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Vicenda schede, Trancassini FdI: “La notizia ci lascia nello stupore più totale"
“La notizia ci lascia nello stupore più totale. Una situazione questa che apre a molteplici scenari e che è fortemente dannosa per chi con competenza da quattro mesi sta amministrando Rieti. Il centrodestra tornato compatto sotto la guida del Sindaco Antonio Cicchetti, il 28 giugno è stato a tutti gli effetti legittimato a guidare la Città.
Ciò che entra in ballo ora è il rischio che venga sovvertita la volontà popolare. Ci auguriamo che quanto prima sia fatta chiarezza e che siano accertate quindi in tempi rapidissimi le eventuali responsabilità perchè ne vale anche la serenità di un’intera comunità.” Dichiara Paolo Trancassini, coordinarore Provinciale di FdI.
CNA: con 64 aziende è nata la rete "Porta romana"
È nata oggi presso lo studio del notaio Gianfelice la rete d’imprese “Porta Romana”.
Al progetto di rete, promosso della CNA, hanno aderito 64 imprese dell’area che va dal Lungo Velino a Piazza della Repubblica, dove è la porta dalla quale la rete prende il nome.
Il progetto è stato formalmente presentato alla Regione Lazio dal Comune di Rieti ed è risultato tra i primi nella graduatoria.
La rete ha l’obiettivo di valorizzare le imprese aderenti al contratto di rete attraverso azioni di marketing, l’aumento dei servizi offerti ai clienti e il miglioramento dello spazio urbano coincidente con uno dei principali accessi alla città.
L’organo di gestione della rete è formato da Paola Simeoni, presidente, Massimo Renzi, vicepresidente, Andrea Zamporlini, Rita Giovannelli, Roberta Leoni.
Quello che segue è il logo scelto per identificarla.

Distruzione schede, Masotti (Fi): "Vogliamo la verità. Chi ha sbagliato paghi"
“Quanto accaduto è semplicemente vergognoso. Sarà un caso che il ricorso riguardava solo quelle schede assolutamente inutili e che oggi risultano distrutte? Chi sapeva e chi ha seguito questo iter del Tribunale?”. Così l’Assessore alle Innovazioni Tecnologiche e Pari Opportunità, Elisa Masotti, esponente di Forza Italia ha commentato la notizia sulla distruzione delle schede da parte del Tribunale di Rieti.
“I cavilli burocratici non possono ribaltare la volontà popolare – ha continuato la Masotti – vogliamo subito la verità perché non si può tentare di ribaltare il risultato elettorale voluto dai reatini. Con il passare delle ore gli interrogativi si moltiplicano: risulta vero che nell’esposto presentato dalla Sinistra si faceva già riferimento a un vecchio caso di schede bianche andate distrutte in un Comune della Sicilia a causa di un allagamento dovuto a un temporale? Come mai già si pensava ad una ipotesi di schede bianche non più rintracciabili? Chi ha sbagliato paghi”.
Incidente auto-motorino in via Molino della Salce
Oggi pomeriggio, lunedì 16 ottobre, in via Molino della Salce si è verificato un incidente tra una Lancia Y ed un motorino al bordo del quale viaggiava un ragazzo il quale, a quanto pare, sembra non abbia riportato ferite.
Pastorelli: "Schede bruciate vicenda preoccupante"
“A dimostrazione del fatto che non c’è mai fine al peggio, oggi apprendiamo la notizia delle schede elettorale bruciate a Rieti. Una vicenda preoccupante sulla quale deve essere fatta piena luce. L’auspicio è che venga presto posto rimedio a tale imperizia, altrimenti si andrebbe a verificare un caso di una gravità inaudita”.
Lo afferma Oreste Pastorelli, deputato reatino del Psi.
Rieti, Melilli: "Sorprendente che siano state distrutte schede elezioni"
Fabio Melilli, Segretario Regionale PD Lazio
Latte, Coldiretti Rieti: "Da oggi scatta obbligo indicazione origine del prodotto"
“Da oggi è pienamente operativo l’obbligo di indicare sulle etichette l’origine del latte e dei derivati come yogurt, formaggi, burro, mozzarelle per impedire che siano spacciati per italiani prodotti ottenuti con latte estero. È scaduto infatti il termine dei 180 giorni concessi dal decreto ai produttori per smaltire le scorte di confezioni con il sistema di etichettatura utilizzato prima della entrata in vigore della legge. “Il consiglio ai consumatori è di verificare la provenienza del latte venduto nei cartoni come di quello usato come ingrediente nei prodotti lattiero-caseari.
