Tares, i Grilli Parlanti di Rieti in risposta al Comune

0

Preso atto del comunicato del Comune di Rieti con il quale veniamo accusati di disorientare i cittadini per raccogliere facili consensi sui social network, ci sentiamo di dover controbattere a tali strumentali e ridicole critiche che sono tipiche di chi tenta di arrampicarsi sugli specchi facendo contestualmente stampare, pubblicare e distribuire (e forse anche coi nostri soldi) trionfalistiche frasi del tipo “abbiamo fatto” di berlusconiana memoria.

E’ vero quanto afferma il Comune, nei nostri calcoli ed esempi ci siamo basati esclusivamente sulle delibere comunali, dove le imposte non sono state riportate, ed abbiamo così omesso dette imposte comunali del 10% (solo per il 2012) e provinciali per entrambe le annualità, ma sarebbe stato onesto riconoscere che pur rifacendo i calcoli tenendo conto di tali imposte, sarebbe cambiata di poco la sostanza di quanto da noi affermato, e forse le risultanze sarebbero state addirittura ancor più impietose rispetto ai nostri esempi. Infatti, esempio lampante è quello di una coppia che vive  in affitto in un’abitazione di 50mq, quest’anno paga “solo” 134,00 euro in più (260,00 contro 126,00), mentre noi avevamo indicata una differenza di 140,00 euro (ovvero 249,00 contro 109,00), invece, una coppia di benestanti che vive in una villa di 250mq, paga addirittura 211,00 euro in meno (419,00 contro 630,00) rispetto ai “soli” 142,00 da noi indicati (403,00 contro 545,00). Da queste considerazioni nascono però grandi perplessità:
  • Tutto ciò corrisponde al principio di equità?
  • E’ stato fatto tutto il possibile per ridurre al minimo le discriminazioni? 
Se è vero che non sono i mq a produrre rifiuti, è anche vero che non tutte le persone ne producono nella stessa quantità, determinabile prevalentemente dal loro stile di vita, in base alle diverse condizioni economiche e sociali. E sul concetto del “chi inquina paga”, al quale il Sindaco fa riferimento quotidianamente, che siamo scettici. E’ sicuro che sia proprio così? Per essere più precisi, riportiamo integralmente quello che la Legambiente nazionale richiedeva dal proprio sito proprio in merito alla contestatissima tariffa (fino a qualche mese fa il Governo, continuava a chiamarla in vari modi), e cioè la sottoscrizione di una petizione, accompagnata anche da una raccolta firme: “Chi produce meno rifiuti deve essere premiato. Vogliamo una tariffa rifiuti puntuale! La nuova tassazione (Tari ex Tares) a carico delle famiglie e delle aziende deve essere equa e premiare i comportamenti virtuosi e non aggravare ulteriormente il peso fiscale sugli italiani. È un’ingiustizia. Il Governo deve rivedere il nuovo tributo sui rifiuti, che deve rispettare il principio europeo “chi inquina paga” e deve essere calcolato solo sulla effettiva produzione di rifiuti indifferenziati, permettendo alle utenze più virtuose di pagare meno” ( fonte: http://www.legambiente.it/contenuti/chi-inquina-paga-chi-produce-meno-rifiuti-deve-risparmiare ). Cosa ha fatto invece la Legambiente Rieti, insieme ad altre Associazioni ambientaliste (Postribù e Italia Nostra), oltre a percepire come da Determina n. 1903 del 12.11.13 (allegata) un contributo regionale di 26.000,00 euro, per far si che il concetto del “chi inquina paga” fosse rispettato? NULLA, a parte distribuire del materiale informativo. Perché il Comune di Rieti non effettua una precisa e puntuale raccolta delle singole utenze dei rifiuti (single e/o famiglie) per poi avere un’effettiva ridistribuzione, non solo delle sanzioni per chi si dimostra meno attento e preciso nel differenziare i materiali, ma soprattutto per premiare i più “virtuosi”, attraverso l’effettiva riduzione della tassa. Tutto ciò non si ha né dal Comune, né dalle Associazioni che appoggiano, e che si stanno prodigando ad appoggiare, questa perenne campagna elettorale, nonostante sia stato ribadito che non si può continuare a ripetere genericamente, in maniera alquanto astratta, che “chi inquina paga”, visto che non si ha modo di discernere gli “inquinatori”. Ad ulteriore dimostrazione di chi, a nostro giudizio, disorienta effettivamente i cittadini per raccogliere facili consensi, è sufficiente allegare due citazioni:
