Nella prima eravamo semplicemente quelli della 5ª B: i capelli lunghi, i jeans a zampa, la musica di un’epoca irripetibile e l’ansia della maturità stampata sul viso. Nella seconda ci siamo noi oggi, gli “juccini del ’76”, con qualche segno del tempo in più, ma con la stessa identica luce negli occhi. Ritrovarsi per festeggiare i cinquant’anni dal diploma non è stato un semplice raduno. È stato un appuntamento fortemente voluto ed e’ bastato un istante, il suono di una risata complice, l’eco di un vecchio soprannome, perché i decenni si azzerassero e ci ritrovassimo, di colpo, tra quei banchi dove tutto è iniziato. Abbiamo ricordato i professori storici, le strategie per sopravvivere alle interrogazioni, lo stile inconfondibile degli anni ’70. Ma soprattutto sono riaffiorati i primi innamoramenti, le confidenze sussurrate, quelle passioni nate allora che avrebbero poi acceso e guidato i nostri destini. Ognuno ha percorso la propria strada, e che strade diverse, eppure abbiamo scoperto che il tempo non ha consumato il nostro legame: lo ha solo custodito, intatto. A unire le due fotografie non è la nostalgia, ma la gratitudine. Ci siamo ritrovati gli stessi ragazzi di allora, solo più maturi e, forse, più consapevoli di quanto valesse quella classe. Mentre ci salutavamo, era chiaro che non poteva essere solo un arrivederci. In un’epoca in cui tutto cambia e si disperde in fretta, il nostro legame è un piccolo miracolo che resiste senza scolorire. Con la stessa complicità di cinquant’anni fa, ci siamo promessi di non perderci ancora perché la “nostra” storia, in fondo, è appena ricominciata.
Un saluto a tutti gli Juccini del ’76; una dedica speciale a coloro che sono riusciti ad esserci: Claudio, Adalberto, Alfredo, Angela, Anna Maria, Donatella, Maria Grazia, Maria Vittoria, Marianna, Felice, Maurizio, Paola, Paolo, Renato, Roberto, Sandro, Sergio, Walter.




