PDCI RIETI: LA NOSTRA SEDE IMBRATTATA CON MANIFESTI DI CASA POUND

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"Nella notte tra il 18 e il 19 marzo i muri e gli ingressi della nostra Federazione Provinciale a Rieti, in via Amatrice 24, sono stati imbrattati, a seguito di un azione squadrista, con manifesti e volantini di chiara matrice fascista da esponenti di Casa Pound di Rieti".

È quanto affermano in una nota Angelo Dionisi e Luca Battisti, presidente e segretario del PDCI di Rieti, e Marco Nobili della Fgci Rieti.

"L’ignobile provocazione – aggiungono – fa seguito al recente episodio verificatosi al teatro Flavio Vespasiano di Rieti in occasione del concerto per i festeggiamenti del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, quando gli stessi esponenti di Casa Pound si sono resi protagonisti di un indebito volantinaggio all’interno della hall del teatro e poi di ripetute offese verbali e minacce al senatore Angelo Dionisi e al segretario della Federazione PdCI di Rieti Luca Battisti, che nell’ordine avevano chiesto dapprima al direttore del teatro, poi a loro direttamente e infine alle autorità presenti che se ne andassero e che comunque fossero allontanati, essendo una presenza illegittima e offensiva in quel luogo e in quel contesto".

Un impegno forte per una mobilitazione della città di Rieti contro il rigurgito della violenza squadrista e fascista è quello che chiedono Dionisi, Battisti e Nobili "alle forze sinceramente democratiche e antifasciste".

Una manifestazione "a difesa dell’Italia democratica e della sua Costituzione, Repubblicana e Antifascista, che spinga questi tristi figuri la dove la storia li ha relegati, dove gli compete, fuori dalla società civile. Dal canto nostro – proseguono da PdCI di Rieti – vogliamo ricordare all’Assessore Formichetti e al Sindaco di Rieti Emili che non c’è strada, non c’è contrada, non c’è paese, non c’è sentiero che non abbia visto scorrere il sangue di un comunista per la libertà dell’Italia, infangata dal fascismo e dai fascisti e riscattata dalla Resistenza, che è il secondo risorgimento della nostra patria.
Seppure siamo noi a chiedere loro da che parte sarebbero stati e, soprattutto, da che parte si collocano oggi, davanti a atti come quello di Casa Pound nei confronti di una forza democratica quale il Partito dei Comunisti Italiani".

"Con quale coerenza – conclude la nota – partecipano alla cerimonia dell’Alzabandiera per festeggiare l’Unità d’Italia e poi sono corresponsabili di un governo di destra, quello di Berlusconi e della Lega, che mina alle fondamenta le ragioni stesse dell’Unità e agisce quotidianamente per dividere l’Italia".

CENTRO SALUTE MENTALE, BIGLIOCCHI: INEVITABILE RISPOSTA A COSTINI

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Caro Costini,
sarebbe sicuramente segno di maturità politica riconoscere onestà intellettuale anche a chi non la pensa come noi.

Non è stato mai mio costume essere “assoldato” da qualcuno per battaglie cui non credevo e non trovo accettabile che venga messa in discussione da te la mia onestà solo perché non la pensiamo allo stesso modo.

Ti avevo invitato ad un confronto scevro da preconcetti sui numeri e da quelli partire per capire se un servizio è utile o no.
Hai preferito buttarla in caciara e trovo nelle tue parole i limiti di un ragionamento pieno di preconcetti e legato a schemi di parte davvero inutili quando si parla di gestione di un servizio pubblico.

Sembra quasi che il problema sia quello di stabilire se vince la sinistra o la destra ed in questo sembri dimenticare la centralità del paziente e le sue esigenze.
Abbiamo condiviso atti pubblici e quindi ritengo tu non possa addebitarmi scarsa attenzione sulle problematiche della sanità ma questo non significa condividere tutte le scelte ed il riferimento che fai sul paziente psichiatrico uguale a qualsiasi altro paziente ha i limiti precisi della medicina.
Limiti che tu sicuramente conosci.

Il continuo riferimento che fai al 118 è sbagliato perché lo scopo vero della medicina territoriale è la possibile gestione domiciliare degli interventi evitando l’ospedalizzazione.
Torno quindi a dire che la verifica dei numeri è fondamentale.
Non dovrebbe esistere una medicina di parte ma un servizio per i cittadini e su quello dobbiamo concentrarci.

Non credo che il problema possa trasformarsi in un dibattito tra noi due e prendo atto di tutti gli interventi che si stanno realizzando in queste ore.
Sono disponibile a chiedere con te un incontro al Direttore Sanitario per le opportune verifiche.

CSM, TRIBUNALE DIRITTI DEL MALATO E ASS. PASS-AGIO: UNA SCELTA CONTRO LE PERSONE PIU' INDIFESE

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L’imminente chiusura del servizio h 24 del Centro Salute Mentale della ASL Rieti, dalle ore 21 alle 8 di mattina e  nei giorni festivi, quindi,  i pazienti psichiatrici in crisi non troveranno più aperto un Servizio che possa accoglierli e gestire con tempestività i loro problemi.

Si tratta, secondo i dati del Servizio, di oltre 100 interventi l’anno a domicilio di pazienti in crisi acuta, per 20 dei quali, ad esempio,  non ci sarebbe stata  altra soluzione, in assenza di un Servizio del genere, che il ricovero nel reparto di Diagnosi e Cura psichiatrica in  Ospedale, con costi e conseguenze ben più onerosi -per la collettività, l’erario pubblico e gli stessi pazienti-  della spesa che la ASL affronta oggi per operatori e struttura.

Non solo, ci risulta che il Servizio notturno  e festivo del CSM svolge il compito delle terapie serali presso le 8 case famiglia psichiatriche ed alcune domiciliari, nonché l’accoglienza per i diversi pazienti che riescono a sfogare  le loro croniche crisi di ansia delle ore notturne recandosi presso il Centro, aperto a tutte le ore.

Certo non tutto va per il meglio rispetto al Centro Salute Mentale (CSM) e crediamo che vi sia un grave ritardo nella  riqualificazione degli interventi del Centro stesso,  in direzione, ad esempio, nella capacità di affrontare le nuove forme di psicosi che colpiscono sempre più i nostri giovani, troppo spesso affrontate con ripetuti ricoveri nel reparto ospedaliero di Diagnosi e Cura, a base di massicce dosi di tranquillanti e letti di contenzione. Ancora misure da “vecchio manicomio”, quasi sempre  inadeguate e dannose  per affrontare e migliorare le complesse condizioni di un ragazzo o di una ragazza di appena 20 anni.

