Le saporite castagne di Antrodoco ed il gustoso vino novelle dei Colli Sabini, saranno protagonisti della manifestazione “Castagne e Vino” in programma sabato 20 novembre in via del Porto a Rieti con inizio dalla ore 16.30.
Gli ambienti di alcuni palazzi nobiliari reatini che custodiscono i resti del viadotto romano, elemento maggiormente significativo del percorso turistico nella Rieti Sotterranea saranno animati da una umanità variegata formata da visitatori, curiosi, appassionati di archeologia, sommelier, raffinati palati e musicisti.
Tra gli stand allestiti da artigiani ed artisti, non mancheranno prodotti tipici e specialità casearie della Azienda Agricola Valle Santa con i buoni prodotti realizzati con il latte di bufala e la ditta Stocchi di Amatrice con i pecorini di montagna. Prelibatezze quelle di Benny Morioni e dell’enoteca Molasser …..e tanto altro ancora.. Sapori più intensi quelli della porchetta del Mago di Caporio di Cittaducale e della “Pizzeria Cintia” di Rita Sampalmieri.
Presente anche la Coldiretti con qualificate aziende di prodotti genuini del territorio reatino. Accanto alle caldarroste innaffiate con il vino novello, tutti i prodotti potranno essere degustati con una affascinante passeggiata nella Rieti Sotterranea, percorso che si è guadagno un posto di riguardo tra i luoghi più importanti della città. Sono infatti numerosi i turisti che si recano a Rieti da tutta la penisola per visitare questa affascinante realtà archeologica. Luoghi molto particolari quelli scelti per la manifestazione “Castagne e Vino” che coniugano, storia, fascino del passato e vestigia romane della Rieti antica.
Un passato riscoperto solo da qualche anno grazie all’impegno delle famiglie proprietarie degli ambienti interessati al percorso di visita. Un percorso di visita nella Rieti Sotterranea che rappresenta oggi una realtà consolidata che arricchisce l’offerta turistica del territorio reatino ed apre spazi altrimenti sconosciuti.
E’ proprio per attirare nuovi utenti nel centro storico di Rieti, utilizzando angoli poco noti ma ricchi di fascino come quelli che si sviluppano lungo via del Porto che l’assessore alle Attività Produttive del Comune di Rieti, Antonio Perelli ha inteso organizzare ancora una volta la manifestazione “Castagne e Vino”. Collaborano all’organizzazione, la Camera di Commercio, l’Ascom, la Coldiretti, l’ Uni.Com.Amb- Unione dei Commercianti Ambulanti della provincia di Rieti, l’Associazione “Black Hawk Team” e la “Rieti da Scoprire”.
ALLA SCOPERTA DELLA RIETI SOTTERRANEA CON "CASTAGNE E VINO"
FINO AL 15 DICEMBRE LA POSSIBILITA' DI ISCRIVERSI AI MASTER DELLA SABINA UNIVERSITAS
Dopo il “boom” di iscrizioni ai corsi di laurea, alla “Sabina Universitas” è il momento dei Master.
Specializzarsi in conoscitore delle scienze gastronomiche e delle relative patologie alimentari, in dirigenza sanitaria e in tecnica di coordinamento delle attività diagnostiche di un’azienda ospedaliere e anche in ingegnere per l’edilizia basata sull’elasticità delle costruzioni e sul risparmio energetico, è possibile.
Il Polo universitario di Rieti è attrezzato per questo tipo di studi post-laurea e per iscriversi ci sarà tempo sino al 15 dicembre prossimo.
“I master valorizzano la nostra esperienza universitaria e il nostro territorio – ha spiegato il dott. Maurizio Chiarinelli, vice presidente vicario “Sabina Universitas” – al master si iscrivono studenti più maturi e che spesso hanno anche altre disponibilità economiche da spendere in città, quindi la ricaduta in termini di flussi è notevole.
Tanti gli iscritti che provengono da fuori provincia e da fuori regione. E poi noi puntiamo sulla qualità delle docenze per diventare unici, o quasi, in Italia”.
In particolare, anche quest’anno, sono stati attivati i seguenti master: Master di I livello in Scienze gastronomiche e patologie alimentari – Master di I livello in dirigenza e docenza in tecniche diagnostiche e nelle professioni – Master II livello in Tecniche Diagnostiche e nelle professioni sanitarie – Master in Ingegneria di secondo II livello : Edilizia e risparmio Energetico.
