Massimo Vespìa: no alla soppressione del CFS

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Il prossimo 31 marzo il personale del Corpo Forestale dello Stato manifesterà presso il Senato per salvaguardare le funzioni fondamentali per il Paese e per i cittadini svolte dal CFS. La FNS CISL già da tempo sostiene che l’annunciata riorganizzazione delle Forze di Polizia in realtà sia diretta alla semplicistica annunciata decisione di sopprimere il Corpo Forestale dello Stato, prevedendone l’accorpamento alla Polizia di Stato. Se la fusione dovesse andare in porto, infatti, il CFS non potrà di certo più garantire nel tempo le funzioni oggi esercitate, per una semplice e comprensibile ragione: le priorità di servizio della Polizia di Stato sono quelle dell’ordine pubblico e quindi inevitabilmente le attività oggi assicurate dal CFS saranno emarginate e non più assicurate con la stessa sistematicità di oggi. Verrebbero meno le funzioni di tutela ambientale ed agroalimentare di cui il Corpo Forestale dello Stato si occupa, essendo il solo in grado di assolverle. Invece di realizzare una riorganizzazione complessiva dei Corpi di Polizia in grado di superare le duplicazioni di funzioni e le sovrapposizioni di competenze, istituire un unico centro di spesa e razionalizzare le forze di sicurezza sul territorio, si intende procedere con l’eliminazione di fatto dell’unico Corpo specializzato nella sicurezza ambientale ed agroalimentare. Il Paese necessita di un’autentica ed organica Riforma dei Corpi di Polizia sui parametri che abbiamo proposto e non mere scorciatoie che non vanno nel verso di migliorare ed ottimizzare il quadro di riferimento bensì, al contrario, nella direzione di eliminare servizi essenziali sinora assicurati dal CFS. Riteniamo che i processi di riforma utili al Paese debbano essere studiati e valutati attentamente, soprattutto quando si affrontano temi molto delicati, proprio perché la posta in gioco è la sicurezza dei cittadini. Confidiamo nella sensibilità e nell’esercizio di responsabilità dei parlamentari e del Governo, ci appelliamo alla società civile, alle associazioni ambientalistiche, alle Istituzioni Regionali e Locali ai cittadini del Paese affinché ci aiutino nella nostra battaglia di civiltà che mettiamo in campo per tutelare gli interessi generali del territorio. Il segretario generale FNS CISL LAZIO Massimo Vespìa (nella foto)

Vespa velutina, parte da Rieti l’aiuto alle api

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Nell’autunno del 2005 in Francia è stata segnalata per la prima volta la presenza di un insetto che rappresenta una grave minaccia per l’apicoltura europea; si tratta della Vespa velutina, un insetto originario del Nord dell’India, della Cina meridionale e dell’Indocina, che per nutrirsi attacca gli alveari per catturare le api operaie e anche altri insetti utili all’ecosistema, rappresentando un grande pericolo per la biodiversità, ma anche per la popolazione essendo una specie di calabrone estremamente aggressivo e di grandi dimensioni. Dal novembre 2012 è stato possibile identificarne la presenza anche in Italia, inizialmente in Liguria e in Piemonte e si stima una rapida diffusione su tutto il territorio nazionale, come avvenuto in Francia, dove, anche a causa dell’assenza di un coordinamento centrale a livello nazionale, si è arrivati in poco tempo al 75 per cento del territorio interessato dal grave problema. Il settore apistico si trova già in una fase di crisi che lo ha investito e che dura da molti anni, causata dal fenomeno dello spopolamento degli alveari e dalla moria delle api e ora è costretto ad affrontare questa nuova minaccia con un conseguente calo produttivo per le imprese nazionali che stanno subendo un grave danno economico con rischi molto seri per la conservazione della capacità produttiva agricola, dell’occupazione e dell’ecosistema nazionale”. La diffusione della Vespa velutina comporterebbe danni inestimabili per la biodiversità, un livello di danno pari a 600 milioni annui alle coltivazioni agricole entomofile per la carenza degli impollinatori e un danno stimato intorno ai 75 milioni annui alle produzioni apistiche per l’impatto sulle famiglie d’apis mellifera. Le proiezioni di probabile diffusione della Vespa velutina sono lungo le direttrici nord padana, costa adriatica e costa tirrenica. Le stime di costo per la sola rimozione dei nidi è di 60/70 milioni annui. La legge 24 dicembre 2004, n. 313, recante: «Disciplina dell’apicoltura» riconosce l’apicoltura come attività di interesse nazionale utile per la conservazione dell’ambiente naturale, dell’ecosistema e dell’agricoltura in generale ed è finalizzata a garantire l’impollinazione naturale e la biodiversità di specie apistiche, con particolare riferimento alla salvaguardia della razza di ape italiana (Apis mellifera ligustica Spinola) e delle popolazioni di api autoctone tipiche o delle zone di confine. Pertanto risulta estremamente importante un tempestivo intervento governativo non solo per verificare lo stato di diffusione nel Paese di tale nuova specie esotica e il possibile inquadramento della specie Vespa velutina come specie nociva, ma specialmente per definire linee programmatiche e progettuali per contrastare urgentemente il fenomeno e tentarne l’eradicazione dal territorio nazionale ricorrendo anche a mezzi non convenzionali come ad esempio le trappole proteiche (esche) e utilizzando a supporto le nuove tecnologie, come ad esempio il radar armonico ora in fase di studio e probabilmente in grado di individuarne i nidi. Impegna il Governo: – a definire una strategia di intervento per la definitiva eradicazione della Vespa velutina, con particolare riferimento alle tecniche, più o meno innovative, destinate alla distruzione dei nidi; – a far in modo che la protezione civile sia coinvolta direttamente; – a disporre l’impiego del Corpo forestale dello Stato nelle aree a rischio; – ad assumere iniziative per stanziare fondi sufficienti a sostenere gli interventi di contrasto; – a prevedere misure di indennizzo per gli apicoltori danneggiati.

