SE CHIUDE ANCHE IL CONSORZIO DELLA BONIFICA REATINA

Consorzio bonifica Rieti

Il giorno 14 novembre la CES. la organizzazione europea dei sindacati, recependo la protesta e la proposta di greci, spagnoli e portoghesi ha indetto quattro ore di sciopero per il lavoro, contro le politiche neoliberiste e di bilancio dettate dalla Europa della finanza e per un patto europeo per il lavoro e lo sviluppo.

Oramai dovrebbe essere chiaro a tutti che senza una inversione di tendenza, una correzione delle politiche recessive volute dalla troika,  (BCE,UE,e FMI) quello che ci aspetta nel breve periodo è disoccupazione, impoverimento e disgregazione sociale.

Nei giorni scorsi, una ondata di pioggia neanche eccezionale, si è abbattuta sul versante tirrenico della penisola, ed ha preteso ed ottenuto il suo tributo di vittime e distruzione, e se non vogliamo tornare al tempo degli oracoli e della origine divina delle punizioni dobbiamo chiamare con nome e cognome la causa dei nostri guai: Noi, un Paese allo sbando, al limite della coesione sociale, vittima e carnefice delle proprie disavventure.

Rieti, una fabbrica, sola l’ultima in ordine di tempo, la Schnaider, che occupa 180 persone, dietro le quali ci sono altrettante famiglie, chiude i battenti in 24 ore. Non già per crisi del settore, ma perché a Rieti tra un po’ non ci sarà più niente per nessuno, e quando la nave affonda i topi scappano.

Il Consorzio della Bonifica Reatina, in un territorio che per ricchezza di acqua, per fragilità ed imponenza del sistema idro-geologico é primo in Europa, da gennaio 2013 non potrà più pagare gli stipendi a chi aziona le chiuse, tiene puliti gli alvei dei torrenti, regola il deflusso delle acque del sistema Turano, Salto, Velino, Tevere; un sistema appunto, della cui esistenza ci accorgerebbe solo se Roma fossa inondata dalle piene del fiume Tevere, o se i rubinetti della Capitale rimanessero a secco perché si interrompesse il Peschiera.

Il taglio delle risorse alla Pubblica Amministrazione, scuola, sanità, sicurezza, amministrazione periferica dello stato in aggiunta alla soppressione della Provincia con tutto quello che ne può conseguire, in termini di perdita del presidio del territorio e del reddito della popolazione, é quello che sta avvenendo, e la conseguenza di questa cura sarà di uccidere il malato, eppure c’é chi sembra divertirsi di fronte a questo scenario.

Cosa altro deve accadere perché tutti noi la smettiamo con i particolarismi, con l’astio, con le ripicche e le rivalse e ci si stringa attorno ad una comunità già ferita e che sta per imboccare lo stadio finale?

Venerdì 16 novembre alle 17,30 partirà dalla stazione di Rieti una fiaccolata organizzata dalle Organizzazioni Sindacali e con la partecipazione della diocesi di Rieti, il simbolismo delle luci che illuminano il buio di questi tempi é evidente, ma anche qui, se non vogliamo rimanere sul terreno del simbolismo occorre smettere le ipocrisie e ritrovare un vero senso comune di appartenenza, nel rispetto dei principi etici, tra i quali quello del diritto al lavoro ed al futuro é tra i più importanti.

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