente a pezzi ed è preda della vegetazione spontanea, scritte e disegni tracciati con bombolette spray riempiono buona parte dei muri esterni, nello spazio antistante è presente un vasto assortimento di rifiuti (che sicuramente non sono andati lì da soli) di ogni forma e dimensione (si va dalle bottiglie agli elettrodomestici, passando per pezzi di armadio), l’interno è inaccessibile, ma da quel poco che si può vedere da fuori, è stato almeno in parte trasformato in un qualcosa a metà tra una discarica e un ripostiglio dove ammassare cose che non servono più. Anche il dato olfattivo non è dei migliori: avvicinandosi all’entrata, l’odore sgradevole aumenta sempre di più.
Ora, non è mia intenzione dilettarmi in quello che mi sembra ormai essere diventato una sorta di sport nazionale: cercare il colpevole. Non scrivo per attaccare a testa bassa, magari facendomi forte di qualche maliziosa insinuazione, i responsabili (veri o presunti) di questa oscena situazione di degrado: il tutto sarebbe sterile e poco suscettibile di avere qualche effetto. Quello che voglio è semplicemente capire; capire il perchè di questo atteggiamento ingiustificabile nei confronti di una parte di Poggio Mirteto che potrebbe rivestire un ruolo importantissimo per il nostro paese, capire se in futuro questo vuoto pauroso sarà opportunamente riempito di senso, di significato, su basi comunitarie e civiche. Per conoscere e condividere questa situazione, non posso che pormi in posizione dialettica nei confronti dell’Amministrazione Comunale, facendo qualche domanda che, spero, possa ricevere al più presto delle risposte.
Prima di fare ciò, penso sia giusto scrivere alcune brevi riflessioni sul perchè di questo mio interessamento, partendo da una considerazione per così dire formale, per poi passare alla sostanza. Insomma, secondo me l’azione politica (intesa in senso ampio come attività del cittadino che si interessa del contesto sociale nel quale vive) non deve configurarsi soltanto come controllo verso chi amministra la cosa pubblica; dovrebbero rientrare nella sfera dell’agire politico anche e soprattutto la proposta e la segnalazione di criticità latenti, come questa.
E’ bene, quindi, che la coscienza civica abbia anche un valore creativo; altrimenti subentra l’abitudine: ci si abitua al senso di impotenza, alla stasi, a percepire il degrado come una componente necessaria del tessuto urbano. Si finisce, poi, per seguire la filosofia del "meglio che niente" accontendandosi, per assurdo, di veder sorgere amorfe palazzine su zone in precedenza ingiustamente abbandonate. In altre parole: questo mio intervento non è successivo ad un esplicito comportamento del Comune, ma è finalizzato a portare a galla una tematica che potrebbe essere argomento di discussione e confronto collettivo.
In sostanza, il confronto di cui ho appena parlato dovrebbe avere come oggetto una possibile riqualificazione dell’area in questione, secondo il criterio del bene comune; area che potrebbe essere utilizzata per favorire, ad esempio, l’aggregazione della cittadinanza e le attività culturali, o qualsiasi altro aspetto della vita collettiva di Poggio Mirteto che scaturisca da momenti di concertazione tra amministratori e cittadini.
E’ ovvio che il confronto dovrebbe anche avere lo scopo di delineare una strategia istituzionale per il reperimento dei fondi necessari allo svolgimento di un auspicabile progetto di riqualificazione che abbia i caratteri velocemente tratteggiati sopra. Sarebbe assurdo guardare al Comune come unico organismo deputato a sobbarcarsi i costi di un’operazione di questo genere.
Venendo alle domande:
1) l’ex mattatoio fa parte del patrimonio immobiliare di proprietà del Comune?
2) Il Comune ha in programma proggetti per un futuro utilizzo dell’area? Qualora la risposta a questo quesito fosse positiva, è possibile una condivisione degli eventuali progetti?
3) E’ possibile iniziare una dialettica pubblica permanente tra amministratori, soggetti sociali e singoli cittadini che abbia ad oggetto il legame tra opere pubbliche e qualità della vita, inserendo tra i punti qualificanti di questo percorso la valorizzazione dell’ex mattatoio (compresa, naturalmente, la ricerca dei mezzi per giungere a questo fine)?