  •  “Il 60% dei residenti pagherà meno rispetto alla vecchia TARSU con una forte riduzione del dovuto soprattutto per i single e per le coppie, risparmi che interessano oltre 12mila utenti.” Comunicato del Comune di Rieti del 28 giugno 2013
  •   “Nel nostro comune sono circa 7.000 le utenze, soggette alla Tares, composte da un unico occupante e circa 4.500 quelle con nuclei familiari di 2 persone. E analizzando i due dati si deduce, con estrema facilità, che il 60% dei nuclei familiari del comune di Rieti hanno beneficiato di una tassazione più favorevole rispetto ai nuclei composti da 3 o più componenti” Comunicato Comune di Rieti 19 dicembre del 2013. 
Passando cioè, in soli sei mesi, dal “pagherai meno dello scorso anno” al “anche se pagherai il doppio poteva andarti peggio”. Eppoi caro Sindaco come mai non avete inviato ai contribuenti UNA INFORMAZIONE CHIARA E TRASPARENTE sulle riduzioni e/o esenzioni, invece di inviare direttamente il bollettino dei pagamenti precompilato? Perché spendere soldi per poi costringere la gente ad estenuanti ore di fila per avere lumi, invece di mandare tempestivamente le dovute spiegazioni a tutti? I motivi sono facilmente intuibili, fare propaganda è un conto, fare i fatti è un altro: avete sbandierato di voler difendere le fasce più deboli, e forse senza farvi i dovuti conti prima, avete fissati i criteri per le esenzioni e riduzioni. Però qualcosa non deve aver funzionato, infatti le persone in serie difficoltà sono molte di più di quelle che forse si pensava e, a conti fatti, sarebbe stato un vero e proprio disastro per le casse comunali questo ingente mancato introito; ed ecco che si procede con una scarsa e tardiva informazione, che potrebbe ridurre in numero di tutti gli aventi diritto alle riduzioni o esenzioni, perché ignorandole, in molti non le avrebbero vantate. Fatto sta che è stato pubblicamente divulgato, solo in sede di replica ai nostri appunti, che CAF e Commercialisti fossero a conoscenza delle possibili riduzioni e/o esenzioni, non prima di inviare i modelli F24 già compilati, allegate ai quali avreste potuto dare queste specifiche. E’ doveroso chiarire, inoltre, che per quanto riguarda il nostro riferimento alle banche, fatto nel precedente comunicato, non abbiamo dato nessuna responsabilità all’amministrazione Petrangeli, alla quale addebitiamo il fatto di aver genericamente parlato di aver applicato una legge dello Stato e non, come sarebbe stato più corretto, di aver applicato una legge voluta dal Governo amico delle banche, cioè quello composto da Mario Monti-Pd-Pdl; legge che, guarda caso, mentre triplicava le tariffe per alcune attività produttive le riduceva di un terzo per le banche. Sulla Tares, appurato che deve coprire i costi del servizio, è necessario agire su questi ultimi; bisogna applicare lo stesso sistema di raccolta in tutta la città, non ha senso che solo alcuni quartieri applichino la differenziata porta a porta e si assista al “turismo” della spazzatura da un quartiere all’altro. Occorre sensibilizzare con ogni mezzo tutti i cittadini visto che è da un corretto comportamento che dipendono i costi e, di conseguenza, i costi e le bollette Cara amministrazione Petrangeli, noi potremmo sbagliare di qualche zero virgola, voi però state prendendo in giro tutti i cittadini, sin dai tempi della campagna elettorale. Serviva realmente, ad un Comune sull’orlo del default, spendere altri soldi per stampare ed inviare volantini di auto-elogio? Invece di aumentare le entrate con tasse ed imposte è necessario abbattere i costi, a cominciare da quelli della politica. Le diamo qualche spunto. A Pomezia, cittadina leggermente più grande di Rieti, amministrata dal M5S, Sindaco e Giunta Comunale costano ai cittadini circa 16.500,00 euro al mese, meno della metà rispetto ai circa 34.500,00 di Rieti. Sarà ora che la smettiate di spremerci e prenderci in giro facendo finta di mantenere le promesse?