Per ribadire altresì, la necessità di risolvere , una volta per tutte, la tendenza a chiamare sempre più di frequente il 118 e le “Forze dell’Ordine” nei casi di crisi acuta di molti pazienti, con conseguente TSO e ricovero in Ospedale,  a causa delle resistenze del personale medico ad affiancare il personale infermieristico negli interventi domiciliari.

Complessivamente, come più volte rappresentato nella Consulta per la Salute Mentale, occorre uscire dai meri schemi della sanitarizzazione degli interventi, per offrire vie d’uscita sociali (lavoro vero, formazione, organizzazione del tempo libero), ad esempio, ai giovani ed agli adulti oggi lasciati a casa a totale carico dei familiari privi di supporti minimi adeguati.

Non credendo, quindi,  che si possa giustificare la chiusura di un Servizio necessario -da sempre ritenuto innovativo rispetto ad altre realtà italiane- con la scusa delle sue insufficienze e delle sue inadeguatezze, chiediamo alla Direzione della ASL di soprassedere all’infausta decisione di chiudere il Servizio notturno e festivo del CSM e di intraprendere decisamente un percorso di aggiornamento e riqualificazione del CSM e dell’intero Dipartimento Salute Mentale.

CSM, FIALS CONFSAL: CHI GARANTISCE I PIU' DEBOLI?

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In merito alle notizie riferite sull’ipotesi di  ridimensionamento  del servizio riguardante l’assistenza ai pazienti affetti da patologie psichiatriche,  la CONFSAL e per essa la FIALS, (federazione dei lavoratori della Sanità), giudicano l’ipotesi di soppressione del servizio psichiatrico notturno  presso il CSM come un atto “ grave ed irreparabile”. 

Il venir meno di questo importante servizio, oltre a creare un innegabile danno ai pazienti psichiatrici, di fatto eliminerebbe quella necessaria azione di filtro e di valutazione del rischio che riduce disagi e costi per ricoveri  inutili.

L’assistere a prese di posizione di questi giorni che sembrano dettate da spirito ideologico o ancor peggio  a tutela di una ristretta casta di dipendenti, è un atto di estrema gravità se si pensa  ai drammi a cui sono sottoposte persone in grande difficoltà e alle problematiche delle loro famiglie.

Avere sul territorio un servizio come quello attuale garantito dal CSM nelle 24 ore costituisce  un elemento importantissimo di tranquillità ed anche un importante filtro dando risposte immediate per interventi d’urgenza che hanno evitato nel tempo un crescente numero di ricoveri. Infatti in assenza del servizio notturno presso il CSM  i pazienti psichiatrici, disorientati senza più un punto di riferimento certo,  saranno costretti all’ intervento del 118 e delle forze dell’ ordine  per essere   trasportati  al Pronto Soccorso e quindi sottoposti al  ricovero presso il reparto Diagnosi e Cura dell’ Ospedale di Rieti.

Auspichiamo  pertanto che la dirigenza della Azienda USL Rieti  affronti la tematica in oggetto nell’ottica  di garantire la migliore assistenza ai pazienti psichiatrici nel rispetto della loro dignità personale. Tutto questo al di sopra di umilianti speculazioni da qualsiasi parte esse provengano.

OSPEDALE DE LELLIS, IL 5 APRILE IN SCIOPERO OTTANTA LAVORATORI ADDETTI ALLE PULIZIE

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“Condizioni contrattuali riviste al ribasso che si ripercuotono negativamente sull’attività lavorativa per ottanta lavoratori delle pulizie che operano all’interno dell’ospedale De Lellis e presso gli ambulatori della sede di viale Matteucci passati al Consorzio Evolve vincitore dell’appalto”. 

A denunciare quanto sta accadendo, il segretario generale della Fisascat Cisl Rieti Sara Imperatori che annuncia una mobilitazione generale del personale dipendente con uno sciopero in programma il 5 aprile prossimo, se non si troveranno soluzioni in grado di garantire diritti salariali e migliori condizioni di lavoro degli ottanta dipendenti coinvolti”. 

“Secondo l’articolo 4 del Contratto Nazionale Multiservizi –spiega la Imperatori- la ditta che subentra deve mantenere i stessi parametri e le stesse condizioni contrattuali dell’appalto precedente. Viceversa, i rappresentanti sia del Consorzio che della ditta esecutrice del servizio dell’appalto di riferimento hanno ribadito in più occasioni la necessità di dover verificare e di conseguenza modificare, il proprio Piano operativo, questo per assolvere alle necessità ulteriormente avanzate dall’Ente committente tra le quali il lavoro domenicale, surplus di lavoro straordinario e supplementare, riproporzionamento delle attività svolte al mattino e pomeriggio per il cosiddetto personale jolly ed altre attività consequenziali a quelle enunciate.

In  poche parole –continua la sindacalista- la soluzione avanzata per i dipendenti, a partire dal prossimo 29 marzo, sarebbe una turnazione 5 giorni +1 giorno di riposo (fino ad oggi è stato garantito il 6 + 2 che è poi l’orario che generalmente viene applicato all’interno degli ospedali). Tale soluzione, sempre a detta del Consorzio, consentirebbe di garantire i parametri contrattuali in essere e di creare un numero maggiore di personale jolly per il lavoro pomeridiano in forte aumento.

Cosa vuol dire in termini pratici? Che per scendere al 5 + 1 prospettato, devi togliere la sesta giornata con la maggiorazione del 25% e un ulteriore giorno di riposo. Appare evidente che non si tratta di problemi di turnazione, ma di fare cassa sulle spalle di lavoratori il cui stipendio, quando va bene, arriva a 600 euro al mese”.   

La Fisascat Cisl ritiene che le soluzioni prospettate sono incongrue e sbagliate poiché non risolvono le questioni in essere nel cantiere di riferimento. Si tratta di una situazione vergognosa –continua il segretario reatino. Constatare che in un appalto pubblico ci sia ancora  personale costretto a condizioni di tale ingiustizia lascia l’amaro in bocca. Soprattutto quando scopri che in molti casi si tratta di lavoratori in evidente difficoltà economica, con figli a carico, all’interno di un nucleo familiare monoreddito. Senza contare che l’attività svolta dagli ottanta lavoratori spesso risulta a rischio contagio poiché non sottoposti ad avvisi sulle degenze all’interno dei reparti in cui prestano servizio. Gli ottanta lavoratori sono allo stremo, non intendono sottostare a tali nuove misure. Vogliono dire la loro, contare di più, avere pari diritti ed opportunità. 

Per questo la Fisascat Cisl di Rieti –conclude il segretario generale Sara Imperatori- si riserva di predisporre, oltre al citato sciopero per l’intera giornata del 5 aprile, tutte le iniziative del caso non appena l’Azienda esecutrice del servizio metterà in atto quanto enunciato”. 