CONVEGNO FEDERLAZIO-CARIRI: BANCHE, IMPRESE E CONFIDI SI AVVICINANO
Banche, imprese e Confidi più vicini dopo il convegno “Più capitale e di qualità per le banche. Le preoccupazioni delle piccole e medie imprese” organizzato dalla Federlazio di Rieti in collaborazione con la Cassa di Risparmio di Rieti con il patrocinio della Camera di Commercio di Rieti.
Nella gremita sala conferenze della sede centrale della Cariri di Rieti, si sono alternati nell’ambito del convegno moderato dal direttore della Federlazio di Rieti, Antonio Zanetti, – delineando nuovi scenari in vista ma anche sfidandosi sui temi più spinosi del rapporto tra imprenditoria e istituzioni creditizie e proponendo percorsi praticabili in tema di accesso al credito, – il presidente della Camera di Commercio di Rieti, Vincenzo Regnini, il presidente della Federlazio reatina, Carmine Rinaldi, il presidente della Cariri, Alessandro Rinaldi, il Direttore generale della Cariri, Saverio Congedo, Gianluca Fiorini, del coordinamento Marketing Direzione Regionale Toscana Umbria Intesa San Paolo, il Direttore Confidi Lazio Claudia Pepoli, Luciano Nebbia, Direttore Regionale Toscana Umbria Intesa San Paolo.
“La Federlazio di Rieti ha scelto di organizzare questo momento di approfondimento su Basilea 3 insieme a Banca Intesa con la consapevolezza che l’accesso al credito rappresenta una della principali problematiche che anche le Pmi reatine si trovano ad affrontare ogni giorno”, ha spiegato Rinaldi.
“Una problematica acuita dalla sempre maggiore carenza di liquidità generata dalla crisi economica ma anche dalla scarsa puntualità dei pagamenti nelle transazioni commerciali, in particolare da parte della Pubblica Amministrazione, che mediamente impiega 186 giorni per pagare i propri fornitori, con punte anche di 500 giorni. Tempistiche assurde che hanno già messo in ginocchio molte nostre piccole e medie aziende. A quest’ultimo proposito, segnaliamo positivamente la recentissima approvazione, il 20 ottobre 2010 da parte del Parlamento Europeo, proprio una settimana prima della missione che abbiamo effettuato a Bruxelles insieme al nostro Gruppo Giovani Imprenditori, della direttiva che stabilisce in 30 giorni il tempo massimo con cui la Pubblica Amministrazione deve pagare le imprese, pena l’8% di mora più gli interessi del tasso di riferimento della Bce, eccezion fatta per forniture di prodotti e servizi rivolti al settore della sanità il cui termine si eleva a 60 giorni. Una direttiva che va nella direzione sollecitata da sempre dalla Federlazio e che inciderà anche nei pagamenti tra aziende private che, salvo diversi accordi non dovranno superare i 60 giorni”.
Lanciando la proposta di “un’alleanza costruttiva tra mondo bancario, imprese, Confidi, al fine di rafforzare il rapporto di fiducia tra questi tre soggetti, lavorando insieme per garantire da un lato l’accesso al credito con tempistiche e costi accettabili senza precludere il rafforzamento degli istituti bancari”, il direttore della Federlazio di Rieti ha acceso il dibattito ricordando anche altri temi fortemente collegati all’accesso al credito quali quelli del passaggio generazionale, “che va agevolato altrimenti nei prossimi 5 anni saranno a rischio chiusura nel Reatino oltre 500 aziende, ed anche e soprattutto gli start up aziendali legati all’intrapresa dei giovani per i quali l’accesso al credito deve essere facilitato non avendo un andamentale se non il ricorso a particolari garanzie non sempre disponibili.
Per il presidente della Camera di Commercio di Rieti, Vincenzo Regnini, “Basilea 3 è un appuntamento cui bisogna arrivare con tanta formazione nei confronti del mondo delle imprese per far sì che i bilanci siano sempre più trasparenti sia per l’imprenditore sia per il sistema bancario”. “La gestione degli aspetti finanziari – ha aggiunto – deve veder crescere insieme imprese, banche e Consorzi fidi ed istituzioni”.
