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sabato 19 Settembre 2026
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Detenzione e spaccio di stupefacenti: 31enne ai domiciliari con braccialetto elettronico

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Prosegue l’impegno quotidiano dei Carabinieri sul territorio della provincia, volto a garantire la sicurezza dei cittadini e a contrastare attivamente i reati legati allo spaccio di sostanze stupefacenti. In tale contesto, nei giorni scorsi, i militari della Stazione Carabinieri di Fara in Sabina hanno dato esecuzione a un’ordinanza emessa dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano, traendo in arresto un cittadino di 31 anni, originario del reatino ma stabilmente domiciliato nel Comune di Fara in Sabina. L’uomo, un soggetto già noto alle Forze dell’Ordine per precedenti vicende, è stato destinatario del provvedimento a seguito di una condanna giunta al termine del primo grado di giudizio. La vicenda giudiziaria trae origine all’inizio dell’anno in corso, quando il trentunenne era stato deferito all’Autorità Giudiziaria meneghina. In quell’occasione, l’uomo era stato sorpreso, in concorso con altre persone, in possesso di sostanze stupefacenti palesemente detenute con la finalità di cederle a terzi. A seguito delle indagini e del conseguente iter processuale, l’Autorità Giudiziaria ha emesso il provvedimento restrittivo degli arresti domiciliari, tempestivamente recepito dai Carabinieri della locale Stazione. I militari si sono messi immediatamente alla ricerca dell’interessato, riuscendo a rintracciarlo in breve tempo sul territorio farense e dando così esecuzione all’ordine del Tribunale. Al termine delle operazioni di fotosegnalamento e delle formalità di rito, l’uomo è stato accompagnato presso il proprio domicilio, dove dovrà permanere a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Al fine di garantire il rigoroso rispetto della misura cautelare imposta, al trentunenne è stato inoltre applicato il dispositivo del braccialetto elettronico. Tale strumento permetterà alle Forze dell’Ordine di monitorare costantemente la sua posizione 24 ore su 24, scongiurando il rischio di eventuali spostamenti non autorizzati o tentativi di evasione.

Antonio Emili: “Ad Amatrice 136 opere pubbliche su 172 sono ancora inchiodate al palo”

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“10 anni fa la tragedia del terremoto di Amatrice. 303 vittime. 388 feriti. 41.000 gli sfollati nei 138 Comuni colpiti dal sisma in 4 Regioni, tra il Lazio, le Marche, l’Umbria e l’Abruzzo. In dieci anni la ricostruzione dei territori devastati dal terremoto resta ancora in alto mare. Il 66,3% delle opere pubbliche finanziate attende ancora l’avvio dei cantieri. La ricostruzione del 60% delle abitazioni colpite è incompiuta. 30.000 le persone ancora sfollate. Nel reatino, a dispetto dei proclami della propaganda locale, la percentuale degli interventi pubblici da avviare ai lavori raggiunge l’impressionante dato del 69,7%. Ad Amatrice 136 opere pubbliche su 172 sono ancora inchiodate al palo, 64 su 86 ad Accumoli. Soltanto ad Amatrice l’80% delle persone che hanno perso la casa sono ancora sfollate. Non c’è nessuna svolta da festeggiare nel cratere scavato dal sisma del lontano 2016. Vi è solo il dovere di colmare l’enormità del ritardo accumulato sul campo per restituire una casa, un borgo, un lavoro e una comunità a chi ha perso tutto a causa del terremoto. Ricostruire è un dovere civile. Per onorare la memoria delle vittime del terremoto. Per dare un futuro alle nostre amate terre dell’Italia centrale”. Così nella nota il consigliere comunale Antonio Emili

Mario Sanna incontra la Meloni, pochi minuti per le proprie istanze

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Nel corso della visita ad Amatrice della premier, Giorgia Meloni, Mario Sanna (in sciopero della fame da mesi) ha avuto la possibilità di incontrare il presidente del Consiglio dei Ministri: “Con la Meloni ho potuto parlare solo un minuto e mezzo – ha dichiarato Sanna a Rietinvetrina – ripromettendoci un altro appuntamento in altra sede per ragionare sulle mie richieste”.

Sisma 2016, presidente Cuneo: “Memoria, sicurezza e futuro restano le nostre priorità inderogabili”

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Di seguito le dichiarazioni del Presidente della Provincia Roberta Cuneo in occasione della cerimonia di commemorazione per i dieci anni dal sisma: “Dieci anni da quella notte che ha stravolto per sempre le nostre comunità, lasciando ferite profonde nei territori di Amatrice e Accumoli e nel cuore di un’intera provincia. Dieci anni durante i quali il tempo non ha cancellato il dolore per le vittime, ma ha reso ancora più forte il dovere di ricordarle.
Ricordiamo chi non c’è più, le famiglie, gli amici, le persone che quella notte hanno visto cambiare per sempre la propria vita.
Ricordiamo chi oggi vive nel ricordo indelebile di quei giorni. E ricordiamo anche la straordinaria mobilitazione che, fin dalle prime ore, ha unito il nostro Paese, i soccorritori, le Forze dell’ordine, i volontari, gli operatori della Protezione civile, le istituzioni e le migliaia di persone che hanno lavorato senza sosta, con umanità e coraggio, accanto alle comunità colpite. E oggi, durante la cerimonia solenne, un pensiero speciale va a tutti i Sindaci e agli amministratori e dipendenti locali: con il loro profondo amore per la propria terra, sono stati il primo avamposto di resistenza e speranza, guidando le proprie comunità nei momenti più bui e lavorando senza sosta per la ricostruzione. Oggi infatti, alla presenza del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, delle autorità civili, religiose e militari, rinnoviamo l’impegno istituzionale ad ogni livello. Memoria, sicurezza e futuro restano le nostre priorità inderogabili”.

