Gli uomini del Corpo Forestale dello Stato Comando Stazione di Cittareale sono intervenuti su un incendio boschivo che si è sviluppato verso le ore 12.00 in localita “Scai – Fosso Rio Torta” del Comune di Amatrice. Ad avvistarlo è stata proprio la pattuglia del Comando Stazione Forestale di Cittareale che aveva notato in lontananza una densa colonna di fumo, giunti sul posto gli agenti hanno accertato che a bruciare era un bosco ceduo di specie quercine. Per le operazioni di spegnimento è stato impiegato anche un canadair che ha rovesciato sul fronte delle fiamme, circa un’area di due ettari, oltre 40.000 litri di acqua.
Parallelamente alle operazione di spegnimento coordinate dal D.O.S. (Direttore Operazioni di Spegnimento) del Corpo Forestale dello Stato, sono scattate le indagini per risalire alle cause. Dagli elementi raccolti l’ipotesi più accreditata è quella che si tratti di un incendio di origine dolosa. Infatti nei terreni limitrofi al bosco sono stati rinvenuti residui di origine vegetale combusti.
Due ettari di bosco in fiamme a Scai
Il "Sabina DOP" estraneo all'inchiesta sull'olio extra vergine d'oliva
E’ di martedì la notizia che la procura di Torino ha accusato di frode in commercio sette noti marchi oleari. Secondo l’accusa, formulata dal pubblico ministero Raffaele Guariniello, l’olio d’oliva venduto come “Extra Vergine” con i marchi Carapelli, Bertolli, Sasso, Coricelli, Santa Sabina, Prima Donna e Antica Badia, sarebbe in realtà solo “Vergine”, ovvero di qualità inferiore. Tale declassificazione è il risultato delle analisi effettuate sui campioni di bottiglie di tali oli prelevate nei supermercati dai carabinieri dei N.A.S.
In qualità di Consorzio di Tutela dell’Olio Extra Vergine di Oliva a Denominazione di Origine Protetta “Sabina” riteniamo innanzitutto doveroso precisare – qualora potesse esservi qualche dubbio – che il marchio commerciale “Santa Sabina” non ha assolutamente nulla a che fare con noi e che l’utilizzo da parte dell’azienda che ne è proprietaria della denominazione riservata per legge solo ai produttori certificati Sabina DOP, dipende solo da una questione burocratica che, come spesso accade, danneggia il lavoro serio e scrupoloso dei quasi mille produttori che appartengono alla filiera produttiva certificata Sabina DOP.
Il marchio “Santa Sabina” è utilizzato peraltro per immettere in commercio un olio che reca scritto in etichetta “prodotto con oli extra vergini di oliva originari dell’Unione Europea e non” quindi non solo non sabino, ma anche non italiano; se poi sia davvero extra vergine, come riportato in etichetta, lo chiariranno gli inquirenti visto che, dalle analisi effettuate, sembrerebbe non essere tale.
Non usa mezzi termini il Presidente del Consorzio Sabina DOP Stefano Petrucci: “Colavita S.p.A., l’azienda proprietaria del marchio “Santa Sabina” persegue i propri obiettivi commerciali sfruttando l’ambiguità di questo nome e ciò si risolve in un danno al consumatore finale. Lo confermano le numerose e-mail di protesta di cittadini giustamente infuriati che, dalla pubblicazione della notizia relativa all’indagine in corso, stanno arrivando a noi anziché ai veri responsabili.
Esiste però al tempo stesso anche un problema di corretta informazione e consapevolezza: occorre far comprendere a tutti i consumatori che non è possibile pagare l’olio 3 o 4 euro al litro dell’olio e aspettarsi che sia davvero olio extra vergine di oliva di prima spremitura.”
SEI TU IL REPORTER – Una cittadina: "il parco di via Cellini è una discarica"
Ci scrive Anna segnalandoci lo stato indecoroso in cui versa il parco di via Cellini a Rieti.
“Questo è il parco, è una vergogna, discarica e bagno per cani” – commenta stizzita.
Cumuli di terra, erba alta e non curata, viottoli sporchi, questo è quello che le si è presentato davanti agli occhi.