Il direttore generale della Cariri, Saverio Congedo, ha confermato la volontà “che la nostra Banca non sia una banca del territorio ma “per” il territorio, quindi una banca che aiuta le imprese e quindi siamo a disposizione per mettere a sistema le rispettive esperienze”. Congedo, che ha detto di aver trovato al suo arrivo a Rieti un “tessuto imprenditoriale molto interessante”, ha puntato molto sulla necessità di un forte sostegno creditizio in particolare per le aziende che si internazionalizzano.
Il direttore Confidi Lazio, Claudia Pepoli, pur illustrando uno scenario non ottimistico, dominato ancora dalla “paura che la crisi scatenata dal disastro finanziario si ripercuota sull’intero sistema economico”, ha detto di voler “raccogliere la sfida lanciata da Congedo”, proponendo al sistema bancario “di creare prodotti specifici ad esempio per il turismo, le energie rinnovabili, l’innovazione” e rilanciando l’idea di “un Confidi intersettoriale regionale che si interfacci in maniera forte con le banche”.
Molto apprezzati anche gli interventi di Alessandro Rinaldi, presidente della Cariri, che ha ricordato la crescita sul territorio dell’istituto, e di Gianluca Fiorini di Intesa San Paolo, che è sceso negli aspetti tecnici legati al rating in vista di Basilea 3.
A chiudere il convegno il direttore regionale Toscana Umbria Intesa San Paolo, Luciano Nebbia che è partito delineando uno scenario che vedrà “fino al 31 dicembre di quest’anno la maggior parte degli istituti di credito, locali e non, agire soprattutto per tenere il tasso di sofferenza basso, mentre l’onda lunga ai Confidi arriverà il prossimo anno”.
Nebbia ha spiegato che “è cambiato il modo di fare banca”. “Le banche per tanto tempo hanno fatto quello che volevano – ha aggiunto – ma prima c’erano i margini che lo permettevano. Una volta poter contare su tanti mutui metteva al sicuro le banche, ora con la legge Bersani basta poco per passare da un istituto ad un altro. Le banche si sono trovate impreparate sulle rettifiche sui crediti, che sono diventate una marea”.
Questi eventi, ha detto Nebbia “stanno portando a far rinascere la professionalità del bancario-banchiere, quella figura in grado di valutare realmente il rischio, perché il principale ricavo arriverà dal credito”.
Tra le soluzioni avanzate da Nebbia per avvicinare le imprese agli istituti di credito, cercando di venire incontro ad un tessuto fatto da piccole e piccolissime imprese, c’è quella del “contratto di rete, per mettere insieme le forze dei territori lasciando loro la propria identità giuridica e le istituzioni ci devono aiutare in questo”.
CONTROLLO ATTIVITÀ VENATORIA, POLIZIA PROVINCIALE: DUE DENUNCIATI
Nelle ultime 48 ore
Gli agenti, coordinati dal tenente Petrangeli, hanno denunciato a piede libero un cacciatore in possesso di arma da fuoco e munizioni per cinghiali ma privo di licenza per il porto dell’arma, sequestrano munizioni e armi da taglio.
Il cacciatore, una volta scoperto si è dato alla fuga ma gli agenti hanno prontamente raccolto elementi che hanno consentito di identificarlo e deferirlo all’Autorità giudiziaria.
Nell’ambito dell’attività di controllo è stato poi denunciato un altro cacciatore per detenzione di arma da fuoco non regolare. Gli agenti, nel territorio del Comune di Cantalice, hanno individuato un cacciatore in possesso di arma con volume di fuoco eccedente il consentito.
“L’intensificazione dei controlli e i risultati che ne stanno conseguendo – ha detto il comandante della Polizia Provinciale Carmelo Tulumello – sono il frutto di una preciso indirizzo che l’Assessorato Caccia e Pesca ha dato per garantire un corretto e sicuro svolgimento dell’attività venatoria, anche e soprattutto alla luce dei tragici incidenti avvenuti.
Dobbiamo anche ringraziare la preziosa collaborazione di tanti cittadini e cacciatori che ci hanno consentito di individuare tempi e luoghi dove intervenire e che, anche nell’immediato futuro, ci consentiranno di reprimere fenomeni dei quali abbiamo circostanziati indizi”.
“L’attività della Polizia Provinciale – spiega l’assessore alla Caccia Oreste Pastorelli – è il necessario elemento di controllo che ho ritenuto indispensabile in una organica disciplina dell’intero sistema venatorio.