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Commemorazione sisma 2016, l’Omelia del cardinal Zuppi e del vescovo Piccinonna

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La celebrazione eucaristica nella sera della vigilia ad Accumoli presieduta dal vescovo Vito, poi la veglia ad Amatrice con la fiaccolata e il ricordo di ogni caduto. Nella mattina del 24 agosto un semplice momento di preghiera guidato dal parroco di Amatrice don Jhon nella chiesa provvisoria, in attesa del pomeriggio, quando il cardinale Matteo Zuppi ha presieduto l’Eucaristia, come fatto al mattino ad Arquata del Tronto. Così le liturgie hanno scandito il decimo anniversario del sisma che ha portato morte e devastazione nel centro Italia. Rivolgendosi alle centinaia di fedeli riuniti nel campo sportivo di Amatrice, il presidente della Cei ha assimilato il ricordo al dolore di una ferita che si riapre, che fa male fino alle lacrime. Ma alla memoria è di consolazione e speranza la condivisione del ricordo, che vissuto alla luce della fede consente di sperimentare la consolazione promessa dal Vangelo. “Gesù non dice beata la sofferenza, ma vuole che chi sperimenta la durezza della vita trovi amore, consolazione, speranza e futuro”.

Nel fare memoria della notte del sisma, Zuppi ha rievocato le immagini più drammatiche: “Il frastuono, le urla disperate, il buio, la polvere, il corso principale di Amatrice ridotto in macerie, con la torre civica rimasta simbolicamente in piedi”. Da qui, il pensiero anche alle frazioni del territorio, che, in seguito al sisma, oltre al dolore della perdita e ai danni inferti alle strutture, hanno dovuto affrontare anche il problema dell’isolamento. “Gesù è il primo soccorritore e anche sempre l’ultimo a restare là sotto” ha detto il presidente della Cei, indicando nella vicinanza di Dio una presenza concreta dentro la sofferenza umana. Il ricordo dei funerali celebrati sotto un tendone, con il crocifisso sostenuto dalle corde, resta per molti l’immagine più forte di una tragedia che “portiamo nel cuore”.

Guardando al cammino compiuto in questi dieci anni, Zuppi ha quindi ribadito che la ricostruzione non può riguardare soltanto edifici e infrastrutture. “Dicevamo – ha ricordato – che doveva partire da dentro le persone, non soltanto dai mattoni”. Per questo, ha sottolineato, la sfida oggi è continuare a sentirsi comunità, vincendo stanchezza e scoraggiamento attraverso “l’unica forza che ci fa muovere: l’amore, cioè la passione per il futuro”. Il cardinale non ha voluto dimenticare neppure la vicinanza espressa allora da Papa Francesco, che poche ore dopo il sisma telefonò al vescovo per manifestare la propria solidarietà e che successivamente incoraggiò la popolazione a “guardare sempre avanti” e ad aiutarsi reciprocamente. Parole che, ha osservato Zuppi, “sentiamo vere ancora oggi”.

 

Pur riconoscendo che il percorso non è concluso e che “Amatrice non c’è più e non c’è ancora”, il presidente della Cei ha espresso fiducia nella rinascita del territorio. “Pezzo per pezzo riappare”, ha detto, invitando tutti a non fermarsi alle polemiche, ma a valorizzare l’impegno comune delle istituzioni, della Chiesa e dei cittadini. “La comunità si rigenera”, ha concluso. “L’amore unisce, il male distrugge e divide”.

Sisma 2016, Marcelli (presidente Lions Club Amatrice Micigliano Terminillo): “Custodiamo la memoria di chi non c’è più”

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Il Lions Club Amatrice Micigliano Terminillo, del Distretto 108L Italy, nel decimo anniversario del sisma del centro Italia che alle 3:36 del 24 agosto 2016 ha devastato Amatrice, Accumoli, Arquata del Tronto, si stringe con profonda commozione al dolore delle famiglie delle 299 vittime e dell’intera comunità. Una ferita che ha segnato per sempre la nostra terra, le nostre famiglie, la nostra storia. Oggi non è solo il giorno del ricordo, ma il giorno del raccoglimento, del silenzio e della memoria attiva. I Lions d’Italia e del mondo, sono stati presenti con service concreti a sostegno delle scuole, delle famiglie, delle attività produttive e delle persone più fragili.