La disposizione si applica al latte vaccino, ovi-caprino, bufalino e sarà riconoscibile in etichetta – spiega il presidente della Coldiretti di Rieti, Enzo Nesta – con le diciture che devono precisare obbligatoriamente il paese di mungitura, come anche il paese di confezionamento e trasformazione”. Se il processo produttivo avviene tutto in un solo paese, l’obbligo di indicare l’origine potrà essere assolto indicando il nome del paese di origine. Se le operazioni avvengano in paesi diversi, ma comunque membri dell’Unione europea, si potrà utilizzare la dicitura Ue. La scritta sarà invece paesi non Ue per il latte o derivati lavorati fuori dalla comunità. “Raccogliamo i frutti della mobilitazione messa in campo per tutelare dalle imitazioni, contraffazioni e mistificazioni commerciali uno dei prodotti simbolo dell’agricoltura nazionale.
Ora – aggiunge Roberto Scano, direttore della Coldiretti di Rieti – possiamo valorizzare, anche ai fini del reddito delle aziende zootecniche, un prodotto di qualità e assoluta sicurezza alimentare, visto il numero delle ispezioni cui sono sottoposti i nostri allevamenti, i più controllati. Non a caso disponiamo della rete di veterinari più estesa d’Europa”. Un risultato che tutela le aziende, sostiene i produttori, preserva i 50 formaggi italiani a denominazione di origine protetta, favorisce la trasparenza a vantaggio dei consumatori. “L’indicazione obbligatoria della provenienza – conclude Ivano Capannini, delegato della direzione regionale – mette fino all’inganno del falso italiano. Finora 3 cartoni di latte uht su 4 venduti in Italia contenevano materia prima importata, come con latte o cagliate provenienti dall’estero si produceva la metà delle mozzarelle, tutto ciò senza che i consumatori ne fossero informati.”
ANMIL: svolta a Rieti la 67° Giornata Nazionale Vittime Incidenti sul Lavoro
Domenica 15 ottobre a Rieti si è svolta la Cerimonia civile dedicata alla 67esima Giornata Nazionale per le Vittime degli Incidenti sul Lavoro. Il convegno ha avuto inizio alle ore 9.30, nella Sala Consiliare del Comune (Piazza V. Emanuele II), alla quale hanno partecipato: il Presidente territoriale ANMIL Claudio Betti che ha aperto i lavori, il vice Sindaco Daniele Sinibaldi, funzionari della sede Inail di Rieti, il Responsabile di Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro dott. Carmine Falsarone , e il Comitato ResilienzARTE (Comitato Promotore per il Monumento ai Mutilati e Invalidi del Lavoro). Nel corso dell’evento l’INAIL ha conferito i Brevetti e i Distintivi d’Onore agli invalidi aventi diritto e, al termine, i partecipanti si sono recati nella Cattedrale S.S. Maria Assunta, dove alle ore 11.30 è stata celebrata la S. Messa in suffragio dei caduti sul lavoro officiata dal Vescovo Domenico Pompili e, successivamente, alle ore 12.30, è stata deposta una corona d’alloro alla targa in memoria alle vittime del lavoro sotto i portici del Comune di Rieti (Piazza V. Emanuele II, 1).
Nel corso dei lavori sono state affrontate le principali tematiche rivendicative dell’ANMIL, a partire da quelle relative alla prevenzione del fenomeno infortunistico. Primo fra tutti il completamento dell’attuazione del Testo Unico Sicurezza. “Sono più di venti i provvedimenti da attuare ancora” ricorda il Presidente Territoriale Claudio Betti “e alcuni riguardano materie anche di grande rilievo”. Tra i temi che ancora attendono una regolamentazione, precisa Betti, “qualificazione delle imprese, sorveglianza sanitaria, sviluppo della pariteticità, attuazione di politiche di gestione del rischio che tengano conto effettivamente della presenza di lavoratori disabili nei luoghi di lavoro, malattie professionali e patologie a carico dell’apparato muscolo-scheletrico”. Occorre poi “accelerare i tempi della attivazione della Commissione Consultiva permanente per la sicurezza nella sua nuova composizione, facendo in modo che l’ANMIL possa contribuire ai relativi lavori”.
Ancora sul fronte della prevenzione, il Presidente Betti sottolinea la necessità di “promuovere studi scientifici su quei profili problematici nel riconoscimento delle malattie professionali e sulle conseguenti tutele da apprestare ai lavoratori colpiti, per la cui realizzazione le risorse economiche sono disponibili e vanno utilizzate”, nonché di “valorizzare la promozione della cultura della sicurezza nelle scuole”.
