70mo Liberazione, a Contigliano l'evento "Libertà Conquista di Popolo"

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Il Circolo Pd di Contigliano partecipa alle “Celebrazioni del 70° anniversario della Liberazione” con l’iniziativa “LIBERTA’ CONQUISTA DI POPOLO – La storia, i martiri, gli eroi della Resistenza a Contigliano e nella Valle Santa, nel racconto e nella testimonianza di chi ne fu testimone” in programma per venerdì 24 aprile 2015 (inizio ore 17,30 – Biblioteca Comunale, piazza Talarrubias). Nel corso della manifestazione verranno ricordati coloro che hanno dato la vita per gli ideali di libertà e democrazia e chi è stato vittima innocente di barbare rappresaglie in Sabina, nella Valle Santa e a Contigliano. In particolare si ricorderà l’eccidio avvenuto a San Lorenzo di Contigliano l’11 giugno del 1944 in cui persero la vita 4 contiglianesi: Onorina Chiani, Angelo Laureti, Francesco Damasi e Pietro Chiaretti. Un invito particolare è stato riservato ai ragazzi e alle ragazze contiglianesi che quest’anno raggiungono la maggiore età, con l’auspicio che possano affrontare il loro futuro nella piena consapevolezza del valore della nostra Democrazia e godere a pieno di questa Libertà, frutto di quanti hanno dato la vita per essa. A loro verrà fatto dono del libro “Racconti di Guerra” di Antonio Cipolloni. Nel corso della manifestazione, che vedrà quale relatore Antonio Cipolloni e moderatrice Alessandra Lancia, verranno proiettati spezzoni del documentario “Collebaccaro. 1943: un paese occupato” di Daniele Sorgi, suonati brani tratti da canti della Resistenza da parte di giovani musicisti.

La NPC torna a scuola. Incontro con gli alunni della Sisti

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Nell’ambito del progetto del Coni Lazio “I giovani incontrano i campioni”, una rappresentativa della NPC Rieti ha incontrato gli studenti della Scuola Media Basilio Sisti. Accolti in aula magna da tre classi prime e dalla rappresentanza della squadra scolastica di pallacanestro, Roberto “Picchio” Feliciangeli, Nicholas Stanic, Riziero Ponziani e Davide Rosignoli hanno parlato di sport e sportività, raccontando la loro esperienza di sport e di vita. Sport inteso come sistema di valori e come scuola di vita: il rispetto delle regole, dei compagni e dell’avversario, il saper vincere ed il saper perdere, l’imparare dai propri errori, l’impegno ed il sacrificio per raggiungere obiettivi comuni, il bello della condivisione con il gruppo, la gioia di raggiungere il traguardo: questi sono alcuni dei temi toccati dagli atleti amarantocelesti. Al termine della presentazione, gli alunni, tra i quali anche alcuni tesserati del settore giovanile NPC, hanno posto numerose domande ai loro campioni, curiosi di comprendere il loro stile di vita e lo svolgimento della quotidianità di uno sportivo. Non sono mancate richieste più tecniche quali: in cosa consiste la loro preparazione fisica, che regime alimentare seguono, quanti allenamenti svolgono a settimana ed alcune curiosità: qual è la squadra che temono di più? Insomma un incontro molto stimolante da entrambe le parti che si è concluso con la firma degli autografi e l’invito a partecipare alla prossima partita della Prometeo Estra Rieti domenica 26 Aprile alle 18.00. L’ingresso fino ai 14 anni è infatti gratuito. giocatori_npc_alla_scuola_basilio_sisti_2 giocatori_npc_alla_scuola_basilio_sisti_3 giocatori_npc_alla_scuola_basilio_sisti_4