Concludo specificando che quanto ho scritto non è la manifestazione di una non meglio specificata verità in mio possesso, ma solo un tentativo di stimolare una riflessione.
PRESENTAZIONE DI "QUEL PUNTINO UN PO' SFRANGIATO" IL LIBRO DI GABRIELLA MARTINO
Mercoledì 26 maggio alle ore 17,30, presso l’Aula Consiliare del Comune di Rieti verrà presentato il libro “Quel puntino un po’ sfrangiato” (Dialogo d’amore tra una madre ed una figlia speciale) della giornalista RAI Gabriella Martino. All’incontro di presentazione del volume interverranno il Sindaco Giuseppe Emili e l’Assessore ai Servizi Sociali Ettore Saletti.
“E’ un’occasione davvero speciale – sottolinea l’Assessore Saletti – per cui mi auguro che a questo incontro con l’autrice di un libro tanto particolare sia numerosa la partecipazione delle operatrici sociali che seguono gli alunni diversamente abili nelle scuole reatine, dei presidi degli Istituti e della insegnanti di sostegno, oltre, ovviamente, delle associazioni di volontariato che operano nel particolare settore della disabilità”.
Il libro ripercorre il percorso di una madre, ma è più esatto dire di una famiglia, che parte dalla disperazione dopo aver avuto la notizia che la terza figlia ha qualcosa che non va, fino ad arrivare alla serenità ed addirittura all’allegria diventato bellissimo.
Il volume non è un diario vero e proprio anche se alcune date e alcuni paragrafi hanno riferimenti temporanei ben precisi. E’ stato scritto nell’arco di poco meno di venticinque anni, in tre tempi diversi, tre tempi musicali (in omaggio alla ragazza speciale che ha l’orecchio assoluto come Mozart, adora la musica e suona il pianoforte) che scandiscono appunto i tre tempi della storia.
L’Adagio con pathos, la lentissima presa di coscienza da parte dei genitori dei problemi della terza figlia e quindi il dolore, la disperazione, l’impotenza, il correre a destra ed a sinistra senza sapere dove andare. L’Andante con forza, scritto molti anni dopo (circa dodici) prendendo atto dei progressi compiuti nel frattempo, rievoca “tanti gradi e gradini, tante tappe, tante umiliazioni e tanti successi, tanta fatica e tanto amore”. Tutti, protagonisti e comprimari, si sono rimboccati le maniche e andando avanti con forza sono approdati, molti anni dopo, all’Allegro con leggerezza. La leggerezza è quella che la ragazza, non guarita, ma con tanti progressi all’attivo, ha portato nella vita dei genitori, dei parenti e degli amici, una leggerezza densa di valori e di significati.
Il libro è dedicato principalmente a tutte quelle famiglie che vivono storie analoghe, con un figlio od un fratello speciale, e che spesso per vergogna, per ignoranza, per dolore e per solitudine non riescono ad “uscire fuori” dal problema e si fanno sopraffare dalla disperazione. L’esperienza dell’autrice, traumatizzante all’inizio, poi via via sempre più in positivo, può dare coraggio a tante persone.
Il pregio del libro, oltre al commovente contenuto, sta nella brevità e nel linguaggio scorrevole e coinvolgente. Si fa leggere tutto d’un fiato. Emoziona e dà pungi nello stomaco ed alla fine chiede di essere riletto e meditato con calma.
DA SETTEMBRE CHIUSURA DEL TEATRO VESPASIANO PER RENDERLO ANCHE DI PRODUZIONE
In relazione ai lavori da effettuare prossimamente al Teatro Flavio Vespasiano, l’Assessore ai Beni Culturali Gianfranco Formichetti precisa che l’intervento riguarderà la realizzazione di alcuni laboratori negli spazi interni al Teatro (sala costumi, scenografie, falegnameria, etc.) conseguenti all’ottenimento di un finanziamento regionale per un importo complessivo di 700.000 euro.
“Credo che a nessuno sfugga l’importanza di tale opportunità perché tali lavori consentiranno di trasformare il Flavio – sottolinea l’Assessore Gianfranco Formichetti – da Teatro di sola rappresentazione a Teatro di produzione (prosa, lirica e danza) ed il tutto avverrà nei 2-3 mesi in cui l’intervento verrà effettuato.