Bandiere Arancioni 2015 per Leonessa, Labro e Casperia

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Il Touring Club Italiano ha annunciato in una cerimonia (NELLA FOTO) alla presenza di Piero Fassino, Presidente ANCI, Franco Iseppi, Presidente Touring, 130 Sindaci e alcuni rappresentanti delle Regioni, le 209 Bandiere arancioni del 2015: 5 le nuove Bandiere arancioni certificate: Gerace e Bova in Provincia di Reggio Calabria, nel Parco Nazionale d’Aspromonte, Specchia e Corigliano d’Otranto in provincia di Lecce e Troia nel foggiano. Contemporaneamente, viene confermato, per il triennio 2015-2017, il riconoscimento a 204 località sottoposte a verifica: la Toscana conferma il proprio primato di Regione più arancione d’Italia, seguita da Piemonte ed Emilia-Romagna. In Lazio sono 19 le Bandiere arancioni: Arpino (FR), Bassiano (LT), Bolsena (VT), Bomarzo (VT), Calcata (VT), Campodimele (LT), Caprarola (VT), Casperia (RI), Collepardo (FR), Fossanova (fraz. del Comune di Priverno) (LT), Labro (RI), Leonessa (RI), Nemi (RM), San Donato Val di Comino (FR), Sermoneta (LT), Sutri (VT), Trevignano Romano (RM), Tuscania (VT) e Vitorchiano (VT). Touring attraverso l’iniziativa Bandiere arancioni, contribuisce concretamente alla valorizzazione e allo sviluppo del Paese selezionando, attraverso un percorso d’analisi che simula l’esperienza del viaggiatore e verifica oltre 250 rigorosi criteri, e certificando le località dell’entroterra con meno di 15.000 abitanti che non solo godono di un patrimonio storico, culturale e ambientale di pregio, ma sanno offrire al turista un’accoglienza di qualità, tutelando il territorio e perseguendo uno sviluppo turistico sostenibile. Un’iniziativa, unica nel suo genere in Italia, che vede il lavoro in network di un’associazione non profit, il Touring Club, e i Comuni con l’intento di rilanciare e rafforzare le identità territoriali che caratterizzano il nostro Paese stimolando la crescita sociale ed economica, attraverso lo sviluppo sostenibile del turismo, valorizzando le risorse locali, incentivando la cultura dell’accoglienza, l’artigianato e le produzioni tipiche e dando impulso all’imprenditorialità locale. Il marchio ha una validità temporanea, ogni tre anni i Comuni devono ripresentare la candidatura ed essere sottoposti all’analisi del TCI che verifica la sussistenza degli standard che hanno determinato l’assegnazione del marchio e garantisce così ai turisti un costante monitoraggio della qualità dell’offerta turistica certificata e alle amministrazioni comunali un continuo stimolo al miglioramento. Simbolo di una Italia minore ma non marginale che lavora in rete puntando sulla qualità nelle politiche turistiche e di sviluppo del territorio, sull’innovazione e sul rapporto diretto tra pubblico-privato-terzo settore la Bandiera arancione è l’esempio di un’Italia che funziona. L’assegnazione della Bandiera arancione, ad oggi su oltre 2.000 candidature solamente il 9% ha ottenuto il riconoscimento, porta numerose ricadute positive sul territorio. In particolare, favorisce: • il processo di miglioramento turistico e ambientale: il 67% ha aperto nuove strutture ristorative, il 76% nuovi esercizi commerciali dall’assegnazione del marchio; • un incremento dei flussi turistici: gli arrivi sono aumentati in media del 43%, mentre le presenze del 35%; • un dinamismo delle iniziative imprenditoriali: l’80% ha incrementato la