IL CESENESE DI CASTELFRANCO: FANTASIA POPOLARE O REALTA' DIMENTICATA?

Associazione Italiana Coltivatori

Riscoprire i vitigni autoctoni minori di cui si stava perdendo la memoria. Un progetto sul quale mette la firma l’Aic di Rieti, l’Associazione Italiana Coltivatori che ha organizzato per sabato 16 gennaio alle ore 14.00 una tavola rotonda al Santuario La Foresta.

“Il Cesenese di Castelfranco: fantasia popolare o realtà dimenticata?” è il titolo dell’incontro che punta a portare all’attenzione di addetti ai lavori e imprenditori agricoli la storia di un vitigno “di casa” per il quale è tuttora in corso l’iscrizione al registro regionale delle biodiversità vegetali a rischio di erosione.

Il Cesenese di Castelfranco è un vitigno caratterizzato da spiccate qualità viticole ed enologiche, per il quale l’Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione dell’Agricoltura del Lazio ha raccolto l’invito alla ricerca delle caratteristiche ampelografiche del Cesenese con la speranza di poter indicare questo vitigno quale varietà propria del territorio di Castelfranco.

E sarà proprio l’Arsial ad intervenire alla tavola rotonda dell’Aic Rieti con Giorgio Casadei (aspetti ampelografici e caratterizzazione del vitigno) insieme ai relatori Vincenzo Scasciafratte (aspetti storici e bibliografici), Giovanni Pica (valorizzazione del vitigno, economia del territorio e marchi di qualità), con l’enologo Domenico Salvi responsabile del comparto settore vitivinicolo Area decentrata Agricoltura Rieti (aspetti tecnici e tecniche di vinificazione) e con il sommelier Giacomo Appolloni (caratteristiche del vino Cesenese). Al termine del dibattito seguirà una degustazione guidata di Cesenese di Castelfranco e di vini locali tra cui quelli della Cantina Rinaldi di Rivodutri e Poggio Fenice di Roccasinibalda.

Presente anche il presidente della Commissione Agricoltura della Regione Lazio Mario Perilli.

Rieti Giorgio Di Mario – non solo perché siamo nel territorio di Castelfranco dove ha origini questo vitigno, ma anche perché qui riporta alla mente il miracolo dell’uva di San Francesco d’Assisi. Crediamo che questo sia un modo di riportare all’attenzione la necessità del recupero di un antico vitigno e degli antichi sapori che da esso provengono>.