ANTRODOCO, PROSEGUONO LE TRATTATIVE CON GHEDDAFI

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Un anno fa Mu’ammar Gheddafi aveva promesso investimenti nel comune di Antrodoco, circa dieci giorni orsono il sindaco e gli amministratori del paese reatino si sono incontrati con una delegazione di tre funzionari libici che sono venuti per pianificare insieme due progetti in cui vuole investire Tripoli

Inizialmente l’importo sarà di circa 16 milioni di euro da ripartire in due progetti: un hotel con beauty center e centro termale annesso che sorgerà all’interno dell’ex pastificio Mannetti, l’investimento previsto sarà di circa 8 milioni di euro, e prevede 60 posti letto, progetto che ha già ricevuto tutte le autorizzazioni necessarie e ingloberebbe anche la struttura termale esistente,  e uno stabilimento di imbottigliamento per acque minerali da realizzare nei pressi della sorgente di Rocca di Corno con una produzione di circa diecimila bottiglie al giorno.

Per un paesino come Antrodoco di 2.800 abitanti  la ricaduta occupazionale sarà significativa. Per l’albergo sono infatti previsti tra i 20 e 25 dipendenti, mentre per lo stabilimento di imbottigliamento si dovrebbero toccare le 30 unità.

La figura giuridica che gestirà i finanziamenti provenienti da Tripoli potrebbe essere la cessione in comodato d’uso delle due strutture,  o la costituzione di una società che vedrà il Comune di Antrodoco e il governo nordafricano rappresentati nel consiglio di amministrazione. La Libia  metterebbe i finanziamenti, il Comune di Antrodoco le strutture e i terreni.

CASINI PRESENTE ALLA FESTA DELL'API DI RUTELLI

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Inizia oggi pomeriggio a Labro la Festa dell’Api di Francesco Rutelli. Il leader dell’Udc Casini ha annunciato un incontro con la dirigenza, gli amici, gli iscritti e i simpatizzanti sabini in programma alle ore 13,30 presso la Tenuta Due Laghi in Località Campigliano di Rivodutri prima di recarsi alla tavola rotonda con Rutelli.

La presenza di Casini è un rinnovato segnale di attenzione nei confronti di Rieti e della Sabina ed anche la volontà di voler partecipare a quelle iniziative che l’Udc reatino ha assunto per la soluzione e il rilancio di tematiche di grande interesse per la comunità sabina quali la famiglia, la sanità, il lavoro nell’industria e nei campi, la Salaria e il turismo, l’università.

Calabrese dichiara  a Campigliano e a Labro si dovranno trovare motivi di interesse e di entusiasmo così da concretizzare la nascita del terzo polo, significativo riscontro del fallimento del bipolarismo oramai in fortissima crisi anche a livello governativo, l’assessore Beccarini dichiara che dopo una dura battaglia sui valori portata avanti in passato oggi è finito il tempo in cui si gridava al voto utile, sarà presente inoltre l’assessore Enzo Antonacci che parlerà con il capogruppo Regioanle UDC Francesco Carducci per approfondire le problemetiche della scuola Reatina.

LA BOTTEGA DEL TEATRO AL FESTIVAL DEL TEATRO POPOLARE

Anche la "Bottega del Teatro" di Rieti sarà presente alla II edizione del Festival del Teatro Popolare, manifestazione voluta dalla Provincia di Rieti – Assessorato alle Politiche Turistiche e Consigliere
Delegato alla Cultura.

Il gruppo teatrale reatino si esibirà il  7 settembre alle ore 21:30 all’interno del Chiostro di San Francesco, portando in scena la commedia in italiano "Da giovedì a giovedì" dello scrittore e commediografo Aldo De Benedetti, che già, nel corso della stagione ha trovato il gradimento del pubblico e della critica.

CACCIA, COSTINI: RISCHIO RICORSI AL TAR

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“Apprendiamo dal ‘professor’ Lodovisi, commissario pro tempore del Pd, una nuova regola in politica, ovvero che è compito della minoranza garantire il numero legale delle sedute di consiglio e non della maggioranza”. Così il consigliere provinciale del Pdl, Felice Costini, in riferimento a quanto avvenuto per la scorsa convocazione dell’assemblea di palazzo Dosi nel corso della quale si sarebbe dovuto discutere l’atteso regolamento sulla caccia al cinghiale.