CARCERE DI RIETI, PROTESTA DELLA UIL PENITENZIARI PER L'APERTURA DEL REPARTO "G"

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La Casa Circondariale di Rieti aperta nell’Ottobre 2009 con 100 Agenti di Polizia Penitenziaria per un solo reparto che poteva contenere circa 60 detenuti, oggi ne contiene oltre 100. Dal prossimo 23 Marzo la Direzione del Carcere ha stabilito l’apertura del reparto più grande dove possono essere ubicati altri 300 detenuti.

La stessa Direzione nell’incontro con le Organizzazioni Sindacali del 21 febbraio scorso ha voluto precisare che tale apertura dovrebbe essere parziale per 150 detenuti, in realtà tale apertura porterà inevitabilmente (per il più grande sovraffollamento della storia penitenziaria della Repubblica Italiana), ad avere in breve tempo i livelli massimi di detenuti, ma rimanendo con solo i 100 agenti distribuiti su tre turni più uno destinato al rispetto dei diritti contrattuali.

Per questi motivi la UILPA PENITENZIARI dopo aver chiesto al Dap di sospendere tale apertura e aver avuto rassicurazioni dal Vice Capo Dr. Emilio DI SOMMA, dobbiamo prendere atto negativamente che questa “promessa” non sarà mantenuta e quindi la CITTA’ di Rieti si ritroverà entro breve tempo con tanti detenuti che nella sua Storia non ha mai avuto, e con pochi Agenti Penitenziari insufficienti a garantire sicurezza al suo interno.

Questo inciderà negativamente anche sul trattamento penitenziario e sui
servizi connessi alle traduzioni e piantonamenti fuori dalla struttura penitenziaria. Per questi motivi, dopo aver invitato lo scorso 10 Marzo la Direzione a sopprassedere, ad aver indetto lo Stato di Agitazione con l’esposizioni delle nostre bandiere per evidenziare le nostre preoccupazioni dovuti alla conoscenza negativa su come l’Amministrazione Penitenziaria che non ha progetti e vive alla giornata senza criterio, gestisce questi momenti, siamo costretti a dover protestare il prossimo 23 Marzo dinanzi al Carcere per ulteriormente evidenziare che questa scelta dell’Amministrazione Penitenziaria metterà a rischio la gestione sulla sicurezza del carcere come accade da tempo in altre strutture penitenziarie della Regione Lazio dove la popolazione detenuta ha superato quota 6300 rispetto ai 4500 posti letto, ma con 3000 agenti penitenziari rispetto ai 4136 previsti ma mai avuti!!! Questo dato dovrebbe far comprendere quale siano i metodi del DAP – Dipartimento Amministrazione Penitenziaria e dei suoi uffici inferiori… Tutto questo ci pone nella condizione di dover assumere ulteriori iniziative come doverci fermare pacificamente davanti al Carcere il prossimo 23 Marzo per evidenziare quanto rappresentato.

A CITTADUCALE "PRIMAVERA TRICOLORE"

L’Assessorato alla Cultura nell’ambito delle celebrazioni in occasione del 150 ° anniversario dell’Unità nazionale rende noto gli appuntamenti a ridosso del 17 Marzo, sebbene il programma elaborato sia più ampio e interessi il territorio fino al mese di agosto.

Sabato 19 marzo ore 10.30 presso l’Aula Magna della Scuola Forestale di Cittaducale presentazione del DVD interamente realizzato dagli alunni e dai docenti dell’Istituto Comprensivo Galileo Galilei di  Cittaducale ripercorrente tutte le fasi del Risorgimento a partire dal Congresso di Vienna. Significativo anche  il ricorso alla Fiaba di Pinocchio (1880) per l’approfondimento del tessuto sociale di quel periodo.

Domenica 20 marzo avrà luogo la  manifestazione “Primavera Tricolore” organizzata dal Comune e dalla Pro Loco.  Cerimonia di apertura del ricco programma elaborato dall’Amministrazione Comunale che andrà avanti fino al mese di agosto. Ricco il programma di che prevede tra l’altro anche la partecipazione  della  Fanfara dei Bersaglieri e rappresentanze dell’Arma di Carabinieri, della Scuola Forestale e degli Allievi della Scuola militare della Nunziatella e una cerimonia di commemorazione  di alcuni patrioti civitesi  che svolsero un ruolo di grande rilievo  nell’ambito dei  moti risorgimentali del 1848 nell’allora Regno di Napoli, per poi essere dimenticati dalla storiografia ufficiale.

Grazie ad approfondite ricerche storiche è stato infatti possibile ricostruire le vicende politiche ed umane di questi personaggi che pagarono il loro attivismo con il carcere e furono liberati in seguito all’impresa garibaldina.

La manifestazione si aprirà la mattina del 20 marzo  alle ore 10,00 con la deposizione di una corona d’alloro nel monumento alla medaglia d’oro Bernardino Leoni e proseguirà con la sfilata in Corso Mazzini delle rappresentanze in Piazza del Popolo con l’omaggio da parte del Sindaco alle autorità. Faranno  seguito la solenne Messa  di commemorazione dei  patrioti e l’allestimento di stand espositivi e mostre di reperti storici.

Dopo il banchetto “tricolore” presso Palazzo Dragonetti  nel pomeriggio ci sarà in Piazza del Popolo uno spettacolo di canti e danze popolari a cura del Gruppo Musicale “L’albero di canto” di Antrodoco ed esibizione della Fanfara dei Bersaglieri con concerto e carosello. La manifestazione, si concluderà  nella Cattedrale di S. Maria del Popolo  con  un concerto lirico vocale ed un recital di poesie risorgimentali con inizio alle ore 21,00 che vedrà la partecipazione del Coro Lirico dell’Umbria e del Coro Mattia Battistini di Rieti diretti dal Maestro Alessandro Nisio.

150° UNITA' D'ITALIA A STIMIGLIANO, CONSEGNATI ATTESTATI E ONORIFICENZE

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Cerimonia ufficiale, a Stimigliano in località scalo, per la celebrazione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia.

Erano presenti tutte le autorità civili e militari del territorio compreso il vice presidente della provincia di Rieti Oreste pastorelli, le locali associazioni e i combattenti e un folto pubblico che ha assistito ai momenti solenni della manifestazione, come il Picchetto d’Onore davanti al monumento dei caduti e una rappresentanza a cavallo dell’Assointerforze in collaborazione con il Co.S.Int croce rossa garibaldina.
 