La CGIL propone un nuovo Piano del Lavoro

0
L’anno che sta per chiudersi è stato caratterizzato per la pesante crisi economica che oramai ci accompagna da almeno un quinquennio. Sin dal 2008 la CGIL aveva denunciato tale situazione con i primi campanelli di allarme per lavoratori e pensionati contestando la manovra finanziaria che tagliava fondi alla scuola pubblica, alla sanità ed ai servizi e per i mancati investimenti sul cuneo fiscale ed il lavoro. L’allora Presidente del Consiglio ignorava la crisi asserendo che noi eravamo pessimisti i “ jettatori ” mentre i ristoranti e gli alberghi erano pieni. Oggi purtroppo siamo costretti a rincorrere la crisi e , mentre gli altri paesi Europei che hanno affrontato la crisi per tempo stanno iniziando la via della ripresa, noi siamo in recessione. La disoccupazione giovanile continua a pesare come un macigno, da 4 anni la cassa integrazione supera il miliardo di ore autorizzate e le domande di disoccupazione e mobilità cresciute di oltre 280.000 unità rispetto all’anno precedente, l’80% dei nuovi ingressi al lavoro sono a tempo determinato, precari e instabili . Questi dati ci dicono che oltre ad una crisi economica c’è una crisi sociale e che si divarica sempre di più la forbice tra ceti sociali; il reddito aumenta di molto per pochi gruppi, mentre diminuisce per lavoratori e pensionati schiacciando il ceto medio verso la soglia di povertà , inoltre c’è il rischio che dilaghi l’area della illegalità, dell’evasione e dello sfruttamento. Il potere di acquisto delle pensioni e del lavoro dipendente ha subito una perdita del 30% , cresce l’inflazione ed il carico fiscale è diventato insopportabile. Per queste motivazioni la CGIL con il suo segretario generale Walter Filippi (nella foto), ha lanciato la proposta di un nuovo Piano del Lavoro . L’obiettivo è quello di creare nuovi posti di lavoro con professionalità, dignità, diritti e doveri. Il Lavoro non può essere nero, sommerso, schiavizzato, mercificato; il Lavoro deve essere di qualità, con regole certe sulla contrattazione e sulla rappresentanza attraverso il Sindacato, strumento essenziale di partecipazione e democrazia. L’attivazione del Piano del Lavoro avrebbe un impatto nel 2013-2015 di un +2,9% sull’occupazione, +3,1% sul Pil e riporterebbe la disoccupazione sotto controllo. Le risorse per gli investimenti si possono recuperare con la riforma organica del sistema fiscale fondata sul recupero strutturale del reddito evaso, riduzione dei costi della politica e degli sprechi, utilizzo programmato dei fondi Europei, la Cassa Depositi e Prestiti deve utilizzare le sue emissioni obbligazionarie su progetti di sviluppo e infrastrutturali strategici. La nostra realtà territoriale logicamente si incastra dentro questa realtà Nazionale con migliaia di iscritti nelle liste di mobilità Provinciali , tasso di disoccupazione sopra la media Nazionale , 37000 iscritti al centro per l’impiego, tasso di inoccupazione giovanile al 40% , tasso di occupazione al di sotto della media Nazionale, il 171% in più di Cigo ed il 169% in più di Cigs nell’ultimo anno. Gli inattivi ed i disoccupati superano il numero degli occupati. A Rieti cala anche il mercato immobiliare, aumentano il numero degli sfratti per morosità. In questo contesto crediamo che serva un cambio di passo; non nascondiamo le difficoltà derivanti dalle scelte dei tagli ai trasferimenti verso i Comuni, però crediamo che l’indecisione che vediamo riguardo alla realizzazione di opere pubbliche già finanziate e alcune anche appaltate, debba essere superata per cogliere gli obiettivi comuni per lo sviluppo del territorio.  Il nostro Piano del Lavoro riguarda ogni livello Istituzionale perché potrà funzionare solo se ognuno saprà fare le scelte prioritarie rompendo ogni indugio riguardo al lavoro da fare ed ai servizi da erogare. Bisogna sapere che la crisi richiede più assistenza, più servizi alle imprese ed alla famiglie , più sostegno al reddito, più equità e una lotta senza tregua all’evasione e all’elusione. Far pagare tutti significa alla fine far pagare di meno chi ha sempre pagato e fare opera di redistribuzione del reddito e della ricchezza. Significa giustizia sociale ed equità .