Sul fronte della tutela delle vittime, il dibattito verterà innanzitutto sulla rivalutazione delle prestazioni economiche INAIL, in stallo da alcuni anni a causa della crisi economica e dell’inflazione negativa. In proposito, dichiara il Presidente Betti, “l’ANMIL ha elaborato una apposita proposta emendativa (si veda documento allegato) in vista del prossimo disegno di legge di Bilancio, che renda possibile una rivalutazione annuale effettiva delle prestazioni, eliminando la soglia minima di aumento dei salari, divenuta difficilmente raggiungibile nell’attuale contesto economico e sociale”. Sul tavolo anche il riconoscimento dell’APE social agli invalidi del lavoro, proposte in favore delle vedove dei lavoratori vittime di infortuni e malattie professionali e per l’esclusione delle rendite INAIL ai superstiti dal calcolo dell’ISEE, “una battaglia difficile” afferma Bettoni “che comunque porteremo avanti con impegno”.
Stando agli ultimi dati INAIL, la situazione resta allarmante con un andamento altalenante delle denunce sia degli infortuni che delle malattie professionali sia di quelli con esito mortale.
“Già nei mesi precedenti dell’anno in corso si erano registrati i primi segnali negativi sul fronte infortunistico, ma se la conferma dell’incremento delle denunce negli OPEN Data INAIL al 31 agosto 2017 non sorprende, non può neppure lasciare indifferenti”, commenta il Presidente Territoriale dell’ANMIL di Rieti Claudio Betti. Come precisa l’INAIL, nel periodo gennaio-agosto sono state 421.969, ovvero 5.229 in più rispetto allo stesso periodo del 2016.
“La preoccupazione per l’aumento infortunistico dell’1,3% – spiega il Presidente Betti – è dettata soprattutto dal fatto che a tale incremento hanno contribuito soltanto le gestioni Industria e servizi (+2,0%) e quella Conto Stato dipendenti (+3,3%), quindi parliamo proprio di carenza di sicurezza nei luoghi di lavoro più rischiosi”. “Stesso discorso per le denunce di infortunio sul lavoro con esito mortale che sono state 682, 31 in più rispetto ai 651 decessi dell’analogo periodo del 2016 (+4,8%) – aggiunge Bettoni – quindi è tempo di riflessioni e di confronti che devono dare seguito a provvedimenti stringenti”.
“Per questo – conclude il Presidente dell’ANMIL – alla Giornata per le Vittime del Lavoro, che vede iniziative e incontri con autorità, istituzioni e parti sociali in tutte le città d’Italia, rappresenta un’importante occasione per riflettere e programmare le azioni più efficaci da intraprendere. Noi come ANMIL siamo pronti a fare la nostra parte e dare il massimo supporto per promuovere la cultura della prevenzione, ma questa lotta agli infortuni si vince solo operando tutti con un medesimo obiettivo: il rispetto della salute e della vita dei lavoratori”.
Lo spot “Cambiamo la storia” può essere visionato sulla pagina dedicata alla Giornata sul sito ANMIL www.anmil.it.
Spaccio a piazza San Francesco, denunciato pluripregiudicato
Personale della Squadra Mobile della Questura di Rieti ha denunciato in stato di libertà il pluripregiudicato reatino P.M., del 1977, resosi responsabile di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
Le pattuglie della Squadra Mobile reatina, infatti, hanno intensificato i controlli nel quartiere di San Francesco per episodi connessi agli stupefacenti.
Così nella serata dello scorso venerdì, a seguito degli specifici servizi predisposti, gli investigatori hanno intercettato, proprio a Piazza San Francesco, il pluripregiudicato reatino P.M., già arrestato altre volte per il reato di spaccio di sostanze stupefacenti.
Prontamente bloccato è stato sottoposto dagli Agenti a perquisizione personale e trovato in possesso di 3 dosi di cocaina pronta da distribuire.
La successiva perquisizione domiciliare effettuata, ha permesso di rinvenire e sequestrare nell’abitazione dello spacciatore un’altra piccola quantità di stupefacente e materiale utilizzato per il confezionamento delle dosi da smerciare.
L’uomo è stato denunciato in stato di libertà alla locale Autorità Giudiziaria, davanti alla quale dovrà rispondere del reato di detenzione a fini di spaccio di sostanza stupefacente.

