Sisma 2016, l’Istituto Marchionne di Amatrice con le bandiere a mezz’asta in memoria delle vittime

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In segno di lutto per ricordare le vittime del sisma del 2016, l’Istituto Onnicomprensivo Sergio Marchionne lunedì 24 agosto 2026 ha esposto a mezz’asta le bandiere europea, nazionale e comunale. La comunità scolastica si unisce con affetto e partecipazione al sentimento di dolore della popolazione di Amatrice, rinnovando nel decennale del sisma il ricordo delle vittime, esprimendo la più sincera vicinanza alle famiglie e trasmettendo alle nuove generazioni il valore della memoria, della solidarietà e della resilienza. In questa ricorrenza il pensiero va a tutta la comunità amatriciana che con forza e dignità si impegna ogni giorno per ricostruire il futuro. Accanto al valore necessario dei gesti simbolici e della commemorazione, la nostra scuola sente il dovere di rendere viva la memoria attraverso il lavoro quotidiano. Continueremo a partecipare alla ricostruzione nel modo che appartiene più profondamente alla missione della scuola, offrendo formazione, opportunità, relazioni e luoghi di incontro e contribuendo a costruire nei nostri giovani consapevolezza, appartenenza e fiducia nel futuro. Ricordare significa anche trasmettere la memoria alle nuove generazioni, affinché quanto accaduto resti vivo e significativo per i nostri giovani. Per questo continueremo a promuovere iniziative capaci di mantenere alta l’attenzione sulle comunità colpite dal sisma e sul loro percorso di rinascita, rafforzando il legame tra la scuola e la realtà in cui opera. Perché la memoria non sia soltanto commemorazione, ma responsabilità, presenza e impegno per il futuro.
Il Dirigente Scolastico dott.ssa Annamaria Renzi

Sisma 2016, Presidente della Repubblica Mattarella: “E’ responsabilità collettiva ripristinare la normalità che è stata spezzata nei territori colpiti dalla tragedia”

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Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha rilasciato la seguente dichiarazione: “La notte del 24 agosto di dieci anni addietro, il violento terremoto che ebbe epicentro tra Accumoli e Arquata del Tronto, nel cuore dell’Appennino Centrale, colpì numerosi Comuni tra Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo, a cui seguirono ulteriori sequenze sismiche fino agli inizi del 2017. Con il suo bilancio di 299 morti, 365 feriti e più di 40.000 sfollati, quel terremoto, delle cui devastazioni Amatrice è divenuta simbolo, costituisce una pagina drammatica della storia della Repubblica e funge da monito costante sulla necessità continua di potenziare i meccanismi di prevenzione e intervento da attuare al verificarsi dei fenomeni sismici a cui è soggetto il nostro Territorio. I volontari accorsi da tutta Italia, il loro prezioso e generoso operato, insieme alla prontezza degli interventi delle Autorità di primo soccorso sono stati veicolo di aiuti e assistenza, portando anche un segnale di speranza e di ripartenza con cui si è dato inizio a un processo di ricostruzione. Così come in occasione delle altre catastrofi naturali che si sono registrate nel nostro Territorio, lo spirito di solidarietà che unisce il popolo italiano si è rivelato un efficace strumento di resilienza e contenimento dinanzi a calamità di così ampia portata e violenza. Il risanamento è un percorso, non privo di complessità, che richiede l’impegno di essere ultimato nel più breve tempo possibile ed è un richiamo alla responsabilità collettiva di ripristinare quella normalità che è stata spezzata nei territori colpiti da questa tragedia. In questo giorno di memoria, mi unisco al dolore di coloro che hanno subito la perdita di familiari ed esprimo la mia vicinanza ai feriti e a quanti si sono ritrovati improvvisamente in condizioni di grande difficoltà.”

