Utopia, associazione fotografica reatina, propone “Itaca, diario di un ritorno”, mostra collettiva che raccoglie i lavori realizzati nell’ambito dell’omonimo laboratorio fotografico nato da un’idea di Fabio Moscatelli e Roberto Martino, che lo hanno condotto con la collaborazione di Irene Sollecchia, Sergio Casella e Dario De Dominicis.
Il laboratorio si è svolto in piena pandemia, a cavallo tra 2020 e 2021, in un momento in cui fare fotografia implicava inevitabilmente confrontarsi con spazi pubblici chiusi e movimenti limitati. I partecipanti hanno lavorato attorno a un tema dalla natura tanto fotografica quanto interiore: il “ritorno” si è rivelato più un pretesto che un perimetro, un punto di partenza aperto che ha condotto i dodici autori verso esiti profondamente diversi. La mostra restituisce infatti più le differenze che le affinità: per molti ha rappresentato una fase di ricerca e prima esplorazione di un linguaggio personale, maturato quando il confine tra interno ed esterno era più netto del consueto, col materiale visivo inevitabilmente più vicino, più intimo.
In un’esperienza quasi completamente online, con un solo incontro conclusivo all’aperto, le fotografie sono state, prima ancora delle parole, il modo di presentarsi agli altri: la conoscenza reciproca è passata inizialmente attraverso le immagini e solo in seguito attraverso l’incontro fisico, un’inversione che accade di rado in condizioni ordinarie. I legami nati in quella circostanza, costruiti su qualcosa di difficilmente replicabile, si sono in parte allentati nel tempo, ma in molti casi resistono ancora.
In mostra, ciascuno dei dodici autori presenta un pannello di 100×70 cm organizzato in piena autonomia: selezione, disposizione, ritmo, peso delle immagini. Risultato: dodici voci distinte accostate senza sovrapporsi.
Espongono: Fabrizio Bagnoli, Arsenio Bitritto, Flavia Carbonetti, Valentina Conti, Silvia Coppini, Mariano Fanini, Lucia Mugnolo, Alessia Parisse, Tiziana Pennacchi, Giusi Spitale, Silvia Tampucci, Alessandro Trapani.
A cinque anni di distanza, queste immagini portano con sé il tempo che le separa dal presente. Rivederle oggi, post-pandemia, apre una domanda irrisolta: quanto è contingenza storica, quanto essenza personale? La mostra osserva dodici percorsi, lasciando aperta la domanda su quanto l’una abbia determinato l’altra.
Presentati nel 2021 a Roma (Industrie Fluviali) e nel 2022 al Livorno Photo Day (4ª edizione), i lavori approdano ora alla terza tappa: Utopia.
Orari: mercoledì-sabato, 18:00-20:00, fino al 30 maggio. Info: utopia.rieti@gmail.com, tel. 378 065 8892, utopiarieti.it