Inaugurato a Leonessa il nuovo impianto di risalita

0
l Vice Sindaco di Rieti, Emanuela Pariboni, ha partecipato a Leonessa all’inaugurazione del primo impianto di risalita realizzato nell’ambito dei finanziamenti regionali destinati al progetto per il rilancio del comprensorio del Terminillo.  Il rappresentante del Comune di Rieti si è congratulato con il Sindaco Paolo Trancassini che, in tempi brevissimi e poco prima che la seggiovia monoposto di Campo Stella giungesse al termine delle propria vita tecnica, ha provveduto a sostituirla con una moderna quadriposto, dando così immediata concretezza ai primi 3 milioni dei 20 stanziati dalla Regione Lazio. “E’ una giornata importante per il rilancio della nostra montagna – dichiara Emanuela Pariboni – e al di là dei dovuti ringraziamenti, a chi è stato parte attiva di questo progetto insieme a Trancassini, l’On. Fabio Melilli in primis, il Consigliere regionale Daniele Mitolo, i sindaci del comprensorio e l’equipe di progettisti, è importante sottolineare che l’inaugurazione dell’impianto di Leonessa rappresenta il primo passo significativo verso la realizzazione del progetto di comprensorio. Un progetto che con il sostegno di Provincia e Regione vede uniti i Comuni di Leonessa, Micigliano, Cantalice e Rieti. A breve, recuperando il tempo perso, l’Amministrazione comunale di Rieti presenterà il suo intervento di recupero e adeguamento funzionale delle infrastrutture e delle piste del versante reatino, frutto della collaborazione tecnico amministrativa offerta dalla Provincia. Il progetto sarà sottoposto quanto prima al Consiglio comunale affinché l’Amministrazione provinciale possa avviare la procedura di valutazione d’impatto ambientale necessaria per appaltare le opere”. Nel quadro degli interventi per il rilancio del Terminillo la scelta del Comune di Rieti di destinare le risorse assegnate al rifacimento della seggiovia Cardito Nord nel Comune di Cantalice è stata significativa. Il progetto, infatti, prevede l’installazione di una nuova seggiovia che, insieme agli impianti previsti sul versante di Rieti, alla messa in sicurezza di quelli esistenti, al potenziamento dei sistemi d’innevamento artificiale, consentirà di completare il sistema infrastrutturale, logistico e di accoglienza della stazione sciistica reatina. “Per la prima volta – conclude il Vicesindaco Pariboni – abbiamo una visione unitaria e condivisa di un progetto che finalmente sta dando i suoi frutti. Tutti gli interventi, insieme allo skypass unico e alla gestione consortile degli impianti, consentiranno di rendere più competitiva l’offerta della nostra stazione sciistica rispetto ad altre località che, indubbiamente, non hanno le stesse potenzialità e la stessa storia del Terminillo”.