Il Sindaco di Stimigliano Franco Gilardi,ha poi deposto una corona di alloro presso il monumento ai caduti e ha tenuto un breve discorso istituzionale di saluto ai convenuti, incentrato sul concetto di unità nazionale.
 
Dello stesso tono anche i discorsi del Presidente dell’Associazione nazionale Interforze Luca Frongia, e di Oreste Pastorelli.  Alla cerimonia era presente come illustre ospite dell’amministrazione comunale e dell’Assointerforze il Generale di Corpo d’Armata l’Onorevole Alessandro Della Posta – Comandante dei Corpi sanitari Internazionali e Deputato del parlamento mondiale per la sicurezza degli stati.

Nella circostanza il Generale Della Posta insieme al Presidente Frongia hanno consegnato una targa del premio Militum alla Cultura proprio al Vice presidente della provincia di rieti,oltre che a tutti gli alunni delle scuole elementari e medie.

Inoltre, l’Alto Ufficiale e il presidente di Assointerforze hanno insignito le onorificenze del Sovrano Ordine Militare di Cavalleria Hospitaliera di Sant’Ignazio de Loyola – un’ordine sotto l’alta benedizione apostolica di Benedetto XXI a 8 esponenti del territorio sabino. Di seguito i loro nomi: il Dr. Franco Gilardi Sindaco di Stimigliano – Pasquale Piscitelli Comandante di Stazione CC Stimigliano – Claudio Gerini Marisciallo della GdF – Gaetano Dibartolo Marisciallo CC – Luciano Gianfelice Comandante stazione CfS Cottanello – Onesto Armeni Maggiore della Polizia Locale dell’Unione dei Comuni.

Le personalità insignite dall’ordine sono stati nominati Cavalieri di grazia magistrale.

La cerimonia si è svolta nella sala consiliare allestita a mostra sul 150°. La mostra organizzata dalle associazioni del territorio e dall’Assointerforze ripercorre tutte le tappe dal 1861-2011 con l’esposizione di documenti originali e libri storici oltre che di uniformi e iconografie risalenti dal risorgimento fino all’unità d’italia. La mostra rimarrà aperta fino a domenica 27 presso il palazzo municipale di Stimigliano.

CSM, MASSIMI PD: IL DIBATTITO E' UNA RIVINCITA POLITICA CHE NON TIENE CONTO DEI MALATI

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Il dibattito, non nuovo, circa la riduzione del funzionamento del Centro di Salute Mentale da 24 a 12 ore, ha più il sapore di una rivincita politica, che non tiene conto delle necessità dei malati e delle loro famiglie.

Preoccupazione e perplessità derivano, infatti, dalle possibili conseguenza che il previsto taglio di turni può provocare.

Molti degli interventi svolti dal servizio notturno del CSM si traducono in assistenza domiciliare, in assenza della quale aumenterebbe il numero dei ricoveri in ospedale, con conseguente incremento della spesa, anziché del risparmio previsto.

L’ARES 118, che dovrà sopperire all’assenza di attività notturna degli operatori del centro, dispone di tutte le figure professionali necessarie a questo tipo di interventi? Prima di effettuare tagli e modifiche, non sarebbe opportuno provvedere ad una adeguata formazione del personale del 118?

Eliminare servizi che permettono di contenere i ricoveri, a fronte di una generale riduzione di posti letto, non rischia di ingolfare un servizio sanitario ospedaliero già in grave difficoltà e di metterne ancora più in discussione l’ auspicata efficienza?

Prescindendo da questioni ideologiche o di sterile disputa politica, sarebbe a nostro avviso essenziale che venisse avviato un confronto con gli operatori del settore, associazioni e sindacati, al fine di valutare la reale attività svolta dal CSM e operare scelte che, nell’indiscutibile bisogno di contenere i costi, territorializzino i servizi anziché accentrarli in ospedale, e potenzino il CSM di ulteriori servizi in linea con quanto avviene in altre esemplari realtà presenti sul territorio regionale e nazionale.

CICCOMARTINO CGIL FP: COSTINI FAREBBE BENE A SCENDERE DALLE PALAFITTE IDEOLOGICHE

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Si ostina, Costini, dall’alto della palafitta ideologica che si è costruito, a fare un caso dell’articolazione oraria del servizio psichiatrico, denunciando come un intollerabile spreco il fatto che tre infermieri, in turno, operino anche di notte.

Il tutto per una spesa aggiuntiva totale annua inferiore a 30.000 euro, che però a conti fatti fa risparmiare alla ASL di Rieti, risorse ben maggiori in termini di minori ricoveri. Mai una parola, Lui che è assessore al Comune di Rieti, sulle spese per consulenze, portaborse, “convenzioni” di centinaia di migliaia di euro a cooperative (vedi S.Michele Arcangelo) sulla cui utilità per i cittadini del capoluogo più tassato di Italia si potrebbe discutere.

Per fare alcuni esempi citiamo:
Gli oltre 800.000 euro annui spesi dal Comune per “chiamate dirette” (articoli 90 e 110, e cioè uffici di staff- postaborse degli assessori e altre chiamate dirette di stretta competenza della politica);

I quasi 100.000 euro annui per una attività di consulenza per gli appalti (ma i dirigenti che ci stanno a fare?);

I quasi 500.000 euro annui per la convenzione con la cooperativa S.Michele Arcangelo (che Lui conosce bene) per la manutenzione di impianti sportivi;

Le spese per “Pubblicità e comunicazione” (pare  che solo nel 2010, solo nel settore della Polizia Municipale, siano stati spesi circa 50.000 per pubblicità, tutti con la stessa ditta e , sempre pare, senza alcuna procedura di evidenza pubblica);

Le centinaia e centinaia di migliaia di euro “elargite” per la gestione del contravvenzionale alla ditta Cespol (sempre senza gara) che sempre pare, ha continuato per tutto il 2010 ad emettere fatture a costi vergognosi nei confronti dei cittadini reatini che sono sempre quelli del capoluogo con la tassazione locale più alta d’Italia.

Potremmo continuare a lungo.
Se ritiene Costini, di avere un po di dignità di Amministratore, batta almeno un colpo rispetto a quanto avviene nel Comune dove Lui è assessore (e quindi partecipa alle decisioni), se non altro per acquisire maggiore credibilità quando si ostina a sfogare il suo “furore ideologico” (nascondendolo dietro contestabilissime motivazioni di razionalità della spesa) e fungendo da paravento a ben meno nobili motivazioni (di altri), furore ideologico che evidentemente non ha la possibilità di esercitare in altri ambiti.

RIF.COMUN FDS: IL CARNEVALONE DISTURBA CHI NON RIESCE A FARE UNA MANIFESTAZIONE DI SIMILE ENTITA'

Da numerosi anni il “Carnevalone Liberato” maschera la Sabina rendendola assimilabile, per questa giornata, a realtà di più ampia entità demografica ed economica.

