PITONI, PRC: SENZA UN PIANO STRATEGICO PER LA SANITA' LAZIALE NON SI PUO' CHIUDERE IL "MARINI"

Andrea Pitoni

Il  nuovo Presidente della regione, Renata Polverini, nominata “Commissario ad acta” per l’Assessorato alla salute, dopo aver dichiarato, durante la campagna elettorale, che non avrebbe provveduto ad alcuna chiusura o ristrutturazione se non fossero state prima individuate altre modalità di riduzione dei costi, presenta un “ Piano degli interventi per la riconduzione dell’offerta ospedaliera per acuti, riabilitazione post acuzie…agli standard previsti dal patto per la salute 2010- 2012", il cui obiettivo è ottenere una importante riduzione dei costi attraverso la riorganizzazione di tutta la rete ospedaliera del Lazio.

Oltre a questo criterio, vengono utilizzati, all’interno di quattro nuove Macro-aree che includono tutti i presidi ospedalieri, inclusi gli universitari, del Lazio, alcuni nuovi parametri per il rapporto tra popolazione residente e disponibilità di posti letto . Da un precedente indicatore pari al 4,5/posti letto ogni 1000 abitanti si riduce l’offerta a 3 posti letto per ogni 1000 abitanti/per  malati  acuti, 0,55 p.l. ogni 1000 abitanti per la riabilitazione post acuzie e 0.15 p.l. ogni 1000 abitanti per lungodegenza medica.

Inoltre, si decide una "riconversione di ospedali minori in presidi di assistenza distrettuale”  e si prevede il trasferimento delle attività di ricovero per acuti ad altri presìdi entro il 31 dicembre 2010. Di conseguenza si riduce nuovamente l’ospedale montano  ad ambulatorio, senza tener conto dei molteplici vincoli di territorio,(attività sismica, altitudine, condizioni meteo, distanze, lontananza dal più vicino ospedale del Lazio) che devono essere necessariamente utilizzati prima di effettuare scelte improvvide di chiusura.
E tutto questo senza rispettare i parametri sbandierati dal piano suddetto, dal momento che a fronte di una popolazione residente della provincia di circa 160.000 unità, che comporterebbe 524 posti letto per acuti, 87 posti letto di riabilitazione e 24 posti letto per lungodegenza, per un totale di 635 posti letto, il “Piano” prevede per l’ Ospedale De Lellis di Rieti un massimo di 489 posti letto, che non copre neppure il parametro riguardante la acuzie.

È evidente quindi la urgente necessità di proporre un differente schema di attività per il Marini, e di ottenerne l’approvazione dalle competenti autorità, prima che vengano compiuti dei passi che creerebbero una irrimediabile frattura tra le comunità, che oggi beneficiano della esistenza dell’ ospedale di Magliano.
Si ritiene pertanto che sia possibile articolare un nuovo modello organizzativo dell’ospedale.

La Regione Lazio penalizza decisamente la nostra Provincia
mentre viene mantenuto il presidio ospedaliero di Civita Castellana(VT), struttura decisamente fatiscente rispetto alla nostra,meno accessibile dal punto di vista delle vie di comunicazione e mantenuta in un contesto privo di disegno strategico per la sanità laziale.
Tutto ciò deriva dalla legge finanziaria varata dal governo attuale che con i tagli agli enti locali determina una vera e propria macelleria sociale, che si compie con il taglio di servizi essenziali a discapito dei cittadini.