consistenza ricettiva; le strutture sono incrementate in media del 79% e i posti letto del 65%; • un aumento del numero di residenti: + 8% di residenti (rispetto al 6,8% a livello Italia). Nel breve periodo la popolazione residente è aumentata nel 60% dei Comuni e nel 74% delle località il saldo migratorio è positivo. La Bandiera arancione, insomma porta benefici reali e tangibili a favore di residenti e turisti e presenta un vero e proprio “circolo virtuoso”. I dati raccolti tra i comuni Bandiera arancione, inoltre, restituiscono un quadro estremamente interessante e, in molti casi, in controtendenza rispetto al resto del Paese. • I Comuni Bandiera arancione sono vivi A livello demografico, per esempio, sembra smentito il fenomeno dello spopolamento spesso associato alle aree interne della nostra penisola. Rispetto al 1991, infatti, nei borghi arancioni si registra un incremento dell’8% di residenti (rispetto al 6,8% a livello nazionale). • I Comuni Bandiera arancione sono ricchi di cultura In ogni Comune Bandiera arancione sono presenti mediamente 1,5 musei, quasi 5 volte in più di un qualsiasi piccolo Comune dell’entroterra e più del doppio della media italiana (0,6 musei per località). • I Comuni Bandiera arancione sono ricchi di natura e di prodotti tipici Il 40% delle località certificate è situato in un’area naturalistica protetta e in più del 70% delle località Bandiera arancione i prodotti agroalimentari ed enologici sono anche tutelati e certificati, con un paniere di oltre 400 prodotti tra DOP, IGP, DOC, DOCG, IGT, Prodotti agroalimentari tradizionali e marchi collettivi. • I Comuni Bandiera arancione sono in espansione turistica Dal punto di vista dell’accoglienza, nei comuni arancioni ogni 1.000 abitanti sono presenti più di 7 strutture ricettive (2,5 la media italiana) e 6,7 ristoranti (5,7 la media italiana) e l’offerta di posti letto è in crescita e raggiunge 130.000 posti letto. • I Comuni BA sono green L’80% dei Comuni BA produce energia da (almeno) una fonte rinnovabile: solare fotovoltaico, solare termico e idroelettrico. Se in Italia tutti i Comuni fossero virtuosi come le piccole località eccellenti, si potrebbe produrre il 60% in più di energia fotovoltaica, che sostituita all’energia prodotta da fonti di origine fossile, porterebbe a un risparmio stimato in più di 4 milioni di tonnellate di emissioni di CO2. I Comuni Bandiera arancione hanno una percentuale media di raccolta differenziata pari al 49,2%, dato superiore alla media italiana che si attesa al 42,3%. Inoltre un quarto dei Comuni supera la soglia del 65% di rifiuti raccolti in modo differenziato. • I Comuni Bandiera arancione sono socialmente impegnati La dimensione del non profit, nel 92% dei casi operante sotto forma di associazione, è rilevante: ogni 1.000 abitanti si contano più di 6 istituti non profit, mentre a livello Italia il dato scende a 4,4. Il settore dei servizi pubblici, sociali e personali raccoglie più dell’80% degli istituti, tra cui prevalgono le attività ricreative, culturali e sportive. Nelle Bandiere arancioni risulta inoltre particolarmente forte la propensione al volontariato: in Italia vi è una media di 416 volontari per Comune nel settore non profit, mentre nelle località Bandiera arancione il dato sale a 438 volontari. Quindi il volontariato del non profit coinvolge il 10% della popolazione dei Comuni arancioni rispetto al 5,6% dei Comuni italiani.