“Speriamo – aggiunge – che il dotto politologo abbia spiegato tale teoria anche ai consiglieri comunali del Pd e che quindi, da questo momento in poi, si possa contare anche sulla minoranza di palazzo di Città per il numero legale che spesso e volentieri i suoi colleghi di partito cercano, invece, di far mancare. Aldilà delle facezie legate alle evidenti crisi interne del Pd, credo che quanto stia avvenendo sulla caccia rappresenti l’esempio di un metodo di amministrare che definiamo del tutto sbagliato”. “Ritengo, infatti, che qualsiasi persona dotata di un minimo di buon senso – continua Costini -, avendo la consapevolezza dell’emergenza creatasi per il cospicuo numero di cinghiali presenti sul territorio tale da essere un danno enorme e continuo per gli agricoltori della nostra provincia (con risarcimenti in forte ritardo per colpa proprio dell’amministrazione provinciale), auspichi un regolamento sulla caccia al cinghiale che la renda più agevole e diffusa proprio per ricreare un equilibrio naturale che nel territorio è saltato”. 

“Non ci scandalizzeremmo – dichiara il consigliere del Pdl – se per qualcuno, in un periodo di crisi economica così profonda, la caccia al cinghiale possa essere anche uno strumento di sostentamento. Assistiamo, invece, a un’azione della giunta provinciale di centrosinistra che, sulla pressante spinta proprio del commissario Lodovisi, tenta affannosamente di approvare un regolamento il cui presupposto ideologico è che la gran parte dei cacciatori sia formata da bracconieri, al punto di arrivare a sconfessare anche il precedente presidente della commissione Agricoltura, Paolo Camici, anch’egli del centrosinistra, che nello scorso mandato produsse un regolamento, quello sì approvato all’unanimità, oggi addirittura indicato come uno strumento garante di quanti non vorrebbero regole nel mondo venatorio”. 

“Dopo la cocente sconfitta nella precedente seduta di consiglio – spiega Costini – la maggioranza ripropone, però, senza ulteriori approfondimenti, il regolamento contestato da tutti, da dibattere in una nuova seduta prevista per il 7 settembre, rifiutando così ancora una volta la proposta del Pdl di rianalizzare l’argomento in commissione e facendo spallucce davanti le illegittimità in esso contenute e che provocheranno inevitabilmente una serie di ricorsi al Tar con il rischio della sospensione dell’attività venatoria per l’anno in corso. La domanda è cui prodest? Sicuramente non alle squadre di battute, firmatari di una lettera di dissenso nei confronti del regolamento che si vorrebbe approvare, non ai cacciatori singoli, trasformati in maniera indistinta in bracconieri assetati di sangue, sicuramente non alla maggioranza delle aziende faunistiche che si vedono di imperio imposto un regolamento in contrasto con la stessa legge che lo istituisce. Il Pdl – conclude – continuerà in consiglio provinciale la battaglia al fianco dei cacciatori e degli agricoltori, convinto che non si possano difendere gli interessi di qualche singolo per condizionare la libertà degli altri”.

COLDIRETTI POGGIO MIRTETO, I PASTORI RIUNITI PER LA MANIFESTAZIONE DEL 6 SETTEMBRE

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Numerosissimi i pastori riuniti, questa mattina, presso la sede di Coldiretti di Poggio Mirteto per organizzare la propria adesione alla manifestazione che si terrà davanti il Ministero dell’Agricoltura il 6 settembre, a partire dalle ore 9. Si preannuncia un autunno molto caldo anche per il settore ovino.

Il grido dei pastori sabini è stato unanime: “Stiamo con l’acqua alla gola, con questo prezzo di acquisto rischiamo di chiudere entro l’anno!”.

“Esistono belle realtà sul territorio, aziende che devono essere aiutate, purtroppo anche in questo ambito gli acquirenti sono pochi e così è più facile monopolizzare il costo al ribasso – ha spiegato il presidente di Coldiretti Rieti, Enzo Nesta – nell’immediato futuro una soluzione può essere l’incremento della vendita diretta,  la valorizzazione del prodotto e il fatto di puntare su una filiera tutta nostra, solo in questa maniera non avremo più bisogno dei grandi supermercati e non saremo vittime di speculazioni”.

