Il Questore di Rieti ha sospeso, ai sensi dell’art. 100 del T.U.L.P.S., la licenza di un bar sito nel centro storico reatino, nei pressi del Ponte Romano, per la durata di 15 giorni, a seguito della segnalazione effettuata dall’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura di Rieti, che ha evidenziato una grave ed oggettiva turbativa dell’ordine e della sicurezza pubblica legata alla frequentazione del locale. Nell’ambito dei mirati servizi di prevenzione e controllo del territorio della Polizia di Stato, volti a contrastare i fenomeni di degrado urbano legati alla movida nel centro cittadino, disposti dal Questore di Rieti, infatti, gli Agenti della Polizia di Stato hanno cristallizzato numerosi e reiterati episodi violenti avvenuti nelle immediate adiacenze e all’esterno dell’attività commerciale oggetto del provvedimento sospensivo, culminati nel grave scontro verificatosi la notte dell’11 aprile 2026, quando, a seguito di una violenta colluttazione tra fazioni contrapposte, un giovane avventore ha riportato lesioni gravissime.
Le successive verifiche investigative, supportate dall’analisi dei sistemi di videosorveglianza, hanno evidenziato l’omissione di richieste di soccorso o di segnalazioni d’emergenza alle Forze dell’Ordine da parte del gestore dell’esercizio pubblico, nonché l’intervento dello stesso nella rissa. Il quadro di pericolosità sociale valutato dagli Agenti della Divisione di Polizia Amministrativa e Sociale della Questura di Rieti per l’emissione del provvedimento sospensivo da parte del Questore di Rieti, è completato da ulteriori interventi effettuati dalle pattuglie della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri nei mesi precedenti, contesti nei quali è stata anche accertata l’abituale presenza nel locale di numerosi soggetti gravati da significativi pregiudizi di polizia per reati contro la persona, rissa, spaccio di stupefacenti e addirittura violenza sessuale. Il provvedimento del Questore risponde alla necessità di tutelare la sicurezza dei cittadini e dissuadere la frequentazione di soggetti pericolosi all’interno della movida cittadina, ripristinando la legalità e la quiete pubblica a salvaguardia degli utenti del centro storico.