Andrea Cecilia: Largo San Giorgio – Il sonno della ragione

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Le improbabili ricostruzioni e narrazioni dell’incredibile e colossale caso, costruito dai giornali, sui presunti abusi edilizi di Largo San Giorgio non possono che lasciare amareggiati. Chiunque, fidando sul comune buon senso, dovrebbe aver chiaro che realizzare un Polo Culturale al centro storico di Rieti, ha poco a che vedere con un “abuso edilizio”. Un Polo Culturale, un servizio per la collettività, non solo non può essere in contrasto con le norme urbanistiche ma, al contrario, rispetto alle destinazioni d’uso preesistenti (officine, fabbriche, residenze), rappresenta, semmai, un “necessario adeguamento” alle norme stesse. Decretare, al contrario, che il polo culturale di San Giorgio costituisca un abuso edilizio insanabile, ci farebbe trovare nel curioso paradosso che il Comune di Rieti sarebbe costretto ad ordinare il ripristino dello stato dei luoghi e, conseguentemente, ordinare il ripristino di opifici al centro storico. Questo si che sarebbe in contrasto con le norme urbanistiche. Purtroppo, restando impantanati in interpretazioni, opinioni, cavilli burocratici e perdendo di vista il mirabile recupero e l’irripetibile esperienza culturale che hanno rappresentato “Le Officine”, si fa fatica a trovare una soluzione. Tra le decine e decine di pratiche prodotte per realizzare l’opera, cercando bene, se ne possono trovare molte di situazioni che lasciano spazio ad interpretazioni (e persino, forse, qualche errore). Lascia una profonda amarezza pensare che il tutto nasce da una speculazione politica, promossa da chi, con pochi argomenti concreti da spendere e senza troppi scrupoli, si è dimostrato persino incurante del danno che questa “operazione” avrebbe causato all’intera città, privata, incredibilmente, di un eccellente Polo Culturale che non aveva pari in Italia. Sicuramente si giungerà a fare la necessaria chiarezza grazie all’imparzialità rigorosa della magistratura, ma appare altrettanto chiaro che, per la complessità del caso, ciò non potrà che giungere a conclusione di una interminabile vicenda burocratica/giudiziaria. Quando si giungerà a comprendere che tutto era corretto e ammesso dalle norme o, eventualmente, sanabile, si dovrà constatare che l’unico risultato raggiunto sarà l’aver speso una quantità indicibile di denaro dei contribuenti e (malauguratamente) la cessazione definitiva delle attività che si erano avviate nelle “Officine”. I reati, gli abusi contestati, ricostruiti nel corposo fascicolo di indagine che ha condotto al sequestro, sono fondati su una serie di presunti errori formali. La procura, in seguito agli esposti e alle pubbliche denunce di “onorevoli cittadini”,  è stata indirizzata ad indagare (legittimamente) su presunte irregolarità commesse nel procedimento amministrativo che ha condotto alla realizzazione del complesso. Non entro in merito al rigore con cui la Procura ha condotto le indagini e al conseguente decreto di sequestro, probabilmente un atto dovuto, viste le eccezioni sollevate dai vari Enti coinvolti. Ma preme, soprattutto, far rilevare che la questione verte sul presunto errore FORMALE commesso nel presentare i titoli edilizi, quindi, non sul merito, ma sulla forma del titolo. Ci si interroga da oltre un paio d’anni se sia stato legittimo presentare una DIA, piuttosto che un Permesso di Costruire, piuttosto che, addirittura, un Piano di Recupero. Non ci si interroga, però, se il risultato sia comunque legittimo o legittimabile, ma se il titolo sia stato idoneo, se il percorso sia stato corretto. Anche in merito alla sicurezza sismica ci si interroga, non tanto sulla reale solidità dei fabbricati (il che risulta oggettivamente chiaro, persino ad un non addetto ai lavori), ma se, per caso, siano state effettivamente tutte prodotte, nei modi e nei tempi dovuti, le richieste di autorizzazione sismica. Nessuno ha probabilmente dubbi sul fatto che i lavori siano stati eseguiti in maniera ineccepibile e che le opere siano effettivamente sicure. Ci si interroga piuttosto se fosse legittimo realizzare quelle stupende ed innovative opere di consolidamento, prima della variazione di destinazione d’uso. Ci si interroga se sia stato lecito non aver prodotto ulteriori verifiche al genio civile in seguito alla variazione di destinazione d’uso (non essendo necessario eseguire opere di adeguamento). Si è ritenuto (ad avviso dello scrivente correttamente) che le verifiche prodotte fossero già ampiamente cautelative. L’unico “peccato” commesso (che il buon imporrebbe di considerare virtù) è l’aver voluto trovare la strada più semplice e rapida per giungere al risultato. Come rispondere al “curioso” quesito riportato da un quotidiano locale che si domanda se rappresenti un conflitto di interessi che l’autore di dette opere, colui che le ha progettate, ideate e dirette, cerchi di spiegare in che modo le stesse siano state realizzate, se le stesse rispettino le norme. Solo una domanda può rispondere a tale quesito: chi mai dovrebbe svolgere questo compito se non il progettista e direttore lavori dell’opera? Non sarebbe assurdo ed inconcepibile che se occupassero altri? Andrea Cecilia