Un esercizio della caccia che sia corretto e controllato è garanzia per tutti di sicurezza, divertimento e sostenibilità”.
URBANISTICA, COSTINI: REGIONE LAZIO FINANZIA PROGETTI PRELIMINARI LEGGE 21
“Con estremo piacere apprendo la decisione della Regione Lazio di approvare il finanziamento dei progetti preliminari sulla base della legge regionale 21 del 2009 (art. 7-8)”. Lo dichiara l’assessore all’Urbanistica del Comune di Rieti, Felice Costini.
“Si tratta di un ulteriore passo in avanti di quel processo che è stato messo in moto dall’amministrazione sulla strada dell’edilizia contrattata e che aveva visto proprio nella approvazione di quella delibera l’apertura di un nuovo percorso di politica urbanistica della nostra città”.
“Questo finanziamento, – spiega Costini – che si aggiunge alle 33 manifestazioni di interesse presentate dagli imprenditori, è la dimostrazione che la via indicata era quella giusta e siamo convinti che questo porterà alla possibilità di riqualificare l’intero assetto urbano cittadino, permettendo anche interventi di miglioramento dei servizi. È da sottolineare, inoltre, che uno dei due progetti preliminari finanziati riguarda le aree ex industriali, consentendo di dare concretezza ai principi enunciati negli atti del Gruppo di lavoro coordinato dal consigliere Paolo Tigli, primo fra tutti l’unicità del comprensorio”.
“Sono estremamente soddisfatto di questo risultato – conclude l’assessore – ed esprimo la mia gratitudine alla dirigente del IV settore, Manuela Rinaldi e agli uffici per l’ottimo lavoro svolto e che oggi viene confermato anche dalla Regione Lazio. Credo che finalmente, oltre a continuare a parlare di città nuova, ora cominciamo a rendere concrete le idee e le speranze".
RAPPORTO POVERTA' DELLA CARITAS, PD: E' NECESSARIO MAGGIORE SENSO DI RESPONSABILITA' DELLA POLITICA
Il rapporto presentato da Roberta Cenciotti, responsabile del Coordinamento Donne della CISL di Rieti, circa l’incremento della povertà nel nostro territorio, descrive una realtà drammatica, nella quale ogni giorno aumenta il numero di coloro che non riescono ad arrivare alla fine del mese, che faticano a pagare le bollette, e ai quali manca persino la certezza di consumare un pasto quotidiano.
Cittadini, tra i quali risultano essere anche molti laureati (a differenza di quanto avveniva nel passato), ma anche migranti regolari e irregolari che non riescono a provvedere ai bisogni primari delle proprie famiglie, e che in numero sempre maggiore (il 25% circa in più nel 2009), si rivolgono agli sportelli della Caritas.
Dati che smentiscono, e con clamore, l’immagine di un paese florido e immune alla crisi economica che il centrodestra descrive ogni giorno, e al quale Rieti non fa eccezione, e che richiamano bruscamente la politica ad un maggiore senso di responsabilità: si tratta di una situazione d’emergenza che necessita soluzioni immediate, da contrapporre ad inutili slogan buoni solo per la propaganda.
Tutto questo impegna, e con forza, le amministrazioni del Partito Democratico della provincia di Rieti, nell’ambito dei propri poteri e possibilità, a mettere al centro dell’azione amministrativa la questione sociale denunciata dalla CISL, e, nonostante i pesanti tagli ai trasferimenti per gli enti locali decretati dal ministero dell’economia, a sostenere la rete di enti e associazioni che svolgono l’essenziale funzione di protezione sociale.
Il punto è che tale situazione è anche conseguenza diretta dell’emergenza lavorativa che affligge la nostra provincia, e che il Partito Democratico denuncia quotidianamente di fronte all’inerzia della Regione Lazio, che appare sorda alle istanze che provengono dai territori che si trovano appena fuori dal Grande Raccordo Anulare.
L’aumento di coloro che vivono al disotto della soglia di povertà è la vera e pressante questione sociale del nostro tempo. E’ necessario che venga posta al centro della politica e del dibattito pubblico, se non si vuole correre il rischio che i così detti “nuovi poveri” finiscano per diventare i “nuovi sudditi”. La disponibilità, dichiarata dagli enti locali, di fondi per far fronte a quest’emergenza non deve infatti, in nessun caso, essere usata come una cinica cambiale nei confronti di coloro che rischiano di rassegnarsi a vivere questa drammatica condizione d’emarginazione sociale.