La battaglia sul latte ovino è stata lanciata proprio da Coldiretti Lazio, Rieti e Roma nel mese di luglio, il 4 agosto scorso il sindacato ha inviato la richiesta dell’apertura di un Tavolo di Crisi all’assessore regionale Birindelli, constatando  ‘la caduta in picchiata del prezzo del latte ovino e del valore dell’agnello”.

“Con 800mila pecore siamo la terza regione in Italia per quanto riguarda l’insediamento di ovini, anche a Rieti è una realtà economica di rilievo – ha spiegato il direttore regionale e provinciale, Aldo Mattia –  dobbiamo essere compatti e  scendere in piazza anche per il prezzo del latte ovino, fino a che sarà necessario”.

“Le nostre richieste al Ministero, indicate nell’Articolazione regionale della Piattaforma nazionale, prevedono intanto il ritiro dal mercato del pecorino romano al fine di smaltire gli stocks di prodotto; l’operazione dovrebbe essere coordinata proprio dal Ministero e dalle regioni (Sardegna e Lazio) per un valore complessivo di 25 milioni di euro – ha spiegato Mattia – detto intervento deve essere realizzato contestualmente alla sottoscrizione di un accordo almeno biennale, tra produttori e acquirenti, che abbia come finalità nuove relazioni industriali e sia fondato su un’equa distribuzione del valore aggiunto e una reale copertura dei costi di produzione.

Da non dimenticare le proposte di rilancio del settore, che non possono prescindere da aiuti di carattere finanziario quali: la ristrutturazione dei debiti, sia bancari che previdenziali, in modo da ripristinare la situazione finanziaria degli allevatori e garantire la normale conduzione e presenza delle aziende sui territori, inoltre un incremento delle indennità compensative e la reintroduzione di misure relative al benessere animale”.

Tutti soldini, insomma, di sostegno alle aziende che, oltre a difendere l’occupazione e contribuire al miglioramento della qualità del prodotto, hanno un’altra funzione importante: la salvaguardia dell’habitat naturale, proprio grazie alla presenza degli ovini.

 “Per garantire un equo reddito dal mercato e ricostruire la filiera, sarà necessaria anche l’istituzione di una cosiddetta "stanza" di compensazione e di osservatorio dei costi, l’obiettivo è di evitare di svendere sul mercato il prodotto, organizzare direttamente la vendita e di informare (sui costi) i consumatori e gli operatori stessi, attraverso bollettini periodici pubblici” ha concluso Mattia, ricordando che, con Roma vicino e 800mila capi allevati, si potrebbe lavorare ottimamente sulla tipicità e qualità del prodotto,  avendo già ottenuto (e dovendoli ancora valorizzare) vari riconoscimenti quali l’IGP pecorino romano, o il Dop per la ricotta e il cacio romano.

Attualmente il principale mercato di riferimento del pecorino romano è quello degli Stati Uniti dove, però, non è riconosciuta la tipicità, ma viene polverizzato con altri prodotti destinati alle catene dei FastFood.

Nel pacchetto anche l’urgente adozione di un sistema di regolamentazione obbligatorio delle etichette che consenta ai consumatori di distinguere il prodotto italiano da quello proveniente da paesi terzi, la realizzazione di adeguate strategie di marketing e di un programma di valorizzazione a supporto di produzioni casearie tipiche e di qualità (anche nel mercato estero), prevedendo un percorso di valorizzazione di tutti i formaggi ovini al fine di sganciarne la determinazione del prezzo dal pecorino romano; il rilancio di una rinnovata Assistenza tecnica. Sarà infatti necessario riprendere il percorso di un Piano Qualità Latte Regionale.

Qualche dato:

800 capi allevati nel Lazio

13mila aziende attive che ne fanno la terza regione per importanza in Italia

700.000 quintali di latte l’anno prodotti

Viene venduto a 0,70 centesimi al litro, prezzo giusto dai 90 centesimi a un euro. 

PROVINCIA DI RIETI, PRESENTATO L'UFFICIO TURISTICO ITINERANTE

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E’ stato presentato questa mattina presso la sede della Provincia di Rieti in piazza Vittorio Emanuele II, dal presidente della Provincia, Fabio Melilli, dall’assessore alle Politiche turistiche, Alessandro Mezzetti, e dal presidente di Rieti Turismo spa, Maurizio Colantoni, l’Ufficio Turistico Itinerante provinciale.

