Under 18 Npc Willie Basket sesta al Torneo di Vienne

0
Bellissima esperienza quella che hanno vissuto i ragazzi della formazione Under 18, targata Npc Willie Basket Rieti, al 14esimo Torneo Internazionale di Vienne (in Francia, in provincia di Grenoble, ma a 30 km da Lione) dal 3 al 5 aprile. I reatini dopo essersi confrontati con Bourg, Cornella e Riga si sono classificati per la finale del quinto-sesto posto dove hanno incontrato la Fortitudo Bologna. Una finale ed un derby, dunque, a conclusione della partecipazione amarantoceleste alle tre giornate del torneo partecipato da altre sette squadre (oltre alla Npc Willie Basket Rieti, le francesi JL Bourg, Aix Maurienne e USB Lyon, la spagnola Cornella, la cecoslovacca Praga, la lettone Riga e l’italiana Fortitudo Bologna). La gara, vinta da Bologna per 44-47, ha dato vita ad un bellissimo spettacolo. I nostri ragazzi si sono spesi con generosità, con tanta grinta e grande entusiasmo, giocando una partita che si è decisa solo allo scadere degli ultimi secondi (di quattro periodi da 7 minuti ciascuno). Prima dell’inizio della partita coach De Ambrosi ha consegnato il gagliardetto della società amaranto celeste ai dirigenti bianco blu e le due squadre si sono unite in campo per cantare un emozionante Inno di Mameli di fronte ad un pubblico molto partecipe. I reatini sono partiti subito forte, piazzando un 5-0 che ha fatto intendere alla blasonata  bolognese che non sarebbe stato facile fare il risultato. I fortitudini, alti e fisicati, riescono ad impattare e a ribaltare il vantaggio con un break di 10-0, ma i reatini tornano presto in scia ed il primo quarto termina 11-12. Dopo tre minuti del secondo periodo, Rieti passa in vantaggio per condurre tutta la seconda frazione che viene giocata punto a punto. La difesa è intensa e l’attacco fluido, la palla gira e trova interessanti soluzioni degli esterni e dure lotte sotto canestro dove i nostri riescono a rubare più di un pallone ai lunghi (molto lunghi) emiliani. I reatini chiudono in vantaggio 21-19. All’intervallo c’è la gara da tre punti. Ogni formazione partecipa con un giocatore e la Npc sorteggia Andrea Buccioni che realizza, tra gli altri, anche un bel canestro dalla riga di metà campo. All’inizio del terzo quarto Bologna spinge sull’acceleratore e dopo due minuti si trova avanti 24-29 (5:01), riuscendo a chiudere la frazione 27-34. La partita non è affatto decisa, Palmeggiani e compagni hanno una forte spinta agonistica, oltre a buone potenzialità, ed i ragazzi che per la prima volta si trovano a giocare insieme proprio in occasione questo torneo (in Italia non esiste ancora la categoria Under 18 che verrà introdotta la prossima stagione sportiva) tornano a contatto:  32-34 a 5:43 e ci restano. La gara si gioca sempre punto a punto. A 2:26 il punteggio recita 37- 39. Con un paio di canestri ed una difesa molto intensa Rieti resta attaccata, 41-43 quando mancano solo 49 secondi. La NPC riesce a costruire la possibilità di chiudere con un tiro piazzato che purtroppo non entra. Bologna invece segna da due(41-45) I reatini tornano in attacco e Rinaldi mette la bomba che porta sul 44-45 a 8 secondi e 6 decimi dalla fine. Dopo il time out si va col fallo sistematico (fin ora 2 falli Rieti e 5 Bologna). Due falli e i reatini raggiungono il bonus a 6 secondi dalla fine. La Fortitudo segna, mentre a Rieti non riesce l’impossibile tiro della speranza. La partita termina 44-47 con Rieti al sesto posto di questo bellissimo torneo. Seguono Cornella e Praga, mentre la precedono in ordine dal primo posto:Aix-Maurienne, UBS Lyon, Bourg, Riga e Fortitudo Bologna. “È stata una bellissima esperienza-afferma coach Gianluca De Ambrosi- ci siamo