PESCA, INTERROGAZIONE IN COSIGLIO PROVINCIALE DI COSTINI E SALINI SU DIVIETI E SOCIETÀ ITTICA
“Vogliamo sapere quale sia stato il costo dell’operazione ‘Società ittica’ per la Provincia e quali siano gli intendimenti dell’ente rispetto al futuro di questa società, visto che è stata inserita tra quelle che hanno stabilizzato gli lsu dell’amministrazione provinciale”.
A chiederlo sono i consiglieri provinciali del Pdl, Felice Costini e Manuel Salini, in un’articolata interrogazione indirizzata al presidente Fabio Melilli, nella quale si contestano i provvedimenti presi dall’ente in materia di pesca.
“Il decreto presidenziale n. 17131/3739 del 2003 – proseguono – ha disposto la sospensione dell’esercizio della pesca professionale nelle acque del lago del Salto, al fine di preservare le specie presenti, auspicando uno studio delle criticità emerse nell’equilibrio dell’ecosistema lacustre. La Regione ha delegato alle Province la regolamentazione di tale materia, consentendo di inibire, per brevi periodi, la pesca di alcune specie, al fine di permetterne il ripopolamento”.
“Nel 2004 – ricordano Costini e Salini – nasceva la Società ittica provinciale, con un 60 per cento di azioni di proprietà della Provincia e il 40 della cooperativa pescatori Valle del Turano e del Salto, con un capitale sociale di 200mila euro. La stessa Società ittica ha aperto un mutuo di centomila euro per dare inizio alle attività, ma nel 2008 la cooperativa è uscita dalla Società poiché non si era dato inizio alle attività, e si era quasi completamente esaurito il fondo sociale. Successivamente, a seguito di un ricorso al Tar formulato dall’Anci, motivato dalla mancata risposta della Provicia alla richiesta di riapertura della attività di pesca professionale delle acque nel nostro territorio, l’ente provinciale veniva condannato dal Tribunale amministrativo”.
“In seguito – spiegano i consiglieri provinciali del Pdl – attraverso determina dirigenziale veniva sospesa fino al termine del 2011 la pesca di professione e fino al completamento del ciclo vitale delle specie ittiche, facendo riferimento alle conclusioni dello studio del società Graia srl, studio commissionato dalla Provincia stessa”.
“A questo punto della vicenda – concludono – chiediamo di conoscere i motivi per i quali si è deciso di incaricare la società Graia srl di Varese, preferendola ad esempio all’Istituto Ittologico dell’Arsial, deputato ufficialmente a questo tipo di studi. Inoltre, occorrono chiarimenti sul perché si sia disposta la chiusura della sola pesca di professione e non anche la pesca sportiva, considerato che la motivazione di tale chiusura era il ripopolamento delle specie ittiche, e sul perché si è deciso di inibire la pesca di tutte le specie e non solo di alcune, così come previsto dalla legge.
Infine, gli otto anni di inibizione sono da ritenersi un periodo eccessivamente lungo, considerato che non è dato sapere cosa sia stato fatto in questi anni per il monitoraggio e il ripopolamento delle acque”.
SIGLATO PROTOCOLLO D'INTESA TRA BIC LAZIO E RISERVA LAGHI LUNGO E RIPASOTTILE
E’ stato presentato questa mattina il protocollo d’intesa firmato tra il Bic Lazio Spa e la Riserva Naturale dei laghi Lungo e Ripasottile, rappresentata dal commissario Guido Zappavigna.
Con il protocollo d’intesa le parti hanno avviato una collaborazione finalizzata a promuovere nella zona d’interesse della Riserva dei Laghi Lungo e di Ripasottile la nascita, la promozione e lo sviluppo di attività imprenditoriali nel settore dell’economia sostenibile.
I punti presentati nel protocollo sono i seguenti:
il progetto del guado volto a riutilizzare le specie vegetali autoctone per la produzione di coloranti naturali e il riuso di fibre vegetali : il consolidamento delle imprese nel campo del turismo sostenibile e del commercio equo e solidale: programmi seminariali nella sede della Riserva; il monitoraggio della riserva sotto l’aspetto delle bio-invasioni: la realizzazione di un piano integrato per il turismo delle vie d’acqua.