“Commemorare non significa solo guardare indietro – dichiara il Presidente del Lions Club Amatrice Micigliano Terminillo, Edoardo Marcelli – significa custodire la memoria di chi non c’è più per costruire il futuro di chi è rimasto e di chi verrà. La ricostruzione più difficile e impegnativa non è quella delle pietre, ma quella delle comunità”.

Il nostro pensiero va a tutte le vittime, ai loro familiari, ai sopravvissuti, ai volontari, ai soccorritori e a tutti coloro che, ogni giorno, lavorano con dignità e coraggio per la rinascita di Amatrice e del suo meraviglioso territorio. Il ricordo ci unisce. Il servizio ci guida. Così nella nota  il presidente del Lions Club
Amatrice Micigliano Terminillo, Edoardo Marcelli

Iniziato a Poggio Bustone il Campionato Italiano Open di Parapendio a Poggio Bustone

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È ufficialmente iniziato il 23 agosto a Poggio Bustone il Campionato Italiano Open di Parapendio 2026 – Trofeo Cerroni, un appuntamento sportivo di grande rilievo che porterà per un’intera settimana i migliori piloti italiani e internazionali a volare nello straordinario scenario della Valle Santa e delle montagne reatine. La giornata inaugurale è stata dedicata alla presentazione ufficiale dei piloti e dello staff, seguita da un primo briefing tecnico nel quale sono state illustrate le modalità di svolgimento della competizione, le regole e gli aspetti organizzativi delle giornate di gara. A dare ufficialmente il via al Campionato è stato il sindaco di Poggio Bustone, con un saluto rivolto agli atleti, agli organizzatori e a tutto lo staff, sottolineando l’importanza di questo evento per il territorio e per la promozione di Poggio Bustone come destinazione capace di unire sport, natura, turismo ed emozioni.

“Siamo orgogliosi di ospitare un evento di questa portata – ha sottolineato il Sindaco – perché il parapendio ci permette di mostrare Poggio Bustone da una prospettiva straordinaria: dall’alto, tra le nostre montagne, i nostri paesaggi e la Valle Santa. A tutti i piloti auguriamo di vivere una settimana indimenticabile e di portare con sé, al termine del Campionato, un ricordo speciale del nostro paese.”
Al termine della presentazione, piloti, organizzatori e staff si sono ritrovati nel cuore del paese, in piazza Regina Elena, per una cena inaugurale che ha rappresentato il primo momento di convivialità di questa importante settimana.

Una serata semplice ma significativa, che ha permesso agli atleti di conoscersi e vivere insieme il territorio che, nei prossimi giorni, sarà il grande protagonista della competizione. Da oggi, quindi, si fa sul serio: il cielo di Poggio Bustone è pronto ad accogliere le vele del Campionato Italiano Open. Per una settimana le montagne, i cieli e i paesaggi di Poggio Bustone diventeranno il palcoscenico di una sfida fatta di tecnica, coraggio, strategia e passione.

Un ringraziamento particolare va alla Lega Piloti, che sotto l’egida della Federazione Aeronautica Internazionale (FAI) e dell’Aero Club d’Italia, ha reso possibile questo importante appuntamento sportivo. Un grazie sincero alla Scuola Prodelta, che da sempre sostiene e accompagna le iniziative legate al volo a Poggio Bustone, mettendo a disposizione esperienza, professionalità e grande passione. Un ringraziamento speciale va inoltre alla Pro Loco di Poggio Bustone e ai tanti volontari che, con il loro impegno e la loro disponibilità, stanno contribuendo alla riuscita di questa manifestazione.

Un sentito ringraziamento va anche al BIM – Bacino Imbrifero Montano Nera e Velino, per il prezioso contributo e il sostegno offerto alla realizzazione dell’evento. Il suo supporto rappresenta un’importante testimonianza di attenzione verso il territorio e verso iniziative capaci di promuovere sport, turismo, natura e valorizzazione delle nostre comunità. È grazie alla collaborazione tra istituzioni, associazioni, operatori e volontari che un grande evento sportivo può trasformarsi in una straordinaria occasione di promozione e valorizzazione del nostro territorio.

Zuppi al memoriale di Amatrice: Oggi le autorità sono le famiglie delle vittime del sisma 2016

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In chiusura dell’omelia tenutasi al Campo Tilesi di Amatrice, in occasione del memoriale per le vittime del sisma 2016, il cardinal Matteo Zuppi ha voluto sottolineare come le autorità in questa occasione siano state le tante famiglie delle 299 vittime perite nel terribile terremoto di dieci anni fa.

Il vescovo Piccinonna invita Papa Leone XIV ad Amatrice

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In conclusione di omelia per il memoriale dedicato alle vittime del sisma di Amatrice 2016, nel pomeriggio odierno, 24 agosto, il vescovo di Rieti, Sua Eccellenza monsignor Vito Piccinonna, ha invitato Papa Lione XIV a visitare Amatrice e le zone limitrofi. Come sappiamo Rieti e Greccio sono già state per più volte salutate dai Pontefici.

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