L’ufficio turistico itinerante è un camper allestito in modo da poter svolgere le funzioni di un un vero e proprio Iat, Informazione e accoglienza turistica, che potrà però spostarsi e accogliere turisti od operatori del settore a seconda delle necessità.

Il camper nella parte esterna, ai lati, è stato decorato con immagini e foto che rappresentano i luoghi turistici e le manifestazioni di maggior rilievo di Rieti e la sua provincia, i prodotti tipici, mentre la parte posteriore è stata interamente dedicata al Cammino di Francesco con la sua mappa ed alcune immagini interamente dedicate al turismo religioso.

L’interno del camper è invece allestito come un vero e proprio ufficio dove sarà possibile ricevere informazioni fornite dal personale specializzato e, una volta completato il portale del turismo, sarà anche possibile prenotare direttamente alberghi, ristoranti e quant’altro necessario per soggiornare e visitare la provincia di Rieti.

L’ufficio turistico itinerante sarà presente nelle principali fiere di settore, come ad esempio la Fiera di Milano, ma anche a tutti quegli eventi organizzati sul territorio dove è previsto un notevole afflusso di gente.

La prima uscita sarà infatti a Labro dove dal 2 al 5 settembre è stata organizzata la festa di Alleanza per l’Italia e dove, per la presenza di esponenti del Governo e di importanti personaggi del panorama politico e dell’informazione nazionale, è prevista una grande presenza di persone provenienti da fuori provincia, nonché una grossa esposizione mediatica dell’antico borgo della provincia reatina.
  

REAL RIETI, POSITIVO IL PRIMO TEST

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Nonostante la sconfitta, è positivo il primo test per il il Real Rieti contro i campioni d’Italia del Montesilvano, gara giocata martedì pomeriggio in terra abruzzese. Il 5 a 1 finale è frutto di una differenza di preparazione, visto che i pescaresi hanno più giorni di fatica nelle gambe rispetto ai sabini.

Gara equilibrata sotto il profilo tecnico tattico, ma ai reatini è mancata la brillantezza, visto che gli allenamenti sono iniziati da una settimana. “Sono soddisfatto della risposta dei ragazzi sul campo, non è facile affrontare i campioni d’ Italia già al massimo della forma, figuriamoci dopo solo sette giorni di lavoro. È fisiologico che la loro reattività  abbia fatta la differenza, ma abbiamo retto botta” il commento del tecnico reatino. Primo tempo terminato sul 3 a 1, con rete di capitan Adornato, ripresa conclusa 2 a 0 per il 5 a 1 definitivo. Conclude il tecnico “Ho dovuto fare un po’ i conti con il minutaggio di tutti, Zanchetta e Teixeria hanno svolto solo 3 giorni di preparazione e quindi non li ho potuti sfruttare al meglio, Akira ha avuto un risentimento muscolare, quindi nella ripresa non l’ho voluto rischiare, bene i portieri e Galassi, inoltre ho voluto dare spazio importante ai giovani Urbani e Salomone”. “Intendo solo ringraziare la società del Montesilvano per l’ospitalità ricevuta in occasione di questa amichevole, è importante iniziare a confrontarci con realtà di Serie A”. queste le parole del presidente Pietropaoli. Ripresa degli allenamenti già mercoledì mattina per una sgambatura e nel pomeriggio sul campo di Contigliano del Kylami Ranch.    

LA DESTRA: LA PROVINCIA DISCRIMINA TREMILA CACCIATORI LIBERI

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Lo afferma Alfio Guarnieri, responsabile del settore Agricoltura de La Destra di Storace, commentando la bozza del nuovo regolamento che l’ente di Palazzo d’Oltre Velino si appresta a varare fra mille difficoltà, distinguo, assenze improvvise, retromarce e maldipancia dell’attuale maggioranza.

Già il fatto che dopo appena due anni la stessa amministrazione provinciale si veda costretta a riformulare il regolamento la dice lunga sull’approssimazione con la quale venne stilata la precedente normativa sulla caccia al cinghiale. Il bello è, prosegue Guarnieri, che una identica faciloneria sembra contraddistinguere il nuovo prodotto.