Si respira quell’aria che percepisci a Gubbio, il giorno della Corsa dei Ceri, dove l’attualità cede il passo alla tradizione, le contrade prevalgono sulle classi sociali e l’importanza del denaro svanisce di fronte ai brividi del passato.

E’ vero, come sostiene Walter Consumati, uno dei principali organizzatori, che quest’evento rappresenta in sé un momento di storia, di rilancio turistico, date le migliaia di persone presenti (a prescindere dalle condizioni atmosferiche) e di politica giovanile, con la concessione di una dimensione dove in ogni angolo è festa all’insegna di gruppi musicali itineranti, di giocolieri, di artisti di strada, gruppi mascherati, colore ed euforia. Da chi getta discredito, invece, ogni anno, sentiamo che Poggio Mirteto diventa un ricettacolo di brigatisti rossi e un raduno per drogati.

Per la prima supposizione si può tranquillamente dire che le uniche bombe a esplodere sono quelle di coriandoli mentre per la seconda, purtroppo se qualcuno decide di assumere sostanze chimiche per alterare il proprio stato d’ animo, non dipende dall’agire degli organizzatori ma dal proprio libero arbitrio, che può malauguratamente manifestarsi anche in altro luogo.

Il successo acquisito da  questa folkloristica manifestazione evidentemente disturba chi non riesce ad organizzarne una di simile entità.

AZIONE GIOVANI: IL CARNEVALONE LIBERATO E' UNA VERGOGNA

"Come suo solito, Walter Consumati, uno degli organizzatori, nasconde la testa sotto la sabbia per difendere l’indifendibile: la sua creatura ormai diventata un mostro sfuggitogli di mano che, seppur un giorno l’anno, porta con sé una lunga scia di polemiche.

Il Carnevalone liberato è fuori controllo: questa è la verità; e la conoscono bene i cittadini poggiani che quel giorno devono scegliere tra due possibilità: restare in casa come ostaggi o scappare dal loro paese per far rientro soltanto a notte fonda".

Un’amara realtà smascherata dalla lunga battaglia portata avanti dai ragazzi di Azione giovani.

Se quest’anno il numero di arresti e denunce è diminuito, hanno inciso fortemente due fattori: la pioggia, che ha scoraggiato molti potenziali partecipanti; e l’effetto deterrente causato dal forte dispiegamento di forze dell’ordine. Walter Consumati raggiunge la follia quando associa il Carnevalone liberato ad un ipotetico "turismo di ritorno".

"Proprio non riusciamo a vedere come una manifestazione che offende il Cristianesimo possa coesistere con il turismo religioso che caratterizza la nostra provincia. Questa manifestazione è la vergogna della Sabina".

CSM, COSTINI: BIGLIOCCHI E CGIL FP SBAGLIANO. FANNO "SOCCORSO ROSSO POLITICO"

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"Come facilmente prevedibile e abbondantemente preannunciato, la “macchina salva notti” del Csm si è messa in moto nel malcelato tentativo di difendere gli interessi degli operatori e non dei pazienti.

Mi riferisco alla sollevazione scomposta e giurassica nei contenuti della Cgil Fp (che, val bene ricordarlo, nel Dipartimento di Salute Mentale ha circa 1/5  di tutti gli iscritti della sanità),  alle varie associazioni da sempre vicine alla sinistra e al consigliere Bigliocchi, ultimo politico in ordine cronologico, che da circa venti anni viene assoldato per perorare una causa sostanzialmente indifendibile, ma che è stata sempre graziata, non per motivi strettamente sanitari, dalle varie amministrazioni della Asl.

Tutto ciò a riprova che il problema del Csm di Rieti scende sempre sul piano politico e poco sanitario, dove  l’interesse dei cittadini e dei pazienti fa solo da alibi a ben altri privilegi. Purtroppo però, per questi stoici paladini, i dati reali sull’attività notturna (e non quelli demagogicamente millantati) sono impietosi e rendono conto di un dispendio di risorse economiche e umane assolutamente inutile ed inaccettabile in un momento in cui vengono addirittura chiusi interi ospedali. In aggiunta e senza infierire più di tanto, per capire come l’organizzazione del Csm di Rieti sia sostanzialmente volta all’autoconservazione di certi lussi,  basterebbe vedere, ad esempio, come lo straordinario di tutto il comparto del Dsm venga praticamente assorbito gran parte dagli operatori del servizio. È evidente, quindi, che il Csm di Rieti necessita di un bel lavoro di riqualificazione e modernizzazione della propria organizzazione, funzione e di una maggior controllo sul suo operato anche di tipo amministrativo. Guarda caso, l’altra Regione dove è stata  progressivamente smobilitata dal 2006 l’apertura notturna dei Csm, è la Campania, dove nella Asl di Napoli 1 gli infermieri hanno lo stipendio più alto d’Italia, gonfiato da straordinari ed indennità notturne per fare, anche lì,  1,5 interventi al mese.

Inoltre, appare alquanto strano, il fatto che nessuno di questi soggetti sopracitati (sindacati, associazioni, politici) abbia, ad esempio, scritto una sola  parola quando è stato ridotto il personale infermieristico notturno (da 5 a 4 infermieri) nel pronto soccorso dell’ospedale dalla precedente amministrazione o è stato praticamente dimezzato l’organico dei medici nell’Spdc tanto che ora, anche una semplice assenza per malattia è diventata un problema rilevante per il servizio ospedaliero: evidentemente, all’epoca di queste  operazioni, non c’era nessun iscritto da difendere o nessun amico da appoggiare, o non si voleva disturbare la dirigenza amica e magari c’era l’esigenza di portare avanti “il furore ideologico”, quello si, caro alla sinistra, di organizzare il servizio psichiatrico in maniera pseudoterritoriale, ma sempre salvaguardando i lussi di pochi operatori. Anche qui, però, i dati di quella riorganizzazione sono impietosi (aumento di tso, aumento di ricoveri ordinari e ripetuti) e rendono conto del clamoroso fallimento, perché sarebbero dovuti andare esattamente nella direzione opposta.

