“Bocchette dell’acqua completamente all’asciutto, erogazione azzerata, e un continuo viavai di turisti e visitatori, anche stranieri, che arrivano sul posto con le bottiglie in mano per attingere all’acqua solfurea, restando puntualmente a bocca asciutta. Sullo sfondo, il cancello d’ingresso dello stabilimento occupa la scena: serrato e pesantemente intaccato dalla ruggine, rappresenta un potenziale pericolo anche per l’incolumità pubblica, simbolo dell’incuria in cui versa l’intera struttura. È questo lo scenario oggettivo e deprimente riscontrato durante un’ispezione sul campo effettuata dal Presidente di European Consumers APS, venuto a verificare lo stato dei luoghi alle porte della stagione estiva.
“Ciò che accade qui è una clamorosa e inaccettabile omissione istituzionale nei confronti del nostro stesso patrimonio, nonché una palese lesione dei diritti dei consumatori e dei fruitori del turismo termale”, dichiara il presidente dell’Associazione Marco Tiberti. “Siamo ormai a ridosso dell’estate, con le temperature in aumento e un afflusso costante di persone che cercano una risorsa idrominerale che è un bene pubblico indissolubile, mentre le autorità assistono inerti al deserto gestionale”.
L’indagine visiva e le testimonianze raccolte sul posto delineano un quadro di inefficienza cronica che si trascina da oltre un anno:
Il bluff della scorsa stagione: Anche nel periodo precedente, lo stabilimento è rimasto operativo per appena un mese e mezzo, privando il territorio dei benefici della struttura nel picco stagionale.
Blocco totale da settembre: Da settembre dello scorso anno i cancelli sono definitivamente sbarrati e la manutenzione ordinaria è inesistente.
La beffa del cartello e il degrado documentato: Lo stato dei luoghi, immortalato inequivocabilmente dai rilievi fotografici dell’associazione, rasenta il paradosso. Nelle foto scattate svetta ancora, sbiadita dal sole, la bandiera promozionale dello stabilimento con la scritta commerciale “WE’RE OPEN – SIAMO APERTI”. Una vera e propria beffa visiva, dato che è posizionata esattamente sopra la batteria di fontanelle pubbliche che appaiono completamente a secco, con le bocchette incancrenite, le vasche in pietra sporche e le griglie di scolo dell’acqua anch’esse intaccate dalla corrosione. L’ingresso principale, sormontato dal marchio “Cotilia Terme”, si presenta sprangato, con la struttura in ferro pesantemente intaccata dalla ruggine e i cartelli di accesso che conducono solo a un piazzale deserto e fatiscente.
Il mancato sviluppo rispetto ad altre realtà: Strutture analoghe, come le Terme dei Papi a Viterbo, dimostrano come il termalismo possa essere volano di ricchezza interregionale. A Cotilia non solo non si è mai voluta progettare e realizzare una piscina termale all’aperto integrata nel contesto naturale – che valorizzerebbe l’incredibile portata d’acqua della sorgente – ma oggi si nega persino l’erogazione minima dalle bocchette pubbliche.
Sotto il profilo strettamente normativo, European Consumers APS ribadisce che le acque termali appartengono tassativamente al patrimonio indisponibile dello Stato (e per delega alle Regioni), ai sensi dell’art. 826, comma 3 del Codice Civile e del Regio Decreto 29 luglio 1927, n. 1443. La situazione attuale configura precise e documentate responsabilità:
1) Danno patrimoniale ed erariale – Il blocco delle attività compromette l’indotto turistico, commerciale e ricettivo della zona, prefigurando una potenziale responsabilità per danno erariale davanti alla Corte dei Conti per l’inerzia degli enti concedenti nel revocare la concessione a chi non garantisce il servizio;
2) Interruzione di pubblico servizio sanitario – L’acqua solfurea ha proprietà terapeutiche riconosciute dal Ministero della Salute. Negarne l’accesso senza ragioni di emergenza sanitaria contingente calpesta l’Articolo 32 della Costituzione;
3) Rischio Ambientale – Ai sensi del D.Lgs. 152/2006, l’abbandono di impianti di captazione solfurea senza monitoraggio espone il sito a rischi di degradazione chimico-fisica della risorsa idrica stessa.
“Come European Consumers APS non assisteremo in silenzio a questo rimpallo di responsabilità tra Comune, Regione e privati”, conclude il presidente Marco Tiberti. “Chiediamo l’immediata apertura straordinaria delle fontanelle pubbliche per la cittadinanza e i turisti, la quantificazione dei danni subiti dall’economia locale da settembre a oggi, e l’avvio immediato dell’iter di decadenza della concessione in autotutela per grave inadempimento. Se il privato non è in grado di gestire, lo Stato ha il dovere giuridico di reincamerare il bene”. Così nella nota Agr. Dott. Marco Tiberti, presidente European Consumers APS



