“L’operazione antimafia nelle Marche squarcia il velo sul fallimento politico della destra e dimostra come il modello di gestione di Fratelli d’Italia sia permeabile ai clan. Non permetteremo che quel sistema di potere, fatto di opacità e subappalti fuori controllo, si estenda al versante laziale del cratere, a meno che non sia già accaduto. L’inchiesta della DDA di Ancona mette sotto accusa la filiera di FdI che governa le Marche. La retorica della destra securitaria crolla davanti ai 29 provvedimenti antimafia già emessi quest’anno nel cratere. La minoranza consiliare del Comune di Amatrice denuncia da tempo una ricostruzione pubblica lenta e non trasparente. Questo stallo e la mancanza di trasparenza sono il brodo di coltura in cui i comitati d’affari e le ditte infiltrate speculano a danno dei cittadini.I cittadini aspettano da dieci anni una vera rinascita: il loro dolore non può diventare il banchetto di camorra e ‘ndrangheta. Chiediamo presidi straordinari immediati: Isolamento dal sistema Marche: blocco delle aziende coinvolte nelle indagini o legate a reti societarie opache, stop ai subappalti a cascata: stop definitivo alle filiere infinite nei cantieri di Amatrice e Accumoli, trasparenza amministrativa: piena luce sui ritardi delle opere pubbliche, accogliendo le richieste dell’opposizione di Amatrice, tracciabilità della manodopera: monitoraggio in tempo reale per fermare caporalato e lavoro nero.Se FdI pensa di esportare nel Lazio le vulnerabilità del proprio sistema marchigiano, troverà nella sinistra reatina un muro invalicabile”. Così nella nota la Federazione regionale Lazio Sinistra Italiana AVS – Federazione Provinciale Rieti Sinistra Italiana AVS