Stanotte torna l'ora legale

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Questa notte alle 2 dovremo portare avanti di un’ora la lancetta (quindi fino alle ore 3) in quanto entrerà in vigore l’ora legale. Dormiremo un’ora di meno e questo, come sappiamo, causerà non pochi disagi al nostro corpo, il primo a risentire del cambio d’orario.

Emergenza da Camera, concerto dell'ensemble “Antonio Apuzzo Strike!”

Sabato 28 marzo alle 18:30, presso l’Auditorium dei Poveri (chiesa di San Giovenale), sito in via Garibaldi, si terrà il concerto dell’ensemble “Antonio Apuzzo Strike!”. L’evento è organizzato dall’Associazione di volontariato “Balene d’Acqua Dolce”, secondo appuntamento del ciclo di eventi e concerti denominati “Emergenza da Camera” il cui titolo rimanda sia al genere di musica proposto, quella da camera appunto, ma anche all’esigenza, all’urgenza intima che l’artista percepisce di incontrare e trasmettere il proprio sentire attraverso la propria arte, di comunicare, farvi partecipare chi ne è lontano, ancor più se portatore di bisogni speciali.

Verso la conclusione la prima tappa del Salaria Tennis Tour

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Si avvia a conclusione la prima tappa del Salaria Tennis Tour. Inizio migliore per il circuito 2015 non poteva esserci, visti i 152 iscritti al torneo in corso al Tennis Club Terni e la qualità dei match giocati finora. Per il torneo maschile, oggi si concluderà il tabellone di 3° Categoria mentre da domani prenderà il via il tabellone finale che vedrà scendere in campo anche giocatori di 2° Categoria. Le finalissime dei tornei maschile e femminile si svolgeranno mercoledì 1 aprile. Ed è già scattata la corsa all’iscrizione per la seconda tappa del STT 2015: il circuito maschile dall’11 al 25 aprile si sposterà all’Asd Kyalami Ranch di Contigliano mentre quello femminile nelle stesse date sarà di scena all’AlMaLaMa di Casperia.

Regolar season, penultima partita in casa della Prometeo Estra

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Per la penultima partita casalinga della stagione regolare, la Prometeo Estra Rieti si confronterà questa domenica con Giulianova, squadra tosta e coriacea che lotta per restare tra le prime otto ed accedere ai play off. Settima in classifica a 20 punti, la squadra allenata da coach Ernesto Francani si è appena affermata sulla Luiss in una convincente trasferta romana. L’ala Gallerini (15 punti di media), insieme al play Sacripanti ed al lungo Diener costituiscono il nucleo centrale di una squadra viva in cui l’esperienza ed il talento si uniscono alla fresca energia spesa in campo dai giovani Papa e Pastore. Per accedere alla migliore posizione di classifica, Rieti che dopo aver sfiorato la vittoria a Montegranaro è attualmente terza, deve vincere le tre partite rimaste nella fase regolare (Giulianova – Viterbo – Fondi) e sperare contemporaneamente in qualche passo falso delle dirette rivali Montegranaro e Palestrina. Tra le notizie positive, l’atteso recupero di Benedusi che sta rientrando a pieno regime nel gruppo ed al quale forse coach Nunzi concederà di tornare in campo per qualche minuto proprio in questa gara. Nella trasferta marchigiana circa 200 tifosi hanno sostenuto la squadra reatina, creando un’atmosfera eccezionale e la società spera che questo bellissimo segnale sia il sintomo di una crescita costante dell’apprezzamento della città e della partecipazione del pubblico alle vicende della formazione amarantoceleste. Per avvicinare i giovani e dare loro la possibilità di assistere all’appassionante spettacolo offerto dalla NPC, questa settimana sono stati consegnati biglietti gratuiti all’Istituto d’Arte. Palla a due al PalaSojourner alle ore 18.00.