La Regione Lazio approva il piano di dimensionamento scolastico

0
La Regione Lazio ha approvato il Piano regionale di dimensionamento delle istituzioni scolastiche per l’anno 2014-2015 rispettando largamente le proposte avanzate dal Comune di Rieti e dall’Amministrazione provinciale. La Regione, innanzitutto, ha garantito in deroga l’autonomia dei plessi di Leonessa, Petrella Salto, Amatrice e Casperia che rischiavano l’accorpamento con altri Istituti. Intervenendo nella riorganizzazione della rete scolastica del capoluogo ha concesso nuovi indirizzi di studio, come la sezione coreutica e l’indirizzo audiovisivo e multimediale presso l’Istituto “M.T. Varrone”, l’indirizzo sportivo presso il Liceo Scientifico “C. Jucci”, l’articolazione automazione e l’opzione apparati, impianti e servizi industriali e civili presso l’IIS “C. Rosatelli”, al quale è stata concessa anche l’istituzione della Scuola media per adulti e dell’Istituto tecnico settore tecnologico indirizzo informatico e telecomunicazioni presso la Casa circondariale di Rieti e l’opzione prodotti dolciari presso l’Ipsseoa “Costaggini”. “Ringrazio il Vice Presidente della Regione, Massimiliano Smeriglio, – dichiara la Consigliera comunale con delega all’Istruzione Arianna Grillo – per aver accolto le proposte che il Comune di Rieti ha fortemente sostenuto negli incontri e che hanno portato alla stesura di un nuovo Piano di dimensionamento che salvaguarda i plessi scolastici montani, che rischiavo di essere accorpati, le peculiarità dei vari territori della provincia e istituisce nuovi indirizzi accogliendo le richieste formulate dagli istituti scolastici di Rieti”.

LSU, Sebastiani replica a Bigliocchi

0
Caro Paolo, non ho mai messo in dubbio la tua correttezza nei rapporti istituzionali ed informali avuti sin d’ora con il sottoscritto, così come non ho mai affermato, a maggior ragione nel mio ultimo comunicato stampa cui ti riferisci, che tu ti fossi sottratto al compito di rendere edotti e partecipi tutti i consiglieri del delicato problema. Permettimi di rispedire al mittente l’accusa di essere in campagna elettorale. Quella la lascio volentieri a voi, anche perchè non ho mai creduto alla favola di una consiliatura a tempo determinato. Anzi mi auguro che ciò non avvenga e spero che i cinque anni li porterete a termine tutti, così i cittadini di Rieti potranno rendersi conto, fino in fondo, dell’evanescenza e dell’inconcludenza della vostra azione di governo. Mi sono visto costretto ad intervenire dopo aver ascoltato le tue parole e quelle del Sindaco durante l’assemblea pubblica di venerdì nel corso della quale avete, voi, strumentalizzato il dramma lavorativo degli ex Lsu e dei lavoratori in Asu, con accuse ben precise rivolte all’indirizzo della precedente amministrazione, rea di aver sottoscritto quelle convenzioni, che sia tu che io, oggi, ma soltanto oggi riteniamo illegittime. Invece di alzare la voce contro la Regione Lazio, oggi governata dal compagno Zingaretti. Perché è lì, e non altrove, che va individuata la soluzione. Quando la Giunta Emili firmò quegli atti, se non erro, tu eri all’opposizione come consigliere. Se vedevi, all’epoca, poco chiaro, perchè non hai denunciato agli organi competenti il misfatto? Invece di limitarsi, come ha fatto l’attuale Sindaco, ad una innocua denuncia attraverso le pagine de “Il Messaggero” il 1 dicembre 2011, in piena campagna elettorale per le primarie. Ti chiedo, se tu fossi stato tu al posto dell’ex Assessore Diana e Petrangeli, che sedeva con te nei banchi della minoranza, al posto dell’ex Sindaco Emili, cosa avresti fatto? L’avresti firmate quelle convenzioni, assumendo su di te la responsabilità di lasciare a casa 24 persone, nel migliore dei casi, se non tutte e 47, oppure no? Allora sono io, caro Paolo, che ti invito a non fare demagogia. Diversamente rischieresti di inciampare su una buccia di banana visto che, come ho già avuto modo di ricordarti in più occasioni, i contratti con i lavoratori l’ha firmati la tua maggioranza, e non altri, ad agosto 2012. Sbagliare è ammesso, perseverare è diabolico.