confrontati con altre realtà ed altre nazioni e ci siamo resi conto del discreto livello a cui stiamo. Negli altri stati europei ci sono i campionati Under 18 che in Italia verranno introdotti il prossimo anno. I nostri ragazzi sono andati molto bene ed ha mostrato di essere un gruppo che può far molto nei prossimi campionati Under 18 e Under 20. Torniamo a casa con un dignitoso sesto posto e con un bagaglio d’esperienza molto più ampio. I ragazzi si sono anche distinti per il comportamento, ricevendo molti complimenti dalle famiglie ospitanti. È stato un bel torneo, organizzato in maniera impeccabile. Ringraziamo gli organizzatori, nella persona di J.J. Tatgè e tutte le famiglie che hanno collaborato attivamente, in particolare il nostro referente Jean Marc Nicollet che è stato un aiuto preziosissimo in ogni fase della nostra partecipazione. Cercheremo di ricambiare invitando le loro selezioni giovanili a partecipare al Torneo della Befana che, già a 40 squadre, vorremmo far diventare internazionale dalla prossima edizione”. “Sportivamente non mi aspettavo questo risultato – confessa la dirigente Elena Salvi- i nostri ragazzi mi hanno sorpreso tantissimo anche perché viste le premesse non immaginavo che avrebbero affrontato in maniera così agguerrita avversari fisicamente  molto più grossi. Prima di partire, infatti, i nostri atleti avevano fatto i confronti studiando le foto delle altre formazioni ed erano molto preoccupati di non reggere il confronto. Invece hanno messo in campo una grinta incredibile che gli ha consentito di superare il gap fisico e di giocarsela a pari valori con tutte le squadre. Dal lato umano queste sono esperienze che vale sempre la pena vivere, a prescindere dai risultati sportivi, perché arricchiscono di un bagaglio emotivo e culturale importante. Abbiamo visitato Lione che è una città bellissima ed abbiamo avuto l’occasione di incontrare persone che ci lasciano dentro bellissimi ricordi. Infine c’è la parte goliardica vissuta dal gruppo e i momenti di aggregazione che fanno crescere e che i nostri giovani si porteranno dentro per sempre”. “È stata un’esperienza nuova per molti di noi  – conferma il capitano dell’U18 Edoardo Torda – essere ospitati in famiglia ci ha aiutato a conoscere nuove culture e lingue. Abbiamo vissuto per 4 giorni con splendide persone, sempre disponibili e con un grande cuore: ci hanno trattato come se fossimo loro figli, e non smetterò mai di ringraziarli. Dal punto di vista cestistico ci siamo confrontati con squadre molto più fisiche e preparate rispetto a noi che siamo un gruppo nuovo costituito dall’unione di due formazioni che hanno giocato la stagione in campionati diversi; nonostante questo abbiamo dato il tutto per tutto, con buoni risultati. L’intenso derby con Bologna che ci ha fatto guadagnare gli applausi del pubblico, è stato la ciliegina sulla torta. In qualità di capitano vorrei ringraziare, a nome di tutti i miei compagni, la società e il coach che ci hanno dato questa possibilità e le famiglie francesi per la loro ospitalità. Rinnovo gli auguri a Federico, il nostro compagno che in Francia ha compiuto 18 anni. Infine, ringrazio tutta la squadra per l’impegno e l’intensità messi in campo: abbiamo giocato come un gruppo vero”. Tabellini: Npc WIllie Basket Rieti. Finizii 3, Godoy 7, Palmeggiani 6, Rinaldi 23, Martellucci 4, Tarani, Buccioni, Blasi, Chiani, Torda, Antonini, Palomba, Mariantoni, Colasanti. All. De Ambrosi. Dirigenti Acc.: Buccioni, Blasi, Salvi. Fortitudo Bologna. Jabre 6, Cessel 12, Valenti 10, Errera 1, Torricelli 2, Lucchetta 4, Tronconi 1, Zucchini 1, Malavasi 3, Pampani 5, Tyrrel 2. All. Tasini. preparatore fisico: Rubbi. Dirigente Acc. Fontanella.