Uniti nella vita, uniti nello spaccio. Arrestati moglie e marito

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I Carabinieri del Norm della compagnia di Poggio Mirteto, hanno messo a segno un duro colpo allo spaccio di sostanze stupefacenti in sabina. A finire nei guai sono due coniugi di Stimigliano, lui N. M. di 31 anni e lei B. B. J. i. di 29. I Carabinieri sono arrivati a loro, dopo attente analisi investigative e dopo averli monitorati a lungo ed aver avuto fondati riscontri che gli stessi stessero per immettere sulla piazza della “bassa Sabina” un grosso quantitativo di hashish, hanno deciso di entrare in azione. I fermati, sono stati sottoposti a minuziosa perquisizione personale e domiciliare e i risultati non hanno tardato ad arrivare, più di 800 grammi di sostanza stupefacente tipo hashish confezionato in 16 panetti sono stati rinvenuti dai militari. Oltre allo stupefacente, è stato altresì rinvenuto quanto necessario per il taglio e il confezionamento dello stupefacente e svariato materiale ritenuto di sicuro interesse investigativo al vaglio degli inquirenti. Entrambi i coniugi, sono stati arrestati; l’uomo è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Rieti mentre la donna è stata posta in regime di arresti domiciliari, così come disposto dall’Autorità Giudiziaria. Lo stupefacente sequestrato, sarà inviato ai competenti laboratori del Ris per le analisi qualitative.