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Asili nido, deplorevole utilizzare i lavoratori per fare leva contro l'amministrazione
“L’Amministrazione comunale, nel corso del 2015, ha saldato alla cooperativa Quadrifoglio fatture per oltre 2 milioni di euro e sta liquidando in queste ore, sempre a suo favore, ulteriori due tranche per circa 1 milione di euro.
Come la stessa cooperativa ben sa, per averlo affermato pubblicamente, il debito del Comune è purtroppo un’eredità del passato, come sono altrettanto ben noti anche gli sforzi che l’attuale Amministrazione sta compiendo per ridurlo. E’ perciò alquanto discutibile, se non proprio deplorevole, utilizzare i lavoratori per fare leva contro l’Amministrazione comunale.
Per quanto riguarda i propri impegni, il Comune intende onorare fino all’ultimo euro il debito che la vecchia gestione ha accumulato con la cooperativa Quadrifoglio ma non è disponibile ad accettare alcuna forma di ricatto. Gli unici che non si devono preoccupare sono i lavoratori, dal momento che svolgono servizi di pubblica utilità e dunque sono tutelati da una normativa e da un’Amministrazione che ha sempre dimostrato di difendere in ogni modo i livelli occupazionali.
Il Comune si augura che la cooperativa non metta in atto comportamenti contrari alle leggi che tutelano i lavoratori e i servizi erogati dalla pubblica amministrazione e che intenda mantenere rapporti leali e collaborativi, al di là delle strategie aziendali che vorrà coltivare. I servizi non sono e non saranno mai in discussione così come i livelli occupazionali e gli interessi dei lavoratori e degli utenti.”
E’ quanto dichiara l’Amministrazione comunale di Rieti.
Mezzetti: fuori luogo l'intervento a gamba tesa della minoranza
Di fronte a cotanta ignoranza politico amministrativa mi viene da non rispondere neanche, ma poi leggendo fino in fondo l’articolo (LEGGI), non senza aver avvertito i miei legali, tengo a precisare che quanto i consiglieri di minoranza dichiarano, non soltanto non corrisponde a verità, ma delinea una conoscenza amministrativa pari allo zero ma soprattutto non sanno neanche che proprio sotto le loro legislature il Palazzo dello sport di Piazzale Leoni si chiama ormai da un decennio Pala Cordoni.
E entro nel metodo. Un assessore non può essere sfiduciato in consiglio comunale in quanto l’assessore gode della fiducia del Sindaco che egli stesso ha nominato e quindi se qualcuno ritenesse opportuno farlo, soltanto il Sindaco potrebbe sollevarmi dall’incarico. Impossibile dunque discutere quella mozione in consiglio comunale. Entrando invece nel merito della vicenda, quando ho ricoperto l’incarico di Assessore allo sport non soltanto mi sono comportato in maniera neutrale con tutte le discipline sportive, ma ho anche approfondito amicizie e conoscenze con chi, come me, aveva deciso di intraprendere la via di dirigente sportivo interpretando prima di altri quali e quanti sono gli sforzi che un dirigente sportivo al giorno d’oggi deve affrontare non senza le “critiche”, che oggi vengono da una precisa parte politica ignara delle sane passioni, ma che spesso vengono anche per mancanza di risultati.
Quando nel 2012 ho intrapreso l’incarico di assessore, il sottoscritto si è dimesso da ogni incarico amministrativo nelle associazioni sportive, ma dirigenti sportivi si nasce e non si diventa. Il panorama sportivo nel 2012 era ai limiti della praticabilità e a Rieti non c’era più una squadra di basket (eppure Carmine Rinaldi, che risulta tra i firmatari, ne dovrebbe sapere qualcosa), e in molti provammo a convincere Giuseppe Cattani, che ancora oggi mi rinfaccia scherzosamente di avergli complicato la vita, ma che ci ha fatto riassaporare la serie A dopo i fasti di un tempo. Il calcio veniva da stagioni che si trascinavano di anno in anno con promesse dei passati amministratori mai mantenute (mi risulta che Sanesi, firmatario della mozione fosse stato uno dei millantatori) e li’ provai a coinvolgere dapprima Riccardo Curci e poi Franco Fedeli, e ancora dopo Riccardo Curci, facendo tornare la gente allo stadio e dando una mano a costruire strutture societarie solide con l’obiettivo di divertire.