Durante la conferenza stampa, tenutasi presso la sede della BIC LAZIO il commmissario della riserva Guido Zappavigna ha anticipato inoltre la convenzione fatta con una associazione sportiva di Poggio Bustone, la quale potrà utilizzare un’area della riserva in comodato d’uso per noleggiare mountain-bike, impegnandosi a realizzare un percorso ciclabile garantendo il rispetto e la manutenzione della Riserva.
Il commissario Guido Zappavigna ha inoltre parlato dell’importanza della comunicazione tesa a far conoscere la Riserva anche fuori della realtà locale ed ha anticipato l’avvio di un importante progetto di un portale esclusivamente della Riserva che coinvolgerà anche i sei comuni della zona.
La direttrice della Bic Lazio, Titta Vadalà ha voluto puntualizzare l’attenzione sul messaggio che deve uscire dal protocollo d’intesa: “fare impresa per produrre economia dalla biodiversità” dovrà essere il progetto per il futuro.
Alla conferenza stampa erano presenti il sindaco di Colli sul Velino, Micanti Alberto ed il sindaco di rivodutri Barbara Pelagotti. Entrambi hanno ringraziato il commissario per il lavoro attento che sta facendo per la Riserva e si sono detti molto soddisfatti del protocollo d’intesa presentato.
MOSSI LASCIA LA SEBASTIANI CLUB DIRETTO ALLA USD FORTITUDO AGRIGENTO
La società Sebastiani Basket Club Rieti comunica che nella mattinata odierna è stata perfezionata e conclusa l’operazione di trasferimento del giocatore Paolo Emilio Mossi alla Usd Fortitudo Agrigento.
Al termine dell’incontro intercorso tra Marzio Leoncini e il procuratore del giocatore piemontese, l’avv. Salvatore Santagata, è stato definito il protocollo per il trasferimento di Paolo Emilio Mossi che già da domenica prossima scenderà in campo con il Club siciliano.
"A Paolo auguro le migliori fortune cestistiche – ha dichiarato Marzio Leoncini – E’ un grande giocatore che si è reso sempre protagonista e uomo più rappresentativo in ogni squadra in cui ha militato tanto da conquistare, non per caso, ben quattro promozioni. Sono quindi estremamente soddisfatto che si sia arrivati ad una soluzione contrattuale per la definitiva sistemazione del giocatore".
LEGAMBIENTE BASSA SABINA RISPONDE AI SOSTENITORI DEL POLO LOGISTICO-INDUSTRIALE DI PASSO CORESE
Bisognerà urlare al vento perché comprendano la sostanza del nostro dissenso?
Noi non vogliamo il Polo della Logistica di Passo corese perché riteniamo sia un progetto profondamente sbagliato e dannoso per il territorio sabino. Noi vogliamo sviluppo e lavoro per la Sabina e per tutti coloro che oggi il lavoro non hanno, con interventi precisi, veri, responsabili tendenti alla valorizzazione delle risorse, ambientali, culturali ,umane, produttive della terra Sabina.
Noi non individuiamo mai, e tantomeno nel 2010 in piena recessione economica, la nascita di un polo industriale-logistico quale elemento di sviluppo territoriale ma solamente quale fattore di speculazione fondiaria fine a se stessa che arricchirà pochissime imprese e creerà lavoro precario, non sicuro, di basso profilo professionale, con altissimi costi economici (pubblici e privati) ed elevatissimi danni culturali, ambientali e paesaggistici.
Noi non vogliamo poli industriali e logistici né a Roma né a Rieti ed in nessun altro luogo della nostra penisola perché riteniamo, ormai, una pura follia sprecare risorse per veicolare merci e materie prime con ipotesi produttive insensate e soprattutto aleatorie ,senza nessuna analisi seria di costi e benefici (includendo tra i costi l’ambiente, le risorse energetiche, la salubrità delle persone, gli stili di vita), senza nessuna prospettiva certa per il futuro della nostra terra, senza alcuna attenzione alle peculiarità, eccellenze e vocazioni locali.