Tares, aggravio di mora non previsto per avvisi consegnati dopo il 16

0
Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha prorogato al 16 gennaio 2014 il termine per il versamento della maggiorazione della TARES destinata allo Stato per il 2013, inizialmente fissato al 16 dicembre. Come già ribadito, per quanto riguarda, invece, gli avvisi di pagamento di competenza del Comune, nel caso in cui gli stessi siano pervenuti dopo il 16 dicembre, non è previsto l’aggravio di mora.

Battisti e Gianni: la fauna selvatica problema o risorsa

0
Avevamo intuito che intorno alla questione fauna selvatica si sarebbe consumato uno scontro di visione strategica su come affrontare questa tematica – a dichiararlo in una nota sono Ciro Battisti (nella foto) Presidente di Atc/1 e Gianfranco Gianni, Presidente di Atc/2. Venti giorni fa in occasione dell’elezione del Presidente dell’ATC RI 1, eletto Ciro Battisti, e ancora venerdì 27 dicembre nella riconferma del Presidente dell’ATC RI 2 Gianfranco Gianni è andato in scena un confronto aspro tutto interno alle associazioni agricole. Da una parte COPAGRI CIA E CONFAGRICOLTURA dall’altra COLDIRETTI in un confronto che ha disegnato uno scenario nuovo per questa Provincia dal quale Coldiretti esce fortemente ridimensionata uscendo dalla gestione dell’ATC RIETI 1 ed avendo una posizione fortemente minoritaria nell’ATC RIETI 2. Il nodo sul quale si è consumata la rottura è stato l’accordo con le associazioni maggiormente rappresentative del mondo venatorio e ambientalista basato sul superamento delle sole azioni per il risarcimento del danno o l’eliminazione della specie cinghiale quale specie problematica. La scelta di mettere a sistema le risorse che più o meno occultamente ruotano intorno alla fauna selvatica, di promuovere un più attento utilizzo delle risorse comunitarie scarsamente utilizzate e la necessità di coordinare il mercato della fauna selvatica provinciale passando a sistemi di qualità premianti per il mondo agricolo attraverso forme di allevamento integrative del reddito dell’impresa agricola, sono state il collante di un’intesa condivisa dalla maggioranza dei delegati. Lo slogan di Provincia attraente per natura deve consentire all’impresa agricola di entrare a pieno titolo nella gestione della fauna selvatica recuperando redditività da un canale fino ad oggi sottostimato dal mondo associazionistico e tollerato dalle Amministrazioni Pubbliche. Su questa base, dichiarano Battisti e Gianni, rispettivamente presidenti di Atc/1 e Atc/2, si è perfezionato un accordo che vedrà il superamento delle barricate tra fazioni contrapposte per valorizzare il patrimonio faunistico Provinciale. La pressione esercitata sulla fauna selvatica Reatina da cacciatori provenienti da fuori Provincia è stimata in ventimila presenze nel periodo della caccia e in cinquemila nel resto dell’anno a cui debbono essere aggiunte tutte le manifestazioni cinofile e tutte le attività addestrative gestite da privati, da questo mondo noi recuperiamo le sole quote associative mostrando una totale incapacità nel sollecitare una qualsiasi valorizzazione di prodotti o servizi che restituiscano al territorio una sua legittima redditività. Lo scoglio più difficile da superare, concludono Battisti e Gianni, sarà l’assenza di rapporti con i centri decisionali da un lato l’Amministrazione Provinciale in smobilitazione dall’altro una Regione romano centrica incapace di affrontare le questioni ambientali andando oltre la logica dei parchi e dei commissariamenti, mortificando le periferie non immettendo risorse anzi dal prossimo anno saranno i cacciatori a pagare la Regione. Le premesse per fare bene stanno nella condivisione degli obiettivi e nella consapevolezza che la cultura della ruralità è patrimonio sia del mondo agricolo che venatorio, mondi non contrapposti ma uniti da interessi complementari che seppur in regime di ristrettezza possono trovare reciproche soddisfazioni.