Con riferimento al periodo di chiusura, vorrei ricordare che l’avvio dei lavori è stato fissato non casualmente per il mese di settembre con la conseguenza che, calcolando come la stagione teatrale abbia sempre avuto inizio da fine dicembre-inizio gennaio in poi, non ci sarà ripercussione alcuna sulla programmazione del Teatro Flavio Vespasiano. Ritengo, quindi, che la possibilità di imprimere una ulteriore efficienza e funzionalità al nostro Teatro non possa che essere accolta con soddisfazione”.
L'AGITAZIONE AI PENITENZIARI DI ROMA, RIETI E VITERBO NON HA SCOSSO L'AMMINISTRAZIONE CARCERARIA
“Senza personale di Polizia Penitenziaria, gli unici ad avere un rapporto quotidiano e costante con il detenuto, non si potrà mai avere un vero trattamento ed una reale sicurezza per i nostri cittadini, quando questi finiranno di espiare la pena”.
La segreteria regionale Osapp Lazio punta il dito verso il D.A.P. il Dipartimento delle Carceri , reo di non aver preso in considerazione le agitazioni e i sit-in di protesta del personale di polizia penitenziaria, dove gli operatori sono stremati dalla mancanza di prospettive presenti e non future , ma ancor di piu’ spendere le proprie risorse ed energie prioritariamente nella direzione delle condizioni e del trattamento dei detenuti, dimenticando invece il personale di polizia penitenziaria obbligato a convivere con turni lavorativi massacranti, straordinari pagati con eccessivo ritardo, condizioni di lavoro pessime e sicurezza nei luoghi di lavoro inesistente.
“Sempre l’Osapp Lazio, -afferma- il Segretario Regionale Proietti CONSALVI, che nel pieno rispetto della persona umana e della dignità di lavoratore e servitore dello Stato” ci auguriamo finalmente un intervento concreto per affrontare seriamente la carenza di personale di Polizia Penitenziaria e delle carenze strutturali degli istituti penitenziari dell’intera Regione Lazio, in particolare quello degli istituti romani di Rebibbia e Regina coeli, quello di Viterbo e non ultimo quello della città di Rieti appena inaugurato ma dove numerose problematiche in ordine di carenza di personale affliggono gli operatori di polizia penitenziaria .
Il miglioramento delle condizioni carcerarie, attività intrapresa da una recente direttiva del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria con l’istituzione di un gruppo di lavoro, dovrebbe passare anche dal miglioramento delle condizioni lavorative degli agenti di polizia penitenziaria.
Ancora oggi, gli operatori di polizia penitenziaria ma le stesse OO.SS. come l’Osapp aspettano l’istituzione dei centri d’ascolto riservati agli agenti in difficoltà.
Questi centri , con l’ausilio di psicologi e assistenti sociali , dovevano servire ad evitare il linea di massima quel disagio psicofisico lavorativo e/o personale degli agenti , ma soprattutto cercare di non lasciare soli gli operatori di polizia , nella loro solitudine che poi sfociano in atti di suicidio come accaduto ad un collega pochi giorni fa, nell’indifferenza dei vertici dell’amministrazione.
Infine, Se le condizioni rimarranno tali – conclude – la segreteria regionale “non esiteremo, come del resto abbiamo fatto sempre in questi giorni, ad effettuare tutte quelle forme di protesta che la legge ci consente e di coinvolgere il piu’ possibile anche le istituzioni esterne tanto da portare al di là del muro di cinta le nostre problematiche compreso le condizioni in cui operano oggi gli agenti di polizia penitenziaria”.