In quel panorama provammo anche a ricomporre le idee per la costruzione di una polisportiva e da li’ con un tesoretto di 37 mila euro totali, abbiamo cercato di sostenere parte delle trasferte del basket, del calcio, del calcio a 5, del basket la foresta, del rugby, e anche del volley che in quella stagione sportiva partecipava al campionato di B1 in un girone con squadre sarde e di tutta l’italia centrale, con il campionato di più alto livello mai conosciuto a Rieti. Con 37 mila euro a occhio e croce abbiamo sostenuto tre trasferte per società, tra cui Messina in pulmann per il rugby.
E a me si viene a contestare trasparenza e parzialità? Andate a chiedere che rapporti c’erano tra i presidenti e questo assessorato aperto anche 24 ore su 24 in periodi in cui 5 società su sei stavano sparendo dalla città. Oggi entro in ogni palazzetto e in ogni campo sportivo ancora pagando biglietto e abbonamento perché so, proprio per viverlo giornalmente, cosa significa tenere in piedi un soggetto sportivo, a differenza di chi tra i firmatari va elemosinando biglietti gratis e abbonamenti gratis che sotto il mio assessorato erano spariti. Orgoglioso di averlo fatto e lo rifarei con la stessa intensità, e vista questa opposizione così assente non è detto che non mi toccherà di nuovo tornarlo a fare nei prossimi anni.
Ma torniamo al Palacordoni, ai presunti ma non accertati ammanchi nelle casse del comune per i proventi dei servizi a domanda individuale sulle palestre e sui campi sportivi. I giganti oppositori forse non sanno che nel 2009 in cui Sanesi era assessore gli ammanchi erano di 66 mila euro, cosi come nel 2010 e cosi come nel 2011, con tariffe di 5 euro l’ora ( oggi sono quintuplicate, corte dei conti docet) . Peccato però che a quei tempi i contributi c’erano per tutti con la maxisanatoria di 100000 che fu fatta per “tenersi buoni tutti” e con fior di contributi dati a basket e calcio perché lo sport cosi come si legge nelle delibere e determine “era un fenomeno sociale”.
A proposito di sociale, i furbetti del quartierino sanno che il PalaCordoni non è possibile darlo in gestione perché fu costruito con i fondi, nel 1970, del Ministero della Pubblica Istruzione ed ancora oggi è una palestra scolastica. Non è a norma? Abbiate il coraggio di chiederne la chiusura, vi ritroverete l’istituto alberghiero, la ginnastica ritmica, il basket, il basket in carrozzina e per ultimo, per percentuale di ore di utilizzo la pallavolo, che troverà un altro impianto senza problemi.
Lo sport, cari amici, si gioca con fair play e non con interventi a gamba testa che fanno male solo a chi a fine mese si mette le mani nel portafogli e paga personalmente i propri hobby.
Progetto Sprino, consegnati gli attestati ai volontari del Comitato gemellaggi
Nel pomeriggio di ieri il sindaco Simone Petrangeli e l’assessore all’Urbanistica Giovanni Ludovisi hanno ricevuto in Comune i volontari del Comitato gemellaggi per la consegna degli attestati per la partecipazione al progetto europeo Sprino che li ha visti impegnati durante la visita delle delegazioni delle città gemellate di Nordhorn e Saint-Pierre-les-Elbeuf.
I 27 volontari, provenienti da varie scuole di Rieti e dalla Scuola svizzera di Roma, durante l’iniziativa di Sprino hanno gestito l’Infopoint allestito presso Palazzo Dosi, hanno collaborato come interpreti e garantito la loro presenza durante i giorni in cui le delegazioni erano a Rieti.
