C’è un filo d’oro che lega i primi del Novecento ai giorni nostri, un filo che profuma di oliva appena franta e di terra lavorata con dedizione. È la storia di Silvi Sabina Sapori, un’azienda agricola di Palombara Sabina che, proprio lo scorso sabato mattina, ha aggiunto un nuovo prezioso tassello alla sua bacheca: il secondo posto nella categoria Sabina DOP – fruttato leggero alla XXXIII edizione del Premio Roma EVO. Il riconoscimento, consegnato presso la prestigiosa sala del Tempio di Vibia Sabina e Adriano della Camera di Commercio di Roma, ha celebrato l’Etichetta Nera, un olio Sabina DOP che incarna perfettamente l’eccellenza del territorio. Inoltre, l’azienda è stata selezionata, tra le sole sedici realtà d’eccellenza che costituiranno la delegazione della Regione Lazio, per rappresentare la DOP Sabina al Concorso Nazionale Ercole Olivario, considerato il concorso più autorevole e importante nel panorama dell’olivicoltura italiana che si terrà a Perugia il prossimo 22 aprile. Un orgoglio non solo per l’azienda, ma per tutta la comunità di Palombara.
Una storia centenaria tra tradizione e innovazione / L’azienda Silvi Sabina Sapori non è solo produzione, ma custodia di un paesaggio e di una storia. Se le radici affondano nelle tradizioni contadine d’inizio secolo, la visione attuale è proiettata verso il futuro. Grande attenzione viene posta infatti allo studio delle cultivar e, soprattutto, ai tempi di raccolta: un equilibrio millimetrico che permette di estrarre il massimo delle proprietà organolettiche dal frutto. Accanto all’oro verde, l’azienda sta poi portando avanti un importante recupero dei grani antichi, per offrire prodotti che parlino di biodiversità e salute.
Oleoturismo, la nuova frontiera dell’accoglienza Sabina / Ma Silvi Sabina Sapori, a conduzione familiare, guarda oltre. Il legame con la Sabina si esprime infatti soprattutto attraverso l’oleoturismo: un calendario ricco di iniziative permetterà a visitatori e appassionati di scoprire da vicino la bellezza degli ulivi, le tecniche di degustazione e la cultura dell’olio. Un modo per far vivere il territorio non solo come luogo di produzione, ma come destinazione esperienziale.