ALL'ASSO SPORTING CLUB IL VI MEMORIAL ROBERTO AZZARI "ZIZI"
Ha preso il via
Le squadre quali avranno la possibilità di qualificarsi alla fase successiva fino a martedì primo giugno. Subito dopo parte la fase a eliminazione fino alla finale di domenica 6 giugno alle ore 21:00. Al termine della finale il comitato organizzatore ha predisposto una cena a buffet per i presenti e durante la serata saranno fatte le premiazioni per tutti i partecipanti. A fare da colonna sonora, nei momenti d’intervallo tra una partita e l’altra ci saranno i dj del gruppo Big Dipper Love che allieteranno il pubblico intervenuto. Favoriti come sempre “Mediabet”, “Gli amici del bomber” e “Quelli che…”, ma non sono da sottovalutare “Gran fondo Cammino di Francesco”, “Az. Agr. Lorenzo Cecchetelli” e “Cera…una volta Stukkino Team”.
Il comitato confida nell’ennesima ottima riuscita del torneo che nelle passate edizioni ha visto oltre 500 spettatori a serata, dando appuntamento a tutti in via Rosatelli,
SI E' CONCLUSA LA QUARTA EDIZIONE DELL' "ORAL CANCER DAY"
Si è conclusa sabato 22 maggio 2010 la quarta edizione dell’ORAL CANCER DAY, iniziativa organizzata dall’Associazione Nazionale Dentisti Italiani (ANDI) e patrocinata dall’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Rieti, per promuovere la prevenzione e la diagnosi precoce dei tumori della bocca.
Gli odontoiatri reatini presenti presso il gazebo dell’associazione ANDI installato in piazza Vittorio Emanuele, hanno evidenziato i fattori di rischio di questi tumori, distribuendo anche materiale informativo. Secondo il dott. Dario Chiriacò, Presidente dell’Ordine dei Medici, “E’ fondamentale informare i cittadini su queste forme di tumori che sono al sesto posto come frequenza e che hanno, purtroppo, una altissima percentuale di mortalità a causa del ritardo nella diagnosi”.
“Le persone che si accorgono di avere piccole lesioni nella bocca, soprattutto ulcerazioni, tendono a trascurarle” aggiunge il dott. Michele Abbattista, Presidente ANDI RIETI,” e si rivolgono al dentista quando la malattia si è approfondita e difficilmente curabile. Al contrario una diagnosi precoce permetterebbe, con un piccolo intervento chirurgico, una perfetta guarigione. In questa fase iniziale della malattia, inoltre, non sono necessari esami complessi e costosi come tac o risonanza magnetica, con un grande risparmio di tempo e denaro per i pazienti e la collettività”.
Da lunedì sarà attivo il numero verde dell’associazione 800.911.202 telefonando al quale, i cittadini che lo desidereranno, potranno prenotare visite gratuite finalizzate alla prevenzione di queste patologie.
MARCO VICHI VINCE LA SECONDA EDIZIONE DEL PREMIO LETTERARIO CITTA' DI RIETI
E’ lo scrittore toscano Marco Vichi il vincitore della seconda edizione del Premio letterario Città di Rieti Centro d’Italia. L’autore del romanzo “Morte a Firenze” (Guanda), si impone con le sue 46 preferenze nello spoglio della serata finale al teatro Flavio Vespasiano sul totale di 148 schede compilate dalla giuria di lettori scelti a comporre un campione rappresentativo degli abitanti del comune di Rieti.
Vichi, autore della fortuna serie del commissario Bordelli, succede nell’albo d’oro del concorso a Paolo Giordano. Ci riesce precedendo di 11 voti Christian Frascella, autore del volume edito da Fazi “Mia sorella è una foca monaca”, rimasto a quota 35 dopo un testa a testa durato fino all’ultima parte della conta. Sul gradino più basso del podio Melania G. Mazzucco (La lunga attesa dell’angelo, Rizzoli) con 31 voti, mentre al quarto e quinto posto si sono piazzati Cinzia Tani (Lo stupore del mondo, Mondadori) con 28 voti e Pierluigi Panza (La croce e la sfinge, Bompiani) con 8 preferenze. A Vichi è stato assegnato un premio di 7.500 euro.
La serata, presentata da Daniela Miniucchi e Paolo Di Lorenzo, ha riproposto letture di brani tratti dai cinque romanzi: a presentarli, gli attori Carla Todero e Sebastiano Lo Monaco. Quest’ultimo ha inoltre interpretato un passaggio del quinto canto della Divina commedia dedicato all’incontro di Dante con Paolo e Francesca. Ad arricchire il programma, le note del piano di Elena Trippitelli e Paolo Paniconi.