Per questo, caro Bigliocchi, dati veri alla mano, procedure di buona pratica clinica, ribadiscono la necessità di organizzare il servizio in modo realmente territoriale, moderno, al fine di avere più risorse umane ed economiche per svolgere attività diurna di presa in carico, accoglienza, prevenzione delle crisi, maggiore attività domiciliare, sostegno ai familiari. Lasciare che il Csm di Rieti mantenga l’attuale organizzazione, incardinata sull’urgenza notturna con numeri ridicoli (e peraltro, di competenza istituzionale del 118), significa fare soprattutto l’interesse degli operatori e non dei pazienti perché, comunque,  quando  le urgenze sono vere il paziente finisce, correttamente, sempre  nel pronto soccorso trasportato dal 118.  Come mai nelle rosse Emilia Romagna o nell’Umbria, patrie di buona sanità, i Csm chiudono alle ore 20 come in tutto il resto del Lazio? È un problema di lobby e non di ideologie, caro Ciccomartino.

È infatti clamoroso il controsenso e la superficialità con cui proprio la sinistra e i suoi derivati locali, trattano l’argomento perché se da un lato considerano, giustamente, il paziente psichiatrico come un cittadino avente gli stessi diritti degli altri, non si capisce perché poi debba essere stigmatizzato con interventi particolari, diversi dagli altri cittadini malati".

PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI ANDREA DI NICOLA "PASQUALE LUGINI, UN MEDICO GERARCA"

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Lunedì 28 marzo, presso la Sala dei Cordari in via Arco dei Ciechi 22, Giuseppe Parlato dell’Università San Pio V di Roma, Gianfranco Formichetti assessore comunale di Rieti, e Antonio Cicchetti consigliere regionale del Lazio, presenteranno l’ultima fatica di Andrea Di Nicola «Pasquale Lugini, un medico gerarca», dedicato a un personaggio caduto nell’oblìo nonostante egli sia stato un protagonista della storia non solo reatina nella prima metà del Novecento.

 Pasquale Lugini (1896-1947) è una delle personalità più spiccate che abbiano illustrato il Reatino nella prima metà del secolo scorso. Figlio di Domenico, medico di Fiamignano e studioso appassionato di storia locale, ebbe modo di segnalarsi per le stesse doti paterne: amore e rispetto verso il prossimo, passione per l’arte e la cultura.

Dopo la guerra del 1915-18, Lugini si laureò in medicina alla Sapienza e fin da studente par-tecipò con entusiasmo alla intensa vita culturale romana. Con un gruppo di amici nei primi Anni Venti animò il “Fondaco di baldanza”, così chiamato da Gabriele d’Annunzio princi-pale riferimento di quel circolo culturale vivacissimo. Al Fondaco aderirono giovani univer-sitari di diversa estrazione culturale e politica che successivamente avranno grande rilievo in diversi campi, da Enrico Fermi ad Anton Giulio Bragaglia a Vittorio De Sica,a Enrico Del Debbio. Grazie al Fondaco, Lugini entrò in contatto con d’Annunzio che lo volle suo stretto collaborator e gli affidò l’organizzazione dell’Arte Popolare Italiana e le attività della «Compagnia del Retaggio» (valorizzazione dell’eredità artistica e culturale del grande arti-gianato italiano da inserire nel circuiro dello sviluppo industriale).

I lunghi soggiorni a Gardone Riviera convinsero Lugini ad abbandonare la condotta medica di Fiamignano, la stessa che era stata del padre Domenico, e a trasferirsi a Roma. Qui, dopo una breve attività di vignettista al “Travaso”, riprese la professione medica che interruppe di nuovo il 16 maggio del 1934 quando venne nominato Federale del Partito nazionale fascista di Rieti, carica che mantenne fino all’8 gennaio 1939. Fu in questo periodo che egli conferì all’architetto Francesco Leoni (1886-1961) l’incarico di progettare la Colonia elioterapica di Rieti a Montesilvano (Pescara). Grande esempio di architettura futurista, la struttura, nota come Colonia Stella Maris, venne concepita con la forma di un aereo atterrato sulla spiag-gia, con la “fusoliera” che ospitava servizi e refettori, e con le ali – sollevate dal terreno at-traverso i porticati – che ospitavano i dormitori.

La realizzazione della colonia di Montesilvano, riservata ai bambini più bisognosi della pro-vincia sabina, è uno degli esempi di attenzione al sociale che caratterizzò l’intera esistenza di Pasquale Lugini. Non a caso egli venne scelto, nell’estate del 1939, come vice presidente della Croce Rossa del Regno d’Albania. Nel frattempo Lugini era stato nominato ispettore nazionale del Pnf e membro della Camera dei fasci e delle Corporazioni. E proprio come i-spettore nazionale del partito venne inviato in Albania per collaborare alla fondazione e all’organizzazione del Partito fascista albanese. Intensa fu a Tirana la sua attività a favore delle popolazioni socialmente  più deboli. Per la sua abnegazione a favore dei feriti e per l’assistenza e il soccorso alla popolazione civile di Dubva, a sud di Cettigne, meritò la Me-daglia di bronzo al valor militare.

Rientrato in Italia nell’estate del 1943, venne nominato presidente nazionale dell’Enpas, ca-rica che conservò anche durante la Repubblica sociale alla quale aderì fin dalla sua costitu-zione. Fu una delle ultime persone che incontrò Mussolini a Como prima della partenza per Dongo. Morì a Roma nel 1947 (aveva solo 51 anni) per un infarto come conseguenza del proditorio assalto condotto, per ordine dal governo «costituente», dalla celere con camionet-te a tutta velocità sulla folla, durante un comizio di Giorgio Almirante.

IL VICEPRESIDENTE DELLA PROVINCIA PASTORELLI SCRIVE AL MINISTERO DELL'AMBIENTE

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“A seguito della richiesta di codesto Ministero del 31.01.2011 prot. 0003251/UL pervenuta a questa Presidenza in data 09.02.2011 prot. 5791 relativa alla interrogazione degli On. Zamparutti, Beltrandi, Bernardini, Farina Coscioni, Mecacci e Maurizio Turco inerente l’alluvione nel reatino verificatasi nel Dicembre 2010 si comunica quanto segue.

Effettivamente la mattina del 2 Dicembre 2010 si convogliava sulla valle del Turano e sulla città di Rieti una grossa piena che si incrementava di 40 mc/sec rilasciati da E-ON dalle paratoie del lago del Turano. La superficie invasa dalle acque (valle Turano e piana reatina), insieme a varie abitazioni e infrastrutture agricole e artigianali, valutabile in oltre 7.000 ettari con conseguenti ingenti danni tanto chè il Comune di Rieti e la scrivente Amministrazione hanno rispettivamente richiesto lo stato di calamità in data 13.12.2010 e 07.12.2010.