Amatrice, 10 anni dal sisma, Filca CISL: “Il lavoro, le tutele e le zone d’ombra di una ricostruzione ancora aperta”

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“A dieci anni dalle scosse del 24 agosto 2016 che devastarono Amatrice, Accumoli e l’intero territorio del Reatino, il bilancio della ricostruzione si intreccia con quello del lavoro. In un territorio trasformato nel più grande cantiere d’Europa, la tutela dei lavoratori del settore edile ha rappresentato la prima vera barriera di protezione sociale, legale e di sicurezza per un’intera comunità ferita. In questo scenario complesso, il presidio della Filca Cisl Lazio Nord si è rivelato un punto di riferimento costante nel cratere. Sin dai primi giorni post-emergenza, il sindacato delle costruzioni ha messo in campo una presenza capillare, guidata da un obiettivo chiaro: garantire che la ricostruzione fisica viaggiasse di pari passo con la legalità e la dignità del lavoro. Proposte, protocolli e il modello “Badge di Cantiere” Il contributo della Filca Cisl Lazio Nord non si è limitato all’attività di controllo, ma si è concretizzato in proposte strutturate e intese con le istituzioni locali, le prefetture e la struttura commissariale. Tra i passi decisivi figurano i protocolli di legalità siglati per prevenire le infiltrazioni criminali e contrastare il fenomeno del dumping contrattuale. Tra le intuizioni più incisive e fortemente volute dal sindacato spicca l’introduzione del badge di cantiere. Strumento apparentemente semplice ma fondamentale, la tessera identificativa con codice ha permesso di censire in tempo reale le presenze nei cantieri della ricostruzione, tracciare la regolarità contributiva degli operai e verificare l’effettiva formazione sulla sicurezza. Un vero presidio contro l’anonimato dei subappalti irregolari, diventato un modello di trasparenza. Non si svenda la sicurezza in nome della velocità Oggi, a un decennio dalla tragedia, da più parti si leva forte la voce che chiede un’accelerazione decisa dei cantieri per restituire finalmente le case e i borghi ai cittadini. Una necessità comprensibile di fronte alla quale la Filca Cisl Lazio Nord si dice pronta a fare la propria parte, ponendo però un paletto chiarissimo: la velocità non può e non deve diventare un pretesto per comprimere i diritti dei lavoratori o abbassare la guardia sulla sicurezza. Fretta e scorciatoie burocratiche non devono trasformarsi in deroghe alle tutele. Per il sindacato, l’equazione non ammette sconti: ricostruzione, legalità e sicurezza devono viaggiare di pari passo. Accelerare i tempi è doveroso, ma soltanto mantenendo inalterati i rigorosi standard di tutela della salute e della vita di chi ogni giorno lavora sui ponteggi. Le zone grigie: lavoro nero, contratti negati e la necessità di controlli a monte La guardia deve rimanere altissima anche perché, nonostante i passi avanti, il settore edile nel cratere continua a registrare pericolose “zone grigie”. Sottotraccia si annidano ancora fenomeni di lavoro nero o grigio, la frammentazione dei subappalti e la mancata applicazione del Contratto Collettivo Nazionale dell’Edilizia. Per evitare che queste zone d’ombra proliferino a discapito della sicurezza e della legalità, è indispensabile intensificare i controlli a monte. In particolare, vanno monitorati con estrema rigidità le filiere del subappalto e l’istituto dei distacchi societari, snodi critici in cui spesso si insinuano irregolarità e dumping sociale. Le regole ci sono e sono chiare: l’unica strada percorribile è farle rispettare senza eccezioni. A diverse maestranze, spesso provenienti da fuori regione o dall’estero, vengono talvolta applicati contratti ‘pirata’ o non pertinenti (come quelli del commercio o dei servizi), con il solo scopo di abbattere i costi. Un meccanismo sanzionabile che sottrae ai lavoratori le tutele della Cassa Edile, la formazione specifica e la corretta dotazione dei dispositivi di protezione individuali in lavorazioni ad alto rischio. Un impegno che continua Il decennale dal sisma di Amatrice rappresenta un traguardo di memoria e di verifica. Se da un lato va riconosciuto il valore del lavoro svolto da istituzioni e parti sociali per mettere in sicurezza il cantiere della ricostruzione, dall’altro la Filca Cisl Lazio Nord rinnova la sua sfida: chiudere definitivamente ogni spazio a chi specula sulla tragedia, garantendo che ogni singola pietra posata ad Amatrice porti con sé il segno tangibile di un lavoro sicuro, regolare e rispettoso della vita umana”. Così nella nota la Filca CISL

Edilizia scolastica, 114.4 milioni per il contrasto al rischio sismico e per interventi urgenti. Ministro Valditara: “Sicurezza priorità per noi”