70° Anniversario dell’estremo sacrificio del Commissario Palieri

0
Filippo Palieri Medaglia d’oro al merito civile concessa dal Capo dello Stato con la seguente motivazione : “ Capo di Gabinetto della Questura di Rieti, evidenziando eccezionale slancio altruistico e sprezzo del pericolo, riusciva a tenere nascosti agli occupanti tedeschi i nominativi degli artigiani reatini, evitando in tal modo la loro deportazione in campi di lavoro. Dopo aver informato personalmente i propri concittadini del pericolo, veniva scoperto dai nazisti e, arrestato, deportato nel Lager di Wietzendorf dove periva a causa degli stenti e delle torture patite. Fulgido esempio di straordinarie virtù civiche e generoso altruismo spinti sino all’estremo sacrificio. Dott. Filippo Palieri – Capo di Gabinetto della Questura di Rieti – fu deportato insieme ad altri sette esponenti civili e militari in Germania il 4 ottobre 1943 ove morì il 13 aprile 1945 nel campo di concentramento di Wietgendorf il giorno stesso della liberazione dei prigionieri da parte delle truppe alleate. … il sottufficiale germanico tenendo un foglio in mano fece l’appello dei presenti indicando a sette di essi e precisamente al colonello Ferroni, al ten. col. Petrini, al maggiore La Calamita, al capitano Sirolli, al capitano Navegna, al maggiore Salvati e al dott.Poti di farsi da parte in attesa che arrivasse il dott.Palieri. Giunto il dott.Palieri il gruppo dei fermati fu caricato su un camion militare …. (destinazione germania) Ebbe così inizio, senza che gli arrestati avessero potuto comunicare con i congiunti e senza che avessero avuto modo di fornirsi di qualche indumento, il calvario di questi otto italiani verosimilmente rei, ( non si è mai saputo l’addebito ufficiale ) di non essersi inginocchiati al volere dei tedeschi. Da Berlino, ove sostò nove lunghissimi giorni, il gruppo dei reatini fu inoltrato verso la Polonia dove, a metà di novembre gli ufficiali superiori ( Colonn. Ferroni e Ten. Col. Petrini ) vennero separati da gli altri con destinazione Cestokova. I sei rimasti raggiunsero invece Beniaminovo. Si possono immaginare le privazioni, le sofferenze, le mortificazioni: ogni tanto si presentava qualche persona che, parlando italiano, invitava i deportati a collaborare con i tedeschi e sperare, così, di ottenere in premio la liberazione e forse il ritorno alle proprie case. I nostri concittadini resistettero alle lusinghe e più di tutti resistette il Palieri che – sebbene sofferente ed esaurito fisicamente – nell’aggravarsi del male che lo minava diede prove di autentico stoicismo, rifiutanto sempre le proposte di collaborazione con i tedeschi anche quando erano gli stessi suoi compagni ad incitarlo di compiere un gesto di sottomissione peraltro giustificato nel suo caso disperato. Circa ventiquattro durissimi mesi durò l’internamento e quando i tedeschi incominciarono ad indietreggiare sul fronte russo, la resistenza fisica di tutti i prigionieri e di tutti gli internati era veramente agli sgoccioli. Eppure bisognava di tanto in tanto sobbarcarsi a spostamenti da una località all’altra, sulla neve, ora a piedi, ora sui treni merci con l’indefinibile miraggio di poter tornare vivi alle proprie famiglie. Chi rimaneva indietro, chi non camminava, veniva finito con un colpo di rivoltella alla tempia. Così il dott. Palieri e gli altri compagni di sventura si trascinarono nuovamente dentro la Germania ove a Wietzndorf li raggiunse la liberazione, ventiquattro ore dopo che il dott. Palieri era spirato, letteralmente consunto dal male che nessuno aveva potuto curargli. Si chiudeva così anche questo capitolo di sofferenze di nostri concittadini per i quali mai potrà essere pagato il debito di riconoscenza e di stima. “Sabina Anno Zero” di Pietro Pileri Questura di Rieti: Filippo Palieri “un eroe cristiano nell’inferno di Wietzendorf” Filippo Palieri fu un uomo che sacrificò la vita per non perdere l’onore. Consapevole che il rifiuto di piegarsi all’imperio degli aguzzini lo avrebbe condotto a morte ha continuato a difendere fino all’ultimo giorno, con tenacia irriducibile, la propria dignità. Filippo Palieri assolse il duplice compito di tutore della legge e testimone di Cristo con quella rigorosa coerenza che,dovendo scegliere fra la propria vita e quella di tanti concittadini innocenti, lo condusse al sacrificio supremo. Ma ha lasciato agli eredi un patrimonio inestinguibile. Le nuove generazioni ignorano che la follia nazionalista fece perire 55 milioni di innocenti nel conflitto ’39 – 45. I feriti furono 35 milioni e 3 milioni i dispersi. A chi è nato nella confortevole società d’oggi resta difficile raffigurarsi gli orrori della seconda guerra mondiale. Così, nella diffusa ignoranza della storia, e più agevole negare l’autenticità delle nefandezze naziste e cedere alla tentazione di nuove avventure autoritarie. Dai lager alle foibe l’odio perpetua la beluinità umana nella spirale sangue-vendetta-sangue. L’incapacità di coniugare virtualmente giustizia e perdono assegna alla Carità il compito di spezzare il circuito perverso del male. “Oltre il Lager” di Rodolfo Palieri (figlio di Filippo) A Filippo Palieri è stata concessa dal Capo dello Stato la medaglia d’oro al merito civile, il 10 marzo 2004, con questa motivazione: “Capo di Gabinetto della Questura di Rieti, evidenziando eccezionale slancio altruistico e sprezzo del pericolo, riusciva a tenere nascosti agli occupanti tedeschi i nominativi degli artigiani reatini, evitando in tal modo la loro deportazione in campi di lavoro. Dopo aver informato personalmente i propri concittadini del pericolo, veniva scoperto dai nazisti e, arrestato, deportato nel lager di Wietzendorf dove periva a causa degli stenti e delle torture patite. Fulgido esempio di straordinarie virtù civiche e generoso altruismo spinti fino all’estremo sacrificio. Il 13 aprile del 1945 – Wietzendorf (Germania)”.