Un esempio? L’articolo 17 del nuovo regolamento prevede testualmente che "per i non iscritti ad alcuna squadra ma con regolare iscrizione all’Atc la caccia al cinghiale è consentita al di fuori delle zone assegnate alle squadre, in territorio libero e non vocato". Visto che per territorio non vocato si intendono le zone dove i cinghiali non vivono,  dove possono cacciare coloro che non si riuniscono in squadre? Davanti alla sede della Provincia?

Non solo, ma la norma è illegittima in quanto è competenza della Provincia regolamentare solo la caccia in battuta e non quella compiuta dai singoli cacciatori (art. 34, comma 13 della legge regionale 17/1995). "Su questo – afferma Guarnieri – siamo pronti a ricorrere anche al Tar".

Altro esempio. La teleprenotazione. Essa dovrebbe essere compiuta dai capisquadra al mattino, prima che inizi la battuta di caccia al cinghiale e finisce per rappresentare un inutile doppione del verbale scritto, obbligatorio, firmato da tutti i cacciatori e da depositare in Provincia entro il lunedì successivo alla battuta. A che serve allora la teleprenotazione? A evitare forse l’impiego della polizia provinciale in operazioni di controllo sul territorio? Per destinarla a cosa?

"Mi auguro – conclude Guarnieri – che le associazioni venatorie facciano sentire la loro voce a proposito della discriminazione alla quale ho fatto cenno e all’aumento delle pastoie burocratiche (es.: teleprenotazione). Anche le associazioni agricole dovrebbero dire la loro, visto che il nuovo regolamento stabilisce di fatto che la caccia al cinghiale può essere solo effettuata a squadre, impedendo ai singoli, che sono ben tremila nella nostra provincia, di poter cacciare una specie che purtroppo è diventata particolarmente dannosa per la nostra economia agricola".

PESCOROCCHIANO: LITIGANO IN UN BAR, DENUNCIATE 2 PERSONE DAI CARABINIERI

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Durante la notte tra sabato 28 e domenica 29 agosto, in un bar di Pescorocchiano si è verificata una lite tra alcuni giovani conclusasi con pesanti conseguenze fisiche per uno dei coinvolti.

Intorno alle ore 02:00 circa, un finanziere originario della zona, ma in servizio nella capitale, Felli Daniele di 36 anni, è entrato nel bar e per cause che sono tutt’ora al vaglio degli investigatori e probabilmente legate a futili motivi, ha avuto una discussione con due giovani che si trovavano all’interno dell’esercizio in compagnia di alcune ragazze.

L’animata discussione è subito degenerata e il finanziere, per due volte, sarebbe stato spintonato e fatto cadere a terra. Successivamente lo stesso è stato dapprima soccorso dai sanitari del 118, poi ricoverato presso l’ospedale De Lellis di Rieti dove, viste le cattive condizioni fisiche in cui versava, è stato trasportato con un’eliambulanza presso il policlinico Gemelli e sottoposto ad una operazione chirurgica.

L’allarme ai Carabinieri di Cittaducale è stato dato soltanto alle 08:00 della mattina successiva, per cui, la ricostruzione dei fatti è stata eseguita soltanto a posteriori previa identificazione ed escussione delle persone presenti. Al termine degli accertamenti, i due giovani, D.Antonio e L.Valter, entrambi 21enni originari di Pescorocchiano ma residenti rispettivamente ad Avezzano e Roma, sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria per il reato di lesioni personali aggravate.

AUMENTO PEDAGGI, MELILLI IN MERITO ALLA SENTENZA DEFINITIVA DEL CONSIGLIO DI STATO

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“Il Consiglio di Stato ha confermato le nostre ragioni ed ha definitivamente bloccato gli aumenti dei pedaggi autostradali. Si chiude così una vicenda che aveva ingiustamente posto a carico dei pendolari un balzello illegittimo.

Non è una vittoria dell’Amministrazione provinciale ma del territorio e dei cittadini che abbiamo ritenuto corretto difendere e tutelare insieme alle associazioni dei consumatori che chiedono giustamente l’estensione dell’ordinanza a tutto il territorio nazionale”.