Soppressione CFS, Consiglio comunale straordinario a Cittaducale

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Lunedì 30 marzo alle ore 16.30 si svolgerà un Consiglio Comunale straordinario nel quale verrà discusso un Ordine del Giorno finalizzato a contrastare l’ipotesi – circolata nelle ultime settimane – di soppressione del Corpo Forestale dello Stato. Inoltre, il Sindaco di Cittaducale, Roberto Ermini, parteciperà il 31 marzo al sit-in annunciato dalle organizzazioni sindacali davanti al Parlamento in occasione della discussione della legge delega al Governo. “Quello che si annunciava come un giusto percorso di riordino delle funzioni di polizia del nostro Paese si sta trasformando in un atto scellerato – commenta il sindaco Ermini (nella foto) – che non determinerebbe alcun risultato positivo. Ancora una volta l’Esecutivo si mostra debole con i forti e forte con i deboli, paventando unicamente la soppressione del Corpo Forestale dello Stato ed uno smembramento delle sue funzioni. Ciò, non solo non produrrebbe alcun risparmio significativo per le finanze del Paese ma anzi assesterebbe un colpo mortale alla difesa dell’ambiente e alla lotta alle ecomafie. Cittaducale difenderà con ogni mezzo il CFS poiché esso è parte della sua storia. Dal 1905 il nostro Comune ospita la Scuola del Corpo e perdere tale Istituzione rappresenterebbe un dramma per l’intera Provincia. Per questo faccio appello a tutto il territorio provinciale affinché conduca al nostro fianco questa battaglia. Al contempo, nei prossimi giorni invieremo ad altri Comuni d’Italia l’Odg in discussione lunedì a Cittaducale, invitando i Sindaci a prendere coscienza del rischio che il Paese sta correndo. Auspichiamo che il Governo torni ad utilizzare il buon senso e proceda ad un serio riordino delle funzioni di polizia, evitando l’ennesimo taglio ingiustificato, illogico e dannoso per il Paese”. Il 4 maggio p.v., nel corso di una solenne cerimonia, il Sindaco di Cittaducale conferirà la Cittadinanza Onoraria proprio al Corpo Forestale dello Stato.

I lavoratori di Risorse Sabine scrivono ai sindaci

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Riportiamo integralmente la lettera inviata dai lavoratori di Risorse Sabine ai Sindaci della Provincia di Rieti. Gentile Sindaco, sicuramente Le sarà nota la drammatica situazione in cui versa la Società Risorse Sabine S.r.l., che se non si concretizzano le promesse dell’Assessore Fabio Refrigeri e della Regione Lazio, di trasferire servizi e lavoro come concordato nell’ultimo tavolo regionale del 26 febbraio 2015, verrà messa in liquidazione, al prossimo Consiglio Provinciale di lunedì 30 marzo 2015, con la conseguenza che 107 lavoratori andranno a casa!!! Ritenendo che tale situazione comporterebbe un ulteriore impoverimento dell’economia nel nostro territorio, fortemente provato dalla crisi economica e destinato al declino, con la scomparsa dell’Ente Provincia, Siamo a ChiederVi di condividere la lotta che stiamo portando avanti da mesi, per impedire che un altro pezzo delle istituzioni venga cancellato con un colpo di spugna! Voi Sindaci, sempre in prima linea, che ben conoscete le difficoltà delle popolazioni che amministrate, fate sentire la vostra voce solidale partecipando al prossimo Consiglio Provinciale del 30 marzo p.v. alle ore 15.00, nel quale si deciderà il destino di 107 lavoratori. Si ricorda che molti di questi lavoratori fanno parte dei vostri comuni, pertanto sono a rischio i posti di lavoro dei vostri concittadini. Certi di trovarvi al nostro fianco in questa lotta, Vi aspettiamo nell’Aula consiliare della Provincia di Rieti. I Lavoratori di Risorse Sabine S.r.l.

