Se Finmeccanica non sarà chiamata a rispondere degli impegni sottoscritti e promessi , come socio e come cliente, i lavoratori della Ritel rischiano di pagare in termini economici, sociali e di prospettiva. E con loro l’intero territorio.
Il danno assumerebbe il significato di una beffa atteso che gli stessi lavoratori con il sindacato e le Istituzioni Locali hanno svolto nella lunga vertenza un lavoro enorme e spesso anche oltre le proprie competenze e i propri ambiti determinando così il venir meno degli “ostacoli” che impedivano di voltare pagina alla Ritel.
Se in termini di futuri assetti industriali non c’è dubbio che, ancora ieri al Ministero, anche Finmeccanica dichiara interesse, resta tutto intero il problema dell’immediato, dei carichi di lavoro e quindi dell’occupazione. I 40 milioni di commesse (per l’intero 2010, quindi da Gennaio u.s.) sottoscritte da Alcatel , dichiara l’Amministratore Fazzalari, non sono sufficienti a tenere in equilibrio economico
Dunque la vertenza Ritel non si è conclusa pur registrando piccoli passi in avanti.
Allora, per evitare che i costi dell’operazione si scarichino sui lavoratori e anche per evitare che in futuro qualcuno rimproveri il sindacato di aver sottoscritto accordi sbagliati ( come ancora succede sentir dire rispetto al 2006) è bene essere chiari.
Il Centro- destra si è impegnato con autorevolissimi esponenti ad intervenire verso Finmeccanica per fornire lavoro nella fase transitoria e nella fase di rilancio dello stabilimento. Attenzione perché la fase transitoria è assolutamente delicata molto di più del significato letterale: se inciampiamo adesso ci giochiamo il futuro!
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E’ questione di tempo, quindi di oggi e non di domani.