I volontari della Scuola svizzera riceveranno i loro attestati la prossima settimana, a Roma, nel corso di una cerimonia a cui parteciperà la vicepresidente del Comitato gemellaggi, Katharina Diepenbruck, insieme ad altri membri del Comitato. Anche le famiglie reatine che a ottobre hanno ospitato le delegazioni di cittadini di di Nordhorn e Saint-Pierre-les-Elbeuf riceveranno un attestato a casa.
Approvato progetto ampliamento Cimitero
La Giunta, su proposta dell’assessore alle manutenzioni Alessandro Mezzetti, ha approvato il progetto esecutivo per la realizzazione di 588 nuovi loculi, 216 ossarietti e 44 tombe a terra all’interno dell’area verde dell’ultimo ampliamento del Cimitero di Rieti.
Il progetto, redatto dai tecnici dell’Amministrazione comunale, è completamente autofinanziato con proventi derivanti dalla vendita dei loculi stessi per circa 1 milione di euro.
Rieti Virtuosa: consulte, tanto lavoro, ora serve maggiore coinvolgimento
Sabato scorso l’assemblea pubblica “Voce ai cittadini” organizzata dal Movimento civico Rieti Virtuosa ha affrontato all’Hotel Serena il tema delle Consulte e quello dello Strampelli. Per le Consulte si è cercato di capire insieme come la notevole mole di proposte elaborate in questi 20 mesi di lavoro possa arrivare, periodicamente e con risultati tangibili e misurabili, ad amministrazione, consiglio comunale e cittadinanza.
Dialogando con i coordinatori di tre delle quattro consulte tematiche cittadine – Anna Matteocci, Rita Dionisi e Mariano Gatti – e con l’assessore comunale Vincenzo Giuli, la moderatrice Paola Cuzzocrea ha cercato punti di forza e di debolezza di questo strumento di partecipazione democratica, su cui l’amministrazione, anche per voce del Sindaco Petrangeli, ha dichiarato di puntare decisamente.
Diversi gli interventi del pubblico, tra cui quello volto ad introdurre nelle discussioni della prima consulta il tema del pendolarismo Rieti-Roma (Francesca Romana Lanaro), quello sulla necessità che vi sia un ascolto vero da parte dell’amministrazione, la cui mancanza sarebbe causa di demotivazione dei cittadini (Antonio Ferraro) e quello relativo alla necessità che specialmente il lavoro delle consulte sulla Rieti-Torano trovi un confronto (Gino Martellucci), questo in considerazione del fatto che la posizione espressa dalla consulta non combacia con la posizione attualmente espressa dalla commissione competente.
Sicuramente è emerso come punto di debolezza, anche per bocca dei coordinatori, la mancanza di una effettiva chiusura del giro delle proposte da Consulta ad Amministrazione, e l’assenza di una funzione di consultazione da parte dell’amministrazione.
L’assessore Giuli ha promesso molto in questa direzione. Come Rieti Virtuosa ci aspettiamo che queste promesse si tramutino in impegni, il che ne richiederà una concreta definizione, schedulazione e calendarizzazione. Anche dando una visibilità esterna, anche statistica, delle proposte e dei loro risultati.
Un accenno è stato fatto alla pagina “Io propongo”, sezione specifica del sito del Comune di Rieti (http://iopropongorieti.innovapa.net/) che doveva rappresentare secondo gli annunci una bacheca di segnalazioni e proposte da parte dei cittadini. Esso è stato frequentato alimentato per due anni da cittadini, e solo per qualche mese dall’amministrazione, che ad oggi ne ignorava la esistenza stessa. Questo non può essere certo uno strumento sostitutivo delle Consulte, ma che oltre ad essere utile ad esse, può essere sostitutivo di discussioni e segnalazioni su Facebook, spesso sterili o senza sbocco istituzionale.
A questo proposito Rieti Virtuosa pone un tema solo sfiorato nel dibattito, che è quello delle Consulte Territoriali. Chiediamo di rivedere la scelta di non istituirle anche perché crediamo che esse avrebbero coinvolto maggiormente la popolazione, facendo anche da traino, sia di idee che come impegno dei cittadini, a quelle tematiche.