“L’originalità della formula che prevede l’incontro-dibattito con gli scrittori si è rivelata ancora una volta vincente – afferma l’assessore alla Cultura Gianfranco Formichetti – oltre a essere molto apprezza dagli stessi autori e dai giurati. Il nostro si conferma un premio vero che contribuisce a far conoscere la nostra città nel panorama nazionale”.
Sul palco del teatro di via Garibaldi anche il sindaco Giuseppe Emili, il quale ha dichiarato in chiusura di evento: “Il premio è un gioiello del nostro programma che mira a fare della nostra città un distretto culturale di grande importanza. Manifestazioni come questa sono fondamentali per far conoscere le nostre potenzialità turistiche”.
IRCOP GSE FORTITUDO RIETI: FINISCE IL SOGNO PLAY-OFF
Si infrange il sogno play-off della Ircop GSE Fortitudo Rieti, che dopo aver vinto in casa per 3 set a 1 contro il Grottaferrata, esce sconfitta in gara 2.
La partita, si presenta estremente difficile per la squadra reatina, che soffre fin dall’inizio l’impostazione di gioco delle avversarie.
Il Grottaferrata si impone per 3 set a 0 sulla Ircop GSE Fortitudo Rieti che non riesce a vincere nemmeno un set per giocarsi l’accesso alla finale in gare 3.
EMERSI INTERESSANTI SPUNTI DI RIFLESSIONE DAL CONVEGNO SUL BELCANTO
“Interessanti spunti di riflessione per avviare studi approfonditi sull’importanza della lingua italiana nella diffusione del canto nel mondo”. Sono quelli emersi, così come riferisce il prof. Bruno Cagli, direttore artistico della sezione Belcanto del Reate Festival, nel corso del convegno internazionale sul belcanto.
L’iniziativa, ultima in ordine di tempo della Fondazione Flavio Vespasiano, è stata il preludio all’edizione 2010 del Reate Festival che proprio nel belcanto ha la sua specificità. Anche le telecamere della Rai hanno dato eco al convegno.
Al microfono di Tg1 Cultura è stato proprio il sovrintendente della Fondazione, Carlo Latini, ad esprimere tutta la soddisfazione per l’ultilità in termini di studi, ma anche per l’interessamento e l’attrazione che il convegno ha saputo richiamare. “Nè poteva essere diversamente – gli ha fatto eco Gianfranco Formichetti, vice presidente vicario – data la levatura dei relatori intervenuti”.
E’ stata una due giorni vissuta molto intensamente tra il Park Hotel Villa Potenziani ed il teatro di via Garibaldi che vanta una delle migliori acustiche al mondo. Il convegno “L’italiano, una lingua per il canto” ha destato un grande interesse, coinvolgendo non solo gli addetti ai lavori e gli appassionati dell’arte belcantistica, ma anche gli studenti delle scuole superiori cittadine che hanno aderito al concorso sul tema “Il Reate Festival volano per lo sviluppo della identità culturale della città di Rieti”.
L’occasione li ha visti infatti vestire i panni dei giornalisti impegnandoli nelle interviste agli attori-protagonisti della due giorni belcantistica.
A conclusione delle due sessioni in cui si è articolato il convegno, la tavola rotonda “Parlar cantando” cui hanno partecipato Bruno Cagli, Annalisa Bini, Marco Bizzarini, Giovanni Carli Ballola, Jeremy Commons, Markus Engelhardt, Paolo Fabbri e Teresa Maria Gialdroni.Tra gli argomenti oggetto di riflessione quelli scaturiti dall’intervento, particolarmente apprezzato, intitolato “Mattia Battistini.
Una voce tra Rieti e Europa”. “Se lo stile si può discutere in fatto di gusto ed il gusto, si sa, è in evoluzione continua – ha specificato Cagli a tale proposito – lo stesso non vale per la tecnica di canto che, nel caso di Battistini, è perfetta. Il fatto è che all’epoca esistevano maestri di canto che, ahimé, oggi non abbiamo più”.
E dopo la tavola rotonda, a chiudere la due giorni, lo spettacolare concerto “Chopin e il Belcanto” con l’ucraino Denis Zhdanov.