Confartigianto, Upa-Casartigiani e Claai contro il Comune sulla Tares

0
Confartigianato Imprese Rieti, UPA Casartigiani e CLAAI di Rieti in prima linea contro una scriteriata applicazione del Regolmento TARES da parte del Comune di Rieti sugli immobili destinati ad attività produttiva. Dopo ben tre incontri che i rappresentanti delle tre associazioni hanno avuto con l’Assessore al Bilancio Marcello Degni, l’Assessore alle Attività Produttive Emanuela Pariboni, il Dirigente del settore Economico Finanziario, Vito Dionisi, e il Presidente della Commissione Bilancio del Comune di Rieti, Simone Miccadei, si prende atto della sostanziale indifferenza da parte dell’amministrazione comunale alle rimostranze del comparto artigiano sull’applicazione della tassa sul servizio urbano di raccolta dei rifiuti. Veniamo ai fatti: il regolamento Tares del Comune di Rieti, all’art. 10 comma 1 cita: “nella determinazione della superficie tassabile delle utenze non domestiche non si tiene conto di quella parte ove si formano, in via continuativa e nettamente prevalente, rifiuti speciali non assimilati e/o pericolosi, al cui smaltimento sono tenuti a provvedere a proprie spese i produttori“. In base a questo comma, è lecito prevedere che sugli immobili di utenze non domestiche, nelle quali è ben identificata l’area produttiva in cui sono prodotti rifiuti speciali conferiti a società di smaltimento private, non possa venire applicata alcuna tassazione da parte dell’Ufficio Tributi del Comune di Rieti. Una misura sacrosanta, che esenterebbe le imprese dal pagamento di un servizio di cui di fatto non usufruiscono, dato che allo smaltimento dei rifiuti derivanti da attività produttiva ci pensano, peraltro a costi esorbitanti, società di smaltimento private abilitate alla raccolta di rifiuti speciali e pericolosi. Se pensiamo per esempio ad una carrozzeria, questo tipo di impresa paga in media all’anno circa 2mila euro per smaltire i rifiuti prodotti (per esempio contenitori vuoti, vernici, carta e stracci sporchi ecc). La stessa impresa, in contrasto a quanto stabilito dal Regolamento comunale, si trova a dover pagare nel 2013 anche un’imposta TARES media di circa 1.500 euro, cifra che comprende il servizio di raccolta rifiuti relativamente all’area produttiva, che di fatto non produce rifiuto assimilabile all’urbano.

Lsu, Bigliocchi risponde a Sebastiani

0
Caro Sebastiani , lascio a te ed a chi vorrà leggere queste righe ogni valutazione su quanto sia eticamente corretto cercare di fare speculazione politica su una vicenda assolutamente complicata. Sono sorpreso dal tuo intervento soprattutto perché , sia in commissione ma anche in colloqui informali , sei stato sempre messo al corrente della situazione e delle difficoltà legate ad atti amministrativi che hanno visto l’intervento della corte dei conti ed anche della magistratura ordinaria. Credo sarebbe serio affrontare questo momento evitando una prematura campagna elettorale e contribuendo tutti alla ricerca di soluzioni positive. Concordo con te su di un fatto. La politica deve farsi carico del problema e la Regione , che ha grandi responsabilità , non può nascondersi dietro puri atti amministrativi costringendo di fatto gli Enti Locali a fare altrettanto. Spero sinceramente nel contributo di idee di tutti consapevole che , con gli altri Comuni interessati , dovremo affrontare una battaglia non semplice. Permettimi di dire che l’equazione da te fatta sui comportamenti della precedente Giunta e sull’attuale è quantomeno discutibile e le Convenzioni , che ben conosci , dovrebbero esserne la prova.

FC Rieti, tesserato Alessandro Beccarini, classe ’86

0
Tesserato dal FC Rieti il calciatore Alessandro Beccarini, classe ’86, centrocampista centrale cresciuto nelle giovanili del Rieti, quindi al Centro Italia, Rieti e, nell’ultima stagione e nel primo scorcio del campionato 2013-14, alla Maccarese.  Beccarini sarà subito a disposizione del tecnico Francesco Punzi, in vista della partita di campionato di domenica prossima quando al “Manlio Scopino-Centro d’Italia” arriverà il Ladispoli.