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Il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara,, ha firmato un decreto da 114,4 milioni di euro per l’edilizia scolastica e per la realizzazione di interventi urgenti e indifferibili a seguito di eventi sismici, calamitosi o eccezionali, per il miglioramento e l’adeguamento sismico, per lavori conseguenti a episodi di crollo di solai e controsoffitti, per la manutenzione straordinaria e la messa in sicurezza dei solai e dei controsoffitti, per la bonifica di elementi contenenti amianto e ripristino funzionale delle parti bonificate e per interventi per garantire il diritto allo studio. “Queste risorse si aggiungono agli oltre 12 miliardi di euro, tra fondi PNRR e nazionali, che abbiamo già investito per l’edilizia scolastica e che costituiscono il più importante investimento mai fatto per le nostre scuole. Garantire sicurezza a chi studia e lavora nelle nostre scuole costituisce una priorità strategica sulla quale continueremo ad investire” – così il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.

Ancora un grave incidente sulla Rieti – Terni altezza bivio per Greccio

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Ancora un grave incidente sulla Rieti – Terni nella mattinata odierna, 24 agosto. Un’auto è terminata contro il guardrail, sembrerebbe dopo un testacoda, con il coinvolgimento di un’altra vettura. Il sinistro si è verificato prima del bivio per Greccio. Traffico bloccato, sul posto Vigili del Fuoco, 118, carroattrezzi e Polizia di Stato.

Sisma, premier Meloni: “Rendiamo omaggio alla memoria delle 299 vittime. Non dimenticheremo mai la notte del 24 agosto 2016”

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Non dimenticheremo mai la notte del 24 agosto 2016. Alle 3.36 la prima, terribile, scossa della drammatica sequenza sismica che per mesi ha sconvolto il Centro Italia, distruggendo interi borghi e colpendo un pezzo vastissimo del nostro territorio nazionale. Oggi rendiamo omaggio alla memoria delle 299 vittime del terremoto e torniamo a stringerci ai loro cari, in questa giornata di ricordo e commemorazione. In questi dieci anni sono state tante le difficoltà. Troppi rinvii e false partenze hanno impedito che la ricostruzione potesse procedere rapidamente. Il Governo ha raccolto questa responsabilità e ha lavorato, con costanza e determinazione, affinché potesse concretizzarsi un deciso cambio di passo. I dati testimoniano che la direzione è cambiata, sia per quanto riguarda i contributi concessi e già liquidati per la ricostruzione privata, sia per quello che concerne la ripresa degli investimenti per la ricostruzione pubblica, per troppo tempo rimasta bloccata. In questo cammino sono tornati a splendere anche alcuni dei simboli più significativi e identitari del territorio. Come la Basilica di San Benedetto a Norcia, quasi completamente distrutta dalla scossa del 30 ottobre 2016. Altrettanto incessante l’impegno per sostenere la ripresa economica e sociale, essenziale per garantire che i borghi e le città colpiti dal terremoto possano continuare ad essere vivi e vitali. Molto è stato fatto, ma altrettanto resta da fare. E, per questo, non abbiamo intenzione di fermarci. Dando ancor più forza e continuità a quel grande lavoro di squadra che, in questi anni, ha visto protagonisti tutti i livelli istituzionali nazionali e locali, insieme al tessuto economico, sociale e produttivo e ha permesso di raggiungere risultati inizialmente impensabili. L’obiettivo rimane comune e condiviso: vincere la sfida della rinascita dell’Appennino Centrale. Così nella nota il premier Giorgia Meloni