I dati denunciati sui mezzi di informazione, sulla pericolosità relativa alla possibile tracimazione del lago del Turano, risultano oggi confermati anche dallo stesso gestore degli invasi E-ON, non solo  nell’entità dei 180 mc/sec in ingresso sul serbatoio del Turano indicati nella interrogazione ma con punte addirittura di 270 mc/sec (allegato 1) mentre le possibilità di rilascio erano di 40 mc/sec. Quantità quest’ultima che contribuiva a mettere in crisi i collettore di valle della diga con conseguente allagamento sopra detto.

E’ pertanto evidente, essendosi ridotto il franco per la tracimazione ai pochi centimetri indicati nella interrogazione in parola, che solo poche ore di pioggia di intensità analoga a quella caduta in quei giorni avrebbe determinato la tracimazione del lago con conseguenze devastanti sia per Rieti che per Terni e la Capitale, poiché avremmo avuto riversato a valle dello sbarramento l’intero afflusso che lo ripetiamo, ha raggiunto i 270 mc/sec..

Tutto ciò pur non avendo rilevazioni ufficiali sulle quantità di piogge cadute che attestassero una intensità eccezionale, ma anzi, secondo l’istituto Carlo Jucci dell’Università di Perugia deputato alle rilevazioni pluviometriche, la piovosità media era attestata al 15.12.2010 a 1.224,8 mm (allegato 2) quindi appena al di sopra delle medie annuali ed è stata superata per ben dodici volte nel corso degli ultimi 55 anni.

In queste condizioni, l’autorità di Bacino del Fiume Tevere nella sua valutazione del rischio idraulico-idrogeologico della Provincia di Rieti con nota del 01.02.2011 prot. 0000296 pervenuta il 09.02.2011 prot. 5731 (allegato 3) comunicava:  “per quanto attiene gli invasi del Salto e Turano lo studio in questione stabilisce che volumi nell’ordine di 20 milioni di mc. (disponibili sia presso il Salto che il Turano) sarebbero sufficienti a regolare piene di tempo di ritorno minore di cinquanta anni in corrispondenza rispettivamente di Rieti e della zona a valle della stessa città ma questo solo nelle condizioni di reticolo di valle efficiente idraulicamente di contro in condizioni di reticolo idrografico non completamente efficiente, come si riscontra praticamente da notizie pervenute, nella situazione attuale, almeno per i tratti del Salto e del Turano subito a valle delle dighe sarebbe necessario riservare capacità di laminazione almeno doppie pari a 40 milioni di mc., allo scopo di ottenere una riduzione del livello di rischio fino a tempi di ritorno di cinquanta anni nelle zone soggiacenti al fiume Velino”.

Lo stato di abbandono totale del collettori Turano e Salto a valle delle dighe, nonché dello stesso fiume Velino, (che sono di competenza della Regione Lazio – ARDIS) risultano quindi del tutto incongrui nelle sezioni di smaltimento. Ove si volesse da parte della Regione Lazio  ‘ARDIS procedere al ripristino delle relative officiosità, oltre a costi valutabili in decine di milioni di euro, si richiederebbero dei tempi assai lunghi, incompatibili, a nostro parere, con le necessità di salvaguardia della sicurezza della città di Rieti, Terni e Roma.

L’ Ufficio idrografico e mareografico della Regione Lazio nella nota del 30.12.2010 prot. 116984 (allegato 4) trasmessa a questa amministrazione in data 13.01.2011 prot. 1476 afferma:
 “ dall’esame dei diagrammi si evince che l’evento stesso non può essere qualificato come “estremo”, vale a dire, più nello specifico, come caratterizzato da intensità di precipitazioni di eccezionale entità (grosse cumulate in intervalli concentrati): in effetti il tempo di ritorno di precipitazioni di pari intensità non supera i cinque anni”.

Alla luce di quanto esposto è di tutta evidenza la necessità assoluta che si provveda da parte della Regione Lazio, titolare del potere di rilascio e revisione dei disciplinari degli invasi in parola, provveda tempestivamente alla revisione dei medesimi imponendo al gestore E-ON s.p.a. di raddoppiare la capacità attuale di laminazione degli invasi nel senso del raddoppio di quella attuale soprattutto nel periodo 1 novembre 31 marzo.

CISL, UIL: COMPLETO DISINTERESSE DEI VERTICI COTRAL PER I PENDOLARI REATINI

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“Completo abbandono e totale disinteresse dei vertici Cotral per la sorte dei pendolari reatini.
Non è una novità per nessuno che, come OO.SS. abbiamo più volte evidenziato il problema sottolineandone le molteplici criticità che ne scaturiscono.

Non ultimo, un parco autobus obsoleto e fatiscente, il più datato di tutta la Cotral e officine sottodimensionate, prive di mezzi e personale. In poche parole: un esempio di servizio erogato da terzo mondo”. Qualche esempio? Il deposito di Amatrice abbandonato e dimenticato all’interno di un’isola ecologica (o discarica?), con un gabbiotto privo di servizi il cui tetto è crollato.

Questo è quanto dichiarano il segretario aggiunto della Ust Cisl di Rieti Nando Bussi e il segretario  generale della Uil Alberto Paolucci.

“Cotral  Patrimonio  -spiegano Bussi e Paolucci- è concentrato a fare cassa, a vendere l’area fabbricabile ove attualmente è sito il deposito del capoluogo di provincia. Area in cui dovrebbero sorgere tre palazzi.
La Regione Lazio tace sulle risorse per realizzare un  nuovo impianto di proprietà. Cotral Esercizio dispone, con atto unilaterale, la chiusura del deposito di Fiumata, 21 marzo prossimo, come risoluzione di tutti i problemi del trasporto nella nostra provincia”.

“Risultato (qualora si mantenga questo scellerato proposito), il maggior isolamento e la penalizzazione dei cittadini di Fiumata e Petrella Salto, quest’ultimo centro e cuore del Cicolano, trasformato in punto di transito periferico e non, origine del servizio per tutte le direzioni, anche interregionali. Come da  autorizzazioni concesse dal Ministero dei trasporti”.

“Le scriventi OO.SS -continuano i segretari di Cisl e Uil- sono al fianco delle amministrazioni locali e plaudono per la netta presa di posizione dell’assessore provinciale Felici, sensibile ai problemi ed ai disagi dei nostri cittadini, contrario alle decisioni dei vertici del Cotral, sempre meno attenti alle esigenze dei nostri cittadini.
Decisioni che, sospinte dall’illusione di ottimizzare il servizio, supportando la chiusura dell’impianto di Fiumata a favore del trasferimento a Borgorose, celano interessi vari di parte, che nulla hanno a che vedere con il miglioramento del servizio rispetto a quello attualmente erogato, come sostiene la stessa Cotral”.