Noi non “…ce ne faremo una ragione” !

0
Le tappe che hanno scandito l’ascesa di Renzi al potere sono note: ha avuto l’intuito di agitare la “Rottamazione” di una dirigenza politica incapace di agire il cambiamento necessario al paese e invocato dai cittadini, immaginando di poterla rimuovere e sostituire con la sua generazione; si è reso conto che, per realizzare i suoi propositi, avrebbe dovuto scalare il Partito Democratico e conquistarne il comando vincendo le primarie; arrivato alla segreteria del PD, ha liquidato il governo Letta (Letta stai sereno) punzecchiandolo sulla lentezza del suo agire e ottenendo presto la sua resa; ha operato per accedere alla Presidenza del Consiglio, in tempo utile per poter debuttare da protagonista sulla scena europea e mondiale cogliendo l’occasione offertagli, dal semestre di presidenza dell’Unione Europea; ha dato vita ad un governo di giovani con forte presenza femminile, renziani doc e non renziani presto convertitisi, tutti pronti a difendere l’accordo sottoscritto, e mai chiaramente esplicitato in tutti i sui risvolti, con Berlusconi che, come è noto, non ha mai fatto mistero di essere un suo estimatore; ha saputo cogliere l’occasione delle elezioni europee per capitalizzare, con una campagna elettorale massmediaticamente efficace nel propagandare il suo governo del “fare” (riforma del Senato e 80 euro), incassando un consenso sostanzioso che lo ha consolidato nel suo ruolo di Capo del Governo. Un percorso ricco di successi che gli hanno permesso di avere la forza sufficiente per chiedere al parlamento, di porre all’ordine del giorno dei lavori le sue priorità. Forte della maggioranza conquistata nel PD con le primarie, si è impegnato per far digerire al partito, non senza contrasti, le sue proposte di modifica dell’assetto istituzionale e costituzionale dello Stato contenenti vistose venature verticistiche evocando il dogma della governabilità. È riuscito ad imporre, praticando un decisionismo incalzante e non disdegnando l’uso della frusta nei confronti di chi ha osato dissentire, le sue scelte classificando pretestuose ed intrise di conservatorismo le loro argomentazioni, definendo gufi coloro che giudicavano velleitari i suoi proclami, dicendo spavaldamente e con scherno, a coloro che non hanno inteso rinunciare ad esprimere il dissenso: “ce ne faremo una ragione”; ha presentato quelle scelte quale risultato di decisioni assunte dal partito “democraticamente” in riunioni della direzione che le ha deliberate a maggioranza, di assemblee dei gruppi parlamentari che le hanno ratificate, sempre a maggioranza e che lo hanno autorizzato a chiedere ai parlamentari di votarle con disciplina. Un iter solo apparentemente democratico e che lo sarebbe effettivamente se il PD fosse un partito modellato e funzionante aderendo a quanto contenuto nell’articolo 49 della Carta costituzionale ma, come è noto, non risulta tale. Purtroppo il PD e più o meno tutti gli altri partiti italiani sono diventati, ormai da tempo, organismi impalpabili che somigliano sempre più a comitati elettorali comandati da ristrette oligarchie che ruotano attorno ad un capo da portare in trionfo. È questo l’humus dal quale è germogliato il disegno riformatore proposto dal governo Renzi ed era inevitabile che incontrasse non poche contrarietà sia nel parlamento che nel paese. Una contrarietà cresciuta sul convincimento che quell’insieme di proposte, rappresenta un condensato di potenziali pericoli di rinsecchimento della democrazia e l’innesco di un processo teso a favorire la concentrazione di sempre maggiori poteri nelle mani dell’esecutivo e di chi è chiamato a presiederlo. Renzi e la sua maggioranza paiono non curarsi delle dimensioni di quel dissenso e ritengono di poter procedere a testa bassa per la loro strada. Sembrano non consapevoli, ma è anche possibile che lo siano, dei danni che possono arrecarsi alla democrazia, indipendentemente dalle reali intenzioni dei proponenti, togliendo o cambiando singoli pezzi di una costruzione statuale senza riorganizzare il tutto in un organico quadro d’insieme. Avere fretta di concludere, su materie tanto delicate, non è una buona idea. Si potrebbero commettere errori che intaccano le fondamenta del sistema o lasciare aperti dei varchi nei quali potrebbero insinuarsi quanti, attuali o futuri governanti, intendessero rottamare, insieme a ciò che deve essere cambiato, la democrazia nella sua interezza. Sappiamo che la democrazia è un sistema non immune da difetti e che è giusto correggerne le storture ma, se si vuole apportare modifiche che ne migliorino la efficienza, si deve tendere a consolidare e non erodere i pilastri portanti che ne sostanziano l’essenza a cominciare dal garantire, il potere partecipativo dei cittadini alle scelte attraverso i suoi rappresentanti e la valorizzazione del confronto con tutte le istanze organizzate presenti nella società. È condivisibile sostenere che la partecipazione ed il confronto non possono diventare espedienti per ritardare o impedire le decisioni