Taddei: Peschiera – Le Capore, la vergognosa vicenda acqua pubblica

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Ieri 21 Aprile, “Natale de Roma”, ci siamo illusi che la politica romana avesse un sussulto di dignità. Purtroppo abbiano avuto l’ennesima conferma del disprezzo con cui, in ambito regionale, viene “considerata” la territorialità reatina. La vicenda nota è quella che ci vede da sempre rivendicare i “Diritti rivieraschi” previsti nella famosa Legge Galli, ove è previsto un ristoro da erogare ai territori da cui è prelevata l’acqua, intubata in condotte forzate a tenuta, utilizzata nel frattempo che arrivi a Roma per una congrua e fruttuosa produzione di energia idroelettrica (salto di 250 mt. a Le Capore ove 15 m³/s producono 20 milioni di euro/anno). La Legge Galli, purtroppo, nella Regione Lazio non ha mai trovato applicazione: dal 1996 sino ad oggi amministrazioni a guida sia di centro destra che di centro sinistra si sono guardate bene dal riconoscere quanto stiamo aspettando da tempo. Ieri l’ennesima riprova: anziché tardivamente riconoscere un torto che la Regione Lazio, la Provincia di Roma, l’ACEA/ATO2, Roma Città Metropolitana, hanno prodotto dal 1996 sino ad oggi alla vecchia Provincia di Rieti e quindi, sostanzialmente, chiedere scusa per il ritardo, per la mancanza di sensibilità amministrativa, per la supponenza con cui si è voluto affermare il ruolo del grande Ente e della grande Società divenuta nel frattempo una S.p.A., nei confronti di piccoli Comuni e di una Provincia poco densamente abitata, hanno proceduto ignorando le nostre rivendicazioni. Nonostante le rassicurazioni di dare il giusto riconoscimento alla Provincia di Rieti quale Ente coordinatore nell’ATO3, avute sia dal Vice Presidente della Regione Lazio Onorevole Smeriglio, che dal Vice Sindaco di Roma Luigi Nieri, ieri vi è stata la costituzione di tutti gli Enti (Regione Lazio, Provincia di Roma, Roma Città Metropolitana ed ACEA /ATO2) per contestare quanto è stato da tempo discusso tra i Sindaci sia dell’ATO2 che dell’ATO3. Siamo profondamente colpiti dall’arroganza con cui continuiamo ad essere trattati. Le amministrazioni del reatino sono mortificate dall’atteggiamento dilatorio ed arrogante con cui questa vicenda è stata trattata. La dignità della nostra terra è stata calpestata. I vincoli che gravano sui nostri territori hanno di fatto impedito situazioni di sviluppo ambientale e idroelettrico (interamente goduto da Roma). I principi di solidarietà tra Enti Locali non sono stati in alcun modo rispettati. Quello che chiedevamo era assai semplice e previsto dalla Legge Galli (che la Regione Lazio sta tentando in tutti i modi di aggirare con la proposta del 4 aprile 2014 n. 5, dichiarata in 5 articoli sui 7 che la compongono “incostituzionale” ed avversata dall’Avvocatura Generale dello Stato), ossia 5 centesimi a metro cubo da introdurre nella tariffazione dei 2.700.000 abitanti che usufruiscono dell’acquedotto Peschiera – Le Capore. Di questo abbiamo parlato dal 1996 fino ad oggi, ma d’altronde cosa aspettarsi dal Presidente della Regione Lazio che nel ruolo di Presidente della Provincia di Roma non ha mai portato i Sindaci a votare sulla risoluzione proposta dai reatini?!! Oggi siamo di nuovo avviliti nella nostra dimensione, nella pochezza della politica romana, dal fatto che Roma possa spendere i dividendi dei proventi della “gestione” dell’ACEA/SpA quantificati in ben 47 milioni di euro goduti dal Comune e che altri 45 milioni di euro siano andati alla parte privata. Non male per gestire un bene richiamandosi alla solidarietà. Nota di Luigi Taddei, Sindaco di Castel Sant’Angelo.

Carenza personale Cotral. Biglietteria stazione aperta solo la mattina

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Il sindaco di Rieti, Simone Petrangeli, ha contattato la Regione Lazio e direttamente Cotral Spa per chiedere conto dei disservizi legati alla parziale chiusura della biglietteria del capolinea di Rieti (Stazione Fs). Sia la Regione sia Cotral hanno confermato che la biglietteria resterà aperta dalle 7 alle 13.10 per una momentanea carenza di organico legata all’assenza, per malattia, di uno degli operati presenti allo sportello. Cotral ha garantito che quanto prima sarà ripristinata la piena operatività della biglietteria.

Furti in appartamenti, nomadi minorenni denunciati dalla Polizia

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Il tutto ha inizio sulla Ss4 Salaria, quando una pattuglia della Polizia Stradale , con colori di serie ed equipaggiata con il sistema “provida” adibito alla prevenzione del fenomeno dell’eccesso di velocità,  procede  al controllo di una Lancia y  che sfreccia, ben oltre il limite, in direzione Rieti. Gli agenti, mentre fermano il veicolo per la contestazione dell’infrazione, si accorgono che, dal finestrino lato guida, il conducente si disfa di un involucro di colore scuro. una volta fermata l’auto la prima sorpresa per gli operatori è stata che  alla guida ed al  posto del passeggero, c’era un ragazzo ed una ragazza  giovanissimi entrambi  palesemente minorenni. Gli occupanti sono stati  successivamente identificati per J.A. E J.J  rispettivamente 17  e 16 anni fratelli e di origine rom. Da un controllo accurato del veicolo è stata rinvenuta della sostanza stupefacente, e una borsa contenente  martelli e cacciaviti di grosse dimensioni, materiale evidentemente atti allo scasso per furti in appartamento. Accompagnati in Questura i due minorenni sono stati  fotosegnalati e, dagli accertamenti, si è riscontrato a loro carico numerosi precedenti specifici (furto in appartamento) e numerosi nomi falsi per eludere i controlli delle forze dell’ordine. Il giovane ragazzo rom, essendo minorenne, non era in possesso della patente di guida ed aveva regolarmente noleggiato il veicolo presso un  società di autonoleggio di Roma esibendo ovviamente una patente falsa. Per quanto emerso J.A. veniva denunciato per guida senza patente, possesso ingiustificato di strumenti di effrazione, sostituzione di persona e  falsità materiale. La passeggera J.J. veniva denunciata per possesso ingiustificato di strumenti di effrazione. Il veicolo, tutto il materiale rinvenuto e la sostanza stupefacente sono stati sequestrati, ed i fermati sono stati accompagnati  presso comunità di accoglienza per minori.

