Inalca, neanche nei paesi in via di sviluppo

Ti pago lo stipendio, firma qui, non per ricevuta ma per avere un diritto negato, diritto che è scritto nei contratti collettivi di lavoro e nel codice di procedura civile. Insomma quello che vale per un normale cittadino non vale per un dipendente Inalca.
Ricapitoliamo, a maggior beneficio di quelli che odiano il sindacato ed i sindacalisti, quello che sta succedendo in Inalca, non solo a Rieti. Ci sono 840 dipendenti di un consorzio cooperativo che gestisce una parte del ciclo produttivo di Inalca, questo consorzio cooperativo fa parte di Gescar, una società in cui sono in compagnia anche altre società del gruppo, ed Inalca stessa. In tre giorni Inalca disdetta il contratto di appalto con questo consorzio, e 840 famiglie si trovano senza lavoro e senza stipendio.
Inalca prospetta a questi 840 dipendenti di transitare temporaneamente in una società di somministrazione lavoro, già abituè del committente Inalca, tutto ciò avviene anche per interesse proprio essendo le celle frigorifere piene di carne da lavorare e da trasformare. I lavoratori, assistiti dalle Organizzazioni Sindacali, accettano questo compromesso.
Appena dopo 15 giorni, anziché chiarire tutto l’accaduto, Inalca mette sotto il naso delle Organizzazioni Sindacali una ipotesi di accordo che, di fatto, cancella ogni responsabilità sociale da parte di Inalca stessa e che Fai-Cisl e Uila-Uil firmano, (ma non la Flai Cgil,) che dice, contraddicendo quanto precedentemente dichiarato da Inalca,: “ vuoi lo stipendio, firma qui la tua rinuncia ad altre pretese, ivi incluso quanto previsto dal codice civile.
Ora, al di là di ogni ideologia, anzi ammettendo come unica ideologia quella dell’interesse privato, è possibile e credibile tutto questo? Domani mattina se una delle poche industrie italiane sul mercato, una industria che regge e fa profitti, si comporta in questo modo, secondo voi, stiamo facendo del bene alla nostra società?
Dopodomani…qualora così non fosse…a tutti quelli che ce l’hanno col sindacato e con i sindacalisti, li invito, ad alzare lo sguardo, a guardare in faccia il suo simile, a riconoscerlo, non a combatterlo, e così magari, forse, con il tempo, capiterà che qualcuno riscopra la necessita del Sindacato dei Lavoratori.
In attesa di quel tempo, la Cgil, ed in questo caso la Flai, assicurerà ad ogni lavoratore che ne farà richiesta, assistenza sindacale e legale, con speranza di vittoria, affinché venga garantito quantomeno la applicazione del codice civile per quei cittadini che lavorano all’interno della Inalca.
Un saluto al premier Renzi, che tra tanti impegni forse ha sottovalutato il fatto che la società reale si svolge oltre tweeter e facebook.
Flai Cgil Rieti-Roma Est-Eva
Antonio Polidori

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