ma, di converso, la fretta di decidere non può diventare l’alibi utilizzato per limitare la partecipazione o strozzare il confronto. Le regole devono contemperare armoniosamente le giuste esigenze del decidere con quelle del partecipare ma, è proprio sulle regole che una democrazia deve saper anteporre alla fretta di concludere, la opportunità di prendersi il tempo necessario per riflettere e sviluppare l’utile confronto dialettico per comporre il massimo di unità possibile. Si dovrebbe convenire nel ritenere che il tempo impiegato, per decidere su questioni di rilievo costituzionale e regolamentanti il sistema, è un prezzo che si deve essere disposti a pagare per salvaguardare la tenuta della democrazia. È vero, come qualcuno ha detto, che la democrazia può morire anche per troppa democrazia ma, è certo che essa potrà vivere più a lungo se le regole che si è date sono largamente condivise e rispettate da tutti. Ciò detto nessuno si spinge a dire che l’attuale maggioranza ed il capo del governo vogliono, con quelle riforme, istituire un regime dispotico ma, se alle riflessioni critiche sollevate da parti sostanziose del parlamento, comprese componenti della maggioranza, e condivise da tanti italiani si risponde con scherno, s’induce a pensare che il dispotismo sia latente e che le preoccupazioni per il futuro del sistema democratico non siano del tutto infondate. Il cosiddetto “italicum”, che si vorrebbe approvare in tutta fretta, è il grimaldello del quale vorrebbe poter disporre il governo per imporre al parlamento la sua marcia. Con esso si farebbe aleggiare, nelle aule parlamentari, lo spauracchio delle elezioni anticipate che si ritiene possa piegare anche gli oppositori più riottosi ma, possiamo anche immaginare che il PD di Renzi insista tanto nel volerlo approvare per potersene giovare nell’eventualità che possa aprirsi una crisi di governo che porti, fatte salve le prerogative del Capo dello Stato, ad elezioni anticipate. Uno scenario non del tutto aleatorio che il PD, consapevole di trovarsi in condizioni di vantaggio stante l’attuale stato del sistema politico italiano, potrebbe anche essere indotto a favorire pensando alle elezioni, regolate dall’italicum, quale scorciatoia per conseguire l’ennesima vittoria che gli assicurerebbe una maggioranza solida in parlamento pronta a reinsediarlo al potere, a garantirgli la stabilità necessaria ed a spianargli la strada per raggiungere i suoi obbiettivi. Se l’approvazione dell’italicum, è la svolta attesa dal governo per incassare il complesso delle riforme volute, lo ha fatto capire Renzi in direzione respingendo con energia le opposizioni, è del tutto evidente che riuscire a fermare l’approvazione di quella legge elettorale è la condizione per riaprire un confronto costruttivo per trovare, sull’intero pacchetto, nuovi punti d’intesa che assicurino cambiamenti armonici in un sistema democratico rispettoso degli equilibri di potere tra le diverse istituzioni dello stato e dei valori contenuti nella Costituzione. Ritardare l’approvazione di quella legge non significa ricacciare indietro l’importante carica innovativa espressa dal renzismo, così decisiva per rimuovere le pigrizie di quanti hanno paura del nuovo che s’impone ma, darsi una occasione per riannodare i fili di un dialogo interrotto, nell’interesse di tutti. Fermare la fretta che ha Renzi di incassare quella sua legge elettorale che origina dal patto del Nazareno è tutt’altro che facile, e lo è ancor meno per le componenti del PD che sono in dissenso con le decisioni del partito ma, è del tutto evidente che, quanti sperano di riaprire il confronto per trovare un nuovo componimento utile per il paese ma, anche per il PD, guardano proprio a loro nella speranza che ricerchino l’accordo per tentare una prova di forza votando compatti contro quel grimaldello convinti che, indipendentemente dal risultato, che evidentemente si vorrebbe favorevole, potrebbe comunque rappresentare l’inizio, per contenere l’intransigente decisionismo renziano e l’eventuale dilagare della sua foga rottamatrice. È necessario che il Parlamento avverta il peso della responsabilità che grava sul suo operare e tenga conto che l’italicum, non essendo la priorità per milioni di cittadini alle prese con ben altri problemi che attengono alle loro condizioni di vita ed a quelle delle loro famiglie, è un provvedimento non urgente se è vero che si vuole evitare di interrompere la legislatura fino alla sua scadenza naturale del 2018. In realtà sarebbe utile fermarne l’approvazione per impedire che rappresenti la posa della prima pietra sulla quale il governo vorrebbe, prima o dopo eventuali elezioni anticipate, erigere la costruzione del nuovo assetto politico istituzionale e costituzionale quale emergerebbe dall’insieme delle sue riforme. Una costruzione, e che metterebbe l’Italia nelle mani di ristrette oligarchie offrendo, a chi avrà l’occasione di conquistare il potere di governarlo, di poterlo esercitare senza troppi condizionamenti e “fastidiosi” controlli.