Plus piazza Vittori, capo cantiere: nessuna rottura della base ma distaccamento dal calco

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Dopo la pubblicazione su questo giornale della notizia riguardante lo spostamento della statua di San Francesco dal proprio sito in piazza Vittori, nella quale abbiamo evidenziando la rottura della base in pietra avvenuta durante il lavoro (LEGGI) siamo stati contattati dal capo cantiere che ha voluto precisare che non si è trattato di uno spaccamento della base stessa, ma del distaccamento della base originaria in pietra dal calco in cemento realizzato a suo tempo per farla reggere. Ci siamo recati sul luogo per verificare con il capo cantiere e la parte rimasta sul terreno è il calco in cemento utilizzato per far reggere la statua del Santo in quanto posta su una base in pietra di forma rotondeggiante.

KRISALIDEA: “Books and Cocktails”, sesto ed ultimo appuntamento

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“L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello” è un saggio neurologico pubblicato a New York nel 1985 dal neurologo scrittore inglese Oliver Sacks. Si presenta come una raccolta di storie e casi clinici in cui emerge fortemente il desiderio di porre l’attenzione su quelle condizioni e situazioni della vita umana spesso inimmaginabili, che conducono l’autore a far parlare la malattia e coloro che vivono la sua pena, trasformandola in un “intrattenimento da Mille e una notte”. Rispetto alla normalità, troppo complessa per essere compresa e che tende ad opacizzarsi nell’esperienza comune, tutti i deficit o gli eccessi di funzione della natura umana, come li chiama la neurologia, sono squarci di luce e improvvisa trasparenza di processi che si tessono nel «telaio incantato» del cervello. Spesso queste storie terribili e appassionanti tendono a rimanere imprigionate nei manuali o tra le mura di una casa: Sacks può essere disegnato come il principe coraggioso che le libera e, per pura capacità di identificazione con la sofferenza, la turba, la perdita o l’irrefrenabile sovrabbondanza, riesce a ristabilire un contatto prezioso e a dare valore a storie di vita e a mondi remoti altrimenti muti. Il fascino della mente umana e il potere della cura che risiede nel raccontare e nel divenire drammaturghi della soggettività umana, spinge ad una lettura del saggio affascinante e senza fiato, attraverso percorsi esistenziali che narrano perdite, eccessi, alterazioni della percezione e dell’immaginazione, semplicità incomprensibili ma inviolabili. Questo è il libro di un nuotatore «in acque sconosciute, dove può accadere di dover capovolgere tutte le solite considerazioni, dove la malattia può essere benessere e la normalità malattia, dove l’eccitazione può essere schiavitù o liberazione e dove la realtà può trovarsi nell’ebbrezza, non nella sobrietà».
  • Organizzato da: ASSOCIAZIONE KRISALIDEA in collaborazione con LIBRERIA MODERNA e il CAFFE’ LETTERARIO di Rieti
  • Tipologia dell’iniziativa: APERICENA LETTERARIO … Un’occasione per incontrarsi e, gustando insieme un buon aperitivo, affrontare diversi argomenti, finalizzati ad ampliare le nostre conoscenze nel campo del benessere.
  • Data : 23 aprile 2015 Ore: 20.00
  • Presso: Libreria Moderna in Via Garibaldi n. 244 Rieti
  • Costo Incontro : 2.00 euro
  • Costo Apericena: 10.00 euro

