PROVINCIA DI RIETI: RIUNITA LA COMMISSIONE SERVIZI SOCIALI PER AFFRONTARE I TAGLI DELLA REGIONE

Taddei, assessore Servizi Sociali Provincia di Rieti

La Commissione consiliare Servizi sociali della Provincia di Rieti, presieduta dalla consigliera Maria Rita Cenciotti e cui hanno partecipato l’assessore competente Luigi Taddei e il consigliere provinciale delegato alle Politiche sanitarie, Paolo Bigliocchi, si è riunita per affrontare le tematiche scaturite a seguito del decreto n. 48 del presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, che disegna un quadro preoccupante per l’intero territorio della provincia reatina.

Nel decreto emerge una  nuovo riordino della rete ospedaliera verso Roma e Viterbo che di fatto taglia realtà come Amatrice e, a breve, anche Magliano Sabina; l’ospedale generale provinciale San Camillo de Lellis e la Asl di Rieti vengono immaginate come zone di ridimensionamento.

L’unanimità dei presenti ha espresso viva preoccupazione per un approccio che non tiene in considerazione la realtà territoriale del Reatino ma si basa sul solo dato demografico, penalizzando sempre ogni proposta proveniente dai 5 distretti socio-sanitari della provincia di Rieti.

E’ stato anche affrontato il tema delle sorti degli oltre 2000 pazienti in età evolutiva della provincia in lista d’attesa. Un problema che vede una parziale risposta nel centro riabilitativo di Collevecchio e che aveva trovato una momentanea soluzione presso il centro Riah di Rieti grazie all’atto della Giunta regionale risalente al febbraio scorso, una soluzione però cancellata dalla recente delibera di Giunta regionale del 4 giugno scorso.

La Commissione chiede sostanzialmente di tornare a quella soluzione, e cioè un impegno di 550 mila euro per 6 mesi, per poi arrivare ad un reale accreditamento del centro Riah in modo da garantire alla città di Rieti e alle aree limitrofe un servizio fondamentale.

Relativamente alle notizie apparse sui media locali in merito alle scelte della nuova commissione mista istituita presso la Asl preposta all’esame dei casi di celiachia, infine, la commissione ritiene ingiustificato andare a gravare su dei bilanci familiari già fortemente gravati economicamente dalle cure e le terapie necessarie per affrontare questa intolleranza alimentare.
Per questo motivo gli organi provinciali sono disponibi ad incontrare le famiglie con soggetti affetti da celiachia.