UNITI PER RIETI: finalmente le perle di saggezza del consigliere Bizzoca

0
Dopo una lunga, interminabile attesa abbiamo avuto finalmente la possibilità di leggere le perle di saggezza dispensate dal Consigliere Bizzoca il quale, dopo tre anni e probabilmente grazie alla nuova spilletta, ha finalmente trovato il coraggio di far sentire la propria voce. Ma la delusione ha preso subito il sopravvento atteso che ci aspettavamo un esordio quantomeno originale, scoppiettante, con argomentazioni che fossero farina del suo sacco, piuttosto che il banale copia incolla delle valutazioni politiche già apparse sulla stampa locale. A pochissimi giorni dalla patetica tragicommedia alla quale abbiamo assistito in Consiglio comunale, che ancora una volta ha certificato l’inconcludenza assoluta di una politica fallimentare, il novello capogruppo, sicuramente imboccato da qualche superiore censore che, a comando, accende le sue puerili argomentazioni, fa sentire la sua voce per ripetere ancora una volta, come ormai centinaia di altre volte, il disco rotto dei brutti e cattivi che hanno governato prima di loro. Ma stavolta è talmente invasato che tenta un ulteriore slancio in avanti: estendere le responsabilità attribuite alla giunta di centrodestra che li ha preceduti anche a noi che, pur non essendoci stati, saremmo rei di portare in Consiglio comunale le stesse bandierine che volteggiavano in precedenza. Al caro Bizzoca evidentemente l’eccitazione da comunicato stampa dettato da altri offusca la mente: fermo restando che potremmo obiettare per l’ennesima volta che non possiamo essere chiamati a rispondere di fatti di cui non siamo stati protagonisti né tantomeno di atti che non abbiamo avallato, ci piace di più rappresentare che le nostre bandierine non sventolavano nella precedente giunta. E poi, ancor meno calzante, è il paragone che fa tra la sentenza definitiva della Corte dei Conti che assolve il dott. Preite dal danno erariale contestatogli, e la pronuncia del Giudice del Lavoro che, oggi, respinge un ricorso d’urgenza avverso un licenziamento che per diventare definitivo dovrà passare al vaglio di altri due gradi di giudizio. Ovviamente Bizzoca e i suoi colleghi consiglieri sono garantisti solo quando i processi riguardano i loro sodali mentre sono immediatamente giustizialisti quando riguardano gli avversari. L’elucubrante Bizzoca non ha considerato però una cosa rilevante: che i sottoscritti non potranno mai essere chiamati a rispondere di eventuali responsabilità che venissero riconosciute in capo ai componenti della precedente maggioranza di centrodestra, come non potranno essere chiamati a rispondere di tutti gli scempi amministrativo-gestionali di cui l’attuale amministrazione si sta rendendo responsabile. Al riguardo, avrà pensato il caro Bizzoca che prima o poi la sua maggioranza sarà chiamata a rispondere di tutti gli affidamenti contra legem che ha collezionato in questi tre anni? Avrà pensato di quanti danni erariali saranno chiamati a rispondere insieme con i loro dirigenti di apparato? L’atteggiamento messo in campo col suo comunicato è sintomatico di una manifesta incompetenza non solo amministrativa ma dei minimi rudimenti giuridici. E poi noi che amiamo leggere tutti gli atti, non solo quelli di comodo, consigliamo al ritrovato Bizzoca di non considerare come oro colato il verbo di quel giudice del lavoro che oggi afferma cose ben precise nel valutare il rapporto e le conseguenti responsabilità tra amministratori e dirigenti, ma che solo qualche mese fa affermava esattamente il contrario: “Il dovere di obbedienza impone al lavoratore, anche al dirigente, di adeguarsi alle scelte datoriali, anche se non condivise e anche se illegittime, purchè le stesse non trasmodino in illeciti di natura penale”. Sul punto non esprimiamo ulteriori valutazioni, fermo restando che chiederemo agli organi di controllo di verificare l’operato di questo giudice del lavoro. Siamo certi, infine, che tutta la vostra onestà intellettuale nel ricordare che insieme al dott. Preite “amministravano la Città altri dirigenti, un Sindaco e nove Assessori di centrodestra” l’avrete ben chiara nella mente anche quando dovrete riconoscere che insieme ai vostri dirigenti di apparato, ai quali state facendo firmare di tutto e di più, amministravano la città anche un Sindaco di SEL e nove assessori di sinistra-centro. E per concludere, a proposito di ciò che vi è consentito a stento, perché non fate l’elenco di tutte le significative risorse che siete sempre riusciti a reperire per sostentare ben nove assessori, alcuni con doppie pensioni, altri con primarie necessità di sopravvivenza, elargire significative parcelle a studi legali di apparato, foraggiare organizzazioni e strutture collegate ai vostri partiti, piuttosto che ad associazioni vicine al novello censore? Ed il consigliere Bizzoca di questo ne è certamente a conoscenza! Questo governo cittadino sarà sicuramente ricordato per la sua arrogante, ipocrita rappresentazione della realtà.