Noi vogliamo discutere di un’ipotesi di sviluppo dell’area sabina dove riuscire a mettere in campo, seriamente e senza ulteriori inutili sprechi e devastazioni, una nuova realtà di produzione di benessere economico e sociale che potrebbe essere costituita dalla creazione del Parco agricolo, ambientale e culturale della Sabina. Noi vogliamo che si creino efficaci sinergie tra il mondo dell’imprenditoria, del lavoro, della cultura, formazione e conoscenza, del sociale organizzato,per costruire il progetto e gestire il Parco della Sabina. Vi abbiamo chiesto di prendere in considerazione quest’ idea di progresso e di sviluppo che impegni giovani e meno giovani del nostro territorio per progettare un nuovo futuro per la Sabina.
Abbiamo sognato (scusate la parolaccia) di vedere i nostri giovani impegnati nelle nuove professioni ad alto contenuto di conoscenza e tecnologia . Vi invitiamo ad abbandonare il progetto ‘Polo logistico-industriale di Passo corese, perchè vecchio, inutile e devastante.
Ce la fate ad immaginare quella stessa zona su cui vi state accanendo come un’ area , servita da una utilissima bretella autostradale, che accolga una grande struttura polivalente (magari con un magnifico progetto frutto di un concorso internazionale) dedicata all’archeologia non solo in termini scientifici e di cultura ma anche in termini di fruizione turistica, didattica, di accoglienza aperta all’Europa? (Avete mai pensato ai flussi economici che si ‘aggirano’ attorno al turismo destagionalizzato dedicato agli abitanti del nord Europa?)
Avete una qualche idea precisa di cosa significherebbe, in termini economici, sociali e culturali, offrire al turismo attento e consapevole i nostri borghi storici, le abbazie, le emergenze culturali del territorio sabino? Prima che sia troppo tardi, riuscite ad immaginare percorsi di ‘emersione’ delle aziende agricole ancora produttive ma semi-nascoste nei meandri del nostro territorio affinché, con un approccio moderno, riconquistino la dignità di produttori delle materie prime dell’esistenza di tutti noi.
Offrano la propria cultura, sapienza e la bontà dei prodotti, di una terra generosa e prodiga da secoli, a chi vive sul nostro territorio, ed anche agli abitanti della città di Roma e perché no, in grado di competere, attraverso l’eccellenza, sui mercati agricoli Italiani? Ce la potete ancora fare a pensare a piccole aziende di trasformazione di prodotti locali che, con una efficace operazione di marketing territoriale ed il perseguimento dell’ alta qualità delle materie prime e dei prodotti, stiano sul mercato agro-alimentare italiano ed Europeo?
Avete voglia di realizzare, con forza e convinzione, luoghi di formazione e cultura, in terra Sabina, per i nostri giovani e per chi necessità di riqualificazione per riimmettersi nel mercato del lavoro? Percorsi formativi dedicati ai nuovi profili professionali legati ai saperi ed alle tecnologie della comunicazione ed informazione per il turismo ed il marketing territoriali, per il management dei beni culturali ed ambientali, per la conduzione di moderne aziende agricole di alto profilo qualitativo?
Molti di voi ne hanno grande esperienza e quindi non sembra poi tanto azzardato proporvi di creare una rete forte e visibile di tutte le strutture di accoglienza rurale già esistenti e la realizzazione di nuove strutture ricettive dedicate al turismo ambientale, culturale, alla fruizione dei prodotti eno-gastronomici (albergo diffuso, b&b, campimg, aree di sosta ecc…)? E molto, tanto ancora …
Questo dovrebbe essere il Parco della Sabina , con una orrida parola lo potremmo definire il nostro brand da far conoscere, assaporare, godere e soprattutto il luogo, per chi lo abita, ricco di opportunità e di servizi, dedicato alla bellezza (scusate ma sono veramente scurrile). Sono questioni concrete, sono questioni di economia, sono questioni di modelli e stili di vita nuovi, questi sì, moderni, flessibili, versatili, in grado di adattarsi alle continue, mutevoli fluttuazioni degli andamenti economici globali.
Avete ancora la capacità di tirare le somme di quanto fin qui fatto da voi stessi (imprenditori, politici, forze sociali) per cambiar pagina ed essere rinnovati attori di un cambiamento radicale della Sabina che da area marginale di Roma, quale voi ancora la volete relegare con questo progetto di Passo corese, diventi centro di una nuova, efficace, formidabile idea di sviluppo ? Noi ce lo auguriamo e siamo pronti a discutere, a proporre, a trovare efficaci soluzioni.