“In verità -tengono a precisare Bussi e Paolucci- la società di trasporti regionale non dovrà compiere alcun lavoro di adeguamento dell’area, considerati gli impegni assunti dal Comune di Petrella Salto e dell’amministrazione provinciale. La manutenzione dei bus non potrà essere effettuata nell’impianto di Borgorose in quanto sprovvisto di attrezzature e di meccanici. Non vi sarà riduzione di spese, anzi un aggravio per le centinaia di chilometri percorsi fuori servizio. Mentre le rotture  in linea dei bus, saranno sicuramente più frequenti, proprio in virtù dell’aumento dei chilometri da percorrere. Senza contare che non vi saranno duplicazioni del costo di vigilanza”.

“Per questo, come Cisl e Uil, nel ribadire pieno sostegno alle posizioni assunte dall’assessore provinciale, in linea con quelle espresse dal presidente dell’Ente Provincia Fabio Melilli e dalla Commissione Trasporti della provincia di Rieti, torniamo ad esprimere la necessità di salvaguardare e potenziare gli attuali depositi Cotral dislocati in provincia, rimarcando la necessità di procedere, senza ulteriori indugi, alle assunzioni di autisti, il cui bando di concorso è bloccato dallo scorso mese di  settembre.

Contestualmente, ci rendiamo disponibili -concludono Bussi e Paolucci- a partecipare a tutte le iniziative che al riguardo la provincia di Rieti intenderà intraprendere a favore dei nostri territori, al fianco dei cittadini utenti e di tutti i lavoratori che ancora una volta vedono venir meno l’attenzione sul loro futuro”.

CELEBRAZIONI DEI 150 ANNI DELL'UNITA' D'ITALIA, IMPORTANTE RICONOSCIMENTO A GIANNI TURINA

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Nell’ambito delle celebrazioni dei 150 anni dall’Unità d’Italia che ha visto mobilitati istituzioni, associazioni culturali e cittadini nell’organizzare e partecipare ai vari eventi, a Roma l’Associazione Culturale Cassiopea ha organizzato un’importante evento.

Con il Patrocinio della Regione Lazio, della Provincia di Roma, dell’Accademia delle Belle Arti  e  di Roma Capitale dalle ore 18,00 è stato presentato un programma che ha visto sintetizzare 150 anni di storia italiana attraverso l’arte, la musica il teatro e la narrativa.

Nel corso della serata alla quale hanno partecipato  numerosi esponenti della cultura romana e nazionale è stato consegnato un importante riconoscimento al Presidente del Consiglio Comunale di Rieti Prof. Gianni Turina.

Nella motivazione è stato messo in risalto l’alto contributo fornito alla promozione della cultura come artista ma anche come amministratore. Il riconoscimento è il risultato di una intensa attività svolta da Gianni Turina in ambito locale, nazionale ed internazionale,  apprezzata da vari ambienti culturali.

 

IN QUESTO FINE SETTIMANA MOSTRA DELL'ANTIQUARIATO E DEI PRODOTTI TIPICI DI "MERCATINO ITALIANO"

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Sabato 19 e domenica 20 marzo, torna l’appuntamento mensile con la mostra mercato.

Per questo fine settimana, agli espositori degli oggetti di antiquariato sarà riservata piazza Vittorio Emanuele, mentre per gli espositori dei prodotti gastronomici tipici di tutta Italia di "MERCATINO ITALIANO" sarà riservata piazza Oberdan.

Le esposizioni saranno aperte sabato dalle 15,00 alle 20,00 e domenica dalle 8,00 alle 20,00.

PIU’ ALLENAMENTI PER IL REAL RIETI IN VISTA DELLE IMPORTANTI GARE IN CALENDARIO

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Il Real Rieti, dopo aver ingaggiato Josè Gerardo Rosa alla guida tecnica della prima squadra, apporterà delle modifiche anche nel piano settimanale di allenamento, per dare modo alla squadra di poter raggiungere l’obiettivo di salire in massima serie.

Con il nuovo allenatore, coadiuvato dallo staff tecnico, è stato stilato un nuovo programma atletico – tattico volto a poter riportare tutti i giocatori al top della forma sia per disputare il Final Eight di Coppa Italia, (dal 7 al 9 aprile a Genzano – primo turno contro i padroni di casa) sia soprattutto per giocare i play off  ed accedere in serie A1, che avranno inizio il 12 aprile e termineranno il 14 maggio. Prima però bisogna terminare nel migliori dei modi la regular season, sabato 19 marzo alle ore 18.00 al Palasojourner  arriverà la  capolista Venezia, con il Real che vorrà dimostrare di non essere inferiore alla prima della classe e di tornare al sorriso dopo 4 risultati poco positivi.  La società Real Rieti ringrazia vivamente il comune di Belmonte in Sabina, nella persona del Sindaco, sig.ra Maria Castelli, e soprattutto l’Assessore allo Sport sig. Tonino Imperatori, per aver messo a disposizione la struttura presente nel proprio comune, garantendo così alla squadra amaranto celeste lo svolgimento delle sedute mattutine.  

4° MITILEvento: RIETI E LA KOZZA SABINA! IL 18, 19 E 20 MARZO

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Quest’anno è la volta di Rieti e della sua splendida terra che la circonda. Dopo tre edizioni svoltesi a Perugia, Cerignola, e Pisa, il 2011 vede protagonista di questo fantastico motoraduno la terra sabina.

Il motoraduno inizierà venerdì 18 alle ore 14,00 dove gli organizzatori  accoglieranno i motociclisti iscritti all’evento per il benvenuto e  fornire loro assistenza logistica.

Giornata clou dell’evento sarà sabato 19: ritrovo per tutti i partecipanti presso la Concessionaria Mototecnica dalle ore 09.30 e alle 10.30 e partenza per il motogiro direzione Abbazia di Farfa dove ci sarà del personale ad attendere il gruppo  per una visita guidata e degustazioni. Il percorso di avvicinamento sarà la via Tancia e si toccheranno varie località caratteristiche quali Monte san Giovanni, Montenero Sabino, Salisano, Granica e altri paesini dell’entroterra sabino.

Dopo un buon pranzo, di nuovo in moto percorrendo la via Salaria alla volta del capoluogo sabino per fare visita e foto di rito a piazza San Rufo, “Umbilicus Italiae”, cuore del centro storico che ospiterà, nella stessa giornata, il mercatino dell’artigianato e dei prodotti alimentari.

Domenica 20 è prevista la visita al santuario di Santa Vittoria a Monteleone Sabino, dopodiché il gruppo si trasferirà al ristorante per il pranzo e i saluti finali da parte degli organizzatori dell’evento.
Siamo certi che la passione e l’entusiasmo degli organizzatori e i luoghi che si visiteranno, renderanno indimenticabili questi tre giorni a tutti i convenuti.