Petrangeli: siamo vicini agli amici aquilani

“Sei anni fa il tremendo terremoto che ha sconvolto L’Aquila e cambiato la vita a un’intera comunità alla quale siamo legati da una storia comune e da un legame fraterno. Siamo vicini agli amici aquilani impegnati nell’impresa della ricostruzione e onoriamo la memoria di chi ci ha lasciato in quel terribile 6 aprile 2009. La città di Rieti ricorda le sue vittime e si stringe attorno alle famiglie di Valentina Argenis Orlandi, Michela Rossi e Luca Lunari”. E’ quanto dichiara il sindaco di Rieti, Simone Petrangeli.

Caso Preite, Bizzoca: il Centrodestra si assuma le responsabilità

0

Lo scorso giovedì 2 Aprile il Giudice del Lavoro ha respinto il ricorso ex articolo 700 presentato dal Dott. Preite contro il decreto di licenziamento deliberato dal nostro Sindaco. Ha quindi ritenuto legittimo il licenziamento dell’ex Dirigente del settore finanziario, atto da noi voluto, oltre che dovuto, date le gravi irregolarità contabili che abbiamo riscontrato al nostro ingresso nell’Amministrazione Comunale. Il Giudice ha motivato la sua scelta affermando che il Dott. Preite avrebbe dovuto vigilare sui conti dell’Ente invece di permettere che per dieci anni si verificassero le irregolarità contabili. Irregolarità che hanno poi costretto il Comune di Rieti nel 2013 a dichiarare lo stato di pre-dissesto e a ricorrere al piano di riequilibrio pluriennale, piano che oggi ci impone tutta una serie di vincoli tali da permetterci a stento soltanto l’erogazione dei servizi essenziali del Comune.

Andando però oltre gli aspetti giuridici della questione, ci preme sottolineare un passaggio fondamentale del Giudice, ovvero quello in cui sottolinea le responsabilità del Dirigente, il quale, piuttosto che seguire le disposizioni dell’organo di controllo, altro non faceva che adeguarsi alle colpevoli indicazioni dell’organo politico di centrodestra che a quei tempi governava la Città.

E’ naturale che un Dirigente abbia sulle sue spalle tutte le responsabilità amministrative degli atti illegittimi ma spesso ci dimentichiamo che le responsabilità politiche sono sulle spalle di qualcun altro.

Chissà cosa hanno da dirci ora quei membri della Minoranza che nell’ultimo Consiglio Comunale volevano darci lezioni di amministrazione.

Chissà che ne pensano ora i “soliti noti” dell’opposizione che qualche giorno fa dichiaravano sorridendo, in uno dei loro soliti populistici comunicati stampa, che “inizia a vacillare la macchina accusatoria messa in piedi dall’Amministrazione Petrangeli contro tutti coloro espressione della vecchia Giunta”.

Da quando amministriamo, costretti in questa morsa del pre-dissesto, è con forte malessere e duro impegno che riusciamo a malapena a rispondere alle minime esigenze dei nostri Cittadini, tirando una coperta che, a causa delle passate scelleratezze, è sempre troppo corta. Governiamo con difficoltà nella speranza di poter risanare il bilancio per dare ancora un futuro dignitoso alla nostra Città. E ci teniamo a prendere spunto dall’intelligente riflessione del Dott. Preite, un uomo stanco di essere il capro espiatorio della mala gestione passata, che ci fa notare che insieme a lui amministravano la Città altri dirigenti, un Sindaco e nove Assessori di centrodestra.