Direzione Asl ai sindacati: lasciateci lavorare

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L’Ospedale de Lellis è organizzato per rispondere ai bisogni di assistenza dei cittadini, sia per quanto riguarda gli accessi al Pronto soccorso e i ricoveri in urgenza, sia per quanto riguarda l’attività ordinaria. I dati effettivi descrivono, per fortuna, una realtà ospedaliera molto diversa da quella che raccontano i sindacati, come dimostrano i risultati raggiunti proprio grazie all’impegno e il lavoro di tutto il personale dell’Azienda. Al Pronto Soccorso non esiste nessun caso di ‘sovraffollamento’ anzi, dal 1 gennaio ad oggi si sono avuti 400 accessi totali in meno rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente. Ad aumentare è stata la percentuale dei codici Rossi, che è più che raddoppiata (4,5 al 10,1 %). Stesso dicasi per i codici Gialli che hanno visto un aumento del 27% nello stesso periodo; questo ha generato un aumento delle necessità di ricovero. Secondo i dati in nostro possesso (e pubblicati in tempo reale in un portale regionale di facile consultazione) il caso di persone in attesa in barella per oltre 48 ore si è verificato in una sola occasione. Ciò nonostante, sappiamo perfettamente che ci sono criticità e le stiamo affrontando con il supporto delle strutture organizzative, sanitarie e tecnico-amministrative, secondo un programma di interventi già avviato. Si cerca di diminuire il disagio dei pazienti in attesa di posto letto utilizzando al massimo i 10 posti di OBI ed i 2 di Medicina d’Urgenza. Sono in arrivo nuovi ausili (barelle) per aumentare il comfort dei pazienti in fase di “boarding”. L’organico medico della Unità operativa complessa di Medicina e Chirurgia Accettazione Urgenza è stato implementato con l’arrivo di 2 medici con contratto libero professionale. Tutte le necessità nell’ambito del Comparto vengono processate rapidamente dal SAPS (Servizio Aziendale Professioni Sanitarie) che provvede all’invio di personale in sostituzione quando è necessario. E’ inoltre allo studio un eventuale ampliamento dei locali del Pronto Soccorso per poter meglio accogliere e curare i pazienti in fase di stazionamento. Inoltre, sono stati messi in atto dei percorsi “see and treat” (vedi e tratta) gestiti direttamente dal personale infermieristico per le patologie a minor impatto e sono in formazione dei laici per l’accoglienza ed il sostegno delle persone in sala di attesa. Gravi le affermazioni dei sindacati rispetto all’attività espletata dal Dipartimento di Salute Mentale. In tal senso, è bene precisare, che la riorganizzazione dei servizi psichiatrici, finalizzata alla ottimizzazione delle attività assistenziali territoriali diurne, è iniziata nel 2011 con la ridefinizione della gestione operativa dell’urgenza psichiatrica. E’ stato adottato un modello organizzativo ed operativo di intervento per la gestione delle urgenze psichiatriche sul territorio in orario diurno, in orario notturno e festivo, conforme a come si opera in tutti gli altri Dipartimenti di Salute Mentale del Lazio e d’Italia. Non è stato soppresso un Servizio, ma ridefinito in base al numero di richieste e degli interventi effettuati ed alle necessità assistenziali con la pianificazione di procedure operative strutturate che garantiscono la possibilità di avere un contatto continuativo con lo specialista. Dai dati di attività dei vari servizi del Dipartimento di Salute Mentale, rilevati dalla Gestione del Sistema Informativo Psichiatrico e dal Sistema Informatico Ospedaliero, risultano implementate tutte le attività psichiatriche territoriali ambulatoriali e domiciliari. Diminuiti i ricoveri nel Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura per pazienti in carico ai Centri di salute mentale. Nel I bimestre dell’anno 2015, il numero dei ricoveri rispetto allo stesso periodo del 2014 risultano diminuiti del 12%. I progetti di dimissione realizzati all’interno delle strutture residenziali “Girasoli” nell’anno 2013/2014 a favore di quegli utenti anziani, geriatrici, incontinenti affetti da polipatologie, sono il frutto di un processo operativo di ridefinizione delle condizioni cliniche e dei bisogni assistenziali dei pazienti effettuato dall’equipe multidisciplinare. Sono state inoltre attivate tutte le procedure necessarie a garantire l’erogazione e l’appropriatezza delle prestazioni sanitarie assistenziali. Sappiamo che questo è un momento di passaggio delicato e complesso, in cui occorre chiedere il contributo di tutti per affrontare e risolvere le difficoltà, nell’interesse primario dei cittadini. Dobbiamo proseguire il lavoro iniziato un anno fa, senza soste né ripensamenti alcuni, dettati da strumentalizzazioni che non fanno altro che creare allarme sociale e disaffezione verso un sistema sanitario provinciale che sta uscendo da una fase di grande sofferenza e che guarda alla nuova organizzazione come ad una occasione di rilancio”. E’ quanto dichiarano il direttore generale della Asl di Rieti Laura Figorilli e il direttore sanitario Marilina Colombo.