ONDEROD 2015. Basta vittime della strada
L’Ufficio per i Problemi Sociali della Diocesi di Rieti insieme all”Associazione Segnali di Fumo ringraziano tutte le Istituzioni territoriali e provinciali che hanno collaborato nell”organizzazione di “ONDEROD ANNO 2015. BASTA VITTIME DELLA STRADA”, e invitano a presenziare al Convegno dibattito con la Scolaresca di Rieti venerdi 13 novembre presso l’Auditorium Varrone e alla celebrazione del 15 novembre presso la Piazza Comunale Vittorio Emanuele.
L’istituto Strampelli potrebbe finire a Viterbo
L’istituto Sperimentale di Cerealicoltura “Nazareno Strampelli” di Rieti, potrebbe finire a Viterbo. La probabilità di questa destinazione è stata resa nota dall’ex presidente della Provincia di Rieti, Fabio Melilli, nel corso della discussione sul tema “Strampelli” organizzata dall’Associazione “Rieti Virtuosa” dal momento che Viterbo potrebbe essere favorita in tal senso dalla presenza nel Ministero della Istruzione, Università e Ricerca dell’ex Rettore dell’Università della Tuscia, Marco Mancini, oggi Capo del Dipartimento per la formazione superiore e per la ricerca, del Miur.
Melilli ha poi evidenziato le difficoltà presenti per riattivare il centro di ricerca dell’Istituto Strampelli dal momento che nell’istituto reatinola ricerca non viene effettuata da alcuni anni.- Questo Comitato cittadino evidenzia, invece, il fatto che l’Istituto Strampelli di Campomoro ha effettuato lavori di ricerca anche per la realizzazione della carta dei suoi della Regione Lazio in via di pubblicazione, fino al dicembre del 2014, come risulta dalla documentazione lasciata agli atti dall’allora presidente del CRA, prof. Giuseppe Alonso.
All’incontro ha partecipato anche l’on.Oreste Pastorelli, che nell’ottobre del 2014, ha preso parte attiva ad una iniziativa di rilancio dell’istituto reatino con un progetto predisposto tra il Centro di Ricerca dell’Agricoltura e l’Università di Tor Vergata.-Lo stesso parlamentare socialista ha partecipato più volte ad incontri e riunioni per la preparazione di quel progetto che prevede l’istituzione di un percorso di specializzazione in inbreeding, quella scienza in cui incrociando delle varietà se ne ottengono altre dal cui studio e dalle cui proprietà è possibile avere dei vantaggi.- In proposito, il Comitato Cittadino ricorda quanto dichiarato in merito all’iniziativa dall’allora presidente del CRA, Giuseppe Alonso, contenuta in una lettera di intenti sottoscritta da CRA e MIUR : “Una soluzione del genere renderebbe Rieti punto di riferimento sia italiano che internazionale”.
Per Oreste Pastorelli l’ipotesi Tor Vergata sarebbe oggi superata da quanto si potrebbe ottenere con l’approvazione della legge in discussione alla Camera dei Deputati sulla biodiversità.- In sostanza dall’incontro promosso da “Rieti Virtuosa” è risultato che per quanto riguarda L’Università della Tuscia, oggi, non esiste alcun progetto, ma c’è l’impegno di tutti a ricercarlo dopo l’approvazione della legge sulla biodiversità.- Non si conosce, quindi, lo scopo per cui attualmente desidera l’assegnazione della struttura.-
Il Comitato Cittadino rileva che sul problema “Strampelli” la politica locale ha effettuato interventi soltanto dopo la pubblicazione di comunicati stampa da parte di questo Comitato effettuando la sola convocazione di riunioni che non hanno prodotto alcun risultato, e che hanno dimostrato soltanto quanto la supremazia della rappresentanza politica viterbese sia di molto superiore a quella dei politici reatini.
Il Comitato Cittadino “Strampelli” chiede alla città, ai cittadini, alle forze sociali ed alle associazioni, di intervenire sul problema e di respingere con determinazione quel vento di sudditanza che si manifesta sulla città e sulla provincia che rischia di soffocare ogni testimonianza di dignità del territorio.