È per questo che preghiamo i nostri pregiatissimi oppositori, anche quelli che allora non c’erano ma che oggi issano la stessa bandiera, di avere il coraggio di rendersi conto del disastro che hanno combinato e quindi, finalmente, di prendersi le proprie responsabilità. Cons. Gabriele Bizzoca, capogruppo Città Futura (nella foto)

Chiuse le votazioni per gli Amici a 4 zampe di Radiomondo

Si sono chiuse domenica 5 aprile alle ore 24 le votazioni dedicate agli Amici a 4 zampe di Radiomondo. Iniziate ad ottobre 2014, dopo cinque mesi, sono giunte al termine decretando il vincitore e il secondo classificato che verranno entrambi premiati domenica 12 aprile, dalle ore 10, negli studi dell’emittente radiofonica reatina in piazza Vittorio Emanuele II. Scopriremo anche quali sono stati i primi 30 Amici a quattro zampe classificati. Radiomondo e Rietinvetrina da sempre sono affianco degli animali di Rieti e non solo, ad esempio siamo riusciti insieme ad una volontaria a far adottare Cesare, cagnolone richiuso in canile e da questo nostro amore è nata l’idea di mettere gli animali al centro dell’attenzione, rendendoli veri protagonisti, attraverso una votazione a loro dedicata. Una votazione che ha coinvolto tutta Italia. Partita da Rieti e da Radiomondo si è estesa a macchia d’olio in tutta la Penisola per un totale di 452 foto giunte da: Cagliari, Bari, Roma, Terni, Genova, Verona, Milano, Potenza, Bergamo, Caserta, Napoli, Ascoli Piceno, L’Aquila. Cani, gatti, cavalli, criceti, tartarughe, hanno piacevolmente invaso il profilo Facebook di Radiomondo con l’album fotografico, creato appositamente per la votazione, che ha visto il numero delle fotografie contenute lievitare di giorno in giorno. Un successo non solo di numeri, ma anche di soddisfazione e coinvolgimento da parte di tutte le persone che vi hanno partecipato, le quali hanno voluto mettere in gioco se stessi e il proprio animale, mettendo quest’ultimo al centro dell’attenzione e regalandogli, in caso di vittoria, un premio. “Vota e fai votare il tuo amico a 4 zampe preferito”, questo il nome dato da Radiomondo alla votazione, è stato così pervasivo tra le persone che la foto di una cagnolina di nome Laika è addirittura giunta dall’Australia, con tanto di complimenti e saluti giunti dall’altra parte del mondo. Una votazione impreziosita poi dai saluti che ogni domenica mattina sono stati dedicati di volta in volta da Max e Pier Luca ai “pelosetti” nuovi arrivati nella grande casa di Radiomondo. 2.500 nuove richieste di amicizia sul profilo Facebook provenienti da ogni angolo d’Italia, per un totale di 452 foto nell’album fotografico e un totale di 17.306 voti ricevuti. Domenica 12 aprile in studio saranno presenti anche alcuni dei tanti partecipanti con i loro padroni. Premi offerti da: Colomba Pascalizi Pet Shop Rieti.

Terremoto L'Aquila, Rieti non dimentica Luca, Valentina e Michela

0
A sei anni dalla tragedia che ha colpito L’Aquila e la sua provincia, in tanti questa notte hanno affollato le vie della cittadina abruzzese per ricordare le 309 vittime. Alle 3.32 di quella tragica notte, 6 aprile 2009, scomparvero anche tre nostri concittadini, Luca Lunari, Valentina Argenis Orlandi e Michela Rossi, ai quali ogni hanno va il pensiero di tanti reatini. Nel 2013 a Rieti è stato intitolato ai tre ragazzi il parco di viale Liberato di Benedetto. Nella foto sopra la casa dello studente. parco_vittime_6_aprile_2009_a parco_vittime_6_aprile_2009

Uomo cade in un fossato e muore

0
Da questa mattina i Vigili del Fuoco sono a lavoro nella Valle del Salto, zona Torano, per recuperare il corpo senza vita di un uomo che, per cause ancora sconosciute, é caduto in un fossato. Il 56enne è stato individuato dopo diverse ore di lavoro dai Vigili del Fuoco che attualmente stanno attendendo l’arrivo sul posto del Magistrato per il recupero della salma.

Altri due arresti per spaccio di stupefacenti

0
I Carabinieri della compagnia di Cittaducale nell’ambito delle attività tese a contrastare il fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti hanno tratto in arresto per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti: A.P. 44 enne albanese residente ad Antrodoco e G.C. 33enne reatino residente a Rivodutri. Il personale operante in servizio anti-droga in località 4 Strade hanno notato i due uomini nello scambio di un involucro. Sottoposti a perquisizione personale e veicolare sono stati trovati in possesso di 24 grammi di sostanza stupefacente del tipo cocaina e la somma contante di euro 3.130. La perquisizione domiciliare, eseguita unitamente al personale della stazione Carabinieri di Antrodoco, ha permesso di rinvenire presso l’abitazione di A.P. 10 dosi di sostanza stupefacente del tipo cocaina per un totale di circa 9 grammi. Nel corso delle operazioni d’arresto, A.P. ha posto resistenza nei confronti di un militare che ha riportato lesioni guaribili in 3 giorni. Espletate le formalità di rito, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria A.P. è stato associato presso la Casa circondariale di Rieti, mentre G.C. è stato tradotto nella propria abitazione in regime degli arresti domiciliari.