Pienone per la “Cena di Quartiere” a Quattro Strade

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Dopo il grande successo della prima edizione della Cena di Quartiere 2025, giovedì 20 agosto si è replicato l’appuntamento organizzato dall’Associazione Rione Quattro Strade, in collaborazione con il Comitato di Quartiere Quattro Strade. La cena si è confermata come uno dei momenti più significativi di aggregazione e partecipazione della nostra comunità. A nome mio, in qualità di Presidente, e a nome di tutto il Comitato Quattro Strade e dell’intera popolazione del nostro quartiere desidero rivolgere un sincero e sentito ringraziamento a tutte le persone che hanno partecipato e contribuito alla riuscita di questa bellissima serata. La Cena di Quartiere non è stata semplicemente una cena. È stata soprattutto un’occasione per ritrovarsi, stare insieme, condividere e riscoprire quelle tradizioni popolari che appartengono alla nostra storia e che, nel tempo, rischiavano di perdersi. Per una sera, il quartiere ha riscoperto il valore dello stare insieme intorno a una tavola, proprio come accadeva un tempo, quando le occasioni di festa rappresentavano momenti preziosi di incontro, amicizia e socialità, tradizioni tramandate dai nostri nonni e che oggi abbiamo il dovere di custodire e riconsegnare alle nuove generazioni. Un ringraziamento speciale e particolare va al Capo Rione di Quattrostrade, Fabio Lattanzi, per l’impegno, la passione, la disponibilità e la straordinaria capacità organizzativa dimostrata nella realizzazione della Cena di Quartiere e a Maverik Lattanzi, per il prezioso contributo e per la grande qualità del cibo che ha accompagnato la serata. La collaborazione tra Associazione Rione 4 Strade e Comitato di Quartiere Quattrostrade ha dimostrato che, superando qualsiasi divisione e mettendo al centro esclusivamente il bene della comunità, si possono realizzare iniziative capaci di coinvolgere e unire tutti, e quella forza non appartiene a una singola persona o a una singola realtà: appartiene a Quattrostrade. Un grazie sentito al Vicepresidente del Comitato di Quartiere, Emiliano Santori, e a tutti i componenti del Comitato che, con disponibilità e spirito di collaborazione, hanno contribuito alla preparazione e alla riuscita dell’evento. La nostra gratitudine va inoltre agli Assessori del Comune di Rieti Fabio Nobili e Giovanna Palomba, che hanno voluto essere presenti e condividere con la nostra comunità questo importante momento di festa. La loro presenza ha assunto un significato ancora più speciale anche grazie alla premiazione degli atleti del Rione Quattrostrade protagonisti della Festa del Sole 2026, un momento che ha permesso di valorizzare i nostri giovani e il loro impegno, unendo idealmente tradizione, sport e appartenenza al territorio. Durante la serata è emerso un sentimento condiviso: iniziative come questa ci permettono di rivivere tradizioni forse un po’ dimenticate, ma ancora profondamente radicate nella memoria della nostra comunità. Ed è proprio questo il valore più importante della Cena di Quartiere. Non soltanto mangiare insieme, ma tornare a parlare, incontrarsi, conoscersi, sorridere e sentirsi parte di una comunità. A tutte le famiglie, ai residenti, agli amici e a tutti coloro che hanno scelto di esserci, va il nostro più sincero grazie. Il successo di questa iniziativa dimostra ancora una volta che quando un quartiere si unisce, collabora e riscopre le proprie radici, può creare qualcosa di veramente importante. Quattro Strade non è solo un luogo, è una comunità. Una comunità fatta di persone, di storie, di tradizioni e di futuro. E se le tradizioni dei nostri nonni rischiavano di perdersi, abbiamo dimostrato che possono tornare a vivere quando c’è la volontà di condividerle e tramandarle. Grazie a tutti voi per aver reso questa serata una festa vera. Grazie a chi ha lavorato dietro le quinte. Grazie a chi ha partecipato. Grazie a chi continua a credere nel nostro quartiere. Il Comitato di Quartiere Quattro Strade continuerà a lavorare con impegno affinché momenti come questo non siano un ricordo, ma diventino una nuova tradizione. Perché un quartiere è forte quando le persone si incontrano. Così nella nota Giuliano Spadoni, presidente Comitato di Quartiere Quattro Strade