Premiazione XII edizione Certamen Varronianum Reatinum

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Mattinata intensa e ricca d’emozioni quella di sabato 18 aprile, che ha visto la Cerimonia di Premiazione al termine della XII Edizione del Certamen Varronianum Reatinum. Alle ore 10 circa, studenti del Liceo Classico “M.T. Varrone”, docenti, Certaminandi ed ospiti si sono riuniti presso l’Auditorium Varrone per assistere alla pubblicazione della classifica. Numerose le autorità presenti in aula per l’occasione: il Vice Prefetto Vicario di Rieti dott. Paolo Greco, il Sindaco Simone Petrangeli assieme all’Assessore Massimi, il Questore dott. Gualtiero d’Andrea, il Dirigente Scolastico dell’IIS “Varrone” prof.ssa Lidia Nobili, il Vescovo Emerito di Viterbo Mons. Lorenzo Chiarinelli,nonché il Presidente della Fondazione Varrone dott. Antonio Valentini ed il Presidente dell’Associazione Ex-Alunni del Liceo Classico Varrone avv. Federico Belloni. Dopo una breve introduzione formulata da due alunni dello stesso Liceo ed i saluti da parte delle autorità, la prof.ssa Fiorella Lotti, storica co-fondatrice dell’evento, ha formulato (assieme all’Avv. Belloni) un pensiero di ricordo nei confronti del Dott. Enzo Tarani, pediatra reatino venuto a mancare nel luglio scorso, che ha partecipato fin dall’ideazione ad ogni edizione del Certamen. La prof.ssa Lotti, a conclusione del toccante intervento, ha citato il Carme 101 di Catullo, con i famosi versi “atque in perpetuum, frater, ave atque vale” (e ti saluto per sempre, o fratello mio, addio), suscitando la commozione dell’uditorio, nonché del figlio, Prof. Luigi Tarani, presente per l’occasione. I docenti competenti sono passati poi alla premiazione per le varie sezioni, cominciando dalla Storico-Letteraria, che ha visto al secondo posto gli studenti Bove Luisa, Manfredonia Ernesto e Lombardi Irene del Liceo Classico “G. Bruno” di Maddaloni ed al primo posto Tomassoni Federica e Pennacchio Andrea del IIS “Don Milani” di Montichiari (BS). La parola è passata poi di nuovo alla Prof.ssa Fiorella Lotti che, su delega del Prof. Naldo Anselmi, ha illustrato i giudizi con il rispettivo ordine d’arrivo per la sezione Tecnico-Pratica, individuando un terzo posto ex-aequo per la classe IV E dell’ITAS “Garibaldi” di Roma e le classi IV B-V B dell’ITAS “Agosti” di Bagnoregio (VT), al secondo posto la classe IV A dell’ITAS “Sereni” di Roma e sullo scalino più alto del podio la classe IV A dello stesso istituto del Viterbese. Alle ore 11:40 circa la parola è passata al Prof. Giuliano Ranucci, presidente del Comitato Scientifico del Certamen, che ha illustrato il testo assegnato ai latinisti per la Sezione Classica (Columella, De Re Rustica, XII, Praefatio, 7-10) ed ha comunicato l’ordine di arrivo partendo dal sesto posto, registrato da Chiara Frisoli del Liceo “Beccaria” di Milano; Daniele Schiavi del Liceo Classico “Catullo” di Monterotondo si è piazzato in quinta posizione, seguito da Arturo Signoretti, studente del Nostro Liceo “Varrone”, che ha visto esplodere in sala il fragoroso applauso dei compagni di scuola, passando poi al terzo posto per Rachele Favaretto, del Liceo Classico “Montale” di San Donà di Piave, per poi concludere con Alessandro Lenoci del IIS “Don Milani” di Montichiari al secondo posto e Liliana Sgroi del Liceo Classico “Beccaria” di Milano al primo. Al termine della consegna dei premi e delle foto ricordo di rito, il Prof. Ranucci ha decretato la chiusura di questa XII edizione, dando appuntamento al prossimo anno.