Sul Lago di Paterno una serata evento in memoria di Lucio Battisti

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Si terrà il 28 agosto la terza edizione di “Io tu noi tutti”, Festival scritto, cantato e narrato per omaggiare la figura di Lucio Battisti, nei luoghi di Lucio Battisti. Ideato da Carlo Valente, cantautore reatino, e da Laura Rizzo, giornalista musicale, che ne curano la direzione artistica, si articola come una serata di racconti e canzoni, di raccordi e cuciture che scavano nella produzione di Battisti, puntando il focus ogni anno su un tema differente. La serata si svolgerà sul Lago di Paterno, a Vasche, Castel Sant’Angelo (Rieti), luogo magico e paesaggisticamente incantevole, ma soprattutto luogo chiave e d’ispirazione per Lucio, che ci visse durante l’infanzia con la sua famiglia, prima di trasferirsi a Roma. Il fil rouge dell’edizione 2026 di Io tu noi tutti vede come protagonisti i lati B dei 45 giri di Lucio, intesi non certo come canzoni minori, ma come veri e propri capolavori. Se il senso di un lato B, normalmente, era quello di essere una canzone di appoggio al lato A, più spinto dalle radio e dalla discografia, con Battisti ci si trova in una eccezione magnifica in cui le canzoni apposte sul b-side sono monumenti rimasti nella storia.Quattro artisti (Emanuele Colandrea, Mirkoelicane, Mèsa e Carlo Valente) per quattro set, costruiti intorno ad un’idea, e una voce narrante (Laura Rizzo) a tenere insieme le fila: uno storytelling cucito ad hoc, come una trama sottile in mezzo a tre interpretazioni personalissime dei brani di Lucio, più un brano proprio, per ciascuno di loro. Una scaletta piena di chicche, per una festa piena di sorprese. Una serata imperdibile dedicata ad un artista senza spazio e senza tempo che ci ha lasciato senza neanche un minuto di non amore.

Acquista una moto, ma si tratta di una truffa. Denunciata una romana

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La Stazione Carabinieri di Passo Corese ha denunciato in stato di libertà una 57enne di origini romane, già nota alle Forze dell’Ordine, ritenuta responsabile di una truffa online. L’attività investigativa ha preso il via nei giorni scorsi, a seguito della denuncia presentata da un cittadino rimasto vittima di un raggiro sul web. L’uomo, interessato all’acquisto di una motocicletta individuata su una nota piattaforma di compravendita tra privati, aveva avviato una trattativa con la presunta venditrice. Una volta concordati il prezzo del veicolo e le modalità di consegna, l’acquirente ha provveduto al versamento di una somma pari a circa 5.000 euro mediante bonifico bancario. Decorso un congruo periodo di tempo senza che il veicolo venisse consegnato, l’uomo ha compreso di essere stato raggirato e si è rivolto ai Carabinieri. Le immediate indagini, condotte dai militari dell’Arma attraverso il meticoloso tracciamento e la verifica delle utenze telefoniche e dei dati bancari impiegati nella trattativa, hanno consentito di identificare rapidamente la presunta responsabile e deferirla alla competente Autorità Giudiziaria. Questa operazione conferma l’impegno costante e la presenza capillare dei presidi dell’Arma dei Carabinieri sul territorio, punto di riferimento per la tutela dei cittadini contro i reati predatori commessi attraverso le piattaforme informatiche. Si dà atto, come di consueto, che il procedimento penale è ancora nella fase delle indagini preliminari e che eventuali responsabilità penali saranno valutate dall’Autorità Giudiziaria.

Sisma, Plasmati (Conita OdV): “Non cancelleremo mai le pietre crollate né la dignità con cui Amatrice e le terre del cratere si sono rialzate”

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Oggi, 24 agosto 2026, ricorrono esattamente dieci anni da quella tragica notte in cui un terremoto devastante ha colpito il Centro Italia, cancellando in pochi secondi borghi simbolo della nostra storia e strappando alla vita 299 vittime, tra cui 239 solo ad Amatrice. Ricordare oggi non è soltanto un atto dovuto di memoria istituzionale, ma un impegno morale collettivo. Ed il nostro è per non dimenticare le vittime. Il pensiero va prima di tutto a chi non c’è più e alle loro famiglie, che portano nel cuore un dolore incancellabile. La resilienza della comunità. Dieci anni di resistenza, di fatica, di speranza e di una ricostruzione difficile ma necessaria, mossa dalla tenacia di chi non ha mai voluto abbandonare la propria terra. Il valore della prevenzione: La ricorrenza ci richiama con forza all’urgenza di proteggere il nostro patrimonio e le vite umane attraverso una cultura concreta della sicurezza sismica. Non cancelleremo mai le pietre crollate, così come non dimenticheremo mai la dignità con cui Amatrice e le terre del cratere si sono rialzate. Unendoci al dolore e alla forza di tutti i territori colpiti, rinnoviamo oggi l’abbraccio a chi continua a custodire l’anima di Amatrice. Conita Rieti OdV sarà sempre al vostro fianco con aiuti umanitari, sociali e donativi per tutte le famiglie in difficoltà, per continuare a regalare sorrisi ai bambini e ai ragazzi, dai più piccoli agli adolescenti”. Così nella nota Giuseppe Plasmati, Conita OdV